Reporter in Viaggio https://www.reporterinviaggio.it Blog, foto e video di una reporter in viaggio per il mondo! Tue, 07 Jul 2020 08:23:45 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.4.2 La lavanda di Montespertoli, alle porte di Firenze https://www.reporterinviaggio.it/la-lavanda-di-montespertoli-alle-porte-di-firenze/ https://www.reporterinviaggio.it/la-lavanda-di-montespertoli-alle-porte-di-firenze/#respond Tue, 07 Jul 2020 08:14:38 +0000 https://www.reporterinviaggio.it/?p=45244 A pochi chilometri da Firenze c'è un piccolo angolo di Provenza: è il Podere Lemniscata dove si coltiva la lavanda di Montespertoli.

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lavanda in toscana

Avevo sempre associato i campi di lavanda alla Francia e da tempo infatti coltivavo l’idea di andare in Provenza per assistere ad una fioritura. Con mia grande sorpresa però ho scoperto che oggi la lavanda viene coltivata anche in molte parti d’Italia, addirittura in Toscana.

In questa regione la zona più famosa è quella di Santa Luce, sulle colline pisane, dove un gruppo di aziende, insieme all’Università di Pisa e a Coldiretti, ha avviato un progetto, finanziato da Regione Toscana, proprio per la coltivazione dei campi con la lavanda.

Non tutti sanno però che esiste un piccolo e delizioso campo di lavanda anche a pochi chilometri da Firenze, nel comune di Montespertoli, area famosa soprattutto per la produzione del vino Chianti.

campo di lavanda podere lemniscata

La lavanda di Montespertoli è coltivata infatti nel Podere Lemniscata.

Ho scoperto questa coltivazione per puro caso su Instagram, grazie alla pubblicità per la Festa della Lavanda che qui viene organizzata dal 2019.

Così ho deciso di andare a dare uno sguardo…ed è stata una piacevole scoperta!

STORIA DELLA LAVANDA: DAI BAGNI PROFUMATI ALL’OLIO ESSENZIALE

lavanda di montespertoli al podere lemniscata

La lavanda è una pianta officinale tipica del Mediterraneo: non a caso infatti ama i terreni molto assolati. Usata fin dai tempi degli antichi greci e romani, prende il nome proprio dall’uso che ne veniva fatto per profumare l’acqua del bagno.

Nel medioevo la lavanda è entrata a far parte degli orti dei monasteri dove veniva coltivata come pianta officinale per le proprietà curative, soprattutto antisettiche: ancora oggi infatti il principale utilizzo di questa pianta è per la produzione di olio essenziale.

Oggi se si parla di lavanda il pensiero va subito alla Provenza che su questa coltivazione ha investito anche dal punto di vista della promozione territoriale, creando itinerari turistici ed eventi.

L’Italia è un po’ indietro anche se negli ultimi anni abbiamo iniziato a capire che quella che un tempo era una coltivazione spontanea dei nostri campi, oggi può aprire nuove opportunità.

la lavanda del podere lemniscata

A Santa Luce, in Toscana, gli imprenditori locali hanno dato vita ad un progetto ambizioso e ben strutturato, che sta iniziando ad attrarre l’attenzione dell’opinione pubblica.

Molto più piccolo ma, a mio parere, ugualmente interessante il progetto del Podere Lemniscata, a Montespertoli, sul quale non molti avrebbero scommesso.

Come mi hanno raccontato i gestori, infatti, quando questa attività aprì, nel 2017, in tanti pensarono che fosse da matti piantare lavanda in un terreno nel quale tutti avrebbero piantato viti.

LA LAVANDA DI MONTESPERTOLI: IL PODERE LEMNISCATA

la lavanda di montespertoli

La lavanda di Montespertoli viene coltivata nel Podere Lemniscata, lungo la Strada del vino: si tratta di una piccola fattoria didattica, messa in piedi da Manuela, 4 anni fa, che funge anche da agriturismo.

Un fazzoletto di terra, adagiato su un crinale che affaccia sulla valle circostante, caratterizzata da olivi e vigne, e che, tra giugno e luglio, ammalia non appena metti piede sul sentiero d’ingresso con gli effluvi di lavanda.

prodotti del podere lemniscata

La produzione principale infatti è il campo di lavanda, con la quale vengono realizzate marmellate ma anche sacchetti per la biancheria, saponette e ovviamente l’olio essenziale.

Non manca però un orto con prodotti di stagione e un allevamento di api per la produzione di miele.

podere lemniscata area ristoro

Inoltre, in estate la fattoria organizza aperitivi, cene ed eventi, oltre a tante attività didattiche a contatto con la natura: come le passeggiate nei boschi, le attività con le api e ovviamente quelle legate alla raccolta della lavanda.

tavoli fatti con pancali al podere lemniscata

Tra queste, c’è la Festa della Lavanda organizzata tra fine giugno e luglio, ad ingresso gratuito.

Le date variano a seconda delle fioritura delle piante: come spiega da Manuela, la proprietaria, ad indicare il momento giusto per la raccolta sono proprio le api.

LA FESTA DELLA LAVANDA DEL PODERE LEMNISCATA A MONTESPERTOLI

veduta dal podere lemniscata

Sono arrivata al Podere Lemniscata, insieme Stefania, di Memorie dal Mediterraneo, in un caldo pomeriggio di una domenica di giugno.

Ad accoglierci, oltre al profumo delizioso del campo di lavanda e ad una piacevole brezza, un altrettanto invitante spritz alla lavanda, gustato con vista sulla valle.

spritz alla lavanda

Dopo aver atteso nell’area ristoro che arrivassero tutti i partecipanti è iniziata la nostra attività.

Manuela, la proprietaria, ha tenuto una piccola introduzione sull’attività del Podere e soprattutto sulla lavanda e sul suo impiego.

Poi, ognuno di noi ha preso le cesoie e seguito la nostra mentore nel campo di lavanda per la raccolta.

lavanda di montespertoli del podere lemniscata

Nonostante le piante non fossero ancora nel pieno della fioritura, i cespi erano comunque già pieni di api.

Nessun problema però: se allontanate con gentilezza, le api vi lasciano raccogliere la lavanda in santa pace.

Manuela ci ha spiegato come tagliare bene le spighe per non rovinare la pianta (qualche centimetro sopra la parte legnosa) e ognuno di noi ha iniziato a potare il proprio cespo.

raccolta della lavanda a montespertoli

Raccolti tutti i fasci, siamo tornati alla fattoria dove abbiamo depositato il nostro profumatissimo tesoro.

Su invito di Manuela, ognuno di noi ha scelto 11 spighe a gambo lungo, che sarebbero dovute servire per realizzare, più tardi, il fuso di lavanda, usato per profumare la biancheria.

Prima però dovevamo avviare il processo di distillazione per estrarre l’olio essenziale di lavanda.

preparazione lavanda per la distillazione

Al Podere Lemniscata la distillazione viene fatta a vapore, con una particolare caldaia che tiene separata la pianta dall’acqua.

Pare infatti che in questo modo sia possibile estrarre più olio.

il distillatore del podere lemniscata

In attesa di vedere le prime gocce di olio essenziale, ne abbiamo approfittato per riposarci e dare uno sguardo al bookshop della fattoria.

negozio del podere lemniscata

Nel frattempo, però, hanno cominciato ad arrivare persone che avevano prenotato l’aperitivo e/o cena: l’ora infatti si stava facendo tarda.

Purtroppo noi non potevamo fermarci a cena e così, a malincuore, siamo dovute rientrare a Firenze.

festa della lavanda a podere lemniscata

Abbiamo avuto tempo solo per vedere la prima produzione di olio essenziale sgorgare dal distillatore.

olio essenziale di lavanda

Un peccato perchè così non abbiamo avuto modo nemmeno di realizzare il fuso di lavanda.

Se però, come me, siete curiosi ho trovato un video dove viene spiegato come fare.

Nonostante questa breve permanenza, devo dire che il Podere Leminiscata mi ha affascianata: al di là della presenza della lavanda, questa fattoria si presenta come un piccolo angolo di paradiso naturale nel quale i proprietari cercano di infondere amore e rispetto per l’ambiente nei propri ospiti.

Spero di avere occasione di tornare presto, magari per trascorrere anche una tranquilla serata estiva al fresco, gustando un aperitivo o una cena con i prodotti locali.

LAVANDA DI MONTESPERTOLI: INFO UTILI SUL PODERE LEMNISCATA

podere lemniscata a montespertoli

Il Podere Lemniscata si trova nel Comune di Montespertoli, in Via Lucardese 92, non lontano dal Centro per la Cultura del Vino.

Da Firenze si impiegano circa 40 minuti in auto per raggiungerlo: la strada è molto bella perchè circondata da colline con vigne e ulivi.

Davanti all’ingresso c’è un piccolo spazio dove è possibile parcheggiare l’auto.

La fattoria è aperta ogni giorno ma cene ed eventi vengono organizzati nel weekend.

area ristorante podere lemniscata

Tutte le attività sono presentate nel loro sito internet

Per rimanere aggiornati su iniziative ed eventi che vengono organizzati, però, come la Festa della Lavanda, potete seguire la pagina Facebook.

Sul mio profilo Instagram trovate anche la storia in evidenza dedicata proprio alla Festa della Lavanda 2020.

