Reporter in Viaggio http://www.reporterinviaggio.it Blog, foto e video di una reporter in viaggio per il mondo! Tue, 25 Feb 2020 10:29:13 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.3.2 Vie Etrusche: 8 itinerari in Toscana sulle tracce degli Etruschi http://www.reporterinviaggio.it/vie-etrusche-8-itinerari-in-toscana-sulle-tracce-degli-etruschi/ http://www.reporterinviaggio.it/vie-etrusche-8-itinerari-in-toscana-sulle-tracce-degli-etruschi/#respond Tue, 25 Feb 2020 10:29:07 +0000 http://www.reporterinviaggio.it/?p=45199 Scoprire l’Etruria toscana seguendo le tracce degli Etruschi: si chiamano Vie Etrusche e sono 8 itinerari tracciati tra la costa e l’entroterra della Toscana meridionale studiate per far conoscere cultura, ambiente, natura, e storia dell’antica terra degli Etruschi. Le proposte di viaggio sono state elaborate da Toscana Terra Etrusca, il progetto portato avanti da 34 […]

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Toscana terra etrusca

Scoprire l’Etruria toscana seguendo le tracce degli Etruschi: si chiamano Vie Etrusche e sono 8 itinerari tracciati tra la costa e l’entroterra della Toscana meridionale studiate per far conoscere cultura, ambiente, natura, e storia dell’antica terra degli Etruschi.

Le proposte di viaggio sono state elaborate da Toscana Terra Etrusca, il progetto portato avanti da 34 comuni toscani con capofila il Comune della Città di Chiusi e che presto diventerà un vero e proprio prodotto turistico.

La presentazione degli itinerari è avvenuta a TourismA 2020, salone internazionale dell’archeologia e del turismo culturale che si è tenuto dal 20 al 23 febbraio a Firenze.

Come spiegato dai promotori, gli itinerari sono proposte di viaggio per scoprire la Toscana meridionale in un arco di tempo di più giorni, a seconda dei propri interessi. Ogni itinerario è ispirato ad un elemento vitale per gli antichi Etruschi: dall’acqua all’olio al vino fino alla pietra, solo per citarne alcuni.

vie etrusche

Le Vie Etrusche sono state raccolte in un opuscolo cartaceo, disponibile in lingua italiana e inglese. Per ogni tappa vengono suggerite le cose più importanti da visitare o comunque da non perdere. Nella brochure sono riportati anche l’elenco dei musei, delle aree archeologiche e degli uffici IAT – informazione e accoglienza turistica del territorio.

  1. Le vie dell’acqua: si parte da Chiusi, per proseguire poi a Sarteano, Chianciano Terme, Montepulciano, San Quirico d’Orcia, Bagni San Filippo ed arrivare a San Casciano. Un itinerario nella Val d’Orcia alla scoperta delle sorgenti termali, dei fiumi e bacini d’acqua.
  2. Le vie della pietra: si parte da Castiglione della Pescaia per proseguire poi a Grosseto (Roselle), Monte Argentario, Capalbio, Pitigliano e arrivare a Sorano. Un itinerario alla scoperta dei monumenti etruschi più noti.
  3. Le vie del vino: si parte da Cortona, per passare a Torrita di Siena, Montepulciano, San Quirico d’Orcia, Castiglione d’Orcia, Pitigliano, Scansano, Grosseto, Gavorrano ed arrivare a Civitella Paganico. Un itinerario seguendo le aree di produzione del vino etrusco.
  4. Le vie dell’olio: partendo da Cortona, si visita poi Castiglion Fiorentino, Civitella in Val di Chiana, Monte San Savino, Lucignano, Foiano della Chiana, Sinalunga, Trequanda, Montepulciano, Chiusi per arrivare a Sarteano. Un itinerario sulle tracce della lavorazione dell’olio.
  5. Le vie del grano: si parte da Asciano per visitare Monteroni d’Arbia, Murlo, San Quirico d’Orcia, Piena, Castiglione d’Orcia, Cinigiano, Grosseto, ed arrivare a Castiglione della Pescaia. Un itinerario che segue una delle colture più importanti per gli Etruschi, il grano.
  6. Le vie verso i monti sacri agli Etruschi: si parte da Chianciano Terme per visitare Sarteano, San Casciano dei Bagni, Castiglione d’Orcia, Abbadia San Salvatore, Santa Fiora, Semproniano ed arrivare a Sorano. Un itinerario tra il Monte Cetona e l’Amiata.
  7. Le vie di terra e di mare: si parte da Grosseto per spostarsi poi a Castiglione della Pescaia, Gavorrano, Roccastrada, Civitella Paganico, Cinigiano, Scansano, Monte Argentario ed arrivare a Capalbio. Un itinerario che segue le rotte degli scambi commerciali degli Etruschi.
  8. Passione Etrusca: l’ottavo itinerario è un percorso dedicato a veri appassionati. Si parte da Castiglion Fiorentino, per visitare Cortona, Chianciano Terme, Chiusi, Sarteano, Sorano, Pitigliano, Grosseto, Castiglione della Pescaia ed arrivare a Murlo. Un itinerario che attraversa le più importanti città etrusche della toscana, e dedicato soprattutto alla visita di musei e aree archeologiche.

Le Vie Etrusche sono concepite per essere suggerimenti di viaggio destinati a chi vuole pianificare una vacanza sulle tracce degli Etruschi.

passione etrusca

Chi fosse interessato ad approfondire l’esperienza prenotando visite o escursioni, può fare riferimento direttamente agli Uffici IAT del territorio o ai singoli musei.

Alcuni degli itinerari, però, sono già diventati anche veri e propri pacchetti turistici strutturati, per chi preferisse appoggiarsi ad un tour operator. I tour disponibili sono pubblicati sul sito di Visittuscany, il portale del turismo della Toscana, che dedica un’ampia sezione a idee di viaggio e suggerimenti per seguire le tracce degli Etruschi.

Tra le zone consigliate negli itinerari ci sono anche Sorano, Sovana e Pitigliano, un angolo di Maremma che amo particolarmente.

Se vi interessa sapere qualcosa di più su queste zone e sul rapporto con gli Etruschi, ecco il resoconto di un’escursione di qualche anno fa.

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Equatore: viaggio nell’Ecuador di Vittorio Russo tra storia, cultura e natura http://www.reporterinviaggio.it/equatore-viaggio-nellecuador-di-vittorio-russo-tra-storia-cultura-e-natura/ http://www.reporterinviaggio.it/equatore-viaggio-nellecuador-di-vittorio-russo-tra-storia-cultura-e-natura/#comments Wed, 29 Jan 2020 08:46:57 +0000 http://www.reporterinviaggio.it/?p=45176 Da Quito alle Galàpagos: il viaggio in Ecuador dello scrittore Vittorio Russo, raccontato al Caffè Letterario dell'Angolo di Firenze-Avventure nel Mondo.

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Ecuador nelle foto di Vittorio Russo
Foto ©VittorioRusso

Non ho ancora avuto occasione di visitare l’Ecuador. Eppure, nei giorni scorsi mi sono trovata, a passeggiare per le strade di Otavalo, ad ammirare i monumenti di Quito e la rigogliosa natura delle Galàpagos: merito di “Equatore” l’ultimo libro dello scrittore Vittorio Russo.

Ho incontrato Vittorio per un caso fortunato della vita: una mail inaspettata arrivata da Lucilla, dell’Angolo di Firenze di Avventure nel mondo, nella quale mi chiedeva se ero disponibile ad intervistare questo viaggiatore di origini napoletane, in occasione della presentazione del suo ultimo libro a Firenze.

Lo ammetto, non conoscevo Russo: è bastata però una veloce ricerca su di lui e sui libri che aveva già pubblicato per incuriosirmi. Così, nonostante i mille impegni lavorativi, ho detto sì.

Ed è stata una buona scelta.

presentazione libro Equatore di Vittorio Russo

In un’umida sera di gennaio ci siamo dati appuntamento nella piccola e deliziosa libreria di viaggi “Tatata”, nell’Oltrarno fiorentino, per il Caffè Letterario: un incontro che ha visto l’alternarsi di domande, rispste e letture dei brani di Equatore, per approfondire la conoscenza dell’Ecuador di Vittorio Russo e delle sue bellezze. Un incontro molto piacevole!

Sì, perchè Vittorio non è soltanto un viaggiatore di lungo corso, che ha visitato gran parte del mondo, ma anche un ottimo scrittore e un altrettanto piacevole oratore.

Durante la nostra chiacchierata, ha raccontato nei dettagli il viaggio in Ecuador, paese dell’America Latina, il cui nome deriva proprio dal parallelo per eccellenza: non a caso la prima tappa è stata proprio Mitad del Mundo, ufficialmente identificata come il luogo nel quale passa la linea dell’equatore.

Mitad du Mundo in Ecuador
Foto ©Vittorio Russo

Ovviamente si tratta di un simbolo, ad uso e consumo dei turisti – ha spiegato Vittorio RussoEppure il passaggio dall’Equatore ha sempre rappresentato per l’uomo un momento importante: gli antichi credevano che qui finisse il mondo e che vi si potesse trovare addirittura il Paradiso”.

E l’Equatore ha un valore ancora più simbolico per un uomo di mare come Vittorio, che nel libro ricorda la tradizione del battesimo riservato ai marinai che l’attraversavano per la prima volta.

L’amore per il viaggio emana da ogni parola di Russo, un amore dettato dalla curiosità che questo incredibile ottantenne continua ad avere, prima di tutto, per la vita.

Non si parte per un viaggio senza prepararsi e studiare il luogo nel quale si vuole andare – ha spiegato Vittorio Russo – Il viaggio ti permette di capire se l’idea che ti eri fatto è reale oppure no. Non a caso ogni viaggio geografico è prima di tutto un viaggio in noi stessi, per avere il coraggio di mettersi in discussione“.

Foto ©Vittorio Russo

Anche il viaggio in Ecuador è nato dalla curiosità di scoprire un paese che nella sua mente era, al contempo, terra dell’antico Impero Inca, di avventurieri coraggiosi, come Francisco de Orellana e Gaetano Osculati, ma anche il paese della Natura per eccellenza, dove Charles Darwin elaborò la teoria sull’evoluzione.

Tutti questi aspetti vengono narrati nel libro in maniera approfondita ma mai noiosa.

