Reporter in Viaggio https://www.reporterinviaggio.it Blog, foto e video di una reporter in viaggio per il mondo! Sun, 03 Jan 2021 17:50:19 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.6 Brexit: cosa cambia per i viaggi nel Regno Unito dal 2021 https://www.reporterinviaggio.it/brexit-cosa-cambia-viaggi-nel-regno-unito/ https://www.reporterinviaggio.it/brexit-cosa-cambia-viaggi-nel-regno-unito/#respond Thu, 31 Dec 2020 09:57:42 +0000 https://www.reporterinviaggio.it/?p=45374 Alla fine la Brexit è arrivata: il 31 dicembre 2020 il Regno Unito ha lasciato l’Unione Europea, adempiendo così al referendum che nel 2016 aveva decretato la vittoria del Sì alla Brexit. In realtà, il Regno Unito era uscito dall’Unione Europea già il 31 gennaio 2020. Per tutto l’anno però le conseguenze erano state praticamente […]

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Alla fine la Brexit è arrivata: il 31 dicembre 2020 il Regno Unito ha lasciato l’Unione Europea, adempiendo così al referendum che nel 2016 aveva decretato la vittoria del Sì alla Brexit.

In realtà, il Regno Unito era uscito dall’Unione Europea già il 31 gennaio 2020. Per tutto l’anno però le conseguenze erano state praticamente inesistenti per noi italiani, a causa del periodo di transizione: si è dovuto attendere infatti che UE e Regno Unito raggiungessero l’accordo di separazione, avvenuto il 25 dicembre 2020.

Dal 1 gennaio 2021 quindi sono entrate in vigore nuove regole non solo per chi vive e lavora nel Regno Unito ma anche per chi viaggia nel paese.

Ecco, in sintesi, cosa è cambiato per i viaggi nel Regno Unito dal 2021:

1. Passaporto

Niente più carta d’identità per entrare nel Regno Unito! Anche i cittadini dell’Unione Europea dovranno tornare ad utilizzare il passaporto. Non da subito però: secondo il sito di VisitBritain, portale ufficiale del turismo nel Regno Unito, la carta d’identità europea infatti resterà valida fino al 1 ottobre 2021.

Il passaporto dovrà avere una validità di almeno 6 mesi. In ogni caso il periodo di permanenza nel paese non può superare i 3 mesi: in caso contrario è necessario ottenere anche il visto.

Inoltre fino al 2025 è necessario compilare un’autorizzazione elettronica di viaggio (ETA – Electronic Travel Authorisations) per entrare nel paese. Le modalità per la compilazione del documento saranno rese note prossimamente dal Governo inglese. L’autorizzazione vale anche per chi transita dal Regno Unito.

2. Copertura sanitaria

Dal 2021 chi arriva dall’Italia deve avere una propria assicurazione sanitaria per usufruire di assistenza medica durante un viaggio nel Regno Unito.

3. Cellulari e Rete Internet

Niente più roaming gratuito per cellulari e rete internet: ogni operatore telefonico decide liberamente che tariffe attribuire per i viaggi nel Regno Unito. E’ consigliabile quindi consultare il proprio operatore prima di partire.

4. Patente

E’ sempre possibile utilizzare la patente italiana per guidare in UK.

VisitBritain ha creato una pagina sul proprio sito, in lingua italiana, dove sono elencate tutte le nuove regole per i viaggi nel Regno Unito.

Anche il sito del Governo ha una pagina dedicata, in questo caso però solo in lingua inglese. Inoltre è stato pubblicato un breve questionario che permette di capire subito quali sono le nuove regole da seguire, a seconda che si stia organizzando un viaggio per piacere o per lavoro.

Se state pensando, come me, ad un prossimo viaggio a Londra e dintorni nel 2021, il consiglio è di tenersi aggiornati! Io cercherò di farlo il più possibile con questa notizia.

E dato che il Covid 19 ci farà compagnia ancora per un po’, vi consiglio di dare uno sguardo anche al post sugli strumenti utili per pianificare viaggi in questo periodo.

Questo post è stato pubblicato la prima volta il 31.12.2020. Ultimo aggiornamento il 03.01.2021

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Viaggiare all’estero ai tempi del Covid 19: alcuni strumenti utili https://www.reporterinviaggio.it/viaggiare-allestero-ai-tempi-del-covid-19-alcuni-strumenti-utili/ https://www.reporterinviaggio.it/viaggiare-allestero-ai-tempi-del-covid-19-alcuni-strumenti-utili/#respond Wed, 21 Oct 2020 16:14:11 +0000 https://www.reporterinviaggio.it/?p=45354 Viaggiare all’estero ai tempi del Covid 19 non è facile. L’emergenza sanitaria ha rivoluzionato il nostro modo di vivere, con nuovi abitudini e restrizioni, viaggi all’estero compresi. Un panorama che muta in continuazione e al quale non è sempre facile riuscire a stare dietro. Non esiste infatti un comportamento unico adottato da tutti i paesi […]

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Viaggiare all’estero ai tempi del Covid 19 non è facile. L’emergenza sanitaria ha rivoluzionato il nostro modo di vivere, con nuovi abitudini e restrizioni, viaggi all’estero compresi. Un panorama che muta in continuazione e al quale non è sempre facile riuscire a stare dietro.

Non esiste infatti un comportamento unico adottato da tutti i paesi nei confronti dei viaggiatori, ognuno decide in base alla propria situazione: in alcuni chi arriva dall’estero è costretto ad un periodo di isolamento di 2 settimane, in altri no; alcuni vietano i viaggi per turismo in alcune destinazioni ma non in altre.

Premesso che in generale i viaggi per turismo sono per lo più sconsigliati in questo periodo, se dovete comunque spostarvi dall’Italia, per lavoro o per motivi personali, ecco alcuni strumenti utili per viaggiare all’estero ai tempi del Covid 19.

Re-open: la piattaforma dell’Unione Europea

viaggiare all'estero ai tempi del covid 19: re open

Se dovete viaggiare nell’Unione Europa, Re-Open è la piattaforma online creata per convogliare in un unico strumento le disposizioni sul Covid 19 in vigore nei vari paesi dell’UE.

Il sito, consultabile anche da mobile, è disponibile in lingua italiana (con la specifica che alcune traduzioni potrebbero non essere perfette perchè affidate a traduttori automatici).

Al suo interno, è possibile selezionare il paese di destinazione e conoscere quindi tutte le disposizioni aggiornate per l’ingresso. Ogni paese è stato inoltre mappato a livello regionale in base al rischio Covid 19, con 4 gradazioni di colore, a seconda della pericolosità di contagio: verde, arancio, rosso e grigio.

All’interno della scheda di ciascun paese è possibile trovare le informazioni e la documentazione relativa alle disposizioni per l’ingresso.

