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 Ylenia Caioli

Vercelli: tour in 7 tappe nel centro storico della città del riso

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cosa vedere a vercelliDa anni Vercelli è la mia porta d’accesso al Piemonte: è qui, infatti, nella sua stazione ferroviaria, che arrivo e riparto nei weekend piemontesi.

Nonostante questa frequentazione piuttosto assidua non avevo avuto ancora occasione di scriverne: così, mentre passeggiavo per il suo centro storico, in un sabato pomeriggio, ho pensato di dedicarle una sorta di mini tour per mostrare cosa vedere a Vercelli tra storia e monumenti, con qualche spunto gastronomico.

Ad un primo sguardo, infatti, Vercelli non sembrerebbe offrire molto: si presenta come una sonnacchiosa e moderna città del nord, un po’ anonima.

Se è vero che la sua periferia è caratterizzata da zone industriali, ipermercati e moderni edifici, il centro storico invece custodisce architetture pregevoli, a cominciare dalle sue chiese, realizzate tra ‘500 e ‘800. Inoltre, da Vercelli passa anche la Via Francigena, l’antico cammino dei pellegrini che collegava Canterbury a Roma.

Inoltre, intorno al centro urbano di Vercelli si estendono chilometri e chilometri di risaie, che nel periodo della semina e dell’allagamento si trasformano in un vero e proprio mare.

Una sconfinata distesa d’acqua che crea paesaggi suggestivi e ospita aree naturalistiche come il Parco delle Lame del Sesia.

WEHR-CELT: DALLA FONDAZIONE DEI CELTI ALLA CAPITALE DEL RISO

L’origine del nome Vercelli è controversa ma pare che Wehr-Celt sia stata fondata addirittura dai Celti, intorno al VI sec ac, per essere poi conquistata dai romani nel II sec. L’attuale centro storico sorge proprio sull’antico Municipium romano, di cui, purtroppo, non è rimasta alcuna testimonianza.

Affermatasi come importante arcidiocesi con Eusebio, primo vescovo del Piemonte e patrono della città, Vercelli è stata prima governata dai Longobardi, poi ha assistito alle lotte tra Guelfi e Ghibellini, fino all’arrivo dei Savoia, avvenuto nel 1713. Nel Medioevo ha avuto inizio anche la coltivazione del riso, coltura obbligata per la tipologia del terreno e la grande abbondanza di acqua e che nei secoli è stata sempre più identificata con questa città del Piemonte.

Annessa per breve periodo all’Impero Napoleonico, Vercelli ha partecipato attivamente ai moti risorgimentali e alle Guerre d’Indipendenza.

Oggi è capoluogo dell’omonima provincia, che comprende anche la Valsesia, è sede dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale ed è nota, insieme a Novara, per essere proprio la capitale italiana del riso.

Vercelli è inoltre una delle porte di accesso al Monferrato, considerato dal 2014 patrimonio Unesco per i paesaggi naturali e il suo vino.

VERCELLI: INFORMAZIONI UTILI 

Per farmi un’idea di cosa vedere a Vercelli, ho preso a riferimento il sito ATL-Agenzia di Promozione Turistica Valsesia e Vercellese, dove ho trovato un interessante itinerario del centro storico, che ho arricchito con informazioni ricavate in loco e i consigli del mio fidanzato e dei suoi amici, che ringrazio molto!

La città di Vercelli è facilmente raggiungibile sia in treno che in auto, grazie alla ferrovia Milano-Torino, e all’autostrada A26.
E’ attivo anche un servizio di autobus urbano ed extraurbano, gestito da Atap.

Le stagioni migliori per visitarla sono probabilmente la primavera e l’autunno, quando la città si veste di colori; anche l’inverno però le conferisce un certo fascino, soprattutto con la neve.

Occhio invece all’estate: la presenza di risaie rende questa zona habitat preferito dalle zanzare. Se, come me, avete problemi a relazionarvi con questi insetti, non solo per il fastidio generale ma anche per reazioni violente alle loro punture, evitate di capitare in zona oppure, se non potete  farne a meno, tappatevi in casa al tramonto e nelle prime ore della sera.


COSA VEDERE A VERCELLI: TOUR DEL CENTRO STORICO IN 7 TAPPE 

L’itinerario che segue permette di visitare il centro storico di Vercelli, con partenza e arrivo in piazza Roma, davanti alla Stazione Ferroviaria.