Il bello di Equatore è che il lettore riesce a viaggiare insieme al protagonista, guardando il paese attraverso i suoi occhi: la capacità narrativa di Vittorio Russo infatti sta nel riuscire ad imprimere nella mente di chi legge quello che lui stesso ha visto e, cosa ancor più difficile, sentito. Il suo racconto è un insieme di visioni, odori, sensazioni rese vivide grazie ad un sapiente uso del linguaggio.

Parole che, come pennelli, dipingono veri e propri quadri.

Vittorio Russo, Ylenia Caioli e Lucilla Cisanelli presentano Equatore
Foto @LibreriaTatata

Il linguaggio dei miei libri è frutto di studio e dell’applicazione di stilemi narrativi – ha rivelato Russo durante l’intervista – E’ un lavoro non facile che richiede tempo e cura nella scelta delle parole più adatte per ottenere un certo effetto”. Un linguaggio prezioso che però non appesantisce il testo ma anzi contribuisce a renderlo ancor più piacevole.

Notevole anche la capacità di soffermarsi sui dettagli di quanto viene raccontato, resi non solo grazie agli appunti presi ma anche alle fotografie: “Non sempre hai la possibilità di scrivere quello che vedi durante un viaggio – ha aggiunto – Per questo, nonostante sia un pessimo fotografo, spesso scatto foto che mi aiutano a ricordare meglio quello che ho visto e le sensazioni provate”.

Se nella prima parte del suo libro Russo si sofferma soprattutto sulla storia e la cultura dell’Ecuador, attraversando il paese da Quito a Quayaquil, nella seconda parte il viaggio prende una piega più intima: il contatto con la natura prorompente delle isole Galàpagos infatti porta lo scrittore ad affrontare sia un viaggio geografico che introspettivo.

Le Galapagos viste da Vittorio Russo
Foto ©Vittorio Russo

“La cosa più bella che mi ha regalato l’Ecuador è un nuovo modo di rapportarmi con la Natura – ha rivelato Russo alla fine dell’intervista – Quello che prima davo per scontato, adesso ho imparato ad apprezzarlo nella sua magnificenza”.

Alla fine Vittorio Russo ha trovato davvero il Paradiso all’Equatore. Eppure, nonostante tutte le precauzioni prese per proteggerlo, questo paradiso potrebbe non durare.

Come spiegato infatti dallo scrittore, le Galàpagos di oggi non sono più quelle di Darwin e nonostante gli sforzi per cercare di preservarle ed evitare qualsiasi contaminazione, l’arrivo di tanti turisti ogni anno non può non incidere su questo habitat, nel bene e nel male.

Iguane alle Galapagos - Foto Vittorio Russo
Foto ©Vittorio Russo

Proprio nel rimarcare la differenza tra turista e viaggiatore, Russo conclude le ultime pagine di Equatore: secondo lo scrittore, mentre il turista procede sui binari della vacanza organizzata, il viaggiatore…

…ha orizzonti diversi, perchè è lui a decidere verso quali cardini orientare il passo, ma è principalmente quello che non fotografa se stesso come soggetto ma l’ambiente nel quale entra con assoluto rispetto…

Equatore e i libri di Vittorio Russo

Se siete curiosi di saperne di più di questo affascinante scrittore di viaggi, qui trovate il suo sito internet (lo so…è un po’ datato!).

Se invece siete interessati agli incontri del Caffè Letterario dell’Angolo di Firenze di Avventure nel Mondo, qui trovate il loro sito e la possibilità di iscrivervi alla newsletter.

Serata alla libreria Tatata di Firenze

Da parte mia non posso che ringraziare tutti coloro che sono intervenuti alla serata e che hanno compiuto con noi questo bellissimo viaggio in Ecuador!

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Storia, arte e natura tra Sintra e il parco di Sintra-Cascais in Portogallo http://www.reporterinviaggio.it/storia-arte-e-natura-tra-sintra-e-il-parco-di-sintra-cascais-in-portogallo/ http://www.reporterinviaggio.it/storia-arte-e-natura-tra-sintra-e-il-parco-di-sintra-cascais-in-portogallo/#respond Thu, 16 Jan 2020 14:50:39 +0000 http://www.reporterinviaggio.it/?p=45103 Dal Castello dei Mori al Palazzo da Pena fino a Cabo da Roca: il Parco di Sintra Cascais, vicino Lisbona, è un paradiso che incanta tra arte e natura. Ecco come visitarlo.

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Sintra vista dal castello dei Mori

Sintra fa parte di quei luoghi con i quali entrare in sintonia è stato facile!

E’ bastato scendere dal treno, arrivato dalla calda Lisbona, e respirare a pieni polmoni la fresca brezza settembrina che faceva frusciare le foglie degli alberi…ero già incantata!

Situata all’interno del Parco di Sintra-Cascais, tra Lisbona e la costa portoghese, Sintra è infatti circondata da un manto verde, che avvolge le colline.

centro storico di Sintra

Nei giorni di sereno, al verde fa da contrasto il blu abbagliante del cielo. Il tutto allietato dalla fresca brezza, che nelle caldi estati portoghesi è davvero una manna!

Se a questo aggiungete le bellezze storico-artistiche da visitare, compresi i resti del forte arabo che svetta sulla collina che sovrasta la città, potete capire perchè me ne sia innamorata.

negozi del centro storico di sintra

Nonostante infatti abbia subito intuito che questa è una meta molto frequentata dai turisti, Sintra è probabilmente la città alla quale mi sono affezionata di più nel mio breve viaggio in Portogallo.

Sintra: da forte arabo a residenza estiva della nobiltà portoghese

piazza della repubblica a sintra

Fondata dagli arabi, dei quali rimangono ben visibili sulla collina i resti del Castello dei Mori risalente all’VIII sec, Sintra è stata fin dal XIV sec la residenza estiva dei reali portoghesi e della nobiltà di Lisbona.

La posizione, a pochi chilometri dal mare, la configurazione geologica del territorio e il patrimonio naturalistico hanno fatto sì che l’area venisse protetta fin dal 1981: nel 1994 è stata dichiarata Parco Naturale e nel 1995 l’intero Parco Nazionale di Sintra Cascais è entrato Patrimonio Unesco.

centro di sintra

La città di Sintra ha una conformazione particolare, divisa in due aree ben distinte: il centro storico e la parte moderna.

Il primo si trova a circa 15 minuti di cammino dalla stazione ferroviaria e si sviluppa intorno al Palazzo Nazionale e alla piazza principale, piazza della Repubblica. Le viuzze del minuscolo centro storico ricordano quelle di un’isoletta greca.

vie del centro di sintra

Da qui, salendo verso le colline si incontrano parchi, giardini e villette in stile romantico e liberty, che contribuiscono a dare a questa città un’atmosfera piuttosto fiabesca.

La parte moderna di Sintra invece, si sviluppa dal lato opposto della stazione ferroviaria, ed ospita palazzi residenziali, negozi, centri commerciali e numerose attività: se dovete acquistare qualcosa, questa parte è sicuramente più economica.

palazzo del municipio di sintra

Per farvi capire quanto siano distinte queste due zone, non mi sono accorta della parte moderna fin quando non ci siamo passati in autobus per raggiungere Cabo da Roca…e vi assicuro che non è piccola!

Oggi Sintra vive in gran parte di turismo, la maggior parte “mordi e fuggi”: i pullman arrivano al mattino presto, e vi rimangono fino a metà pomeriggio.

turismo a sintra

Talvolta viene addirittura ridotto l’accesso per le auto sulla strada che porta al centro storico, per evitare ingorghi.

Tutte le informazioni utili su Sintra sono disponibili sul sito turistico della città, in lingua spagnola e inglese.

Come raggiungere Sintra e alcune info utili

stazione rossio binario 3

Sintra dista circa 25 km da Lisbona e può essere facilmente raggiunta in auto, percorrendo la IC 19, oppure in treno.

E’ possibile partire da diverse stazioni: noi abbiamo scelto la stazione Rossio e abbiamo impiegato circa 40 minuti per raggiungere la città.

Sul sito ufficiale Comboios de Portugal è possibile conoscere gli orari e le tariffe dei biglietti. N.B: La stazione di riferimento per il centro storico è “Sintra” (e non Portela de Sintra).

treno per sintra

Ricordate che tra la stazione di Sintra e il centro storico la distanza è di circa 15 minuti a piedi: la strada comunque è facilmente percorribile anche con trolley.

infopoint sintra

L’ufficio informazioni turistiche si trova proprio nel centro storico, in fondo alla via principale.

Ad essere sincera non ne ho un buon ricordo: ho ricevuto più informazioni dal personale dell’appartamento preso in affitto, che da quello dell’infopoint. In ogni caso, è sicuramente utile per reperire mappe e orari di monumenti e mezzi pubblici.

Cosa abbiamo visto a Sintra e nel Parco di Sintra-Cascais

sintra

La maggior parte dei turisti si ferma a Sintra un solo giorno, dalla mattina alla sera, convinti che sia sufficiente per visitarla. Ovviamente non è così!

Solo le attrazioni principali del centro storico necessiterebbero di più tempo, figuriamoci quelle per le quali occorre spostarsi con i mezzi! Per non parlare delle bellezze naturalistiche, con i tanti cammini e itinerari a piedi che si possono percorrere.

Io e il mio fidanzato abbiamo trascorso a Sintra 4 giorni e non sono bastati per vedere tutto quello che avrei voluto.

Quinta da Regaleira

quinta da regaleira mura

La Quinta da Regaleira si trova a dieci minuti a piedi dal centro storico di Sintra. Se volete raggiungerla in auto, fate attenzione: la zona parcheggio è piccola e nei periodi di alta stagione rischiate di rimanere ingolfati!

Il parco e il palazzo hanno un sito internet ufficiale dove trovare tutte le informazioni utili su costi e servizi.

Palazzo e parco quinta da regaliera

Il complesso venne realizzato tra il 1904 e il 1910 dall’architetto italiano Luigi Manini, piuttosto famoso in Portogallo, su richiesta di Antonio Augusto Carvalho Monteiro, ricco uomo di affari di origini brasiliane.

Antonio Augusto Carvalho Monteiro

Monteiro era definito eccentrico dai contemporanei e simpatizzava per l’esoterismo e le filosofia massonica.

parco della quinta da regaleira

Molti di questi concetti infatti si ritrovano in questa architettura: dalla grotta d’oriente, al pozzo iniziatico, alla grotta del labirinto, solo per citarne alcune.