Viaggiare sicuri: il questionario per viaggiare all’estero ai tempi del Covid 19

viaggiare all'estero ai tempi del covid 19: viaggiare sicuri

Per i paese extra UE (ma anche per quelli europei) il punto di riferimento è sempre lui: il sito della Farnesina “Viaggiare Sicuri”.

Nel sito, infatti, è stata realizzata una sezione ad hoc dedicata al Covid 19, visibile appena si entra. Oltre a tutti i riferimenti alle normative in vigore, è stato approntato anche un questionario online (in lingua italiana e inglese) da compilare per sapere se è possibile viaggiare verso una destinazione specifica.

Ho fatto un paio di test, con motivazione di viaggio per entrambi “turismo”. Nel primo ho messo come destinazione il Cile e il viaggio è risultato impossibile fino al 13 novembre, per il DPCM del 13 ottobre. Nella seconda ricerca ho messo come destinazione Giappone ed il viaggio è risultato possibile ma con limitazioni per il rientro in Italia.

questionario viaggi farnesina

Il questionario è disponibile anche per chi deve rientrare in Italia dall’estero.

Oltre a questa sezione, nelle schede dei singoli paesi di “Viaggiare sicuri” vengono riportate tutte le ultime disposizioni in merito al Covid 19 e la documentazione richiesta per l’eventuale viaggio.

Se dovete partire ricordatevi sempre di iscrivervi al sito “Dove siamo in Viaggio”.

La mappa interattiva di IATA per i voli all’estero

mappa iata viaggiare all'estero ai tempi del covid 19

Un altro strumento utile per chi deve viaggiare in aereo ai tempi del Covid 19 è la mappa interattiva creata da IATA l’associazione internazionale delle principali compagnie di volo.

La mappa è in lingua inglese e consente di conoscere per ogni paese tutte le disposizioni in vigore.


Questi sono gli strumenti online che sono riuscita a trovare.
Se ne conoscete altri che possono risultare utili a chi deve viaggiare all’estero in questo periodo, potete segnalarli nei commenti (no spam o pubblicità, please, altrimenti non li approvo ;)).

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Winter Wonderland: il parco giochi di Natale a Londra https://www.reporterinviaggio.it/winter-wonderland-a-londra/ https://www.reporterinviaggio.it/winter-wonderland-a-londra/#respond Mon, 21 Sep 2020 08:20:29 +0000 http://www.reporterinviaggio.it/?p=2564 Se vi trovate a Londra durante il periodo di Natale, e volete concedervi un po’ di svago tra un museo e l’altro, potete fare un salto al Winter Wonderland! Ho scoperto per caso questo luogo qualche anno fa quando ho trascorso il Capodanno a Londra, durante una passeggiata ad Hyde Park: è una sorta di […]

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winter wonderland ad Hyde Park

Se vi trovate a Londra durante il periodo di Natale, e volete concedervi un po’ di svago tra un museo e l’altro, potete fare un salto al Winter Wonderland!

Ho scoperto per caso questo luogo qualche anno fa quando ho trascorso il Capodanno a Londra, durante una passeggiata ad Hyde Park: è una sorta di via di mezzo tra un parco giochi e un mercatino di natale e negli ultimi anni è cresciuto molto.

Il Winter Wonderland è allestito dentro Hyde Park e precisamente nella zona del parco che guarda a Marble Arch: l’ingresso è gratuito e al suo interno ci sono attrazioni dedicato a grandi e piccini, dalle giostre (a pagamento), agli stand gastronomici e di prodotti d’artigianato.

Tra le attrazioni anche la grande ruota panoramica, Giant Observation Wheel, versione in miniatura della sorella maggiore, la London Eye, ma comunque del tutto rispettabile.

Ruota Panoramica ad Hyde Park

La Ruota del Winter Wonderland: un London Eye in miniatura!

Non ricordo invece la pista di pattinaggio sul ghiaccio (o non c’era o doveva essere chiusa perchè altrimenti l’avrei di sicuro provata!) ma è presente tra le attrazioni annoverate nel sito internet del parco: ottimo motivo per tornarci in futuro!

All’interno del parco si trova anche un vero e proprio Mercatino di Natale: oltre agli stands a tema, nel periodo pre-natalizio è possibile incontrare anche Santa Claus!

Il Winter Wonderland ha un proprio sito internet, dove potete trovare anche il calendario degli spettacoli e degli eventi, oltre ai prezzi di alcune delle attrazioni (come ad esempio la ruota panoramica).

Per raggiungerlo potete utilizzare la Metro: la fermata è “Marble Arch“.

E quando vi sarete stancati di giochi e divertimenti, Hyde Park è pronto ad accogliervi per una rigenerante passeggiata in mezzo alla natura!

ATTENZIONE!!!! Quest’anno il Winter Wonderland non aprirà a causa dell’emergenza sanitaria per il Covid 19: l’appuntamento è quindi rinviato al 2021.

Questo post è stato pubblicato la prima volta il 14.11.2013. Ultimo aggiornamento il 21.09.2020

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Guidare una supercar, al volante della Ferrari Portofino https://www.reporterinviaggio.it/guidare-una-supercar-al-volante-di-una-ferrari-portofino/ https://www.reporterinviaggio.it/guidare-una-supercar-al-volante-di-una-ferrari-portofino/#respond Mon, 07 Sep 2020 17:26:24 +0000 https://www.reporterinviaggio.it/?p=45325 Avete mai sognato di guidare una supercar? Io sì e finalmente ho avuto occasione di provare una Ferrari Portofino. Ecco come potete fare!

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ferrari

Ho sempre avuto passione per i motori e le supercar: non solo amo la velocità ma, complice l’influenza di mio fratello, per anni ho seguito la Formula 1, grazie alla quale ho iniziato anche la mia attività di giornalista.

Per questo, quando Mauro Bertoli, ex proprietario di una radio fiorentina per la quale ho condotto anni fa la trasmissione “Planet Motori”, mi ha contattata chiedendomi se mi andava di provare a guidare una supercar, la risposta è stata subito un entusiasta “si”.

Appuntamento sabato mattina a Campi Bisenzio, alle porte di Firenze.

TRA FERRARI, LAMBORGHINI E PORSCHE: UN SABATO DA SUPERCAR

supercar test drive a campi bisenzio

Sono arrivata all’appuntamento non sapendo bene cosa avrei trovato.

L’invito infatti era stato un po’ vago: l’inaugurazione di un nuovo servizio di noleggio supercar. Il servizio si chiama “Supercar Test Drive” ed è stato messo in piedi da tre patiti di motori: Mauro Bertoli, che ha avuto l’idea, Massimo Campai, titolare di “Tuscany Vip Service”, che mette a disposizione parco auto e istruttori, e Carlo Bini, proprietario della Stazione di servizio da dove partono le prove su strada.

Non ero certa di aver capito bene dove si trovasse la Stazione di servizio ma è bastato arrivare nelle vicinanze per lasciarsi guidare dal rombo dei motori.