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Parco Ghibli: a Nagakute il parco dedicato allo Studio Ghibli https://www.reporterinviaggio.it/parco-ghibli-a-nagakute/ https://www.reporterinviaggio.it/parco-ghibli-a-nagakute/#respond Mon, 08 Jun 2020 08:00:48 +0000 http://www.reporterinviaggio.it/?p=44537 E’ ufficiale: nell’autunno del 2022 in Giappone sarà inaugurato il parco Ghibli, un parco a tema dedicato alle produzioni animate dello Studio Ghibli. Dopo il Museo Ghibli, aperto nel 2001 a Mitaka, alle porte di Tokyo, è in arrivo quindi una nuova attrazione che renderà omaggio ad uno degli studi di animazione più famosi al […]

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tavolo di lavoro studio ghibli

E’ ufficiale: nell’autunno del 2022 in Giappone sarà inaugurato il parco Ghibli, un parco a tema dedicato alle produzioni animate dello Studio Ghibli.

Dopo il Museo Ghibli, aperto nel 2001 a Mitaka, alle porte di Tokyo, è in arrivo quindi una nuova attrazione che renderà omaggio ad uno degli studi di animazione più famosi al mondo: il parco Ghibli sorgerà a Nagakute, nella prefettura di Aichi, non lontano da Nagoya, nell’area dell’Ai Chiyuhaku Memorial Park, denominato anche Expo Park o Moricoro Park.

Qui, nel 2005, era già stata realizzata la riproduzione della casa di Mei e Satsuki, le protagoniste de “Il mio vicino Totoro” (Tonari no Totoro), uno dei film più famosi dello Studio Ghibli, a firma del regista Hayao Miyazaki. Il parco Ghibli ingloberà la casa di Totoro e si svilupperà tutt’intorno per una superficie di circa 200 ettari.

Della realizzazione di questo parco si parlava da tempo. A inizio 2019 la Prefettura di Aichi ha diffuso un prospetto del progetto preliminare, con tanto di crono-programma dei lavori: l’inizio è previsto nel 2020 e la conclusione è annunciata per l’autunno del 2022.

Foto ©Studio Ghibli

Non è stato facile trovare i documenti originale sul sito della Prefettura di Aichi ma alla fine ce l’ho fatta: perdonate se la traduzione dal giapponese non sarà perfetta (anzi, se conoscete il giapponese e avete suggerimenti, siete benvenuti).

Nei documenti viene mostrata quella che sarà la struttura del futuro parco Ghibli, suddiviso in 5 aree:

  1. Collina delle gioventù: verranno realizzate costruzioni che si ispirano a elementi scientifici della fine del XIX sec, presenti in film come “Il castello errante di Howl” (Hauru no ugoku shiro) e i Sospiri del mio cuore (Mimi o sumaseba);
  2. Magazzino Ghibli: un’area coperta dove dovrebbero trovare poste strutture in stile giapponese ed europeo ispirate dalle opere dello Studio Ghibli. Sono previsti negozi, caffè, aree gioco e aree espositive dei lavori dello studio
  3. Foresta Dundoko: dedicata al film di animazione Totoro, comprenderà anche la casa di Mei e Satsuki.
  4. Area Mononoke: basata sul film di animazione “La principessa Mononoke” (Mononke Hime), in particolare i riferimenti dovrebbero essere al villaggio degli Emishi, tipico villaggio tradizionale giapponese
  5. Valle delle streghe: un’area dedicato alla ricostruzione delle città tipiche del Nord Europa, presenti in molti film dello Studio Ghibli. In particolare a fornire l’ispirazione dovrebbero essere due film, “Kiki consegne a domicilio” (Majo no takkyūbin) e “Il castello errante di Howl”.
Foto ©Studio Ghibli

Sempre secondo quanto riportato dal sito della Prefettura di Aichi, saranno 3 le aree sulle quali si inizierà a lavorare nelle prossime settimane: la Collina della Gioventù, il magazzino Ghibli e la Foresta Dondoko. I lavori sono stati affidati alla Kajima Corporation.

Se volete consultare il comunicato stampa e la presentazione, in lingua giapponese, cliccate qui.

Se volete ripercorrere le tappe dell’accordo tra Studio Ghibli e Prefettura di Aichi (sempre in lingua giapponese), cliccate qui

L’obiettivo del parco è rendere omaggio alle produzioni dello Studio Ghibli ma da quanto riportato nel progetto il riferimento appare essere soprattutto alla sua figura più rappresentativa: Hayao Miyazaki, regista premio Oscar per “La Città Incantata” (Sen to Chihiro no kamikakushi). Tutti i film sopra citati infatti sono sue produzioni.

Sono da sempre una fan del Maestro Miyazaki, che ho avuto la fortuna di incontrare e intervistare a Venezia nel 2005, in occasione della consegna del Leone d’oro: nel 2007 ho visitato anche il Museo Ghibli di Mitaka, tappa imperdibile per chi ama queste produzioni.

Sono curiosa di vedere quindi come si svilupperà il progetto di questo parco: noto infatti che non ci sono riferimenti, ad una delle produzioni di Miyazaki che amo di più, Nausicaa della Valle del vento (Kaze no tani no Naushikaa), ma il progetto in sé è comunque interessante.

Inoltre, mi auguro sia previsto almeno un omaggio anche ad un’altra figura di riferimento dello Studio: Isao Takahata, regista scomparso nel 2018.

Cercherò di seguire a distanza l’evoluzione del progetto. In ogni caso, adesso ho un motivo in più per tornare in Giappone!

Questo post è stato pubblicato la prima volta il 24.01.2019. Ultimo aggiornamento il 08.06.2020

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U2 Visitor and Exhibition Space: a Dublino nascerà il Museo degli U2 https://www.reporterinviaggio.it/u2-visitor-and-exhibition-space-dublino-il-museo-degli-u2/ https://www.reporterinviaggio.it/u2-visitor-and-exhibition-space-dublino-il-museo-degli-u2/#respond Wed, 11 Mar 2020 09:00:00 +0000 http://www.reporterinviaggio.it/?p=45213 Via libera da parte della Municipalità di Dublino al progetto per la realizzazione del U2 Visitor and Exhibition Space ad Hanover Quay, nell’area del Grand Canal Dock di Dublino. Pochi giorni fa l’amministrazione della città ha approvato il progetto, presentato nel 2018 dagli studi Golden Brook Ltd e MHEC Ltd: è prevista la demolizione degli […]

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U2 Visitor and Exhibition Space disegni ODAA

Via libera da parte della Municipalità di Dublino al progetto per la realizzazione del U2 Visitor and Exhibition Space ad Hanover Quay, nell’area del Grand Canal Dock di Dublino.

Pochi giorni fa l’amministrazione della città ha approvato il progetto, presentato nel 2018 dagli studi Golden Brook Ltd e MHEC Ltd: è prevista la demolizione degli attuali studi di registrazione Hanover Quay Studios e la realizzazione di un nuovo complesso di oltre 2000 mq, all’interno del quale sorgerà il Museo degli U2.

Muro degli U2 a dublino

Secondo quanto emerge dai documenti forniti dalla Municipalità di Dublino, il complesso, a 4 piani, disegnato da ODAA, comprenderà oltre al percorso museale dedicato alla storia della band irlandese, anche un auditorium, caffè, bookshop e un pontone rimovibile che si estenderà sul Grand Canal Dock per accogliere i visitatori. A questo proposito l’amministrazione ha chiesto che l’accesso al Pontone sia consentito a tutti durante l’orario di apertura del museo.

Inoltre i costruttori, oltre ad abbassare di 2.34 metri l’altezza dell’edificio per non impattare troppo sul vicinato, dovranno pagare una somma di oltre 224.000 euro che servirà come contributo allo sviluppo dell’area.

Il Grand Canal Dock è un’area che negli ultimi venti anni ha visto un notevole sviluppo, come sede di attività e uffici (qui si trovano anche le sedi di Google e Facebook) e per edilizia residenziale.

Mappa Grand Canal Dock per U2 Visitor and Exhibition Space

Proprio qui si trova però anche uno dei luoghi simbolo della storia degli U2: insieme ai Windmill Lane Studios, che sorgevano poco distante e che furono demoliti nel 2015, gli Hanover Quay Studios sono gli studi della band fin dagli anni 90, già oggi meta di pellegrinaggio per i fans.

L’obiettivo del progetto è riqualificare l’area con una proposta culturale basata sulla storia degli U2, brand identificativo per la città di Dublino e per la musica irlandese.

Hannover Quay a Dublino

Oltre a ricostruire gli Studios, verrà realizzato il percorso museale che consentirà di ripercorrere la storia degli U2 e di tutti gli album realizzati, attraverso esperienze immersive e installazioni, accompagnate dalla voce della band. Inoltre verranno ricostruiti anche alcuni luoghi simbolo, come la cucina di Larry Mullen Junior, dove la band nacque nel settembre del 1976.

L’idea di realizzare un Museo degli U2 non è nuova: già nel 2007 era stata proposta nell’ambito del progetto per la realizzazione della U2 Tower, che avrebbe dovuto sorgere sempre nella stessa zona. Io stessa visitai l’area durante il mio viaggio in Irlanda. Il progetto venne abbandonato pochi anni dopo per problemi di budget.

cantiere Grand Canal Dock

Lo U2 Visitor and Exhibition Space invece sembra destinato a vedere la luce: nonostante la contrarietà di alcuni residenti del luogo, sono in molti a sostenerlo, vedendo in esso non solo un elemento di riqualificazione dell’area del Grand Canal Dock ma anche una nuova offerta turistica. Tra questi ITIC – Irish Tourism Industry Confederation e Failte Ireland secondo i quali la struttura contribuirebbe ad aumentare i flussi turistici nell’area: la capacità di accoglienza sarebbe infatti di 475 visitatori per un picco massimo giornaliero di circa 3000 persone.

Il via libera dato dalla Municipalità di Dublino nei giorni scorsi, condizionato da numerose disposizioni in merito alla realizzazione dei lavori, è un notevole passo avanti.