Visitare il parco della Quinta da Regaleira è come fare una sorta di viaggio di iniziazione, tutto giocato nella contrapposizione luce/ombra.

pozzo iniziatico
veduta del pozzo iniziatico

Dal punto di vista architettonico, l’intera struttura è molto bella, realizzata in stile romantico, con immancabili influenze del manuelino.

simbolo massonico

Se avete con voi una guida, vi consiglio di iniziare la visita dalla parte alta del parco e scendere fino al Palazzo, lasciandolo per ultimo.

Se invece ne siete sprovvisti, vi conviene visitare prima il palazzo, per farvi un’idea della storia e della filosofia alla base di questo monumento.

strada per quinta da regaleira

Siamo arrivati alla Quinta da Regaleira poco dopo l’apertura e ne siamo usciti a pomeriggio inoltrato: la visita dell’intero parco e del palazzo infatti ha richiesto tempo.

Per fortuna all’interno del parco era aperto il caffè, dove abbiamo fatto sosta per un panino al volo, con vista sul palazzo.

Devo dire che la visita alla Quinta da Regaleira mi è piaciuta, nonostante il cielo sia stato grigio per buona parte della giornata.

Probabilmente deve essere ancora più bella nelle giornate di sole e in periodi con minor affluenza di turisti.

Palazzo Nazionale di Sintra

Palazzo nazionale di sintra

Terminata la visita alla Quinta da Regaleira, siamo tornati a piedi a Sintra e ci siamo dedicati al Palacio Nacional o Palazzo nazionale di Sintra.

Il Palazzo Nazionale di Sintra sorge al centro della piazza principale, nel cuore del centro storico e deve la propria origine alla dominazione araba.

cortile del palazzo nazionale

Nell’XI sec infatti qui sorgeva un castello, successivamente trasformato in palazzo dai re portoghesi, a cominciare da Alfonso Enrico, nel 1147. Dal 1995 è Patrimonio Unesco.

Tutte le info utili per visitare il Palazzo nazionale di Sintra sono disponibili sul sito internet ufficiale.

sala araldica

La visita dura circa un’ora e devo dire che l’architettura è molto bella: peccato che a rovinare la nostra esplorazione ci fosse un esagerato numero di turisti, molti in gruppi, che hanno reso l’atmosfera molto meno affascinante!

Probabilmente il momento migliore per visitare il Palazzo nazionale in alta stagione, è al mattino presto o nel tardo pomeriggio.

copertura della sala araldica

Tra le cose che mi hanno colpita di più, sicuramente c’è la Sala Araldica, con lo splendido soffitto e le pareti coperte di azulejos, oltre alle cucine con i camini alti 33 metri, che svettano sopra il palazzo.

terrazza del palazzo nazionale di sintra

Indimenticabile è la splendida terrazza che affaccia sul centro di Sintra e sulle colline.

Palacio Nacional da Pena

Palazzo da Pena

Il Palacio Nacional da Pena, o Palazzo da Pena, è probabilmente il monumento più conosciuto di Sintra, arroccato sulle colline che circondano la città.

E’ possibile raggiungerlo a piedi, con una camminata in salita di un’ora circa, in auto o con l’autobus n. 434, che ferma nella piazza principale di Sintra.

L’alternativa è farsi abbordare da uno dei numerosi tuk tuk, cosa che abbiamo fatto noi: se avete fretta è sicuramente un’ottima soluzione, vi avviso però che la guida è piuttosto…spedita!

tuk tuk a sintra

Trovate tutte le info sui prezzi e su come raggiungere il Palacio Nacional da Pena nel sito internet ufficiale.

viale per palazzo da pena

Il Palacio da Pena è considerato l’espressione massima dello stile romantico, anche se nella sua struttura confluiscono elementi arabi e dello stile manuelino.

Il palazzo ingloba l’antico monastero di San Geronimo, trasformato in palazzo da re Ferdinando II nel corso del 1800.

Sempre Ferdinando II ordinò la sistemazione dell’immenso parco, con la costruzione dello Chalet della contessa Edla, seconda moglie del re. Anche il Palacio da Pena è patrimonio Unesco dal 1995.

code turisti a palazzo da pena

Il fatto di essere il monumento più conosciuto di Sintra lo rendo ovviamente anche il più visitato, soprattutto in alta stagione. Non ricordo di avere mai fatto tante code: per il biglietto, per entrare nel parco e per entrare nel palazzo (abbiamo saltato quella per la navetta).

Tanto per darvi un’idea, alle 10 del mattino erano già terminate le mappe in italiano e inglese!

gargolle palazzo da pena

Probabilmente questo pesante afflusso ha influito anche sul mio giudizio: la coda di quasi un’ora per entrare nel palazzo, e la visita in fila indiana attraverso le singole stanze mi ha molto irritata, al punto da farmi perdere molto della sua bellezza.

veduta dalla Croce alta

Mi è piaciuto molto di più il parco di Pena che circondato il palazzo, a cominciare dalla salita alla Croce Alta, il punto più alto.

La camminata e stata un po’ faticosa ma molto bella, soprattutto per la vista che regala su tutta la costa.

Pena vista da Croce alta

Scendendo verso la parte bassa del parco di Pena mi è sembrato però che fosse un po’ abbandonato a se stesso, almeno per quel poco che siamo riusciti a vedere.

Avevamo infatti sottovalutato la sua vastità e, temendo di sforare con i tempi del nostro programma, abbiamo rinunciato a visitarne buona parte, compresa la zona dello Chalet.

parco da pena

Consiglio: se volete visitare bene il Palacio da Pena e il parco considerate di trascorrerci almeno mezza giornata, qualcosa di più nei periodo di alta stagione. In questo modo avrete comunque anche tempo per visitare il Castello dei Mori.

Sappiate inoltre che è possibile anche visitare solo il parco, senza palazzo.

Castelo dos Mouros (Castello dei Mori)

castello dei mori

A poca distanza dal Palazzo di Pena si trova il Castelo dos Mouros, o Castello dei Mori, l’antica fortezza costruita dagli arabi nell’X sec.

Se partite presto al mattino, è possibile visitare sia questo monumento che il Palacio da Pena nella stessa giornata.

Il castello può essere raggiunto in auto, autobus (n.434) o a piedi, scendendo lungo la strada che collega Sintra al Palacio da Pena.

castello die mari da strada nel bosco

In alternativa, potete fare come noi: siamo scesi lungo il parco del Palacio da Pena fino all’ingresso/uscita prima del lago.

Da qui, abbiamo attraversata la strada, e sempre a piedi abbiamo seguito le indicazioni che ci hanno portato, attraverso il bosco, fino all’ingresso del castello.

mura del castello dei mori

Se invece arrivate da Sintra, potete anche azzardare la salita a piedi dal centro storico, seguendo il sentiero che costeggia la collina. Vi avverto: è una salita piuttosto ripida!

Tutte le informazioni sul Castello dei Mori sono disponibili nel sito internet ufficiale.

quartieri del castello dei mori

Il Castello dei Mori venne costruito come forte di avvistamento per controllare la costa di Lisbona e successivamente fu conquistato dai re del Portogallo.

Quel che rimane oggi è soprattutto la lunga cinta di mura, con i resti dei quartieri, ma la visita vale la pena.

Lungo il percorso che porta all’ingresso del forte sono visibili anche alcune sepolture di epoca medioevale e una stanza-museo con i reperti trovati in zona, piccola ma carina.

lungomura castelo dos mouros

Se come me amate le altezze, vi innamorerete di questo sito: sarà che da qui si domina l’intera valle, sarà che c’erano molti meno turisti ma personalmente Il Castello dei Mori mi è piaciuto più del Palazzo da Pena.

veduta parco di sintra

Fate attenzione però: questa zona è spesso battuta da forti venti che arrivano dall’Oceano atlantico!

Ricordate quindi che anche in estate può fare freddo e che quando salite lungo i camminamenti delle mura o le torrette dovete tenervi saldi! Se soffrite di otite, coprite bene le orecchie!

sentiero che collega sintra a castello dei mori

Dal Castelo de los Mouros siamo poi scesi lungo il sentiero nel bosco fino a raggiungere il centro di Sintra: in discesa è una splendida passeggiata nel verde che dura circa tre quarti d’ora.

Cabo da Roca: la punta più occidentale del continente Europeo

cabo da roca

A un’ora circa di pullman da Sintra, si trova Cabo da Roca, il punto più occidentale del continente europeo!

A questo stupendo punto naturalistico ho già dedicato un post, raccontando la nostra escursione e inserendo tutte le info utili per chi volesse visitarlo: se siete interessati, vi invito a leggerlo!

sentieri intorno a cabo da roca

E’ probabilmente il luogo del Portogallo che mi è piaciuto di più.

Dove dormire a Sintra

casa da pendoa a sintra

Sintra è una cittadina turistica e quindi dormire o mangiare non sono certo un problema. I prezzi sono leggermente più alti di Lisbona ma non esagerati.

Per quanto riguarda l’alloggio, basta fare una ricerca online o sui tanti portali specializzati e non avrete problemi a trovare la sistemazione più adatta alle vostre esigenze.

Dato che dovevamo fermarci per 4 giorni, noi abbiamo scelto un appartamento nel centro storico di Sintra: Casa da Pendoa.

Devo dire che è stata un’ottima sistemazione!

appartamento a sintra

L’appartamento era delizioso, non troppo piccolo e dotato di tutto il necessario! Ogni mattina, inoltre, veniva lasciato un sacchetto sulla porta con il pane appena sfornato per la colazione.

Perfetto anche il servizio di assistenza: appena arrivati ci sono state fornite mappe, informazioni aggiornate su Sintra e su come visitare le varie attrazioni, oltre ad aggiornamenti sullo stato di allerta per gli incendi, attivo in quei giorni a causa del forte vento!

Insomma un servizio impeccabile!

Dove mangiare a Sintra

mangiare a sintra

Sintra è piena di ristoranti, caffè e vinerie che permettono di venire incontro alle diverse esigenze di gusti e prezzi. Premesso che i gusti sono sempre personali, vi segnalo comunque un paio di locali del centro storico dove mi sono trovata molto bene.

Il ristornate che mi è piaciuto di più per servizio e qualità dei piatti è stato Romaria do Boca, nel cuore del centro storico di Sintra. Abbiamo cenato qui la penultima sera: personale gentilissimo e accogliente, cucina portoghese deliziosa, giusto rapporto qualità-prezzo.

Attenzione: nei periodi di alta stagione è bene prenotare.

Il secondo consiglio è Loja do Vino, davanti al Palacio Nacional di Sintra: si tratta di una piccola vineria che vende anche alimenti, con alcuni posti a sedere, all’interno e all’esterno del locale. E’ perfetta per un pranzo o una cena informale.