La stazione, infatti, è comoda sia per chi decide di arrivare in treno, sia per chi preferisce l’auto, dato che in questa zona è possibile trovare facilmente parcheggio, a pagamento o gratuito.

Inoltre, se siete abbonati al servizio di bike sharing del Piemonte “Bici in città”, in piazza Roma troverete uno dei cinque punti bici presenti a Vercelli.

Attenzione: sappiate che ad oggi la stazione di Vercelli non è dotata di deposito bagagli o di armadietti per lasciare trolley! Mi auguro che in futuro questo servizio possa essere aggiunto.

L’itinerario è piuttosto veloce da fare a piedi, a passo svelto si impiega meno di un’ora; se però volete visitare con calma anche tutti i monumenti, vi servirà almeno una giornata.

Per comodità ho suddiviso il tour in tappe: ecco quindi cosa vedere a Vercelli in 7 tappe!

1. Tappa: Sant’Andrea, la chiesa di mattoni rossi

cosa vedere a vercelli: Sant'AndreaIn piazza Roma, proprio davanti alla Stazione, sorge la basilica di Sant’Andrea, monumento simbolo di Vercelli: scontato quindi che l’itinerario per scoprire cosa vedere a Vercelli parta proprio da qui, senza contare che questo è anche il mio monumento preferito.

La prima volta che ho vista le guglie di Sant’Andrea ho pensato che si trattasse del Duomo di Vercelli ma non è così: costruita tra 1219 e 1227, la chiesa è un bellissimo esempio di fusione tra romanico lombardo e gotico ed è caratterizzata dal contrasto cromatico tra il color rosso vivo dei mattoni e il bianco delle torri campanarie.

La basilica, a tre navate, è tutta un gioco di archi a sesto acuto.

Al centro della navata principale è appeso il crocifisso ligneo, dipinto nel XIV sec, l’opera più famosa.

All’interno è presente anche un delizioso chiostro: vi consiglio di sedervi qui per un po’ e rilassare la mente.

Sant’Andrea è nota anche per un importante episodio storico: nel 1310 nella sua sala capitolare venne siglata la pace tra Guelfi e Ghibellini, alla presenza dell’imperatore Enrico VII.

2. Tappa: Sant’Eusebio e il museo dell’opera del duomo

cosa vedere a vercelli: Sant'EusebioCosteggiando il Parco Kennedy, intitolato a J. Fitzerald Kennedy, si raggiunge in pochi minuti la Cattedrale di Sant’Eusebio, Duomo di Vercelli.

Sebbene sorga a breve distanza dalla basilica di Sant’Andrea, queste due architetture sono assolutamente diverse.

Pare che a fondare il nucleo originario del Duomo sia stato il vescovo (poi Santo) Eusebio. Nel corso dei secoli, però, la Cattedrale è stata più volte distrutta e ricostruita: l’attuale struttura è datata tra fine 1500 e il 1800. In particolare, la facciata risale al ‘700 mentre la cupola è del 1832.

Il nucleo più antico è il campanile, che spicca proprio accanto alla cupola: risale al XII sec.

Come si addice ad una cattedrale maggiore, l’interno di Sant’Eusebio è maestoso, nonostante la suddivisione in tre navate: l’altare non si trova nell’abside ma è posizionato a metà della navata centrale ed è sormontato dal monumentale crocifisso ligneo in lamina d’argento di età romanica.

Il duomo custodisce numerosi dipinti ed epigrafi, oltre alla cappella con le spoglie di Sant’Eusebio, la cappella della Madonna dello Schiaffo (curiosa la leggenda che vi invito a leggere nei pannelli illustrativi), e quella che ospita la salma di Amedeo IX di Savoia.

Ho trovato invece alquanto singolare lo strano lampadario che pende all’inizio della navata centrale: non so per quel arcano meccanismo ma la mia mente lo ha associato subito al Pendolo di Foucault!

Accanto alla cattedrale di Sant’Eusebio, si trovano la Biblioteca Capitolare, la Pinacoteca e il Museo dell’Opera del Duomo.

Dall’esterno queste tre realtà sembrerebbero unite in un unico percorso di visita ma non è così: sono gestite dalla stessa Fondazione ma hanno anche orari di visita diversi.

Trovate tutte le informazioni nel sito internet ufficiale, cliccando qui.

Il Museo dell’Opera del Duomo è piccolo ma carino.