Disegni U2 Visitor and Exhibition Space a Dublino

Ho provato a contattare lo Studio che ha ufficialmente presentato il progetto dello U2 Visitor and Exhibition Space per conoscere le tempistiche di realizzazione: ad oggi non mi hanno ancora risposto.

Se ci saranno novità vi terrò aggiornati!

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Hidden London: tour delle stazioni abbandonate della metro di Londra https://www.reporterinviaggio.it/hidden-london-tour-delle-stazioni-abbandonate-della-metro-di-londra/ https://www.reporterinviaggio.it/hidden-london-tour-delle-stazioni-abbandonate-della-metro-di-londra/#respond Thu, 27 Feb 2020 15:17:00 +0000 http://www.reporterinviaggio.it/?p=12896 Esiste una Londra sotterranea, un mondo nascosto alle persone che ogni giorno passeggiano alla luce del sole e al quale è quasi impossibile accedere: è il mondo delle stazioni abbandonate della metro di Londra. Inaugurata ufficialmente nel 1863, la metropolitana di Londra è la più antica al mondo, oltre che la mia preferita. Ebbene nel corso […]

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metro di londra

Esiste una Londra sotterranea, un mondo nascosto alle persone che ogni giorno passeggiano alla luce del sole e al quale è quasi impossibile accedere: è il mondo delle stazioni abbandonate della metro di Londra.

Inaugurata ufficialmente nel 1863, la metropolitana di Londra è la più antica al mondo, oltre che la mia preferita. Ebbene nel corso della sua storia diverse stazioni sono state abbandonate, tanto che ancora oggi sono chiuse al pubblico: come, ad esempio, Down Street, aperta dal 1907 al 1932 e diventata famosa per essere stata utilizzata da Winston Churchill come sede del Gabinetto di Guerra durante la II Guerra Mondiale.

A volte però, questo mondo segreto apre le porte per accogliere qualche fortunato (dal dal mio punto di vista, dato che ancora non sono riuscita a vederlo) visitatore: sono i tour della Hidden London, organizzati dal London Transport Museum, per far conoscere le stazioni abbandonate della metro di Londra.

Periodicamente, infatti, il Museo del Trasporto di Londra mette in vendita un numero limitato di biglietti per visite guidate alle principali stazioni abbandonate della metro di Londra: da Aldwych station, a Euston station, Charing Cross station o la stessa Down Street.

tour stazioni abbandonate della metro di londra

I tour vengono annunciati in anticipo, così da dare alle persone la possibilità di scegliere periodo e data più comoda.

ATTENZIONE: i prossimi tour sono in programma per Aprile-Agosto 2020!
I biglietti saranno messi in vendita dal 6 marzo sul sito del London Transport Museum!

Trovate tutte le info sui tour Hidden London cliccando qui.

Tra le stazioni che è possibile visitare ci sono Down Street, aperta dal 1907 al 1932 e utilizzata come rifugio durante la II Guerra Mondiale anche da Winston Churchill, e Aldwych station. Quest’ultimo pare sia tra i tour più richiesti: la stazione, aperta nel 1907 e chiusa nel 1994, è stata utilizzata come rifugio dai londinesi durante la II Guerra Mondiale ed è servita come a location per film e serie tv, da Sherlock, a V per Vendetta e The Darkest Hour.

Se, come me, pensate di partecipare a uno di questi tour prima o poi, vi consiglio di iscrivervi alla newsletter del museo: non solo infatti sarete avvisati su tutti i tour in programma ma, in quanto iscritti, avrete diritto alla presale: in questo caso, sarà possibile acquistare i biglietti dei due tour già nella giornata del 5 marzo!

E vi assicuro che i posti per alcuni dei tour delle stazioni abbandonate della metro di Londra finiscono in fretta!

Occhio però: per partecipare ai tour occorre avere più di 14 anni e vestirsi in modo adeguato, a cominciare da con scarpe comode. Sono previste infatti lunghe camminate su pavimenti spesso sconnessi e ambienti scarsamente illuminati, oltre a scalinate da salire fino a 180 gradini.

london transport museum

Compreso nel costo del tour, c’è l’ingresso al London Trasport Museum: ho avuto occasione di visitare questo museo qualche anno fa, durante il mio ultimo (per il momento) viaggio a Londra, e mi è piaciuto molto.

Prima o poi troverò il tempo per scriverne ma se amate i musei dedicati ai trasporti e passate da Londra, vi consiglio già di inserirlo tra le tappe da non perdere!

Questo post è stato pubblicato la prima volta il 4.09.2018. Ultimo aggiornamento il 27.02.2020

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Vie Etrusche: 8 itinerari in Toscana sulle tracce degli Etruschi https://www.reporterinviaggio.it/vie-etrusche-8-itinerari-in-toscana-sulle-tracce-degli-etruschi/ https://www.reporterinviaggio.it/vie-etrusche-8-itinerari-in-toscana-sulle-tracce-degli-etruschi/#respond Tue, 25 Feb 2020 10:29:07 +0000 http://www.reporterinviaggio.it/?p=45199 Scoprire l’Etruria toscana seguendo le tracce degli Etruschi: si chiamano Vie Etrusche e sono 8 itinerari tracciati tra la costa e l’entroterra della Toscana meridionale studiate per far conoscere cultura, ambiente, natura, e storia dell’antica terra degli Etruschi. Le proposte di viaggio sono state elaborate da Toscana Terra Etrusca, il progetto portato avanti da 34 […]

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Toscana terra etrusca

Scoprire l’Etruria toscana seguendo le tracce degli Etruschi: si chiamano Vie Etrusche e sono 8 itinerari tracciati tra la costa e l’entroterra della Toscana meridionale studiate per far conoscere cultura, ambiente, natura, e storia dell’antica terra degli Etruschi.

Le proposte di viaggio sono state elaborate da Toscana Terra Etrusca, il progetto portato avanti da 34 comuni toscani con capofila il Comune della Città di Chiusi e che presto diventerà un vero e proprio prodotto turistico.

La presentazione degli itinerari è avvenuta a TourismA 2020, salone internazionale dell’archeologia e del turismo culturale che si è tenuto dal 20 al 23 febbraio a Firenze.

Come spiegato dai promotori, gli itinerari sono proposte di viaggio per scoprire la Toscana meridionale in un arco di tempo di più giorni, a seconda dei propri interessi. Ogni itinerario è ispirato ad un elemento vitale per gli antichi Etruschi: dall’acqua all’olio al vino fino alla pietra, solo per citarne alcuni.

vie etrusche

Le Vie Etrusche sono state raccolte in un opuscolo cartaceo, disponibile in lingua italiana e inglese. Per ogni tappa vengono suggerite le cose più importanti da visitare o comunque da non perdere. Nella brochure sono riportati anche l’elenco dei musei, delle aree archeologiche e degli uffici IAT – informazione e accoglienza turistica del territorio.

  1. Le vie dell’acqua: si parte da Chiusi, per proseguire poi a Sarteano, Chianciano Terme, Montepulciano, San Quirico d’Orcia, Bagni San Filippo ed arrivare a San Casciano. Un itinerario nella Val d’Orcia alla scoperta delle sorgenti termali, dei fiumi e bacini d’acqua.
  2. Le vie della pietra: si parte da Castiglione della Pescaia per proseguire poi a Grosseto (Roselle), Monte Argentario, Capalbio, Pitigliano e arrivare a Sorano. Un itinerario alla scoperta dei monumenti etruschi più noti.
  3. Le vie del vino: si parte da Cortona, per passare a Torrita di Siena, Montepulciano, San Quirico d’Orcia, Castiglione d’Orcia, Pitigliano, Scansano, Grosseto, Gavorrano ed arrivare a Civitella Paganico. Un itinerario seguendo le aree di produzione del vino etrusco.
  4. Le vie dell’olio: partendo da Cortona, si visita poi Castiglion Fiorentino, Civitella in Val di Chiana, Monte San Savino, Lucignano, Foiano della Chiana, Sinalunga, Trequanda, Montepulciano, Chiusi per arrivare a Sarteano. Un itinerario sulle tracce della lavorazione dell’olio.
  5. Le vie del grano: si parte da Asciano per visitare Monteroni d’Arbia, Murlo, San Quirico d’Orcia, Piena, Castiglione d’Orcia, Cinigiano, Grosseto, ed arrivare a Castiglione della Pescaia. Un itinerario che segue una delle colture più importanti per gli Etruschi, il grano.
  6. Le vie verso i monti sacri agli Etruschi: si parte da Chianciano Terme per visitare Sarteano, San Casciano dei Bagni, Castiglione d’Orcia, Abbadia San Salvatore, Santa Fiora, Semproniano ed arrivare a Sorano. Un itinerario tra il Monte Cetona e l’Amiata.
  7. Le vie di terra e di mare: si parte da Grosseto per spostarsi poi a Castiglione della Pescaia, Gavorrano, Roccastrada, Civitella Paganico, Cinigiano, Scansano, Monte Argentario ed arrivare a Capalbio. Un itinerario che segue le rotte degli scambi commerciali degli Etruschi.
  8. Passione Etrusca: l’ottavo itinerario è un percorso dedicato a veri appassionati. Si parte da Castiglion Fiorentino, per visitare Cortona, Chianciano Terme, Chiusi, Sarteano, Sorano, Pitigliano, Grosseto, Castiglione della Pescaia ed arrivare a Murlo. Un itinerario che attraversa le più importanti città etrusche della toscana, e dedicato soprattutto alla visita di musei e aree archeologiche.