Curiosità su Sintra: Il Club Dumas e La Nona Porta

central hotel a sintra

Forse non tutti sanno che Sintra è stata una delle locations del film di Roman Polanski “The Ninth Gate”, La Nona Porta, tratto (piuttosto liberamente) dal libro di Arturo Perez ReverteLa compagnia Dumas”.

In particolare, i set utilizzati nel film sono stati la piazza di Sintra, il Central Hotel che si trova proprio davanti al Palacio Nacional e il delizioso Chalet Biester.

Chalet Biester da strada

Quest’ultimo si trova sulla strada per salire al Palacio da Pena, ed oggi è una casa privata: abbiamo provato a fotografarlo dalla strada ma è piuttosto difficile riuscirci a causa della fitta vegetazione.

Se volete saperne di più, ho trovato un interessante articolo in portoghese.

Chalet Biester a sintra

Ho avuto occasione di vedere il film di Polanski poco tempo fa, incuriosita dai racconti…lasciate perdere! E’ uno dei più brutti che abbia mai visto!

In questo periodo invece sto leggendo il libro “Il club Dumas” che, al contrario del film, sembra piuttosto interessante!

Tutto qui? No, Sintra e il parco di Sintra Cascais è molto altro

new museum a sintra

Come ho scritto all’inizio di questo post, i 4 giorni trascorsi a Sintra non mi hanno permesso di visitare tutte le bellezze del parco di Sintra Cascais che avrei voluto.

Mi sarebbe piaciuto visitare il Convento dei Cappuccini, purtroppo in ristrutturazione; il Palazzo di Monserrate irraggiungibile per due giorni a causa dell’allerta incendi, o il Palazzo di Queluz.

Senza contare il New Museum di Sintra, che avremmo dovuto visitare l’ultimo giorno, se non fosse stato chiuso straordinariamente per un evento privato, o il Museo di storia naturale.

natura a sintra

Se a questo si aggiungono i numerosi itinerari di trekking che si possono percorrere in mezzo ai boschi, Cascais e le meravigliose spiagge della costa, si capisce perchè il parco di Sintra-Cascais sia una destinazione che ha bisogno di tempo per essere visitata degnamente.

Se siete interessati a visitarlo, il sito ufficiale contiene tutte le informazioni utili, anche in tema di accessibilità.

veduta parco sintra cascais

Se invece vi interessa più la parte naturalistica, ecco il sito che fa per voi.

Personalmente Sintra e il parco di Sintra Casais è un luogo dove mi piacerebbe tornare a breve!

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Cabo da Roca: tra terra e cielo, all’estremità più occidentale del continente europeo http://www.reporterinviaggio.it/cabo-da-roca-estremita-piu-occidentale-del-continente-europeo/ http://www.reporterinviaggio.it/cabo-da-roca-estremita-piu-occidentale-del-continente-europeo/#respond Tue, 12 Nov 2019 10:57:21 +0000 http://www.reporterinviaggio.it/?p=45063 Un promontorio tra terra e cielo: Cabo da Roca è un luogo ideale per entrare in contatto con la natura della costa portoghese. Ecco come visitarlo!

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cabo da roca

Un infinito senso di libertà, sospesa tra terra e cielo: è la sensazione che ho provato a Cabo da Roca, davanti alla sterminata distesa di blu che colora l’orizzonte.

La punta più occidentale del continente europeo è stata l’ultima escursione del viaggio in Portogallo, eppure è probabilmente quella che mi è rimasta più impressa nella mente.

veduta da cabo da roca

Questi paesaggi brulli e selvaggi, a strapiombo sul mare, sono i ricordi più vividi che ho portato a casa e uno dei motivi per i quale mi piacerebbe tornare presto in Portogallo.

CABO DA ROCA: DA FORTE A PRIMO FARO DEL PORTOGALLO

costa portoghese

La conformazione naturale di Cabo da Roca (capo di roccia), sospeso a 140 metri sul livello del mare, lo rende una naturale postazione di controllo per l’accesso via mare alla città di Lisbona.

Non stupisce quindi che qui vi fosse già una fortezza nel XVII sec, della quale però non rimane praticamente nulla.

Faro di Cabo da Roca

Oggi Cabo da Roca fa parte del Parco Naturale di Sintra – Cascais, una delle area protette del Portogallo che racchiude molte bellezze, naturali e non solo.

Il promontorio è dominato dall’imponente faro, costruito nel 1772, anche se l’attuale struttura risale al 1842. Pare che questo sia stato il primo faro costruito in Portogallo.

Croce monumento di cabo da roca

Sulla punta più estrema della scogliera si trova il monumento in pietra, sormontato da una croce, che segna l’estremità più occidentale del continente europeo.

Sul monumento sono riportate le coordinate geografiche del luogo e la citazione delloe scrittore del cinquecento Luis Vaz de Camoes, autore del poema epico I Lusiadi.

Proprio nel poema, infatti, de Camoes definisce queste terre

Aqui
onde a terra se acaba
e o mar comeca

(Qui, dove la terra finisce e comincia il mare)

citazione di Luis Vaz de Camoes

L’accesso a Cabo da Roca è gratuito. Oltre al faro e al monumento, sono presenti solo un piccolo ufficio informazioni turistiche, dove è possibile farsi rilasciare un certificato a pagamento che attesta la presenza, un ristorante-caffè, dei bagni pubblici e un negozio di souvenir.

Per tutte le informazioni utili è possibile consultare la pagina del sito delle aree protette del Portogallo.

Attenzione! Ricordate che Cabo da Roca è battuto da forti venti: portatevi qualcosa per coprirvi. Inoltre la scogliera può essere pericolosa se non si rimane nell’area delimitata dalla recinzione dai cartelli di pericolo.

COME RAGGIUNGERE CABO DA ROCA, IN AUTO O CON I MEZZI PUBBLICI

veduta costa portoghese da sintra

Cabo da Roca si trova a meno di 20 km da Sintra e a circa 40 km da Lisbona.

E’ possibile raggiungerlo facilmente in auto grazie alla A5, in un’ora circa. La zona offre ampia possibilità di parcheggio gratuito.

Se come noi invece volete affidarvi ai mezzi pubblici, potete raggiungere Sintra in treno e da qui prendere l’autobus 403 che collega Sintra a Cascais e che parte proprio dalla stazione.

Il servizio è effettuato da ScottUrb e gli orari variano a seconda della stagione. Sul sito della società di trasporti è possibile consultare le tabelle stagionali.

autobus 403

Il biglietto viene fatto a bordo e il viaggio per raggiungere Cabo da Roca dura circa 40 minuti.

Attenzione: se volete rientrare da Cabo da Roca a Sintra ricordate che dovrete prendere gli autobus che arrivano da Cascais; viceversa se da Cabo da Roca volete proseguire per raggiungere Cascais dovrete prendere l’autobus che arriva da Sintra. Di solito si alternano.

ESCURSIONE A CABO DA ROCA, LA PUNTA PIU’ OCCIDENTALE D’EUROPA

vegetazione a cabo da roba

Siamo partiti presto da Sintra con l’autobus 403. Durante il viaggio è possibile ammirare la variazione del paesaggio: dalla natura lussureggiante di Sintra fino alla vegetazione bassa e diradata della costa portoghese.

Questa zona infatti è quasi sempre battuta dai venti, che spesso diventano talmente forti da interessare tutta l’area del Parco. Una situazione che in estate può portare a dichiarare lo stato di allerta per rischio incendi, come era avvenuto nei tre giorni precedenti la nostra escursione.

Appena scesi dall’autobus, abbiamo raggiunto il promontorio e qui sono rimasta senza fiato…e non solo per il forte vento!

orizzonte a cabo da roca

E’ difficile infatti spiegare la sensazione che si prova affacciandosi dal promontorio più occidentale del continente europeo, a strapiombo sull’oceano atlantico, davanti a quel blu intenso del mare che si confonde all’orizzonte con il cielo.

Il primo pensiero è stato per gli esploratori che da Lisbona partirono, secoli fa, per raggiungere l’America Latina. Qui infatti si intuisce quale desiderio irrefrenabile potesse spingerli ad alzare le vele e a compiere quel salto verso l’ignoto: la voglia di provare a raggiungere l’infinito e vedere cosa nasconde.

Un salto nel buio che oggi, in una realtà iperconnessa come la nostra, è difficilmente comprensibile se non paragonandolo alle partenze verso lo spazio.

mere portoghese

Il promontorio di Cabo da Roca è ampio e questo rende molto più tollerabile la presenza dei tanti turisti, soprattutto comitive giunte con i pullman.

La maggior parte di loro infatti si ferma ad ammirare il panorama nel piazzale della Croce e a scattarsi selfie.

Ma la vera bellezza di Cabo da Roca va cercata nei dintorni.

cartelli di divieto

Avevo notato i cartelli posti intorno alla recinzione che delimita la costa e che proibiscono di oltrepassarli, pena una multa da 30 a 300 euro.

In effetti, il promontorio può essere molto pericoloso, sia per gli strapiombi che per il forte vento: nel 2014 una coppia di turisti polacca è morta, cadendo dalla scogliera mentre si stava scattando un selfie.

Noi ci si siamo incamminati verso il lato alla sinistra del monumento con la croce (guardando l’oceano), fino a raggiungere la fine dell’area pavimentata.

Qui ho lasciato il mio fidanzato e ho deciso di provare a scendere per un po’ lungo la scogliera.

lato sinistro costa a cabo da roca

La costa infatti inizia a digradare verso le insenature sottostanti, dove si celano calette con piccole spiagge come quella di Praia do Lourical.

Attenzione! La discesa deve essere fatta con MOLTA ACCORTEZZA perchè il terreno è franoso e scosceso! Occorre quindi avere buone scarpe (da ginnastica o da trekking), non soffrire di vertigini e usare prudenza.

Inoltre ricordatevi che lo fate a vostro rischio e pericolo perchè anche in questa parte della scogliera, teoricamente non si potrebbe scendere (in questo caso non avevo visto il cartello, anche perchè in molti ci camminavano; me ne sono accorta solo quando sono risalita!)

discesa della costa

Son scesa per una quindicina di minuti fino a raggiungere un piccolo promontorio, oltre il quale si vedeva la spiaggia.

Qui mi sono fermata a godere il panorama: seduta a strapiombo sul mare, davanti all’infinito con solo il vento come compagno…una sensazione bellissima!

praia do lourical

Avrei voluto provare a scendere ancora ma era già ora di pranzo e avevo lasciato abbastanza da solo il mio fidanzato.