Modelli Ferrari

La Stazione di servizio, infatti, era un tripudio di auto di grossa cilindrata, in particolare Ferrari.

Per festeggiare la nuova attività, infatti, erano arrivati molti proprietari di auto storiche e membri del Ferrari Club che avevano allestito una vera e propria mostra di bolidi, aperta a tutti.

Tra i modelli presenti, Renault Alpine, Bmw Fretta 300, MG, Alfa Romeo ma soprattutto un incredibile numero di Ferrari, dalla F488 alla GTB 308, alla 208 GTS.

auto storiche al Supercar test drive

E poi c’erano loro, le 3 Supercar destinate alle prove di guida: la Lamborghini Performante, la Porsche GT3 e la Ferrari Portofino.

guidare una supercar: lamborghini performante
guidare una supercar: porsche GT3

Ammetto che le avrei volentieri provate tutte ma dovendo scegliere non ho avuto dubbi: Ferrari Portofino.

guidare una supercar: ferrari portofino

Prodotta a partire dal 2018, la Ferrari Portofino è un’elegante sportiva che monta un V8 capace di andare da 0 a 100 in 3,5 sec: un’accelerazione che, vi assicuro, toglie il fiato.

Non sono esperta e non entrerò quindi nei dettagli tecnici, dico solo che esteticamente ha una linea morbida e slanciata che a me piace molto, oltre ad essere molto comoda.

Yle alla guida della ferrari portofino

Appena seduta al volante, ho sentito il sedile sollevarsi: come mi ha spiegato Alessandro l’accompagnatore di “Tuscany Vip Service”, infatti, la Ferrari Portofino ha un sensore che regola automaticamente l’altezza della seduta.

In poche parole e in maniera cortese la Ferrari Portofino mi ha quindi fatto notare quanto sia bassa!

E’ stato proprio Alessandro a mostrarmi le prestazioni dell’auto, portandola da 0 a 100 su strada, e poi ad accompagnarmi nel mio giro.

volante della ferrari portofino

Prima di partire, mi ha spiegato bene come funziona il cambio automatico per guidare una supercar e come evitare di finire entrambi oltre il parabrezza!!!

Devo dire che, superata l’ansia iniziale di avere tra le mani un’auto da 200.000 euro, guidarla è stato facile. E’ incredibilmente scattante ma basta trattarla con dolcezza e lei risponde perfettamente ad ogni comando.

Lo ammetto, mi sono divertita!

Mi sarebbe piaciuto poter fare un giro più lungo, magari uscendo dalle strade più trafficate e cimentandomi con il cambio al volante, ma c’erano altre persone ad aspettare e quindi siamo dovuti rientrati.

modelli di auto storiche

Ho quindi approfittato per godermi la piccola mostra di auto e scambiare due chiacchiere con i proprietari: è stato divertente confrontarsi con tanti sconosciuti, tutti uniti dalla passione per i motori.

bmw fretta 300

Grazie a uno di loro ho avuto l’occasione di sedermi anche in una Ferrari 208 GTS del 1986 e rendermi conto dell’abissale differenza con la Portofino.

Nella 208 GTS sei praticamente sdraiata a terra, lo sterzo è rigido, l’elettronica è assente e la comodità non sembra il massimo. Eppure è un tipo di auto che affascina perchè la capacità di guida qui dipende totalmente dal pilota.

interno ferrari 208 GTS

Si può dire che, come per la fotografia, l’avvento dell’elettronica ha rivoluzionato il mondo dei motori, rendendo la guida (anche) delle supercar praticamente alla portata di tutti, almeno a livello base.

E in futuro pare sarà sempre più così, come testimoniano i progetti dei modelli di auto che si guidano da sole, portati avanti, tra gli altri, da Tesla.

Non a caso un’auto come la Ferrari Portofino è perfetta per chi vuole guidare una supercar e si mette al volante di una Ferrari per la prima volta, proprio per l’estrema facilità di guida.

modelli ferrari

C’è un solo rischio da prendere in considerazione: che ci si prenda gusto a guidarla e che venga voglia poi di passare dalla strada alla pista per cimentarsi, magari, con il cambio al volante e testare le effettive prestazioni.

A me (ahimè) questa voglia è venuta…e, chissà, magari sarà argomento per un futuro post.

SUPERCAR TEST DRIVE: INFO PER CHI VUOLE PROVARE A GUIDARE UNA SUPERCAR A FIRENZE

supercar test drive a campi bisenzio per guidare una suoerca

Se avete voglia di provare a guidare una supercar, sappiate che il Supercar Test Drive è in programma ogni weekend alla Stazione di servizio di Campi Bisenzio, in via Barberinese 232. Occorre però la prenotazione.

Si può scegliere di guidare tra Lamborghini, Porsche e Ferrari.

I costi variano: la prova mi è stata offerta ma so che si parte da 99 euro e si sale a seconda dei km percorsi, del tempo e del modello. Devo dire che i prezzi non sono esagerati, tenendo conto della auto che si possono scegliere e del fatto che tutto è coperto da assicurazione.

Tra le opzioni disponibili c’è anche la Formula regalo: in effetti può essere una bella sorpresa per chi è appassionato di motori.

Il loro sito internet è in fase di realizzazione ma per tutte le info e per le prenotazioni è possibile chiamare i seguenti numeri: 3391601216; 3317064947; 3349444322.

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Museo di Pianosinatico: ricostruito bunker della Linea Gotica e ampliata l’esposizione https://www.reporterinviaggio.it/museo-di-pianosinatico-ricostruito-bunker-della-linea-gotica/ https://www.reporterinviaggio.it/museo-di-pianosinatico-ricostruito-bunker-della-linea-gotica/#respond Tue, 25 Aug 2020 08:13:48 +0000 https://www.reporterinviaggio.it/?p=45286 La ricostruzione di uno dei bunker della Linea Gotica, la revisione degli itinerari nella Terra di Nessuno e nuove sale espositive: sono le novità del Museo di Pianosinatico, ad Abetone-Cutigliano. Ricordate il Museo della Linea Gotica e gli itinerari nella Terra di Nessuno? Ne avevo parlato in un post la scorsa estate, quando li scoprii […]

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bunker ricostruito al museo di pianosinatico

La ricostruzione di uno dei bunker della Linea Gotica, la revisione degli itinerari nella Terra di Nessuno e nuove sale espositive: sono le novità del Museo di Pianosinatico, ad Abetone-Cutigliano.

Ricordate il Museo della Linea Gotica e gli itinerari nella Terra di Nessuno?

Ne avevo parlato in un post la scorsa estate, quando li scoprii per caso, durante un soggiorno all’Abetone.

museo della linea gotica di pianosinatico

Inaugurato a maggio 2019, il Museo di Pianosinatico ripercorre la storia della Linea Gotica e in particolare le vicende legate al paese, luogo dell’eccidio del 28 settembre 1944, a lungo occupato dai tedeschi.