Le Vie Etrusche sono concepite per essere suggerimenti di viaggio destinati a chi vuole pianificare una vacanza sulle tracce degli Etruschi.

passione etrusca

Chi fosse interessato ad approfondire l’esperienza prenotando visite o escursioni, può fare riferimento direttamente agli Uffici IAT del territorio o ai singoli musei.

Alcuni degli itinerari, però, sono già diventati anche veri e propri pacchetti turistici strutturati, per chi preferisse appoggiarsi ad un tour operator. I tour disponibili sono pubblicati sul sito di Visittuscany, il portale del turismo della Toscana, che dedica un’ampia sezione a idee di viaggio e suggerimenti per seguire le tracce degli Etruschi.

Tra le zone consigliate negli itinerari ci sono anche Sorano, Sovana e Pitigliano, un angolo di Maremma che amo particolarmente.

Se vi interessa sapere qualcosa di più su queste zone e sul rapporto con gli Etruschi, ecco il resoconto di un’escursione di qualche anno fa.

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Equatore: viaggio nell’Ecuador di Vittorio Russo tra storia, cultura e natura https://www.reporterinviaggio.it/equatore-viaggio-nellecuador-di-vittorio-russo-tra-storia-cultura-e-natura/ https://www.reporterinviaggio.it/equatore-viaggio-nellecuador-di-vittorio-russo-tra-storia-cultura-e-natura/#comments Wed, 29 Jan 2020 08:46:57 +0000 http://www.reporterinviaggio.it/?p=45176 Da Quito alle Galàpagos: il viaggio in Ecuador dello scrittore Vittorio Russo, raccontato al Caffè Letterario dell'Angolo di Firenze-Avventure nel Mondo.

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Ecuador nelle foto di Vittorio Russo
Foto ©VittorioRusso

Non ho ancora avuto occasione di visitare l’Ecuador. Eppure, nei giorni scorsi mi sono trovata, a passeggiare per le strade di Otavalo, ad ammirare i monumenti di Quito e la rigogliosa natura delle Galàpagos: merito di “Equatore” l’ultimo libro dello scrittore Vittorio Russo.

Ho incontrato Vittorio per un caso fortunato della vita: una mail inaspettata arrivata da Lucilla, dell’Angolo di Firenze di Avventure nel mondo, nella quale mi chiedeva se ero disponibile ad intervistare questo viaggiatore di origini napoletane, in occasione della presentazione del suo ultimo libro a Firenze.

Lo ammetto, non conoscevo Russo: è bastata però una veloce ricerca su di lui e sui libri che aveva già pubblicato per incuriosirmi. Così, nonostante i mille impegni lavorativi, ho detto sì.

Ed è stata una buona scelta.

presentazione libro Equatore di Vittorio Russo

In un’umida sera di gennaio ci siamo dati appuntamento nella piccola e deliziosa libreria di viaggi “Tatata”, nell’Oltrarno fiorentino, per il Caffè Letterario: un incontro che ha visto l’alternarsi di domande, rispste e letture dei brani di Equatore, per approfondire la conoscenza dell’Ecuador di Vittorio Russo e delle sue bellezze. Un incontro molto piacevole!

Sì, perchè Vittorio non è soltanto un viaggiatore di lungo corso, che ha visitato gran parte del mondo, ma anche un ottimo scrittore e un altrettanto piacevole oratore.

Durante la nostra chiacchierata, ha raccontato nei dettagli il viaggio in Ecuador, paese dell’America Latina, il cui nome deriva proprio dal parallelo per eccellenza: non a caso la prima tappa è stata proprio Mitad del Mundo, ufficialmente identificata come il luogo nel quale passa la linea dell’equatore.

Mitad du Mundo in Ecuador
Foto ©Vittorio Russo

Ovviamente si tratta di un simbolo, ad uso e consumo dei turisti – ha spiegato Vittorio RussoEppure il passaggio dall’Equatore ha sempre rappresentato per l’uomo un momento importante: gli antichi credevano che qui finisse il mondo e che vi si potesse trovare addirittura il Paradiso”.

E l’Equatore ha un valore ancora più simbolico per un uomo di mare come Vittorio, che nel libro ricorda la tradizione del battesimo riservato ai marinai che l’attraversavano per la prima volta.

L’amore per il viaggio emana da ogni parola di Russo, un amore dettato dalla curiosità che questo incredibile ottantenne continua ad avere, prima di tutto, per la vita.

Non si parte per un viaggio senza prepararsi e studiare il luogo nel quale si vuole andare – ha spiegato Vittorio Russo – Il viaggio ti permette di capire se l’idea che ti eri fatto è reale oppure no. Non a caso ogni viaggio geografico è prima di tutto un viaggio in noi stessi, per avere il coraggio di mettersi in discussione“.

Foto ©Vittorio Russo

Anche il viaggio in Ecuador è nato dalla curiosità di scoprire un paese che nella sua mente era, al contempo, terra dell’antico Impero Inca, di avventurieri coraggiosi, come Francisco de Orellana e Gaetano Osculati, ma anche il paese della Natura per eccellenza, dove Charles Darwin elaborò la teoria sull’evoluzione.

Tutti questi aspetti vengono narrati nel libro in maniera approfondita ma mai noiosa.

Il bello di Equatore è che il lettore riesce a viaggiare insieme al protagonista, guardando il paese attraverso i suoi occhi: la capacità narrativa di Vittorio Russo infatti sta nel riuscire ad imprimere nella mente di chi legge quello che lui stesso ha visto e, cosa ancor più difficile, sentito. Il suo racconto è un insieme di visioni, odori, sensazioni rese vivide grazie ad un sapiente uso del linguaggio.

Parole che, come pennelli, dipingono veri e propri quadri.

Vittorio Russo, Ylenia Caioli e Lucilla Cisanelli presentano Equatore
Foto @LibreriaTatata

Il linguaggio dei miei libri è frutto di studio e dell’applicazione di stilemi narrativi – ha rivelato Russo durante l’intervista – E’ un lavoro non facile che richiede tempo e cura nella scelta delle parole più adatte per ottenere un certo effetto”. Un linguaggio prezioso che però non appesantisce il testo ma anzi contribuisce a renderlo ancor più piacevole.

Notevole anche la capacità di soffermarsi sui dettagli di quanto viene raccontato, resi non solo grazie agli appunti presi ma anche alle fotografie: “Non sempre hai la possibilità di scrivere quello che vedi durante un viaggio – ha aggiunto – Per questo, nonostante sia un pessimo fotografo, spesso scatto foto che mi aiutano a ricordare meglio quello che ho visto e le sensazioni provate”.

Se nella prima parte del suo libro Russo si sofferma soprattutto sulla storia e la cultura dell’Ecuador, attraversando il paese da Quito a Quayaquil, nella seconda parte il viaggio prende una piega più intima: il contatto con la natura prorompente delle isole Galàpagos infatti porta lo scrittore ad affrontare sia un viaggio geografico che introspettivo.

Le Galapagos viste da Vittorio Russo
Foto ©Vittorio Russo

“La cosa più bella che mi ha regalato l’Ecuador è un nuovo modo di rapportarmi con la Natura – ha rivelato Russo alla fine dell’intervista – Quello che prima davo per scontato, adesso ho imparato ad apprezzarlo nella sua magnificenza”.

Alla fine Vittorio Russo ha trovato davvero il Paradiso all’Equatore. Eppure, nonostante tutte le precauzioni prese per proteggerlo, questo paradiso potrebbe non durare.

Come spiegato infatti dallo scrittore, le Galàpagos di oggi non sono più quelle di Darwin e nonostante gli sforzi per cercare di preservarle ed evitare qualsiasi contaminazione, l’arrivo di tanti turisti ogni anno non può non incidere su questo habitat, nel bene e nel male.

Iguane alle Galapagos - Foto Vittorio Russo
Foto ©Vittorio Russo

Proprio nel rimarcare la differenza tra turista e viaggiatore, Russo conclude le ultime pagine di Equatore: secondo lo scrittore, mentre il turista procede sui binari della vacanza organizzata, il viaggiatore…

…ha orizzonti diversi, perchè è lui a decidere verso quali cardini orientare il passo, ma è principalmente quello che non fotografa se stesso come soggetto ma l’ambiente nel quale entra con assoluto rispetto…

Equatore e i libri di Vittorio Russo

Se siete curiosi di saperne di più di questo affascinante scrittore di viaggi, qui trovate il suo sito internet (lo so…è un po’ datato!).

Se invece siete interessati agli incontri del Caffè Letterario dell’Angolo di Firenze di Avventure nel Mondo, qui trovate il loro sito e la possibilità di iscrivervi alla newsletter.

Serata alla libreria Tatata di Firenze

Da parte mia non posso che ringraziare tutti coloro che sono intervenuti alla serata e che hanno compiuto con noi questo bellissimo viaggio in Ecuador!

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Storia, arte e natura tra Sintra e il parco di Sintra-Cascais in Portogallo https://www.reporterinviaggio.it/storia-arte-e-natura-tra-sintra-e-il-parco-di-sintra-cascais-in-portogallo/ https://www.reporterinviaggio.it/storia-arte-e-natura-tra-sintra-e-il-parco-di-sintra-cascais-in-portogallo/#respond Thu, 16 Jan 2020 14:50:39 +0000 http://www.reporterinviaggio.it/?p=45103 Dal Castello dei Mori al Palazzo da Pena fino a Cabo da Roca: il Parco di Sintra Cascais, vicino Lisbona, è un paradiso che incanta tra arte e natura. Ecco come visitarlo.

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Sintra vista dal castello dei Mori

Sintra fa parte di quei luoghi con i quali entrare in sintonia è stato facile!