Non posso garantire sul proseguimento della discesa ma ho visto un altro paio di persone proseguire e credo quindi che sia possibile, anche se non agevole, raggiungere la spiaggia sottostante.

ristorante cabo da roca

Tornati al punto ristoro, ci siamo rifocillati con panini e birra, godendoci la vista sul mare dalle vetrate del bar/ristorante!

versante destro a cabo da roca

Poi abbiamo deciso di provare ad esplorare il lato opposto del promontorio, quello cioè che si estende alla destra del monumento (guardando l’oceano), oltre il Faro.

Qui l’andamento del terreno è molto pianeggiante e consente di passeggiare tranquillamente almeno per il primo quarto d’ora.

strapiombo sul mare portoghese

Raggiunta la costa, si può iniziare a scendere fino a raggiungere la spiaggia di Praia da Ursa.

Conoscevo questa spiaggia perchè proprio la sera prima avevo letto un post sul blog “I frattempi della mia vita”, dove si raccontava l’escursione da Cabo da Roca a questa spiaggia.

costa oceano atlantico

La spiaggia di Praia da Ursa è molto particolare e deve il nome ad una conformazione delle rocce che ricordava un orso gigante. Purtroppo quella conformazione non è più visibile ma potete farvi un’idea guardando le foto sul sito del Parco Naturale di Sintra.

Mi sarebbe piaciuto raggiungere la spiaggia ma la discesa richiedeva tempo, che purtroppo non avevamo: abbiamo quindi deciso di tornare verso il Faro.

praia do ursa

Se volete raggiungere la spiaggia e siete in auto, vi conviene saltare il primo quarto d’ora di camminata.

Non troverete indicazioni ma basta partire da Cabo da Roca e prendere la prima strada sterrata sulla sinistra (vedi foto sotto): percorretela tutta fino a quando non potrete più andare avanti.

Qui lasciate l’auto e proseguite a piedi.

Se siete interessati a raggiungere Praia da Ursa, vi consiglio comunque di leggere il post di Serena Proietti.

IL FASCINO DELL’INFINITO: PERCHE’ VISITARE CABO DA ROCA

yle a cabo da roca

Cabo da Roca mi ha ricordato molto la scogliera di Dún Aengus, alle Isole Aran, dove ero stata tanti anni fa: lo stesso forte vento, lo strapiombo sul mare e quel senso di libertà che si prova a trovarsi sul ciglio del precipizio, davanti all’infinito.

Entrambi sono luoghi che è difficile raccontare a parole, molto più facile “sentirli” quando si visitano.

Se amate camminare e arrampicarvi sulle rocce, non credete a chi vi dice che a Cabo da Roca non c’è nulla da fare! E’ possibile trascorrerci tranquillamente un’intera giornata, esplorando sia il versante sinistro che quello destro e divertendosi a raggiungere le varie spiagge.

Occhio però, perchè le discese non sono agevoli, richiedono prudenza, oltre che buona forma fisica, oltre ad essere vietate in molti punti. Il piazzale del promontorio e il Faro invece sono accessibili a tutti.

bottiglia abbandonata

Una raccomandazione: se decidete di fare trekking da queste parti, o comunque di passeggiare, abbiate riguardo per la natura!

Pare incredibile ma durante le nostre camminate ho trovato bottiglie, fazzoletti e altro, lasciati lì da chi era passato prima.

Non troppo per fortuna ma evidentemente non è così scontato preservare la natura, nemmeno in un parco naturale!

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Niente foto nelle strade private di Hanamikoji, nel quartiere di Gion a Kyoto http://www.reporterinviaggio.it/niente-foto-nelle-strade-private-di-hanamikoji-nel-quartiere-di-gion-a-kyoto/ http://www.reporterinviaggio.it/niente-foto-nelle-strade-private-di-hanamikoji-nel-quartiere-di-gion-a-kyoto/#respond Thu, 31 Oct 2019 09:18:14 +0000 http://www.reporterinviaggio.it/?p=45047 Niente foto nelle strade private di Hanamikoji, a Gion, famoso quartiere di Kyoto, e chi trasgredisce rischia una multa fino a 10,000 yen, pari a circa 100 dollari: è il messaggio riportato nei cartelli apparsi il 25 ottobre scorso nelle città giapponese. Secondo quanto riferito dall’emittente NHK la decisione sarebbe stata presa da un’associazione di […]

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divieto di scattare foto a Hanamikoji a gion

Niente foto nelle strade private di Hanamikoji, a Gion, famoso quartiere di Kyoto, e chi trasgredisce rischia una multa fino a 10,000 yen, pari a circa 100 dollari: è il messaggio riportato nei cartelli apparsi il 25 ottobre scorso nelle città giapponese.

Secondo quanto riferito dall’emittente NHK la decisione sarebbe stata presa da un’associazione di residenti e commercianti di Gion, una delle aree di Kyoto più visitate dai turisti.

Queste vie, a cominciare proprio da Hanamikoji, hanno infatti conservato molto della tradizionale architettura urbana giapponese e rappresentano una naturale attrazione, con le storiche case da tè e la possibilità di vedere passeggiare geisha e maiko.

Stando a quanto riportato nell’articolo, però, l’aumento del numero di turisti negli ultimi anni e, soprattutto, la mancanza di rispetto di molti di questi nei confronti dei residenti, hanno portato all’emanazione del provvedimento.

gion a kyoto

Nelle vie private di Hanamikoji, dove compaiono i cartelli firmati dal Gion Machi South District, è quindi proibito d’ora in avanti scattare foto: la multa per i trasgressori è di 10,000 yen. Il sistema di controllo sarebbe affidato a telecamere, anche se non è ben chiaro come dovrebbe funzionare l’assegnazione della multa.

Resta comunque il fatto che un’evidente mancanza di rispetto ed educazione ha portato a questa decisione. Come spiegato dal rappresentante dell’associazione, Mimiko Takayasu, il divieto ha lo scopo di “preservare la tradizionale atmosfera di Gion”.

Non è la prima volta che Kyoto cerca di mettere un freno a comportamenti poco rispettosi da parte dei turisti. Come si vede in questo video, è stato realizzato anche un depliant con indicazioni di comportamenti da evitare: ad esempio fotografare geisha e maiko senza permesso, toccare le lanterne appese o fermarsi in mezzo alla strada.

Sono riuscita a trovare parte dei divieti riportati nel depliant, in una brochure realizzata sempre dall’amministrazione di Kyoto, proprio per il quartiere di Gion: potete consultarla cliccando qui.

Poche settimane fa sempre l’amministrazione di Kyoto aveva lanciato la campagna Enjoy Respect Kyoto, con una serie di adesivi distribuiti in città che riportano alcuni divieti: dal fare foto in strada al parlare a voce alta.

Sono stata a Kyoto durante il mio viaggio in Giappone e ho visitato Gion: all’epoca la presenza di turisti si notava già (lo avevo scritto anche nel post!) ma non era così pressante. Evidentemente le cose sono peggiorate.

Il rispetto di culture e persone è fondamentale nella vita come nei viaggi ed è un peccato che questo non sia chiaro a tutti.

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Great West Way: alla scoperta della vera Inghilterra http://www.reporterinviaggio.it/great-west-way-alla-scoperta-della-vera-inghilterra/ http://www.reporterinviaggio.it/great-west-way-alla-scoperta-della-vera-inghilterra/#respond Mon, 28 Oct 2019 15:18:38 +0000 http://www.reporterinviaggio.it/?p=45037 Da Londra a Bristol, attraversando il Berkshire, il Whiltshire, parte dell’Oxfordshire, del Gloucestershine e del Somerset: è la Great West Way l’itinerario promosso da Visit Britain per far conoscere una parte meno nota dell’Inghilterra. Ho scoperto questo itinerario in maniera del tutto casuale, durante la presentazione di alcune proposte di viaggio dell’agenzia Abbey Ireland & […]

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mappa great west way

Da Londra a Bristol, attraversando il Berkshire, il Whiltshire, parte dell’Oxfordshire, del Gloucestershine e del Somerset: è la Great West Way l’itinerario promosso da Visit Britain per far conoscere una parte meno nota dell’Inghilterra.

Ho scoperto questo itinerario in maniera del tutto casuale, durante la presentazione di alcune proposte di viaggio dell’agenzia Abbey Ireland & UK a TTG Travel Experience 2019 e devo dire che mi ha incuriosita.

La Great West Way si snoda per meno di 200 chilometri, toccando alcuni delle contee più tipiche dell’Inghilterra. Avete presente i classici paesi inglesi con i cottage in pietra e i giardini con muretti bassi?

Quella, tanto per capirsi, che fa da sfondo a telefilm come Midsomer Murders (in Italia, “L’Ispettore Barnaby). Non a caso alcune delle location utilizzate per quella serie si trovano proprio nell’Oxfordshire.

villaggi inglesi sulla great west way

L’itinerario segue il percorso di una delle prime grandi vie di comunicazione, volute dalla Corona inglese per collegare Londra alla costa occidentale, e attraversa luoghi con tradizioni millenarie, come Stonehenge e Avebury.

La Great West Way parte da Londra, tocca Windsor e Heathrow, Stonehenge, i villaggi del Cotswolds, la cittadina romana di Bath, per arrivare alla meta finale, Bristol, moderna città metropolitana, nota per la street art. Non a caso uno dei suoi concittadini più illustri è l’artista Banksy.

Un percorso che copre una distanza non eccessiva visto che da Londra per raggiungere Bristol si impiegano circa due ore, in auto o in treno.

La particolarità di questo itinerario è che può essere coperto con vari mezzi: in automobile, percorrendo la M4; in treno con la Western Railways; a piedi o in bici e perfino in barca, lungo corso del Tamigi. Questi mezzi possono ovviamente alternarsi tra loro.

campagna inglese

Interessante sapere che, per i mezzi pubblici, è possibile acquistare il Great West Way Discoverer pass, una sorta di abbonamento che consente di utilizzare sia il treno che l’autobus su tutto il territorio. Il pass compre infatti l’area da London Paddington a Bristol Temple.

L’acquisto può essere fatto sul posto oppure via internet: il prezzo, che varia a seconda della durata, non è economico ma consente di avere coperti tutti gli spostamenti. Inoltre, il costo diminuisce se si sceglie di coprire solo l’area est oppure quella ovest, invece che entrambe.