Oltre alla parte museale, il percorso si completa con i 2 itinerari nella Terra di Nessuno (così chiamata perchè il paese venne abbandonato dopo l’eccidio), alla scoperta dei bunker della Linea Gotica, nei boschi di Pianosinatico.

ricostruzione ambienti nel museo di pianosinatico

Museo ed itinerari sono stati realizzati dai volontari dell’associazione Laltrolato del Caposaldo grazie a reperti e oggetti donati dagli abitanti e da alcuni collezionisti esterni, come Francesco Susini e Roberto Simoncini.

Prima di proseguire nella lettura di questo articolo vi consiglio di leggere (o rileggere) il post dello scorso anno.

Nonostante il lockdown, nel primo anno di vita il Museo della Linea Gotica di Pianosinatico è andato molto bene, con oltre 3000 visitatori solo la scorsa estate, senza contare tutti coloro che hanno percorso gli itinerari.

In questi mesi i volontari si sono dati da fare per ampliare l’esposizione, aggiungendo un secondo piano: le 4 nuove sale, per circa 80 mq, si sommano così alle originarie 5, rendendo ancor più completo il percorso.

Oltre all’omaggio alle vittime dell’eccidio di Pianosinatico, è stato ricostruito il quartiere generale della divisone USA, con l’infermeria, una piccola biblioteca multimediale con libri e video interviste ai sopravvissuti, e una sala per accogliere mostre temporanee (in questo momento, è allestita la mostra dedicata al partigiano Bruno Buozzi e alla sua brigata).

La nuova sala che mi ha colpita di più però è quella che ospita l’omaggio alla 1^ guerra mondiale, in una serie di modellini realizzati da Marco Luconi, un appassionato di Pistoia: dagli aerei, alla cavalleria fino alla ricostruzione delle trincee, i modellini lasciano senza fiato per la finezza dei particolari.

Ogni pezzo è stato realizzato da Luconi e assemblato per riprodurre l’originale il più fedelmente possibile.

Ma le novità non finiscono qui: grazie al contributo del comune di Abetone Cutigliano, è stato ricostruito anche uno dei bunker della Linea Gotica, quello de La Buca.

Come mi hanno spiegato Dimitri e sua moglie Rossella, de Lalatrolato del Caposaldo, la ricostruzione serve a far comprendere meglio come era organizzata la vita all’interno delle postazioni, dove i soldati tedeschi presidiavano, notte e giorno, la Linea Gotica.

bunker la buca sulla Linea Gotica

Sono stati proprio loro ad accompagnarmi a vedere il bunker de La Buca che si trova lungo il percorso del primo itinerario della Terra di Nessuno (da 1,5 Km): il bunker può comunque essere raggiunto anche da chi percorre il secondo, allungando un po’ il cammino.

I volontari hanno svolto un’accurata ricerca storica per ricostruire in maniera fedele l’ambiente: il bunker è piccolo e angusto, realizzato con pali di legno e pietre, e ricoperto di terra.

L’unica differenza con l’originale è che quest’ultimo aveva una copertura di terra più alta per resistere ai bombardamenti.

La ricostruzione è notevole e rende bene il senso di accerchiamento e le privazioni alle quali era sottoposto chi montavano la guardia.

entrata al bunker la buca

L’interno del bunker La Buca è visibile attraverso una grata, grazie all’impianto di illuminazione a tempo che verrà installato. Per poter entrare invece è necessario effettuare una visita guidata o rivolgersi all’associazione.

La decisione è stata presa per salvaguardare i pezzi originali presenti all’interno, a cominciare dal telefono da campo.

L’allestimento del bunker rende ancora più completa la visita alla Linea Gotica attraverso i 2 itinerari, che possono essere percorsi a piedi o con ebike.

Postazione Balzo dell'aquila

Non ho avuto modo ancora di percorrere il 2^ itinerario ma Dimitri e Rossella mi hanno portata con il fuoristrada a visitare un’altra delle postazioni tedesche: il Balzo dell’Aquila.

Si tratta della postazione che dominava tutta la vallata di Pian degli Ontani, rendendo impossibile lo sfondamento della Linea Gotica su questo fronte.

Il Balzo dell'aquila

Non a caso infatti gli Alleati non riuscirono mai a prendere Pianosinatico, che venne invece abbandonato dalle truppe tedesche nei primi mesi del 1945 solo per paura di essere accerchiate.

In un solo anno il Museo di Pianosinatico è cresciuto molto: tutto grazie all’impegno e alla passione che i volontari de Laltrolato del Caposaldo mettono nel loro lavoro di conservazione della memoria storica.

Un impegno importante che va a vantaggio non solo del territorio e della comunità di Abetone-Cutigliano ma di tutti noi.

museo di pianosinatico

Se siete interessati a visitare il Museo della Linea Gotica e i percorsi della Terra di Nessuno, ora trovate orari e info sul nuovo sito dell’associazione Laltrolato del Caposaldo.

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La lavanda di Montespertoli, alle porte di Firenze https://www.reporterinviaggio.it/la-lavanda-di-montespertoli-alle-porte-di-firenze/ https://www.reporterinviaggio.it/la-lavanda-di-montespertoli-alle-porte-di-firenze/#respond Tue, 07 Jul 2020 08:14:38 +0000 https://www.reporterinviaggio.it/?p=45244 A pochi chilometri da Firenze c'è un piccolo angolo di Provenza: è il Podere Lemniscata dove si coltiva la lavanda di Montespertoli.

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lavanda in toscana

Avevo sempre associato i campi di lavanda alla Francia e da tempo infatti coltivavo l’idea di andare in Provenza per assistere ad una fioritura. Con mia grande sorpresa però ho scoperto che oggi la lavanda viene coltivata anche in molte parti d’Italia, addirittura in Toscana.

In questa regione la zona più famosa è quella di Santa Luce, sulle colline pisane, dove un gruppo di aziende, insieme all’Università di Pisa e a Coldiretti, ha avviato un progetto, finanziato da Regione Toscana, proprio per la coltivazione dei campi con la lavanda.

Non tutti sanno però che esiste un piccolo e delizioso campo di lavanda anche a pochi chilometri da Firenze, nel comune di Montespertoli, area famosa soprattutto per la produzione del vino Chianti.

campo di lavanda podere lemniscata

La lavanda di Montespertoli è coltivata infatti nel Podere Lemniscata.

Ho scoperto questa coltivazione per puro caso su Instagram, grazie alla pubblicità per la Festa della Lavanda che qui viene organizzata dal 2019.

Così ho deciso di andare a dare uno sguardo…ed è stata una piacevole scoperta!

STORIA DELLA LAVANDA: DAI BAGNI PROFUMATI ALL’OLIO ESSENZIALE

lavanda di montespertoli al podere lemniscata

La lavanda è una pianta officinale tipica del Mediterraneo: non a caso infatti ama i terreni molto assolati. Usata fin dai tempi degli antichi greci e romani, prende il nome proprio dall’uso che ne veniva fatto per profumare l’acqua del bagno.