E’ bastato scendere dal treno, arrivato dalla calda Lisbona, e respirare a pieni polmoni la fresca brezza settembrina che faceva frusciare le foglie degli alberi…ero già incantata!

Situata all’interno del Parco di Sintra-Cascais, tra Lisbona e la costa portoghese, Sintra è infatti circondata da un manto verde, che avvolge le colline.

centro storico di Sintra

Nei giorni di sereno, al verde fa da contrasto il blu abbagliante del cielo. Il tutto allietato dalla fresca brezza, che nelle caldi estati portoghesi è davvero una manna!

Se a questo aggiungete le bellezze storico-artistiche da visitare, compresi i resti del forte arabo che svetta sulla collina che sovrasta la città, potete capire perchè me ne sia innamorata.

negozi del centro storico di sintra

Nonostante infatti abbia subito intuito che questa è una meta molto frequentata dai turisti, Sintra è probabilmente la città alla quale mi sono affezionata di più nel mio breve viaggio in Portogallo.

Sintra: da forte arabo a residenza estiva della nobiltà portoghese

piazza della repubblica a sintra

Fondata dagli arabi, dei quali rimangono ben visibili sulla collina i resti del Castello dei Mori risalente all’VIII sec, Sintra è stata fin dal XIV sec la residenza estiva dei reali portoghesi e della nobiltà di Lisbona.

La posizione, a pochi chilometri dal mare, la configurazione geologica del territorio e il patrimonio naturalistico hanno fatto sì che l’area venisse protetta fin dal 1981: nel 1994 è stata dichiarata Parco Naturale e nel 1995 l’intero Parco Nazionale di Sintra Cascais è entrato Patrimonio Unesco.

centro di sintra

La città di Sintra ha una conformazione particolare, divisa in due aree ben distinte: il centro storico e la parte moderna.

Il primo si trova a circa 15 minuti di cammino dalla stazione ferroviaria e si sviluppa intorno al Palazzo Nazionale e alla piazza principale, piazza della Repubblica. Le viuzze del minuscolo centro storico ricordano quelle di un’isoletta greca.

vie del centro di sintra

Da qui, salendo verso le colline si incontrano parchi, giardini e villette in stile romantico e liberty, che contribuiscono a dare a questa città un’atmosfera piuttosto fiabesca.

La parte moderna di Sintra invece, si sviluppa dal lato opposto della stazione ferroviaria, ed ospita palazzi residenziali, negozi, centri commerciali e numerose attività: se dovete acquistare qualcosa, questa parte è sicuramente più economica.

palazzo del municipio di sintra

Per farvi capire quanto siano distinte queste due zone, non mi sono accorta della parte moderna fin quando non ci siamo passati in autobus per raggiungere Cabo da Roca…e vi assicuro che non è piccola!

Oggi Sintra vive in gran parte di turismo, la maggior parte “mordi e fuggi”: i pullman arrivano al mattino presto, e vi rimangono fino a metà pomeriggio.

turismo a sintra

Talvolta viene addirittura ridotto l’accesso per le auto sulla strada che porta al centro storico, per evitare ingorghi.

Tutte le informazioni utili su Sintra sono disponibili sul sito turistico della città, in lingua spagnola e inglese.

Come raggiungere Sintra e alcune info utili

stazione rossio binario 3

Sintra dista circa 25 km da Lisbona e può essere facilmente raggiunta in auto, percorrendo la IC 19, oppure in treno.

E’ possibile partire da diverse stazioni: noi abbiamo scelto la stazione Rossio e abbiamo impiegato circa 40 minuti per raggiungere la città.

Sul sito ufficiale Comboios de Portugal è possibile conoscere gli orari e le tariffe dei biglietti. N.B: La stazione di riferimento per il centro storico è “Sintra” (e non Portela de Sintra).

treno per sintra

Ricordate che tra la stazione di Sintra e il centro storico la distanza è di circa 15 minuti a piedi: la strada comunque è facilmente percorribile anche con trolley.

infopoint sintra

L’ufficio informazioni turistiche si trova proprio nel centro storico, in fondo alla via principale.

Ad essere sincera non ne ho un buon ricordo: ho ricevuto più informazioni dal personale dell’appartamento preso in affitto, che da quello dell’infopoint. In ogni caso, è sicuramente utile per reperire mappe e orari di monumenti e mezzi pubblici.

Cosa abbiamo visto a Sintra e nel Parco di Sintra-Cascais

sintra

La maggior parte dei turisti si ferma a Sintra un solo giorno, dalla mattina alla sera, convinti che sia sufficiente per visitarla. Ovviamente non è così!

Solo le attrazioni principali del centro storico necessiterebbero di più tempo, figuriamoci quelle per le quali occorre spostarsi con i mezzi! Per non parlare delle bellezze naturalistiche, con i tanti cammini e itinerari a piedi che si possono percorrere.

Io e il mio fidanzato abbiamo trascorso a Sintra 4 giorni e non sono bastati per vedere tutto quello che avrei voluto.

Quinta da Regaleira

quinta da regaleira mura

La Quinta da Regaleira si trova a dieci minuti a piedi dal centro storico di Sintra. Se volete raggiungerla in auto, fate attenzione: la zona parcheggio è piccola e nei periodi di alta stagione rischiate di rimanere ingolfati!

Il parco e il palazzo hanno un sito internet ufficiale dove trovare tutte le informazioni utili su costi e servizi.

Palazzo e parco quinta da regaliera

Il complesso venne realizzato tra il 1904 e il 1910 dall’architetto italiano Luigi Manini, piuttosto famoso in Portogallo, su richiesta di Antonio Augusto Carvalho Monteiro, ricco uomo di affari di origini brasiliane.

Antonio Augusto Carvalho Monteiro

Monteiro era definito eccentrico dai contemporanei e simpatizzava per l’esoterismo e le filosofia massonica.

parco della quinta da regaleira

Molti di questi concetti infatti si ritrovano in questa architettura: dalla grotta d’oriente, al pozzo iniziatico, alla grotta del labirinto, solo per citarne alcune.

Visitare il parco della Quinta da Regaleira è come fare una sorta di viaggio di iniziazione, tutto giocato nella contrapposizione luce/ombra.

pozzo iniziatico
veduta del pozzo iniziatico

Dal punto di vista architettonico, l’intera struttura è molto bella, realizzata in stile romantico, con immancabili influenze del manuelino.

simbolo massonico

Se avete con voi una guida, vi consiglio di iniziare la visita dalla parte alta del parco e scendere fino al Palazzo, lasciandolo per ultimo.

Se invece ne siete sprovvisti, vi conviene visitare prima il palazzo, per farvi un’idea della storia e della filosofia alla base di questo monumento.

strada per quinta da regaleira

Siamo arrivati alla Quinta da Regaleira poco dopo l’apertura e ne siamo usciti a pomeriggio inoltrato: la visita dell’intero parco e del palazzo infatti ha richiesto tempo.

Per fortuna all’interno del parco era aperto il caffè, dove abbiamo fatto sosta per un panino al volo, con vista sul palazzo.

Devo dire che la visita alla Quinta da Regaleira mi è piaciuta, nonostante il cielo sia stato grigio per buona parte della giornata.

Probabilmente deve essere ancora più bella nelle giornate di sole e in periodi con minor affluenza di turisti.

Palazzo Nazionale di Sintra

Palazzo nazionale di sintra

Terminata la visita alla Quinta da Regaleira, siamo tornati a piedi a Sintra e ci siamo dedicati al Palacio Nacional o Palazzo nazionale di Sintra.

Il Palazzo Nazionale di Sintra sorge al centro della piazza principale, nel cuore del centro storico e deve la propria origine alla dominazione araba.

cortile del palazzo nazionale

Nell’XI sec infatti qui sorgeva un castello, successivamente trasformato in palazzo dai re portoghesi, a cominciare da Alfonso Enrico, nel 1147. Dal 1995 è Patrimonio Unesco.

Tutte le info utili per visitare il Palazzo nazionale di Sintra sono disponibili sul sito internet ufficiale.

sala araldica

La visita dura circa un’ora e devo dire che l’architettura è molto bella: peccato che a rovinare la nostra esplorazione ci fosse un esagerato numero di turisti, molti in gruppi, che hanno reso l’atmosfera molto meno affascinante!

Probabilmente il momento migliore per visitare il Palazzo nazionale in alta stagione, è al mattino presto o nel tardo pomeriggio.

copertura della sala araldica

Tra le cose che mi hanno colpita di più, sicuramente c’è la Sala Araldica, con lo splendido soffitto e le pareti coperte di azulejos, oltre alle cucine con i camini alti 33 metri, che svettano sopra il palazzo.

terrazza del palazzo nazionale di sintra

Indimenticabile è la splendida terrazza che affaccia sul centro di Sintra e sulle colline.

Palacio Nacional da Pena

Palazzo da Pena

Il Palacio Nacional da Pena, o Palazzo da Pena, è probabilmente il monumento più conosciuto di Sintra, arroccato sulle colline che circondano la città.

E’ possibile raggiungerlo a piedi, con una camminata in salita di un’ora circa, in auto o con l’autobus n. 434, che ferma nella piazza principale di Sintra.

L’alternativa è farsi abbordare da uno dei numerosi tuk tuk, cosa che abbiamo fatto noi: se avete fretta è sicuramente un’ottima soluzione, vi avviso però che la guida è piuttosto…spedita!

tuk tuk a sintra

Trovate tutte le info sui prezzi e su come raggiungere il Palacio Nacional da Pena nel sito internet ufficiale.

viale per palazzo da pena

Il Palacio da Pena è considerato l’espressione massima dello stile romantico, anche se nella sua struttura confluiscono elementi arabi e dello stile manuelino.