Al piano terra ospita reliquiari, calici, urne e preziosi oggetti votivi mentre al piano superiore si trovano due stanze degli antichi appartamenti Savoia, dove ha dimorato anche Papa Giovanni Paolo II durante la visita nel 1984.

Consiglierei la visita soprattutto a chi è appassionati di storia liturgica o vuole saperne di più della storia del Duomo di Vercelli.

Personalmente, troverei più interessante visitare la Biblioteca Capitolare, famosa per raccogliere codici e manoscritti rari, come il Vercelli Book, manoscritto su pergamena del X sec in lingua anglosassone antica.

Vercelli bookPurtroppo ancora non sono riuscita a far incastrare gli orari di apertura della Biblioteca con i miei!


3. Tappa: quel che resta del Castello Visconteo

castello visconteoSe da piazza d’Angennes, dove affaccia il Museo dell’Opera del Duomo, imboccate via Duomo e, a metà strada, svoltate a sinistra, raggiungerete il Castello Visconteo.

Edificato a partire dal 1290 per volere di Matteo Visconti, il Castello è stato prima residenza sabauda poi convertito ad alloggio militare in età Napoleonica. Nell’Ottocento è stato trasformato prima carcere e poi tribunale, funzione che mantiene ancora oggi.

Quel che resta dell’antica e possente fortezza, dunque, è visibile solo nella struttura esterna con le sue quattro torri e i classici mattoni rossi.

Senza nulla togliere all’importante funzione civile e penale esercitata attualmente, non mi dispiacerebbe che un giorno il castello possa tornare all’origine e, magari, essere adibito a museo o comunque a luogo per eventi che possano valorizzarlo.



4. Tappa: Sinagoga e Museo Borgogna

sinagoga di vercelliTornando su via Duomo e imboccando via Foa si raggiunge la Sinagoga.

Quella di Vercelli è stata la prima Sinagoga costruita dopo l’emancipazione degli ebrei in Italia, avvenuta nel 1848 ad opera di Carlo Alberto.

Eretta tra 1875 e 1878 ha una splendida facciata in pietre arenare bianche e grigio azzurre che la fa spiccare tra i palazzi circostanti.

La Sinagoga non è sempre aperta, motivo per il quale non sono ancora riuscita a visitare l’interno: è possibile però reperire tutte le informazioni utili alla visita sulla pagina FB della Comunità Ebraica di Vercelli.

Sempre proseguendo lungo via Foa si trovano due abitazioni databili tra 1400 e 1600: la prima è Casa Centori, che sorge accanto al “Volto dei Centori” antica contrada degli spazzacamino, mentre la seconda è Casa Tizzoni, che conserva ancora la torre cinquecentesca. Entrambe le abitazioni sono private.

Poco distante sorge il Museo Borgogna, seconda Pinacoteca del Piemonte dopo la Galleria Sabauda di Torino: non sono una grande appassionata di pittura e non ho visitato il museo ma pare che vi qui si trovino opere importanti di artisti dal rinascimento ad oggi, italiani e stranieri, come Tiziano, Baldung Grien, Bartholomaeus Spranger e Robbe.

5 Tappa: Il Broletto e Piazza Cavour, cuore di Vercelli


piazza palazzo vecchio a vercelliSe davanti alla Sinagoga imboccate piazza d’Azeglio raggiungerete subito una piccola e deliziosa piazzetta, Piazza di Palazzo Vecchio, conosciuta anche come Piazza dei Pesci per il mercato ittico che vi teneva.

Come è intuibile dal nome, questo era il cuore politico dell’antica Vercelli, il suo Broletto: sede del Comune dal 1200 fino all’inizio dell’800, era qui infatti che si svolgevano le assemblee cittadine e veniva amministrava la giustizia.

A testimonianza resta la Torre Comunale, che risale al XIII sec.

Attraversando la piazza e superando i portici, si accede a piazza Cavour, cuore di Vercelli, l’antica Piazza Maggiore.

piazza cavour a vercelliE’ qui che sorgeva il foro romano di cui però non è rimasta traccia.

La piazza è caratterizzata dai tipici portici delle città del nord, che la circondano interamente. La particolarità di piazza Cavour è quella di avere due tipologie di portici: quelli a sesto acuto che risalgano a fine XIII inizio XIV sec e gli altri, in cotto, di epoca rinascimentale.