Nel medioevo la lavanda è entrata a far parte degli orti dei monasteri dove veniva coltivata come pianta officinale per le proprietà curative, soprattutto antisettiche: ancora oggi infatti il principale utilizzo di questa pianta è per la produzione di olio essenziale.

Oggi se si parla di lavanda il pensiero va subito alla Provenza che su questa coltivazione ha investito anche dal punto di vista della promozione territoriale, creando itinerari turistici ed eventi.

L’Italia è un po’ indietro anche se negli ultimi anni abbiamo iniziato a capire che quella che un tempo era una coltivazione spontanea dei nostri campi, oggi può aprire nuove opportunità.

la lavanda del podere lemniscata

A Santa Luce, in Toscana, gli imprenditori locali hanno dato vita ad un progetto ambizioso e ben strutturato, che sta iniziando ad attrarre l’attenzione dell’opinione pubblica.

Molto più piccolo ma, a mio parere, ugualmente interessante il progetto del Podere Lemniscata, a Montespertoli, sul quale non molti avrebbero scommesso.

Come mi hanno raccontato i gestori, infatti, quando questa attività aprì, nel 2017, in tanti pensarono che fosse da matti piantare lavanda in un terreno nel quale tutti avrebbero piantato viti.

LA LAVANDA DI MONTESPERTOLI: IL PODERE LEMNISCATA

la lavanda di montespertoli

La lavanda di Montespertoli viene coltivata nel Podere Lemniscata, lungo la Strada del vino: si tratta di una piccola fattoria didattica, messa in piedi da Manuela, 4 anni fa, che funge anche da agriturismo.

Un fazzoletto di terra, adagiato su un crinale che affaccia sulla valle circostante, caratterizzata da olivi e vigne, e che, tra giugno e luglio, ammalia non appena metti piede sul sentiero d’ingresso con gli effluvi di lavanda.

prodotti del podere lemniscata

La produzione principale infatti è il campo di lavanda, con la quale vengono realizzate marmellate ma anche sacchetti per la biancheria, saponette e ovviamente l’olio essenziale.

Non manca però un orto con prodotti di stagione e un allevamento di api per la produzione di miele.

podere lemniscata area ristoro

Inoltre, in estate la fattoria organizza aperitivi, cene ed eventi, oltre a tante attività didattiche a contatto con la natura: come le passeggiate nei boschi, le attività con le api e ovviamente quelle legate alla raccolta della lavanda.

tavoli fatti con pancali al podere lemniscata

Tra queste, c’è la Festa della Lavanda organizzata tra fine giugno e luglio, ad ingresso gratuito.

Le date variano a seconda delle fioritura delle piante: come spiega da Manuela, la proprietaria, ad indicare il momento giusto per la raccolta sono proprio le api.

LA FESTA DELLA LAVANDA DEL PODERE LEMNISCATA A MONTESPERTOLI

veduta dal podere lemniscata

Sono arrivata al Podere Lemniscata, insieme Stefania, di Memorie dal Mediterraneo, in un caldo pomeriggio di una domenica di giugno.

Ad accoglierci, oltre al profumo delizioso del campo di lavanda e ad una piacevole brezza, un altrettanto invitante spritz alla lavanda, gustato con vista sulla valle.

spritz alla lavanda

Dopo aver atteso nell’area ristoro che arrivassero tutti i partecipanti è iniziata la nostra attività.

Manuela, la proprietaria, ha tenuto una piccola introduzione sull’attività del Podere e soprattutto sulla lavanda e sul suo impiego.

Poi, ognuno di noi ha preso le cesoie e seguito la nostra mentore nel campo di lavanda per la raccolta.

lavanda di montespertoli del podere lemniscata

Nonostante le piante non fossero ancora nel pieno della fioritura, i cespi erano comunque già pieni di api.

Nessun problema però: se allontanate con gentilezza, le api vi lasciano raccogliere la lavanda in santa pace.

Manuela ci ha spiegato come tagliare bene le spighe per non rovinare la pianta (qualche centimetro sopra la parte legnosa) e ognuno di noi ha iniziato a potare il proprio cespo.

raccolta della lavanda a montespertoli

Raccolti tutti i fasci, siamo tornati alla fattoria dove abbiamo depositato il nostro profumatissimo tesoro.

Su invito di Manuela, ognuno di noi ha scelto 11 spighe a gambo lungo, che sarebbero dovute servire per realizzare, più tardi, il fuso di lavanda, usato per profumare la biancheria.

Prima però dovevamo avviare il processo di distillazione per estrarre l’olio essenziale di lavanda.

preparazione lavanda per la distillazione

Al Podere Lemniscata la distillazione viene fatta a vapore, con una particolare caldaia che tiene separata la pianta dall’acqua.

Pare infatti che in questo modo sia possibile estrarre più olio.

il distillatore del podere lemniscata

In attesa di vedere le prime gocce di olio essenziale, ne abbiamo approfittato per riposarci e dare uno sguardo al bookshop della fattoria.

negozio del podere lemniscata

Nel frattempo, però, hanno cominciato ad arrivare persone che avevano prenotato l’aperitivo e/o cena: l’ora infatti si stava facendo tarda.

Purtroppo noi non potevamo fermarci a cena e così, a malincuore, siamo dovute rientrare a Firenze.

festa della lavanda a podere lemniscata

Abbiamo avuto tempo solo per vedere la prima produzione di olio essenziale sgorgare dal distillatore.

olio essenziale di lavanda

Un peccato perchè così non abbiamo avuto modo nemmeno di realizzare il fuso di lavanda.

Se però, come me, siete curiosi ho trovato un video dove viene spiegato come fare.

Nonostante questa breve permanenza, devo dire che il Podere Leminiscata mi ha affascianata: al di là della presenza della lavanda, questa fattoria si presenta come un piccolo angolo di paradiso naturale nel quale i proprietari cercano di infondere amore e rispetto per l’ambiente nei propri ospiti.

Spero di avere occasione di tornare presto, magari per trascorrere anche una tranquilla serata estiva al fresco, gustando un aperitivo o una cena con i prodotti locali.

LAVANDA DI MONTESPERTOLI: INFO UTILI SUL PODERE LEMNISCATA

podere lemniscata a montespertoli

Il Podere Lemniscata si trova nel Comune di Montespertoli, in Via Lucardese 92, non lontano dal Centro per la Cultura del Vino.

Da Firenze si impiegano circa 40 minuti in auto per raggiungerlo: la strada è molto bella perchè circondata da colline con vigne e ulivi.

Davanti all’ingresso c’è un piccolo spazio dove è possibile parcheggiare l’auto.

La fattoria è aperta ogni giorno ma cene ed eventi vengono organizzati nel weekend.

area ristorante podere lemniscata

Tutte le attività sono presentate nel loro sito internet

Per rimanere aggiornati su iniziative ed eventi che vengono organizzati, però, come la Festa della Lavanda, potete seguire la pagina Facebook.