Il palazzo ingloba l’antico monastero di San Geronimo, trasformato in palazzo da re Ferdinando II nel corso del 1800.

Sempre Ferdinando II ordinò la sistemazione dell’immenso parco, con la costruzione dello Chalet della contessa Edla, seconda moglie del re. Anche il Palacio da Pena è patrimonio Unesco dal 1995.

code turisti a palazzo da pena

Il fatto di essere il monumento più conosciuto di Sintra lo rendo ovviamente anche il più visitato, soprattutto in alta stagione. Non ricordo di avere mai fatto tante code: per il biglietto, per entrare nel parco e per entrare nel palazzo (abbiamo saltato quella per la navetta).

Tanto per darvi un’idea, alle 10 del mattino erano già terminate le mappe in italiano e inglese!

gargolle palazzo da pena

Probabilmente questo pesante afflusso ha influito anche sul mio giudizio: la coda di quasi un’ora per entrare nel palazzo, e la visita in fila indiana attraverso le singole stanze mi ha molto irritata, al punto da farmi perdere molto della sua bellezza.

veduta dalla Croce alta

Mi è piaciuto molto di più il parco di Pena che circondato il palazzo, a cominciare dalla salita alla Croce Alta, il punto più alto.

La camminata e stata un po’ faticosa ma molto bella, soprattutto per la vista che regala su tutta la costa.

Pena vista da Croce alta

Scendendo verso la parte bassa del parco di Pena mi è sembrato però che fosse un po’ abbandonato a se stesso, almeno per quel poco che siamo riusciti a vedere.

Avevamo infatti sottovalutato la sua vastità e, temendo di sforare con i tempi del nostro programma, abbiamo rinunciato a visitarne buona parte, compresa la zona dello Chalet.

parco da pena

Consiglio: se volete visitare bene il Palacio da Pena e il parco considerate di trascorrerci almeno mezza giornata, qualcosa di più nei periodo di alta stagione. In questo modo avrete comunque anche tempo per visitare il Castello dei Mori.

Sappiate inoltre che è possibile anche visitare solo il parco, senza palazzo.

Castelo dos Mouros (Castello dei Mori)

castello dei mori

A poca distanza dal Palazzo di Pena si trova il Castelo dos Mouros, o Castello dei Mori, l’antica fortezza costruita dagli arabi nell’X sec.

Se partite presto al mattino, è possibile visitare sia questo monumento che il Palacio da Pena nella stessa giornata.

Il castello può essere raggiunto in auto, autobus (n.434) o a piedi, scendendo lungo la strada che collega Sintra al Palacio da Pena.

castello die mari da strada nel bosco

In alternativa, potete fare come noi: siamo scesi lungo il parco del Palacio da Pena fino all’ingresso/uscita prima del lago.

Da qui, abbiamo attraversata la strada, e sempre a piedi abbiamo seguito le indicazioni che ci hanno portato, attraverso il bosco, fino all’ingresso del castello.

mura del castello dei mori

Se invece arrivate da Sintra, potete anche azzardare la salita a piedi dal centro storico, seguendo il sentiero che costeggia la collina. Vi avverto: è una salita piuttosto ripida!

Tutte le informazioni sul Castello dei Mori sono disponibili nel sito internet ufficiale.

quartieri del castello dei mori

Il Castello dei Mori venne costruito come forte di avvistamento per controllare la costa di Lisbona e successivamente fu conquistato dai re del Portogallo.

Quel che rimane oggi è soprattutto la lunga cinta di mura, con i resti dei quartieri, ma la visita vale la pena.

Lungo il percorso che porta all’ingresso del forte sono visibili anche alcune sepolture di epoca medioevale e una stanza-museo con i reperti trovati in zona, piccola ma carina.

lungomura castelo dos mouros

Se come me amate le altezze, vi innamorerete di questo sito: sarà che da qui si domina l’intera valle, sarà che c’erano molti meno turisti ma personalmente Il Castello dei Mori mi è piaciuto più del Palazzo da Pena.

veduta parco di sintra

Fate attenzione però: questa zona è spesso battuta da forti venti che arrivano dall’Oceano atlantico!

Ricordate quindi che anche in estate può fare freddo e che quando salite lungo i camminamenti delle mura o le torrette dovete tenervi saldi! Se soffrite di otite, coprite bene le orecchie!

sentiero che collega sintra a castello dei mori

Dal Castelo de los Mouros siamo poi scesi lungo il sentiero nel bosco fino a raggiungere il centro di Sintra: in discesa è una splendida passeggiata nel verde che dura circa tre quarti d’ora.

Cabo da Roca: la punta più occidentale del continente Europeo

cabo da roca

A un’ora circa di pullman da Sintra, si trova Cabo da Roca, il punto più occidentale del continente europeo!

A questo stupendo punto naturalistico ho già dedicato un post, raccontando la nostra escursione e inserendo tutte le info utili per chi volesse visitarlo: se siete interessati, vi invito a leggerlo!

sentieri intorno a cabo da roca

E’ probabilmente il luogo del Portogallo che mi è piaciuto di più.

Dove dormire a Sintra

casa da pendoa a sintra

Sintra è una cittadina turistica e quindi dormire o mangiare non sono certo un problema. I prezzi sono leggermente più alti di Lisbona ma non esagerati.

Per quanto riguarda l’alloggio, basta fare una ricerca online o sui tanti portali specializzati e non avrete problemi a trovare la sistemazione più adatta alle vostre esigenze.

Dato che dovevamo fermarci per 4 giorni, noi abbiamo scelto un appartamento nel centro storico di Sintra: Casa da Pendoa.

Devo dire che è stata un’ottima sistemazione!

appartamento a sintra

L’appartamento era delizioso, non troppo piccolo e dotato di tutto il necessario! Ogni mattina, inoltre, veniva lasciato un sacchetto sulla porta con il pane appena sfornato per la colazione.

Perfetto anche il servizio di assistenza: appena arrivati ci sono state fornite mappe, informazioni aggiornate su Sintra e su come visitare le varie attrazioni, oltre ad aggiornamenti sullo stato di allerta per gli incendi, attivo in quei giorni a causa del forte vento!

Insomma un servizio impeccabile!

Dove mangiare a Sintra

mangiare a sintra

Sintra è piena di ristoranti, caffè e vinerie che permettono di venire incontro alle diverse esigenze di gusti e prezzi. Premesso che i gusti sono sempre personali, vi segnalo comunque un paio di locali del centro storico dove mi sono trovata molto bene.

Il ristornate che mi è piaciuto di più per servizio e qualità dei piatti è stato Romaria do Boca, nel cuore del centro storico di Sintra. Abbiamo cenato qui la penultima sera: personale gentilissimo e accogliente, cucina portoghese deliziosa, giusto rapporto qualità-prezzo.

Attenzione: nei periodi di alta stagione è bene prenotare.

Il secondo consiglio è Loja do Vino, davanti al Palacio Nacional di Sintra: si tratta di una piccola vineria che vende anche alimenti, con alcuni posti a sedere, all’interno e all’esterno del locale. E’ perfetta per un pranzo o una cena informale.

Curiosità su Sintra: Il Club Dumas e La Nona Porta

central hotel a sintra

Forse non tutti sanno che Sintra è stata una delle locations del film di Roman Polanski “The Ninth Gate”, La Nona Porta, tratto (piuttosto liberamente) dal libro di Arturo Perez ReverteLa compagnia Dumas”.

In particolare, i set utilizzati nel film sono stati la piazza di Sintra, il Central Hotel che si trova proprio davanti al Palacio Nacional e il delizioso Chalet Biester.

Chalet Biester da strada

Quest’ultimo si trova sulla strada per salire al Palacio da Pena, ed oggi è una casa privata: abbiamo provato a fotografarlo dalla strada ma è piuttosto difficile riuscirci a causa della fitta vegetazione.

Se volete saperne di più, ho trovato un interessante articolo in portoghese.

Chalet Biester a sintra

Ho avuto occasione di vedere il film di Polanski poco tempo fa, incuriosita dai racconti…lasciate perdere! E’ uno dei più brutti che abbia mai visto!

In questo periodo invece sto leggendo il libro “Il club Dumas” che, al contrario del film, sembra piuttosto interessante!

Tutto qui? No, Sintra e il parco di Sintra Cascais è molto altro

new museum a sintra

Come ho scritto all’inizio di questo post, i 4 giorni trascorsi a Sintra non mi hanno permesso di visitare tutte le bellezze del parco di Sintra Cascais che avrei voluto.

Mi sarebbe piaciuto visitare il Convento dei Cappuccini, purtroppo in ristrutturazione; il Palazzo di Monserrate irraggiungibile per due giorni a causa dell’allerta incendi, o il Palazzo di Queluz.

Senza contare il New Museum di Sintra, che avremmo dovuto visitare l’ultimo giorno, se non fosse stato chiuso straordinariamente per un evento privato, o il Museo di storia naturale.

natura a sintra

Se a questo si aggiungono i numerosi itinerari di trekking che si possono percorrere in mezzo ai boschi, Cascais e le meravigliose spiagge della costa, si capisce perchè il parco di Sintra-Cascais sia una destinazione che ha bisogno di tempo per essere visitata degnamente.

Se siete interessati a visitarlo, il sito ufficiale contiene tutte le informazioni utili, anche in tema di accessibilità.

veduta parco sintra cascais

Se invece vi interessa più la parte naturalistica, ecco il sito che fa per voi.

Personalmente Sintra e il parco di Sintra Casais è un luogo dove mi piacerebbe tornare a breve!