Non ho mai utilizzato le ferrovie inglesi, se si escludono i collegamenti con i vari aeroporti, e non ho idea di come funzioni il servizio ma sicuramente questo strumento facilità almeno l’acquisto dei biglietti.

A quanto pare, lungo la Great West Way è possibile visitare castelli e monumenti storici, oltre a parchi e giardini, e fare attività sportiva: il tutto nel tipico paesaggio della campagna inglese.

Bristol

Se siete interessati a saperne di più di questo itinerario, potete consultare il sito internet in lingua inglese, con tutte le info utili e i suggerimenti di viaggio: è possibile anche loggarsi, creando un proprio profilo e costruendo un itinerario di viaggio personalizzato.

Trovo interessante questa proposta di viaggio e spero di avere occasione di sperimentarla a breve: mi affascina sia la possibilità di respirare l’aria della vecchia Inghilterra, per la quale ho sempre avuto un debole, ma soprattutto esplorare un itinerario creato proprio per uscire dalle classiche mete più battute.

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Viaggio in Portogallo: dodici giorni in treno da Porto a Lisbona http://www.reporterinviaggio.it/viaggio-in-portogallo-dodici-giorni-in-treno-da-porto-a-lisbona/ http://www.reporterinviaggio.it/viaggio-in-portogallo-dodici-giorni-in-treno-da-porto-a-lisbona/#respond Mon, 21 Oct 2019 15:43:13 +0000 http://www.reporterinviaggio.it/?p=44967 Da Porto a Lisbona in treno, con tappa al Parco Nazionale di Sintra: itinerario e consigli dal mio viaggio in Portogallo.

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viaggio in protogallo

Di solito i paesi che conosci poco sono quelli che riservano le sorprese più belle. Mi è accaduto, a suo tempo, con il Messico e, quest’anno, ne ho avuto la conferma con il Portogallo.

Quando a luglio il mio fidanzato mi ha proposto di fare un viaggio in Portogallo, mi sono sorpresa a pensare di conoscere praticamente nulla di questo paese europeo, che dista dall’Italia circa 3 ore di volo.

porto lungo il douro

Ho iniziato così a raccogliere informazioni, su storia, monumenti, città e a ragionare su come visitarlo: ne è nato un viaggio di 12 giorni che mi ha consentito di iniziare appena a conoscere un paese complesso ma estremamente affascinante, dove mi piacerebbe molto tornare nei prossimi anni.

Breve storia del Portogallo: dai Lusitani alla dittatura fino alla ripresa economica

archeologia del portogallo

Abitato fin dal I millennio dai Lusitani, il Portogallo venne conquistato dai Romani nel I sec a.c. Con la caduta dell’Impero, in queste terre si susseguirono diverse popolazioni, dagli Svevi ai Visigoti
fino all’arrivo degli Arabi.

Nel 1147 Alfonso I conquistò Lisbona e divenne il primo re del Portogallo. Cacciati gli arabi, tra ‘400 e ‘500 il Portogallo visse il periodo delle esplorazioni navali e del successivo colonialismo verso Africa e sud America.

Nel corso dei secoli successivi il paese perderà progressivamente le proprie colonie, e verrà conquistato prima dalla Spagna e poi dalla Francia.

forte di lisbona

Nel 1910 nacque la Repubblica ma nel 1926 un colpo di stato militare portò al potere Antonio de Oliveira Salazar. La dittatura in Portogallo è durata fino al 1974, quando ne venne decretata la fine dalla Rivoluzione dei Garofani.

Dal 1986 il Portogallo è membro dell’Unione Europea.

Negli ultimi anni il paese ha affrontato una pesante crisi economica, con l’indebitamento nei confronti dell’Unione e l’arrivo della cosidetta Troika (rappresentanti di UE, BCE e FMI), crisi che adesso sembra finalmente superata.

senza tetto a lisbona

In particolare, il governo portoghese, confermato alle ultime elezioni delle scorse settimane, ha puntato molto sulla promozione del paese come meta turistica e questo ha visto incrementare notevolmente gli arrivi internazionali.

A contribuire a questo risultato sono stati sicuramente anche i riconoscimenti del World Travel Awards che ha definito il Portogallo come miglior destinazione turistica nel 2017, 2018 e 2019. Inoltre, sempre quest’anno il paese ha vinto il premio come miglior destinazione turistica accessibile.

viaggio in portogallo, palazzo da pena

La logica conclusione a tutto ciò è che il Portogallo è una meta piuttosto affollata ultimamente, soprattutto nei periodi di alta stagione: un elemento che ho sottovalutato mentre programmavo il mio viaggio e che invece fareste bene a considerare, se, come me, siete un po’ fobici delle grandi masse di turisti.

Viaggio in Portogallo: dove raccogliere le informazioni

guida del portogallo

Per pianificare il viaggio in Portogallo, ho dato uno sguardo al sito ufficiale di VisitPortugal, al quale ho anche scritto per chiedere qualche consiglio.

Nello stesso tempo, ho cominciato a chiedere ad amici e conoscenti che avevano già visitato il paese e che colgo l’occasione come sempre per ringraziare: Stefania, Elena, Stefano, Quaro75, Manola e Tania, solo per citarne alcuni.

alfama a lisbona

Alla fine ho messo insieme un itinerario di dodici giorni, incentrato principalmente sulle città di Porto e Lisbona, con l’aggiunta di Sintra: dato che si trattava di un primo viaggio, ho pensato di fare un giro abbastanza classico ma senza correre troppo, così da aver tempo di respirare l’atmosfera del paese.

Se siete interessati a queste destinazioni, vi consiglio anche di visitare i siti ufficiali, ovvero VisitLisboa e VisitPorto,

In biblioteca ho preso anche la guida Lonely Planet che però, questa volta, si è rivelata piuttosto inutile.

infopoint in portogallo

Per fortuna, ho rimediato con gli Infopoint delle singole città, dove ho trovato mappe e informazioni, senza contare gli albergatori che si sono rivelate ottime fonti.

Viaggio in Portogallo: come arrivare e spostarsi in treno

volo ryanair

Per raggiungere il Portogallo abbiamo scelto l’aereo: l’alternativa era il treno ma i tempi erano decisamente lunghi.

Le compagnie aeree che hanno voli diretti sono diverse, a cominciare da Ryanair, l’unica, tra le low cost, che, partendo da Bergamo, atterra sia a Lisbona che a Porto: fattore che è stato determinate per la nostra scelta.

treni del portogallo

Per i collegamenti interni, invece, abbiamo usato il treno, molto più comodo dell’auto, dovendo visitare città. La compagnia di trasporti portoghese si chiama Comboios de Portugal e ha realizzato un’applicazione, grazie alla quale è facile conoscere in tempo reale orari e itinerari della singole tratte.

Inoltre, sia nelle stazioni di Porto che in quelle di Lisbona, sono presenti uffici per il pubblico, dove richiedere informazioni. Considerate, infine, che le stazioni sono dotate di armadietti per lasciare i bagagli.

armadietti treni portogallo

In Portogallo esistono diversi tipi di treni ma i principali sono: Alta Velocità (collega solo alcune tratte tra cui Lisbona e Porto), Intercity e Regionali (la differenza è nel numero di fermate), urbani.

Da Porto a Lisbona abbiamo preso l’Intercity: il viaggio è durato circa 3 ore. L’ambiente è piacevole, teoricamente dotato di wifi (a me non ha funzionato) e con alcune postazioni dotate di prese per i cellulari (non le nostre). La differenza di tempo con l’Alta Velocità era di mezz’ora.

intercity porto lisbona

Abbiamo avuto occasione di utilizzare anche la tratta urbana che collega Lisbona a Sintra e devo dire che si tratta di un buon servizio.

Per muoversi invece in città è possibile utilizzare metropolitana, tram o autobus. Sia a Porto che a Lisbona è necessario acquistare una card ricaricabile, che consente di spostarsi con tutti i mezzi pubblici: a Porto si chiama Andante mentre a Lisbona si chiama Viva Viagem.

metro di lisbona

Diverso il discorso per i tradizionali Tram, usati per lo più dai turisti: qui occorre pagare il biglietto in contanti appena si sale a bordo.

Da Porto a Lisbona e Sintra in dodici giorni: l’itinerario del nostro viaggio in Portogallo

torre di belem

Il nostro viaggio in Portogallo è durato 12 giorni: siamo arrivati a Porto il 1 settembre e siamo ripartiti da Lisbona il 12. Durante questo periodo abbiamo fatto tappa anche a Sintra, a pochi chilometri da Lisbona.

Ecco l’itinerario completo che abbiamo seguito:

viaggio in protagallo, porto

1^ giorno – Partenza da Bergamo. Avremmo dovuto atterrare a Porto intorno all’ora di pranzo ma a causa del ritardo del nostro volo siamo arrivati nel primo pomeriggio. Meno male che ad attenderci c’era il servizio di autista che Booking.com ci aveva gentilmente offerto in prova: abbiamo così recuperato tempo.

calice di porto a porto

Dopo aver raggiunto il nostro albergo, Residance Sol Da Nave, abbiamo iniziato ad esplorare la città, a cominciare dall’infopoint turistico in rue Clube des Fenianos, vicino al Municipio.

Dotati di mappa, siamo scesi a piedi verso il centro storico, fino alla Ribeira, iniziando a familiarizzare con cibo e bevande locali, come il bachalau e il porto.

A cena invece abbiamo scoperto Bartolomeu, un locale molto particolare che fa cucina portoghese, assurto a mio locale preferito a Porto.

cattedrale di porto

2^ giorno – Passeggiata fino al Parco de la Cordaria e salita alla Torre dos Clerigos: ci abbiamo messo un po’ perchè la coda era piuttosto lunga e facevano salire a scaglioni. Appena usciti siamo andati a visitare la Livraria Lello, famosa per aver ispirato la scrittrice J.K.Rowling.

Da qui ci siamo spostati a piedi fino alla Cattedrale di Porto, che abbiamo visitato insieme allo stupendo Chiostro. Attraversato il Ponte Luis, siamo scesi poi lungo il Douro, verso la zona delle cantine: qui abbiamo fatto la visita guidata con degustazione da Sandeman.

degustazione sandeman

Risaliti con la teleferica fino al Jardim do Moro, abbiamo attraversato di nuovo il ponte per tornare verso il centro e rientrare.

tram a porto

3^ Giorno – Passeggiata fino al Mercado do Bolhao, purtroppo chiuso per ristrutturazione. Camminata lungo via de Santa Catalina, la zona di shopping, fino alla stazione di S. Bento per ammirare la parete di azulejos.