Sul mio profilo Instagram trovate anche la storia in evidenza dedicata proprio alla Festa della Lavanda 2020.

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Hidden London: tour delle stazioni abbandonate della metro di Londra https://www.reporterinviaggio.it/hidden-london-tour-delle-stazioni-abbandonate-della-metro-di-londra/ https://www.reporterinviaggio.it/hidden-london-tour-delle-stazioni-abbandonate-della-metro-di-londra/#respond Sun, 21 Jun 2020 14:17:00 +0000 http://www.reporterinviaggio.it/?p=12896 Esiste una Londra sotterranea, un mondo nascosto alle persone che ogni giorno passeggiano alla luce del sole e al quale è quasi impossibile accedere: è il mondo delle stazioni abbandonate della metro di Londra. Inaugurata ufficialmente nel 1863, la metropolitana di Londra è la più antica al mondo, oltre che la mia preferita. Ebbene nel corso […]

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metro di londra

Esiste una Londra sotterranea, un mondo nascosto alle persone che ogni giorno passeggiano alla luce del sole e al quale è quasi impossibile accedere: è il mondo delle stazioni abbandonate della metro di Londra.

Inaugurata ufficialmente nel 1863, la metropolitana di Londra è la più antica al mondo, oltre che la mia preferita. Ebbene nel corso della sua storia diverse stazioni sono state abbandonate, tanto che ancora oggi sono chiuse al pubblico: come, ad esempio, Down Street, aperta dal 1907 al 1932 e diventata famosa per essere stata utilizzata da Winston Churchill come sede del Gabinetto di Guerra durante la II Guerra Mondiale.

A volte però, questo mondo segreto apre le porte per accogliere qualche fortunato (dal dal mio punto di vista, dato che ancora non sono riuscita a vederlo) visitatore: sono i tour della Hidden London, organizzati dal London Transport Museum, per far conoscere le stazioni abbandonate della metro di Londra.

Periodicamente, infatti, il Museo del Trasporto di Londra mette in vendita un numero limitato di biglietti per visite guidate alle principali stazioni abbandonate della metro di Londra: da Aldwych station, a Euston station, Charing Cross station o la stessa Down Street.

tour stazioni abbandonate della metro di londra

I tour vengono annunciati in anticipo, così da dare alle persone la possibilità di scegliere periodo e data più comoda.

ATTENZIONE: in questo periodo di emergenza sanitaria per Covid 19 i tour vengono organizzati solo online!  

Trovate tutte le info sui tour Hidden London cliccando qui.

Tra le stazioni che è possibile visitare ci sono Down Street, aperta dal 1907 al 1932 e utilizzata come rifugio durante la II Guerra Mondiale anche da Winston Churchill, e Aldwych station. Quest’ultimo pare sia tra i tour più richiesti: la stazione, aperta nel 1907 e chiusa nel 1994, è stata utilizzata come rifugio dai londinesi durante la II Guerra Mondiale ed è servita come a location per film e serie tv, da Sherlock, a V per Vendetta e The Darkest Hour.

Se, come me, pensate di partecipare a uno di questi tour prima o poi, vi consiglio di iscrivervi alla newsletter del museo: non solo infatti sarete avvisati su tutti i tour in programma ma, in quanto iscritti, avrete diritto alla presale!

E vi assicuro che i posti per alcuni dei tour delle stazioni abbandonate della metro di Londra finiscono in fretta!

Occhio però: per partecipare ai tour occorre avere più di 14 anni e vestirsi in modo adeguato, a cominciare da con scarpe comode. Sono previste infatti lunghe camminate su pavimenti spesso sconnessi e ambienti scarsamente illuminati, oltre a scalinate da salire fino a 180 gradini.

london transport museum

Compreso nel costo del tour, c’è l’ingresso al London Trasport Museum: ho avuto occasione di visitare questo museo qualche anno fa, durante il mio ultimo (per il momento) viaggio a Londra, e mi è piaciuto molto.

Prima o poi troverò il tempo per scriverne ma se amate i musei dedicati ai trasporti e passate da Londra, vi consiglio già di inserirlo tra le tappe da non perdere!

Questo post è stato pubblicato la prima volta il 4.09.2018. Ultimo aggiornamento il 21.06.2020

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Parco Ghibli: a Nagakute il parco dedicato allo Studio Ghibli https://www.reporterinviaggio.it/parco-ghibli-a-nagakute/ https://www.reporterinviaggio.it/parco-ghibli-a-nagakute/#respond Mon, 08 Jun 2020 08:00:48 +0000 http://www.reporterinviaggio.it/?p=44537 E’ ufficiale: nell’autunno del 2022 in Giappone sarà inaugurato il parco Ghibli, un parco a tema dedicato alle produzioni animate dello Studio Ghibli. Dopo il Museo Ghibli, aperto nel 2001 a Mitaka, alle porte di Tokyo, è in arrivo quindi una nuova attrazione che renderà omaggio ad uno degli studi di animazione più famosi al […]

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tavolo di lavoro studio ghibli

E’ ufficiale: nell’autunno del 2022 in Giappone sarà inaugurato il parco Ghibli, un parco a tema dedicato alle produzioni animate dello Studio Ghibli.

Dopo il Museo Ghibli, aperto nel 2001 a Mitaka, alle porte di Tokyo, è in arrivo quindi una nuova attrazione che renderà omaggio ad uno degli studi di animazione più famosi al mondo: il parco Ghibli sorgerà a Nagakute, nella prefettura di Aichi, non lontano da Nagoya, nell’area dell’Ai Chiyuhaku Memorial Park, denominato anche Expo Park o Moricoro Park.

Qui, nel 2005, era già stata realizzata la riproduzione della casa di Mei e Satsuki, le protagoniste de “Il mio vicino Totoro” (Tonari no Totoro), uno dei film più famosi dello Studio Ghibli, a firma del regista Hayao Miyazaki. Il parco Ghibli ingloberà la casa di Totoro e si svilupperà tutt’intorno per una superficie di circa 200 ettari.

Della realizzazione di questo parco si parlava da tempo. A inizio 2019 la Prefettura di Aichi ha diffuso un prospetto del progetto preliminare, con tanto di crono-programma dei lavori: l’inizio è previsto nel 2020 e la conclusione è annunciata per l’autunno del 2022.

Foto ©Studio Ghibli

Non è stato facile trovare i documenti originale sul sito della Prefettura di Aichi ma alla fine ce l’ho fatta: perdonate se la traduzione dal giapponese non sarà perfetta (anzi, se conoscete il giapponese e avete suggerimenti, siete benvenuti).