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Cabo da Roca: tra terra e cielo, all’estremità più occidentale del continente europeo https://www.reporterinviaggio.it/cabo-da-roca-estremita-piu-occidentale-del-continente-europeo/ https://www.reporterinviaggio.it/cabo-da-roca-estremita-piu-occidentale-del-continente-europeo/#respond Tue, 12 Nov 2019 10:57:21 +0000 http://www.reporterinviaggio.it/?p=45063 Un promontorio tra terra e cielo: Cabo da Roca è un luogo ideale per entrare in contatto con la natura della costa portoghese. Ecco come visitarlo!

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cabo da roca

Un infinito senso di libertà, sospesa tra terra e cielo: è la sensazione che ho provato a Cabo da Roca, davanti alla sterminata distesa di blu che colora l’orizzonte.

La punta più occidentale del continente europeo è stata l’ultima escursione del viaggio in Portogallo, eppure è probabilmente quella che mi è rimasta più impressa nella mente.

veduta da cabo da roca

Questi paesaggi brulli e selvaggi, a strapiombo sul mare, sono i ricordi più vividi che ho portato a casa e uno dei motivi per i quale mi piacerebbe tornare presto in Portogallo.

CABO DA ROCA: DA FORTE A PRIMO FARO DEL PORTOGALLO

costa portoghese

La conformazione naturale di Cabo da Roca (capo di roccia), sospeso a 140 metri sul livello del mare, lo rende una naturale postazione di controllo per l’accesso via mare alla città di Lisbona.

Non stupisce quindi che qui vi fosse già una fortezza nel XVII sec, della quale però non rimane praticamente nulla.

Faro di Cabo da Roca

Oggi Cabo da Roca fa parte del Parco Naturale di Sintra – Cascais, una delle area protette del Portogallo che racchiude molte bellezze, naturali e non solo.

Il promontorio è dominato dall’imponente faro, costruito nel 1772, anche se l’attuale struttura risale al 1842. Pare che questo sia stato il primo faro costruito in Portogallo.

Croce monumento di cabo da roca

Sulla punta più estrema della scogliera si trova il monumento in pietra, sormontato da una croce, che segna l’estremità più occidentale del continente europeo.

Sul monumento sono riportate le coordinate geografiche del luogo e la citazione delloe scrittore del cinquecento Luis Vaz de Camoes, autore del poema epico I Lusiadi.

Proprio nel poema, infatti, de Camoes definisce queste terre

Aqui
onde a terra se acaba
e o mar comeca

(Qui, dove la terra finisce e comincia il mare)

citazione di Luis Vaz de Camoes

L’accesso a Cabo da Roca è gratuito. Oltre al faro e al monumento, sono presenti solo un piccolo ufficio informazioni turistiche, dove è possibile farsi rilasciare un certificato a pagamento che attesta la presenza, un ristorante-caffè, dei bagni pubblici e un negozio di souvenir.

Per tutte le informazioni utili è possibile consultare la pagina del sito delle aree protette del Portogallo.

Attenzione! Ricordate che Cabo da Roca è battuto da forti venti: portatevi qualcosa per coprirvi. Inoltre la scogliera può essere pericolosa se non si rimane nell’area delimitata dalla recinzione dai cartelli di pericolo.

COME RAGGIUNGERE CABO DA ROCA, IN AUTO O CON I MEZZI PUBBLICI

veduta costa portoghese da sintra

Cabo da Roca si trova a meno di 20 km da Sintra e a circa 40 km da Lisbona.

E’ possibile raggiungerlo facilmente in auto grazie alla A5, in un’ora circa. La zona offre ampia possibilità di parcheggio gratuito.

Se come noi invece volete affidarvi ai mezzi pubblici, potete raggiungere Sintra in treno e da qui prendere l’autobus 403 che collega Sintra a Cascais e che parte proprio dalla stazione.

Il servizio è effettuato da ScottUrb e gli orari variano a seconda della stagione. Sul sito della società di trasporti è possibile consultare le tabelle stagionali.

autobus 403

Il biglietto viene fatto a bordo e il viaggio per raggiungere Cabo da Roca dura circa 40 minuti.

Attenzione: se volete rientrare da Cabo da Roca a Sintra ricordate che dovrete prendere gli autobus che arrivano da Cascais; viceversa se da Cabo da Roca volete proseguire per raggiungere Cascais dovrete prendere l’autobus che arriva da Sintra. Di solito si alternano.

ESCURSIONE A CABO DA ROCA, LA PUNTA PIU’ OCCIDENTALE D’EUROPA

vegetazione a cabo da roba

Siamo partiti presto da Sintra con l’autobus 403. Durante il viaggio è possibile ammirare la variazione del paesaggio: dalla natura lussureggiante di Sintra fino alla vegetazione bassa e diradata della costa portoghese.

Questa zona infatti è quasi sempre battuta dai venti, che spesso diventano talmente forti da interessare tutta l’area del Parco. Una situazione che in estate può portare a dichiarare lo stato di allerta per rischio incendi, come era avvenuto nei tre giorni precedenti la nostra escursione.

Appena scesi dall’autobus, abbiamo raggiunto il promontorio e qui sono rimasta senza fiato…e non solo per il forte vento!

orizzonte a cabo da roca

E’ difficile infatti spiegare la sensazione che si prova affacciandosi dal promontorio più occidentale del continente europeo, a strapiombo sull’oceano atlantico, davanti a quel blu intenso del mare che si confonde all’orizzonte con il cielo.

Il primo pensiero è stato per gli esploratori che da Lisbona partirono, secoli fa, per raggiungere l’America Latina. Qui infatti si intuisce quale desiderio irrefrenabile potesse spingerli ad alzare le vele e a compiere quel salto verso l’ignoto: la voglia di provare a raggiungere l’infinito e vedere cosa nasconde.

Un salto nel buio che oggi, in una realtà iperconnessa come la nostra, è difficilmente comprensibile se non paragonandolo alle partenze verso lo spazio.

mere portoghese

Il promontorio di Cabo da Roca è ampio e questo rende molto più tollerabile la presenza dei tanti turisti, soprattutto comitive giunte con i pullman.

La maggior parte di loro infatti si ferma ad ammirare il panorama nel piazzale della Croce e a scattarsi selfie.

Ma la vera bellezza di Cabo da Roca va cercata nei dintorni.

cartelli di divieto

Avevo notato i cartelli posti intorno alla recinzione che delimita la costa e che proibiscono di oltrepassarli, pena una multa da 30 a 300 euro.

In effetti, il promontorio può essere molto pericoloso, sia per gli strapiombi che per il forte vento: nel 2014 una coppia di turisti polacca è morta, cadendo dalla scogliera mentre si stava scattando un selfie.

Noi ci si siamo incamminati verso il lato alla sinistra del monumento con la croce (guardando l’oceano), fino a raggiungere la fine dell’area pavimentata.

Qui ho lasciato il mio fidanzato e ho deciso di provare a scendere per un po’ lungo la scogliera.

lato sinistro costa a cabo da roca

La costa infatti inizia a digradare verso le insenature sottostanti, dove si celano calette con piccole spiagge come quella di Praia do Lourical.

Attenzione! La discesa deve essere fatta con MOLTA ACCORTEZZA perchè il terreno è franoso e scosceso! Occorre quindi avere buone scarpe (da ginnastica o da trekking), non soffrire di vertigini e usare prudenza.

Inoltre ricordatevi che lo fate a vostro rischio e pericolo perchè anche in questa parte della scogliera, teoricamente non si potrebbe scendere (in questo caso non avevo visto il cartello, anche perchè in molti ci camminavano; me ne sono accorta solo quando sono risalita!)

discesa della costa

Son scesa per una quindicina di minuti fino a raggiungere un piccolo promontorio, oltre il quale si vedeva la spiaggia.

Qui mi sono fermata a godere il panorama: seduta a strapiombo sul mare, davanti all’infinito con solo il vento come compagno…una sensazione bellissima!

praia do lourical

Avrei voluto provare a scendere ancora ma era già ora di pranzo e avevo lasciato abbastanza da solo il mio fidanzato.

Non posso garantire sul proseguimento della discesa ma ho visto un altro paio di persone proseguire e credo quindi che sia possibile, anche se non agevole, raggiungere la spiaggia sottostante.

ristorante cabo da roca

Tornati al punto ristoro, ci siamo rifocillati con panini e birra, godendoci la vista sul mare dalle vetrate del bar/ristorante!

versante destro a cabo da roca

Poi abbiamo deciso di provare ad esplorare il lato opposto del promontorio, quello cioè che si estende alla destra del monumento (guardando l’oceano), oltre il Faro.

Qui l’andamento del terreno è molto pianeggiante e consente di passeggiare tranquillamente almeno per il primo quarto d’ora.

strapiombo sul mare portoghese

Raggiunta la costa, si può iniziare a scendere fino a raggiungere la spiaggia di Praia da Ursa.

Conoscevo questa spiaggia perchè proprio la sera prima avevo letto un post sul blog “I frattempi della mia vita”, dove si raccontava l’escursione da Cabo da Roca a questa spiaggia.

costa oceano atlantico

La spiaggia di Praia da Ursa è molto particolare e deve il nome ad una conformazione delle rocce che ricordava un orso gigante. Purtroppo quella conformazione non è più visibile ma potete farvi un’idea guardando le foto sul sito del Parco Naturale di Sintra.

Mi sarebbe piaciuto raggiungere la spiaggia ma la discesa richiedeva tempo, che purtroppo non avevamo: abbiamo quindi deciso di tornare verso il Faro.

praia do ursa

Se volete raggiungere la spiaggia e siete in auto, vi conviene saltare il primo quarto d’ora di camminata.