Da qui abbiamo raggiunto il Palacio de la Bolsa: avremmo voluto visitarlo ma abbiamo scoperto lì che è possibile farlo solo con visite guidate, a orari specifici. Siamo saliti allora sul Tram 1 per raggiungere la costa di Porto e vedere le spiagge.

ponte luis a porto

Dopo un pranzo sul lungomare siamo rientrati verso il centro per un’ultima passeggiata nei vicoli sotto il Ponte Luis. A cena abbiamo provato un locale particolare che prepara Tapioca, all’interno del centro commerciale in rue de Santa Catalina: non male!

periferia di lisbona

4^ giorno – Partenza per Lisbona dalla Stazione Campanha: purtroppo il treno AV che volevamo prendere era già pieno e così abbiamo dovuto attendere l’Intercity, partito un’ora dopo.

Siamo arrivati a Lisbona a metà pomeriggio e abbiamo raggiunto subito il nostro albergo, Holiday Inn Express, zona fuori dal centro storico.

Ne abbiamo approfittato per riprenderci un attimo e per fare un primo giro del quartiere: l’impressione è stata subito ottima, con negozi, un piccolo ma fornitissimo supermercato e ben due stazioni metro. A cena abbiamo voluto variare un po la cucina, con un ottimo ristorante giapponese, Koi Sushi.

placa do commercio

5^ giorno – Arrivati di buon mattino a Placa do Commercio, ci siamo recati all’infopoint per dotarci di mappa e prendere qualche info.

Ne abbiamo approfittato anche per visitare il museo interattivo Lisboa Story Center, che consente di conoscere la storia della città fino alla ricostruzione dopo il terremoto del 1755.

Passeggiata fino a Rossio e assaggio della Ginjinha, nell’omonimo locale che si trova nella piazzetta accanto. Siamo poi saliti a piedi fino al Castelo di Sao Jorge, che abbiamo visitato (con esclusione del sito archeologico e della camera obscura, perchè necessitavano di visita guidata).

Castelo di Sao Jorge

Siamo poi discesi verso la Cattedrale di Lisbona: avrei voluto visitare il Chiostro ma purtroppo era chiuso da tempo per ristrutturazione e lo rimarrà almeno fino al 2020.

Siamo tornati quindi a Placa do Commercio, dove ci siamo ripresi dal caldo con una birra gelata. Passeggiata fino al Bairro Alto, dove abbiamo cenato in un altro fantastico locale di cucina portoghese, Momentos.

Passeggiata notturna nel Chaido, tra centro commerciali, boutique e artisti di strada.

torre di belem veduta

6^ giorno – Trasferta a Belem per visitare l’omonima Torre: la visita è durata tutta la mattina a causa dell’alto numero di turisti che ha reso necessario scaglionare gli ingressi. A Belem era in fase di allestimento anche Rock in Lisboa, un evento di musica che si tiene ogni anno in diverse città del mondo.

Pranzo al Centro di arte contemporanea e, nel pomeriggio, visita al Museo Archeologico (entrato di diritto nella mia personale classifica dei musei più brutti che abbia visitato) e al bellissimo Monastero dei Geronimi.

monastero dei geronimi

Nuova coda, questa volta per entrare nella celebre pasticceria Pateis de Belem e acquistare l’omonima pasta dolce, tipica di Lisbona.

Da qui ci siamo spostati verso Cordoaria Nacional per visitare la mostra “Bansky”, dedicata all’omonimo artista di strada. Rientrati verso il centro di Lisbona, abbiamo cenato in un ristorante vicino a Placa do Commercio: è stata l’unica esperienza culinaria negativa del viaggio, peccato.

estufa fria

7^ giorno – Siamo usciti dall’albergo con l’intenzione di fare una breve passeggiata, per valutare anche i postumi della cena precedente: la nostra “passeggiata” è durata 18 km e siamo rientrati a tarda sera!

Abbiamo visitato l’Estufa Fria, con il giardino e la veduta sul mare, per costeggiare poi Rua Ferdinando Sousa, con i bellissimi murales dell’Ospedale Militare, e scendere verso Aqueduto de Aguas Livreas che abbiamo percorso interamente.

Aguas Livreas

Da qui siamo scesi a piedi fino al Mercado do Ribeira. Pausa pranzo in un piccolo pub della zona e passeggiata lungofiume fino a Placa do commercio per risalire poi a Rossio. Avremmo voluto prendere il Tram 28 ma la coda infinita ci ha fatto desistere.

rossio a lisbona

Abbiamo preferito quindi fare un’ultima passeggiata a piedi per il centro. Rientrati in albergo, abbiamo gustato l’ultima magnifica cena portoghese da Salsa Rosa Bistrò.

sintra

8^ giorno – Dalla stazione di Rossio siamo partiti per la città di Sintra, nell’omonimo parco nazionale, arrivando nel primo pomeriggio.

Dopo aver raggiunto a piedi il centro storico ed esserci sistemati nel delizioso appartamento di Casa da Pendoa, ne abbiamo approfittato per visitare l’infopoint e fare un primo giro del centro storico.

quinta da regaleira

9^ giorno – Mattinata e primo pomeriggio dedicati alla visita della Quinta da Regalia tra palazzo e parco.

Siamo rientrati a piedi nel centro storico di Sintra per visitare anche il Palacio Nacional.

palazzo da pena

10^ giorno – In una giornata di forte vento, abbiamo visita il Palazzo da Pena, simbolo di Sintra: lo abbiamo raggiunto con uno dei numerosi risciò che si trovano nel centro del paese.

Avremmo voluto visitare anche l’immenso parco ma la lunghissima coda per entrare nel palazzo, e poi, per muoversi all’interno, ci ha fatto perdere troppo tempo.

Nel primo pomeriggio, siamo così saliti al Castello de los Mouros per visitare le rovine.

castello de los mouros

Terminata la visita siamo rientrati a piedi fino al centro storico di Sintra. Dato che nei giorni precedenti non eravamo riusciti a trovare posto, abbiamo prenotato la cena da Romaria da Boca: ottima cucina portoghese.

cabo da roca

11^ giorno – Trasferta in autobus a Cabo da Roca, punto più occidentale del continente europeo: da Sintra la trasferta in autobus dura circa 40 minuti.

Dopo una prima visita nei dintorni del faro, abbiamo pranzato e poi ci siamo avventurati nell’esplorazione dei sentieri che scendono fino a spiaggia Ursa.

Rientro a Sintra e camminata attraverso il Parco da Merenda fino allo Chalet Bister, una delle location del film La Nona Porta. Rientro e ultima passeggiata per il centro storico.

museo do carmo

12^ giorno – L’idea era quella di visitare di buon mattino il New Museum di Sintra prima di partire ma purtroppo il museo era chiuso per un evento privato.

Siamo così partiti subito per Lisbona, dove, dopo aver lasciato i bagagli negli armadietti della metro, abbiamo visitato la Libreria Bertrand, la più antica al mondo ancora in attività, e il Museo Carmelo con il piccolo ma delizioso museo archeologico.

Dopo un ottimo panino da Portogues Antigo, abbiamo ripreso la metro per raggiungere l’aeroporto. Sulla via ci siamo fermati prima a visitare la stazione della metro Parqué (appena riaperta dopo la ristrutturazione) e poi l’ex area Expo, lungo il Tajo: da qui si può ammirare anche il Ponte Vasco da Gama, il più lungo d’Europa.

Partenza da Lisbona e arrivo in Italia dopo la mezzanotte.

street art a lisbona

Ci sarebbe stato tanto altro da vedere in questo viaggio in Portogallo: dal Convento dei Cappuccini, attualmente in ristrutturazione, al Palazzo di Monserrate, non raggiungibile a causa dell’allerta incendi, entrambi nel Parco di Sintra; dalla città di Coimbra, al Monastero dei Templari a Tomar, fino a Evora, dove si trova l’unico tempio romano del Portogallo, agli itinerari vitivinicoli del Douro fino agli stupendi vulcani delle Azzorre. Senza contare gli infiniti itinerari alla scoperta delle opere di street art tra Porto e Lisbona.

Purtroppo il tempo a disposizione non è stato sufficiente ma, com’è facile dedurre, di motivi per tornare in Portogallo ce ne sono davvero molti!

Considerazioni finali sul Portogallo e qualche ultimo consiglio

viaggio in portogallo: vie di porto

Come ho già scritto, in questi pochi giorni trascorsi in Portogallo ho avuto occasione di conoscere un paese complesso e nello stesso incredibilmente affascinante.

Più che la bellezza dei monumenti (alcuni stupendi, come il Monastero de los Geronimos; altri meno entusiasmanti forse per colpa anche dei troppi visitatori, come il Palazzo da Pena), è stata la parte naturalistica a farmi innamorare di questo paese, a cominciare dal Parco Nazionale di Sintra e da Cabo da Roca.

Se si aggiunge l’incredibile ospitalità di questo popolo, e una cucina davvero sublime, si capisce perchè abbia intenzione di tornare presto.

yle a cabo da roca

Ma c’è anche altro. Dal punto di vista sociale, i segni della pesante crisi economica sono ancora visibili, a cominciare dall’alto numero di senza tetto che si incontrano nelle strade di Porto e Lisbona.

Non mi ha stupito leggere la notizia dell’apertura di un ristorante a Lisbona proprio per dare a persone senza tetto la possibilità di rifarsi una vita.

senza tetto a porto

Dall’altra parte, è evidente il fermento nel paese e la voglia di risollevarsi, come dimostrano i tanti cantieri nei centri urbani.

Il turismo è sicuramente uno dei settori che, da questo punto di vista, sta dando ottimi risultati: la mia sensazione però è che le città stiano subendo vere e proprie trasformazioni, spesso solo in funzione di queste nuove esigenze.

navi da crociera a lisbona

Stando a quanto mi ha raccontato l’autista dell’autobus, che ci ha accompagnato alla stazione di Porto, i cantieri servono soprattutto a realizzare strutture ricettive, grandi alberghi e/o appartamenti, destinati ai turisti e non a chi vive in città.

Se a questo si aggiunge l’arrivo dei grandi marchi internazionali, da McDonalds a Starbucks e H&M, il rischio è di rendere i centri storici portoghesi sempre più anonimi: un problema, peraltro, che già vivono le principali città turistiche di tutto il mondo.