Nei documenti viene mostrata quella che sarà la struttura del futuro parco Ghibli, suddiviso in 5 aree:

  1. Collina delle gioventù: verranno realizzate costruzioni che si ispirano a elementi scientifici della fine del XIX sec, presenti in film come “Il castello errante di Howl” (Hauru no ugoku shiro) e i Sospiri del mio cuore (Mimi o sumaseba);
  2. Magazzino Ghibli: un’area coperta dove dovrebbero trovare poste strutture in stile giapponese ed europeo ispirate dalle opere dello Studio Ghibli. Sono previsti negozi, caffè, aree gioco e aree espositive dei lavori dello studio
  3. Foresta Dundoko: dedicata al film di animazione Totoro, comprenderà anche la casa di Mei e Satsuki.
  4. Area Mononoke: basata sul film di animazione “La principessa Mononoke” (Mononke Hime), in particolare i riferimenti dovrebbero essere al villaggio degli Emishi, tipico villaggio tradizionale giapponese
  5. Valle delle streghe: un’area dedicato alla ricostruzione delle città tipiche del Nord Europa, presenti in molti film dello Studio Ghibli. In particolare a fornire l’ispirazione dovrebbero essere due film, “Kiki consegne a domicilio” (Majo no takkyūbin) e “Il castello errante di Howl”.
Foto ©Studio Ghibli

Sempre secondo quanto riportato dal sito della Prefettura di Aichi, saranno 3 le aree sulle quali si inizierà a lavorare nelle prossime settimane: la Collina della Gioventù, il magazzino Ghibli e la Foresta Dondoko. I lavori sono stati affidati alla Kajima Corporation.

Se volete consultare il comunicato stampa e la presentazione, in lingua giapponese, cliccate qui.

Se volete ripercorrere le tappe dell’accordo tra Studio Ghibli e Prefettura di Aichi (sempre in lingua giapponese), cliccate qui

L’obiettivo del parco è rendere omaggio alle produzioni dello Studio Ghibli ma da quanto riportato nel progetto il riferimento appare essere soprattutto alla sua figura più rappresentativa: Hayao Miyazaki, regista premio Oscar per “La Città Incantata” (Sen to Chihiro no kamikakushi). Tutti i film sopra citati infatti sono sue produzioni.

Sono da sempre una fan del Maestro Miyazaki, che ho avuto la fortuna di incontrare e intervistare a Venezia nel 2005, in occasione della consegna del Leone d’oro: nel 2007 ho visitato anche il Museo Ghibli di Mitaka, tappa imperdibile per chi ama queste produzioni.

Sono curiosa di vedere quindi come si svilupperà il progetto di questo parco: noto infatti che non ci sono riferimenti, ad una delle produzioni di Miyazaki che amo di più, Nausicaa della Valle del vento (Kaze no tani no Naushikaa), ma il progetto in sé è comunque interessante.

Inoltre, mi auguro sia previsto almeno un omaggio anche ad un’altra figura di riferimento dello Studio: Isao Takahata, regista scomparso nel 2018.

Cercherò di seguire a distanza l’evoluzione del progetto. In ogni caso, adesso ho un motivo in più per tornare in Giappone!

Questo post è stato pubblicato la prima volta il 24.01.2019. Ultimo aggiornamento il 08.06.2020

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U2 Visitor and Exhibition Space: a Dublino nascerà il Museo degli U2 https://www.reporterinviaggio.it/u2-visitor-and-exhibition-space-dublino-il-museo-degli-u2/ https://www.reporterinviaggio.it/u2-visitor-and-exhibition-space-dublino-il-museo-degli-u2/#respond Wed, 11 Mar 2020 09:00:00 +0000 http://www.reporterinviaggio.it/?p=45213 Via libera da parte della Municipalità di Dublino al progetto per la realizzazione del U2 Visitor and Exhibition Space ad Hanover Quay, nell’area del Grand Canal Dock di Dublino. Pochi giorni fa l’amministrazione della città ha approvato il progetto, presentato nel 2018 dagli studi Golden Brook Ltd e MHEC Ltd: è prevista la demolizione degli […]

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U2 Visitor and Exhibition Space disegni ODAA

Via libera da parte della Municipalità di Dublino al progetto per la realizzazione del U2 Visitor and Exhibition Space ad Hanover Quay, nell’area del Grand Canal Dock di Dublino.

Pochi giorni fa l’amministrazione della città ha approvato il progetto, presentato nel 2018 dagli studi Golden Brook Ltd e MHEC Ltd: è prevista la demolizione degli attuali studi di registrazione Hanover Quay Studios e la realizzazione di un nuovo complesso di oltre 2000 mq, all’interno del quale sorgerà il Museo degli U2.

Muro degli U2 a dublino

Secondo quanto emerge dai documenti forniti dalla Municipalità di Dublino, il complesso, a 4 piani, disegnato da ODAA, comprenderà oltre al percorso museale dedicato alla storia della band irlandese, anche un auditorium, caffè, bookshop e un pontone rimovibile che si estenderà sul Grand Canal Dock per accogliere i visitatori. A questo proposito l’amministrazione ha chiesto che l’accesso al Pontone sia consentito a tutti durante l’orario di apertura del museo.

Inoltre i costruttori, oltre ad abbassare di 2.34 metri l’altezza dell’edificio per non impattare troppo sul vicinato, dovranno pagare una somma di oltre 224.000 euro che servirà come contributo allo sviluppo dell’area.

Il Grand Canal Dock è un’area che negli ultimi venti anni ha visto un notevole sviluppo, come sede di attività e uffici (qui si trovano anche le sedi di Google e Facebook) e per edilizia residenziale.

Mappa Grand Canal Dock per U2 Visitor and Exhibition Space

Proprio qui si trova però anche uno dei luoghi simbolo della storia degli U2: insieme ai Windmill Lane Studios, che sorgevano poco distante e che furono demoliti nel 2015, gli Hanover Quay Studios sono gli studi della band fin dagli anni 90, già oggi meta di pellegrinaggio per i fans.

L’obiettivo del progetto è riqualificare l’area con una proposta culturale basata sulla storia degli U2, brand identificativo per la città di Dublino e per la musica irlandese.

Hannover Quay a Dublino

Oltre a ricostruire gli Studios, verrà realizzato il percorso museale che consentirà di ripercorrere la storia degli U2 e di tutti gli album realizzati, attraverso esperienze immersive e installazioni, accompagnate dalla voce della band. Inoltre verranno ricostruiti anche alcuni luoghi simbolo, come la cucina di Larry Mullen Junior, dove la band nacque nel settembre del 1976.

L’idea di realizzare un Museo degli U2 non è nuova: già nel 2007 era stata proposta nell’ambito del progetto per la realizzazione della U2 Tower, che avrebbe dovuto sorgere sempre nella stessa zona. Io stessa visitai l’area durante il mio viaggio in Irlanda. Il progetto venne abbandonato pochi anni dopo per problemi di budget.

cantiere Grand Canal Dock

Lo U2 Visitor and Exhibition Space invece sembra destinato a vedere la luce: nonostante la contrarietà di alcuni residenti del luogo, sono in molti a sostenerlo, vedendo in esso non solo un elemento di riqualificazione dell’area del Grand Canal Dock ma anche una nuova offerta turistica. Tra questi ITIC – Irish Tourism Industry Confederation e Failte Ireland secondo i quali la struttura contribuirebbe ad aumentare i flussi turistici nell’area: la capacità di accoglienza sarebbe infatti di 475 visitatori per un picco massimo giornaliero di circa 3000 persone.

