Ylenia Caioli

Kyoto: divieto di ingresso nelle strade private di Gion

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maiko paparazzi a kyoto

Era il 2019 quando nel quartiere di Gion, a Kyoto venne imposto il divieto di fare fotografie nelle strade private. A distanza di 5 anni arriva un nuovo provvedimento: a partire da aprile 2024 scatta il divieto di ingresso nelle strade private, pena una multa di 10.000 yen (poco più di 60 euro).

La decisione è stata presa dal Gion Southside District Council, l’organismo che amministra questa parte della città ed è stata rilanciata dai Media giapponesi nelle scorse settimane.

Il divieto di ingresso per chi non è residente riguarda solo le strade private e non quelle pubbliche, come le famose Shijo-dori e Hanamikoji, che continueranno ad essere aperte a tutti.

Ad indicare il divieto saranno speciali cartelli in lingua giapponese ed inglese: “This is a private road, so you are not allowed to drive through it. There will be a fine 10,000 yen“.

Secondo il sito di informazione Soranews24 però la traduzione in inglese presente sul cartello è errata: la parola incriminata è“通り抜け” (“tourinuke”) che significa “attraversare” e non “guidare”. La corretta traduzione quindi è “This is a private road, so you are not allowed to pass through it. There will be a fine 10,000 yen“, ovvero “Questa è una strada privata, non è quindi possibile attraversarla. E’ prevista una multa da 10.000 yen

Il divieto di ingresso nelle strade private di Gion quindi comprende sia l’attraversamento, con mezzi come bici o motorini, sia il passaggio a piedi.

divieto di ingresso nelle strade private di gion

Il nuovo divieto è la conseguenza della crescente pressione del turismo sul quartiere, dopo la riapertura del Giappone.

I residenti lamentano comportamenti irrispettosi da parte dei turisti, soprattutto stranieri, in particolare a causa di quelli che chiamano Maiko-Paparazzi, ovvero coloro che si appostano nelle strade per scattare foto alle geisha e alle maiko.

Come avevo già scritto anni fa, il quartier di Gion ha cercato di creare una cultura della sostenibilità in questi anni, non solo con i divieti ma anche con campagne informative e addirittura con la creazione di un sito internet, anche in lingua inglese, per promuovere la conoscenza del quartiere e far comprendere che non si tratta solo di un luogo turistico.

A quanto pare non basta ed è un vero peccato!

Dopo la pandemia siamo tornati tutti a viaggiare ma evidentemente con ancora poca consapevolezza e senso del rispetto nei confronti delle destinazioni che visitiamo.

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