Non troverete indicazioni ma basta partire da Cabo da Roca e prendere la prima strada sterrata sulla sinistra (vedi foto sotto): percorretela tutta fino a quando non potrete più andare avanti.

Qui lasciate l’auto e proseguite a piedi.

Se siete interessati a raggiungere Praia da Ursa, vi consiglio comunque di leggere il post di Serena Proietti.

IL FASCINO DELL’INFINITO: PERCHE’ VISITARE CABO DA ROCA

yle a cabo da roca

Cabo da Roca mi ha ricordato molto la scogliera di Dún Aengus, alle Isole Aran, dove ero stata tanti anni fa: lo stesso forte vento, lo strapiombo sul mare e quel senso di libertà che si prova a trovarsi sul ciglio del precipizio, davanti all’infinito.

Entrambi sono luoghi che è difficile raccontare a parole, molto più facile “sentirli” quando si visitano.

Se amate camminare e arrampicarvi sulle rocce, non credete a chi vi dice che a Cabo da Roca non c’è nulla da fare! E’ possibile trascorrerci tranquillamente un’intera giornata, esplorando sia il versante sinistro che quello destro e divertendosi a raggiungere le varie spiagge.

Occhio però, perchè le discese non sono agevoli, richiedono prudenza, oltre che buona forma fisica, oltre ad essere vietate in molti punti. Il piazzale del promontorio e il Faro invece sono accessibili a tutti.

bottiglia abbandonata

Una raccomandazione: se decidete di fare trekking da queste parti, o comunque di passeggiare, abbiate riguardo per la natura!

Pare incredibile ma durante le nostre camminate ho trovato bottiglie, fazzoletti e altro, lasciati lì da chi era passato prima.

Non troppo per fortuna ma evidentemente non è così scontato preservare la natura, nemmeno in un parco naturale!

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Niente foto nelle strade private di Hanamikoji, nel quartiere di Gion a Kyoto https://www.reporterinviaggio.it/niente-foto-nelle-strade-private-di-hanamikoji-nel-quartiere-di-gion-a-kyoto/ https://www.reporterinviaggio.it/niente-foto-nelle-strade-private-di-hanamikoji-nel-quartiere-di-gion-a-kyoto/#respond Thu, 31 Oct 2019 09:18:14 +0000 http://www.reporterinviaggio.it/?p=45047 Niente foto nelle strade private di Hanamikoji, a Gion, famoso quartiere di Kyoto, e chi trasgredisce rischia una multa fino a 10,000 yen, pari a circa 100 dollari: è il messaggio riportato nei cartelli apparsi il 25 ottobre scorso nelle città giapponese. Secondo quanto riferito dall’emittente NHK la decisione sarebbe stata presa da un’associazione di […]

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divieto di scattare foto a Hanamikoji a gion

Niente foto nelle strade private di Hanamikoji, a Gion, famoso quartiere di Kyoto, e chi trasgredisce rischia una multa fino a 10,000 yen, pari a circa 100 dollari: è il messaggio riportato nei cartelli apparsi il 25 ottobre scorso nelle città giapponese.

Secondo quanto riferito dall’emittente NHK la decisione sarebbe stata presa da un’associazione di residenti e commercianti di Gion, una delle aree di Kyoto più visitate dai turisti.

Queste vie, a cominciare proprio da Hanamikoji, hanno infatti conservato molto della tradizionale architettura urbana giapponese e rappresentano una naturale attrazione, con le storiche case da tè e la possibilità di vedere passeggiare geisha e maiko.

Stando a quanto riportato nell’articolo, però, l’aumento del numero di turisti negli ultimi anni e, soprattutto, la mancanza di rispetto di molti di questi nei confronti dei residenti, hanno portato all’emanazione del provvedimento.

gion a kyoto

Nelle vie private di Hanamikoji, dove compaiono i cartelli firmati dal Gion Machi South District, è quindi proibito d’ora in avanti scattare foto: la multa per i trasgressori è di 10,000 yen. Il sistema di controllo sarebbe affidato a telecamere, anche se non è ben chiaro come dovrebbe funzionare l’assegnazione della multa.

Resta comunque il fatto che un’evidente mancanza di rispetto ed educazione ha portato a questa decisione. Come spiegato dal rappresentante dell’associazione, Mimiko Takayasu, il divieto ha lo scopo di “preservare la tradizionale atmosfera di Gion”.

Non è la prima volta che Kyoto cerca di mettere un freno a comportamenti poco rispettosi da parte dei turisti. Come si vede in questo video, è stato realizzato anche un depliant con indicazioni di comportamenti da evitare: ad esempio fotografare geisha e maiko senza permesso, toccare le lanterne appese o fermarsi in mezzo alla strada.

Sono riuscita a trovare parte dei divieti riportati nel depliant, in una brochure realizzata sempre dall’amministrazione di Kyoto, proprio per il quartiere di Gion: potete consultarla cliccando qui.

Poche settimane fa sempre l’amministrazione di Kyoto aveva lanciato la campagna Enjoy Respect Kyoto, con una serie di adesivi distribuiti in città che riportano alcuni divieti: dal fare foto in strada al parlare a voce alta.

Sono stata a Kyoto durante il mio viaggio in Giappone e ho visitato Gion: all’epoca la presenza di turisti si notava già (lo avevo scritto anche nel post!) ma non era così pressante. Evidentemente le cose sono peggiorate.

Il rispetto di culture e persone è fondamentale nella vita come nei viaggi ed è un peccato che questo non sia chiaro a tutti.

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Great West Way: alla scoperta della vera Inghilterra https://www.reporterinviaggio.it/great-west-way-alla-scoperta-della-vera-inghilterra/ https://www.reporterinviaggio.it/great-west-way-alla-scoperta-della-vera-inghilterra/#respond Mon, 28 Oct 2019 15:18:38 +0000 http://www.reporterinviaggio.it/?p=45037 Da Londra a Bristol, attraversando il Berkshire, il Whiltshire, parte dell’Oxfordshire, del Gloucestershine e del Somerset: è la Great West Way l’itinerario promosso da Visit Britain per far conoscere una parte meno nota dell’Inghilterra. Ho scoperto questo itinerario in maniera del tutto casuale, durante la presentazione di alcune proposte di viaggio dell’agenzia Abbey Ireland & […]

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mappa great west way

Da Londra a Bristol, attraversando il Berkshire, il Whiltshire, parte dell’Oxfordshire, del Gloucestershine e del Somerset: è la Great West Way l’itinerario promosso da Visit Britain per far conoscere una parte meno nota dell’Inghilterra.

Ho scoperto questo itinerario in maniera del tutto casuale, durante la presentazione di alcune proposte di viaggio dell’agenzia Abbey Ireland & UK a TTG Travel Experience 2019 e devo dire che mi ha incuriosita.

La Great West Way si snoda per meno di 200 chilometri, toccando alcuni delle contee più tipiche dell’Inghilterra. Avete presente i classici paesi inglesi con i cottage in pietra e i giardini con muretti bassi?

Quella, tanto per capirsi, che fa da sfondo a telefilm come Midsomer Murders (in Italia, “L’Ispettore Barnaby). Non a caso alcune delle location utilizzate per quella serie si trovano proprio nell’Oxfordshire.

villaggi inglesi sulla great west way

L’itinerario segue il percorso di una delle prime grandi vie di comunicazione, volute dalla Corona inglese per collegare Londra alla costa occidentale, e attraversa luoghi con tradizioni millenarie, come Stonehenge e Avebury.

La Great West Way parte da Londra, tocca Windsor e Heathrow, Stonehenge, i villaggi del Cotswolds, la cittadina romana di Bath, per arrivare alla meta finale, Bristol, moderna città metropolitana, nota per la street art. Non a caso uno dei suoi concittadini più illustri è l’artista Banksy.

Un percorso che copre una distanza non eccessiva visto che da Londra per raggiungere Bristol si impiegano circa due ore, in auto o in treno.

La particolarità di questo itinerario è che può essere coperto con vari mezzi: in automobile, percorrendo la M4; in treno con la Western Railways; a piedi o in bici e perfino in barca, lungo corso del Tamigi. Questi mezzi possono ovviamente alternarsi tra loro.

campagna inglese

Interessante sapere che, per i mezzi pubblici, è possibile acquistare il Great West Way Discoverer pass, una sorta di abbonamento che consente di utilizzare sia il treno che l’autobus su tutto il territorio. Il pass compre infatti l’area da London Paddington a Bristol Temple.

L’acquisto può essere fatto sul posto oppure via internet: il prezzo, che varia a seconda della durata, non è economico ma consente di avere coperti tutti gli spostamenti. Inoltre, il costo diminuisce se si sceglie di coprire solo l’area est oppure quella ovest, invece che entrambe.

Non ho mai utilizzato le ferrovie inglesi, se si escludono i collegamenti con i vari aeroporti, e non ho idea di come funzioni il servizio ma sicuramente questo strumento facilità almeno l’acquisto dei biglietti.

A quanto pare, lungo la Great West Way è possibile visitare castelli e monumenti storici, oltre a parchi e giardini, e fare attività sportiva: il tutto nel tipico paesaggio della campagna inglese.

Bristol

Se siete interessati a saperne di più di questo itinerario, potete consultare il sito internet in lingua inglese, con tutte le info utili e i suggerimenti di viaggio: è possibile anche loggarsi, creando un proprio profilo e costruendo un itinerario di viaggio personalizzato.

Trovo interessante questa proposta di viaggio e spero di avere occasione di sperimentarla a breve: mi affascina sia la possibilità di respirare l’aria della vecchia Inghilterra, per la quale ho sempre avuto un debole, ma soprattutto esplorare un itinerario creato proprio per uscire dalle classiche mete più battute.

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