Il via libera dato dalla Municipalità di Dublino nei giorni scorsi, condizionato da numerose disposizioni in merito alla realizzazione dei lavori, è un notevole passo avanti.

Disegni U2 Visitor and Exhibition Space a Dublino

Ho provato a contattare lo Studio che ha ufficialmente presentato il progetto dello U2 Visitor and Exhibition Space per conoscere le tempistiche di realizzazione: ad oggi non mi hanno ancora risposto.

Se ci saranno novità vi terrò aggiornati!

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Vie Etrusche: 8 itinerari in Toscana sulle tracce degli Etruschi https://www.reporterinviaggio.it/vie-etrusche-8-itinerari-in-toscana-sulle-tracce-degli-etruschi/ https://www.reporterinviaggio.it/vie-etrusche-8-itinerari-in-toscana-sulle-tracce-degli-etruschi/#respond Tue, 25 Feb 2020 10:29:07 +0000 http://www.reporterinviaggio.it/?p=45199 Scoprire l’Etruria toscana seguendo le tracce degli Etruschi: si chiamano Vie Etrusche e sono 8 itinerari tracciati tra la costa e l’entroterra della Toscana meridionale studiate per far conoscere cultura, ambiente, natura, e storia dell’antica terra degli Etruschi. Le proposte di viaggio sono state elaborate da Toscana Terra Etrusca, il progetto portato avanti da 34 […]

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Toscana terra etrusca

Scoprire l’Etruria toscana seguendo le tracce degli Etruschi: si chiamano Vie Etrusche e sono 8 itinerari tracciati tra la costa e l’entroterra della Toscana meridionale studiate per far conoscere cultura, ambiente, natura, e storia dell’antica terra degli Etruschi.

Le proposte di viaggio sono state elaborate da Toscana Terra Etrusca, il progetto portato avanti da 34 comuni toscani con capofila il Comune della Città di Chiusi e che presto diventerà un vero e proprio prodotto turistico.

La presentazione degli itinerari è avvenuta a TourismA 2020, salone internazionale dell’archeologia e del turismo culturale che si è tenuto dal 20 al 23 febbraio a Firenze.

Come spiegato dai promotori, gli itinerari sono proposte di viaggio per scoprire la Toscana meridionale in un arco di tempo di più giorni, a seconda dei propri interessi. Ogni itinerario è ispirato ad un elemento vitale per gli antichi Etruschi: dall’acqua all’olio al vino fino alla pietra, solo per citarne alcuni.

vie etrusche

Le Vie Etrusche sono state raccolte in un opuscolo cartaceo, disponibile in lingua italiana e inglese. Per ogni tappa vengono suggerite le cose più importanti da visitare o comunque da non perdere. Nella brochure sono riportati anche l’elenco dei musei, delle aree archeologiche e degli uffici IAT – informazione e accoglienza turistica del territorio.

  1. Le vie dell’acqua: si parte da Chiusi, per proseguire poi a Sarteano, Chianciano Terme, Montepulciano, San Quirico d’Orcia, Bagni San Filippo ed arrivare a San Casciano. Un itinerario nella Val d’Orcia alla scoperta delle sorgenti termali, dei fiumi e bacini d’acqua.
  2. Le vie della pietra: si parte da Castiglione della Pescaia per proseguire poi a Grosseto (Roselle), Monte Argentario, Capalbio, Pitigliano e arrivare a Sorano. Un itinerario alla scoperta dei monumenti etruschi più noti.
  3. Le vie del vino: si parte da Cortona, per passare a Torrita di Siena, Montepulciano, San Quirico d’Orcia, Castiglione d’Orcia, Pitigliano, Scansano, Grosseto, Gavorrano ed arrivare a Civitella Paganico. Un itinerario seguendo le aree di produzione del vino etrusco.
  4. Le vie dell’olio: partendo da Cortona, si visita poi Castiglion Fiorentino, Civitella in Val di Chiana, Monte San Savino, Lucignano, Foiano della Chiana, Sinalunga, Trequanda, Montepulciano, Chiusi per arrivare a Sarteano. Un itinerario sulle tracce della lavorazione dell’olio.
  5. Le vie del grano: si parte da Asciano per visitare Monteroni d’Arbia, Murlo, San Quirico d’Orcia, Piena, Castiglione d’Orcia, Cinigiano, Grosseto, ed arrivare a Castiglione della Pescaia. Un itinerario che segue una delle colture più importanti per gli Etruschi, il grano.
  6. Le vie verso i monti sacri agli Etruschi: si parte da Chianciano Terme per visitare Sarteano, San Casciano dei Bagni, Castiglione d’Orcia, Abbadia San Salvatore, Santa Fiora, Semproniano ed arrivare a Sorano. Un itinerario tra il Monte Cetona e l’Amiata.
  7. Le vie di terra e di mare: si parte da Grosseto per spostarsi poi a Castiglione della Pescaia, Gavorrano, Roccastrada, Civitella Paganico, Cinigiano, Scansano, Monte Argentario ed arrivare a Capalbio. Un itinerario che segue le rotte degli scambi commerciali degli Etruschi.
  8. Passione Etrusca: l’ottavo itinerario è un percorso dedicato a veri appassionati. Si parte da Castiglion Fiorentino, per visitare Cortona, Chianciano Terme, Chiusi, Sarteano, Sorano, Pitigliano, Grosseto, Castiglione della Pescaia ed arrivare a Murlo. Un itinerario che attraversa le più importanti città etrusche della toscana, e dedicato soprattutto alla visita di musei e aree archeologiche.

Le Vie Etrusche sono concepite per essere suggerimenti di viaggio destinati a chi vuole pianificare una vacanza sulle tracce degli Etruschi.

passione etrusca

Chi fosse interessato ad approfondire l’esperienza prenotando visite o escursioni, può fare riferimento direttamente agli Uffici IAT del territorio o ai singoli musei.

Alcuni degli itinerari, però, sono già diventati anche veri e propri pacchetti turistici strutturati, per chi preferisse appoggiarsi ad un tour operator. I tour disponibili sono pubblicati sul sito di Visittuscany, il portale del turismo della Toscana, che dedica un’ampia sezione a idee di viaggio e suggerimenti per seguire le tracce degli Etruschi.

Tra le zone consigliate negli itinerari ci sono anche Sorano, Sovana e Pitigliano, un angolo di Maremma che amo particolarmente.

Se vi interessa sapere qualcosa di più su queste zone e sul rapporto con gli Etruschi, ecco il resoconto di un’escursione di qualche anno fa.

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