A vegliare su tutti è la Torre dell’Angelo, quel che resta probabilmente di un’antica casa torre del XIV-XIX, sec mentre al centro della piazza si erge la statua di Camillo Benso Conte di Cavour: è l’omaggio di Vercelli ad una figura storica molto legata a questo territorio e dal quale la piazza stessa ha preso il nome nel 1864.

statua di camillo benso conte di cavourProprio accanto a piazza Cavour, in via Verdi, si trova il Museo Leone, museo civico della città: non ho ancora avuto occasione di visitarlo ma spero di poterlo fare presto.

6^ Tappa Corso libertà e la Pasticceria follis: i bicciolani

bicciolani di vercelliAccanto a via Cavour corre Corso Libertà, via principale del centro con i suoi negozi.

Se, dopo tanto camminare, avete voglia di assaggiare qualcosa di tipico vi consiglio di fare un salto alla Pasticceria Follis, in attività dal 1904: è qui che viene prodotta una delle specialità dolciarie più famose di Vercelli, i bicciolani.

Si tratta di biscotti fatti seguendo una ricetta del periodo rinascimentale che mescola alla pastafrolla una miscela di spezie, tra le quali la cannella.

Ammetto di essere una notevole estimatrice di questi biscotti, che secondo me non hanno niente da invidiare ai famosi krumiri Rossi di Casale Monferrato…provare per credere!

7^ Tappa Arca e Ospedale dei Pellegrini

Da piazza Cavour parte via Ferraris, lungo la quale si trovano l’Arca, il centro di arte moderna e la chiesa di San Bernardo, sede del santuario di Maria Salute, che liberò Vercelli dalla peste nel 1630.

Via ferraris sbocca proprio in piazza Roma, da dove è partito il nostro itinerario: l’ultima architettura da citare è l’Ospedale dei Pellegrini che risale al 1224 e sorge proprio davanti alla basilica di Sant’Andrea.

DOVE MANGIARE A VERCELLI: CUCINA ITALIANA E GIAPPONESE 

Nonostante l’offerta gastronomica di Vercelli sia piuttosto ampia devo ammettere di non aver avuto occasioni di provare ristoranti in città: la cucina di mia suocera è decisamente appagante!

Fanno eccezione i ristoranti giapponese, cucina della quale sia io che il mio fidanzato siamo piuttosto appassionati. Tra i tanti provati, ve ne segnalo due: il Fuji Sushi, vicino a piazza Roma, più intimo e il Sushi Kiko, appena fuori il centro storico, dove la sera è possibile optare anche per la formula “all U can eat”

Se invece volete fermarvi a mangiare un boccone durante l’itinerario nel centro storico di Vercelli, mi vengono consigliati i seguenti locali di cucina italiana: Orti.ca, tra piazza Cavour e Piazza dei Pesci, e Hosteria Capel Rosso, vicina al Museo Borgogna, entrambi ristoranti specializzati in cucina tipica piemontese ma non solo; La Vineria, tra piazza Cavour e piazza del Comune, locale piccolo ma a quanto pare molto rinomato.

Personalmente non ho mai provati nessuno dei tre ma da una veloce ricerca su internet e dalla lettura dei giudizi, conto di farlo!

OLTRE VERCELLI: DAL PARCO DELLE LAME DEL SESIA ALL’ABBAZIA DI LUCEDIO 



risaie di vercelliL’itinerario che ho illustrato non esaurisce tutto quello che c’è da vedere a Vercelli ma include le principali attrazioni del suo centro storico.

Fuori dalla città, oltre ad un giro tra le risaie, soprattutto durante il periodo dell’allagamento, consiglio invece una visita al Bosco della Partecipanza, alle chiese del vicino comune di Trino Vercellese, all’Abbazia di Lucedio e a Leri Cavour, dove si trova quel che resta (ahimè) della grangia di Camillo Benso Conte di Cavour.

Personalmente ho in programma di visitare anche il Parco naturale delle Lame del Sesia, con l’Abbazia di San Nazzareno Sesia, e i castelli da Moncrivello a Prarolo…ma per questo dovrò aspettare un po’.

Ho dato uno sguardo invece al castello di Quinto: purtroppo al momento è chiuso ed utilizzato solo per eventi speciali.

Curiosità: non mi risulta che a Vercelli esista un museo del riso, almeno non uno ufficialmente riconosciuto…per un territorio come questo è una mancanza che suona piuttosto singolare!

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