Due settimane sono sicuramente un tempo irrisorio per avere un quadro completo del paese. A questo proposito, se vi interessa capirne di più, vi linko due articoli, che ho trovato in questi giorni: il primo da Il Foglio mentre il secondo da Il Manifesto.

bambini al bairro alto

Personalmente, ho trovato la presenza di turisti fin troppo soffocante, sia a Lisbona che a Porto e a Sintra.

Ho trovato molto più interessanti zone magari marginali e un po’ più trascurate, come quella sotto il Ponte Luis a Porto, o la zona del Bairro Alto a Lisbona, rispetto ad altre dove il turista medio è di casa, come la zona dello shopping a Baixa Chiado.

artisti di strada a lisbona

Se non amate le folle e potete scegliere, sconsiglierei quindi di fare un viaggio a Lisbona o Porto, in alta stagione (ormai anche settembre deve essere annoverato in questo periodo), mentre opterei per periodi come ottobre/novembre o i primi mesi dell’anno.

tramonto a porto

Inoltre, se è vero che con il treno ci si sposta molto bene tra le grandi città, credo che la vera bellezza del Portogallo risieda nelle realtà più piccole: ecco perchè la prossima volta vorrei provare a spostarmi in auto, per raggiungere mete meno battute.

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Fukuda Art Museum: nuovo museo di arte giapponese a Kyoto http://www.reporterinviaggio.it/fukuda-art-museum-nuovo-museo-di-arte-giapponese-a-kyoto/ http://www.reporterinviaggio.it/fukuda-art-museum-nuovo-museo-di-arte-giapponese-a-kyoto/#respond Tue, 01 Oct 2019 13:40:26 +0000 http://www.reporterinviaggio.it/?p=44960 E’ dedicato all’arte giapponese, in particolare alla pittura, il Fukuda Art Museum, nuovo museo che ha aperto i battenti il 1 ottobre nella città di Kyoto, in Giappone. Il Fukuda Art Museum ha sede nel quartiere di Arashiyama, dove si trova anche la famosa Foresta di Bambù, lungo il fiume Oigawa e accanto al ponte […]

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Fukuda art museum

E’ dedicato all’arte giapponese, in particolare alla pittura, il Fukuda Art Museum, nuovo museo che ha aperto i battenti il 1 ottobre nella città di Kyoto, in Giappone.

Il Fukuda Art Museum ha sede nel quartiere di Arashiyama, dove si trova anche la famosa Foresta di Bambù, lungo il fiume Oigawa e accanto al ponte Togetsukyo.

Siamo un po’ fuori dal centro storico di Kyoto, dove sono stata anni fa durante il viaggio in Giappone, ma la zona è comunque facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici.

Progettato dall’architetto Yasuda Koichi, il museo è una struttura moderna che si ispira alla tradizionale casa giapponese, la “Machiya”, e che sembra ben inserirsi nel contesto circostante, grazie all’utilizzo del legno e ad ampie vetrate che affacciano sul fiume.

Al suo interno sono ospitate oltre 1500 dipinti di maestri giapponesi, dall’epoca Edo fino ai nostri giorni. Le opere sono state collezionate dal fondatore del museo, Fukuda Yoshitaka.

Tra gli artisti esposti ci sono maestri delle antiche scuole di Kyoto Rinpa e Maruyama, come Maruyama Okyo a Yosa Buson, Ito Yakuchu, fino alle opere di artisti moderni come Yokoyama Taikan, Uemura Shoen, Takeuchi Seiho, Takehisa Yumeji e molti altri.

Le sale dove sono esposti i quadri si ispirano ai “kura”, tradizionali magazzini giapponesi per la conservazione del grano e del riso.

Il museo ospita inoltre mostre temporanee: la prima ad essere inaugurata è stata la mostra commemorativa “La collezione di Fukuda“, che rimarrà visitabile fino al 13 gennaio 2020. L’esposizione conta 120 opere provenienti dalla collezione del fondatore, tra le quali il Dragone nelle Nuvole di Kano Tanyu, esposto al pubblico per la prima volta.

Cafè fukuda art museum

All’interno del Fukuda Art Museum è presenta anche un Cafè, con vista sul fiume Oigawa e sul ponte Togetsukyo.

Tutte le informazioni per raggiungere e visitare il Fukuda Art Museum sono disponibili sul sito internet, in lingua inglese.

Se volete avere un’idea più precisa del nuovo museo e delle opere ospitate, date uno sguardo al video di presentazione.

(Photo ©Fukuda Art Museum)

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Capodanno a Londra: come acquistare i biglietti del #LondonNYE http://www.reporterinviaggio.it/capodanno-a-londra-come-acquistare-i-biglietti/ http://www.reporterinviaggio.it/capodanno-a-londra-come-acquistare-i-biglietti/#comments Mon, 23 Sep 2019 08:05:34 +0000 http://www.reporterinviaggio.it/?p=6608 Nel 2015 avevo scritto un post sul Capodanno a Londra con un’intervista alla Greater London Authority sull’esperimento dei biglietti a pagamento: i biglietti, infatti, sono stati introdotti per la prima volta nel 2014. Secondo quanto mi aveva risposto Ben McKnight, all’epoca Mayor’s Press Office per la Greater London Authority, l’esperienza era stata positiva e l’Amministrazione londinese […]

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fuochi artificio al big ben di londra

Nel 2015 avevo scritto un post sul Capodanno a Londra con un’intervista alla Greater London Authority sull’esperimento dei biglietti a pagamento: i biglietti, infatti, sono stati introdotti per la prima volta nel 2014.

Secondo quanto mi aveva risposto Ben McKnight, all’epoca Mayor’s Press Office per la Greater London Authority, l’esperienza era stata positiva e l’Amministrazione londinese stava vagliando la possibilità di riproporre i biglietti negli anni successivi: e così è stato!

Da allora, infatti, ogni anno l’Autorità di Londra ripropone i biglietto a pagamento per assistere allo spettacolo dei fuochi d’artificio sotto il Big Ben (#LondonNYE). Nel 2015 una prima tranche era stata messa in vendita a giugnoper agevolare coloro che arrivavano da lontano e che quindi dovevano programmare un viaggio per fine anno. Il grosso dei biglietti invece era stato messo in vendita ad ottobre al costo di £ 10 a biglietto, quando era stata inoltre annunciata una partnership con Unicef! Dal 2016 in avanti, invece, i biglietti sono stati messi in vendita sempre in autunno.

Quest’anno i biglietti per#LondonNYE saranno messi in vendita alle 12 del 27 SETTEMBRE 2019 sul sito dell’Autorità di Londra, sempre al costo di £10. La quantità massima di biglietti acquistabili è di 4 a persona.

La Greater London Authority ha deciso di introdurre il biglietto per ridurre l’impatto dell’evento, soprattutto dal punto di vista della sicurezza. Come avevano spiegato nel comunicato stampa del 2015:

..Dal 2003 il numero di persone che hanno seguito l’evento è passato da 100,000 a più di mezzo milione cosa che ha reso l’area non visibile per tutti e ha aumentato il lavoro dei responsabili della sicurezza. Lo scorso anno il biglietto ha ridotto il pubblico 350.000 persone rendendolo più gradevole per tutti..

L’acquisto del biglietto, dunque, è la regola per assistere ai fuochi d’artificio sotto il Big Ben del Capodanno a Londra.

Devo dire che, quando ci sono stata io, nel 2013, lo spettacolo dei fuochi d’artificio non era stato troppo piacevole, proprio a causa della enorme massa di persone stipate sotto il Big Ben…sarei curiosa di provare se la soluzione dei biglietti a pagamento ha effettivamente risolto questo problema!

In generale, se progettate un viaggio a Londra per la fine dell’anno e siete interessati ad assistere allo spettacolo dei fuochi d’artificio a Londra, dovete tenere sotto controllo il sito dedicato al London New Year’s Eve: io vi consiglio anche di iscrivervi per ricevere sempre gli aggiornamenti in tempo reale.

Questo post è stato pubblicato la prima volta il 15.04.2016. Ultimo aggiornamento il 23.09.2019

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Museo della Linea Gotica e itinerari nella Terra di Nessuno a Pianosinatico http://www.reporterinviaggio.it/museo-della-linea-gotica-di-pianosinatico-laltrolato-del-caposaldo/ http://www.reporterinviaggio.it/museo-della-linea-gotica-di-pianosinatico-laltrolato-del-caposaldo/#respond Fri, 23 Aug 2019 08:00:43 +0000 http://www.reporterinviaggio.it/?p=44934 Un museo e due percorsi per visitare i bunker tedeschi della II Guerra Mondiale e ripercorrere la storia della Linea Gotica: è il progetto della memoria promosso dall’associaizone Laltrolato del Caposaldo e inaugurato nel maggio scorso a Pianosinatico, nel comune di Abetone-Cutigliano, sull’appennino pistoiese. La Linea Gotica (o Grune Liene, Linea Verde) era la linea […]

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museo e itinerari linea gotica a pianosinatico

Un museo e due percorsi per visitare i bunker tedeschi della II Guerra Mondiale e ripercorrere la storia della Linea Gotica: è il progetto della memoria promosso dall’associaizone Laltrolato del Caposaldo e inaugurato nel maggio scorso a Pianosinatico, nel comune di Abetone-Cutigliano, sull’appennino pistoiese.

monumento ai caduti a pinosinatico

La Linea Gotica (o Grune Liene, Linea Verde) era la linea delle fortificazioni create tra il 1944-45 dall’esercito tedesco tra Tirreno e Adriatico per bloccare l’avanzata degli Alleati.

Pianosinatico era uno dei principali avamposti sulla montagna pistoiese, con ben dodici bunker tedeschi che permettevano di dominare la Val di Lima. Non fu mai possibile per gli alleati sfondare questa postazione, che venne abbandonata dai tedeschi solo per evitare di essere accerchiati.

museo della linea gotica di pianosinatico

Il Museo della Linea Gotica di Pianosinatico, realizzato grazie al lavoro dei volontari dell’associazione Latrolato del Caposaldo, si trova nella piazza del paese, accanto alla chiesa di San Policarpo.

Al suo interno è ricostruita la storia della Linea Gotica e le vicende di Pianosinatico, compreso l’eccidio del 27 settembre del 1944. Il racconto si sviluppa attraverso la mostra di reperti e oggetti dell’epoca, donati da privati o trovati nei dintorni del paese.

ingresso museo della linea gotica di pianosinatico

Il museo è piccolo ma molto ben curato negli allestimenti. Le sale sono suddivise per temi: le collezione dei privati, le dotazioni del Battaglione San Marco, quelle dei partigiani, dell’esercito USA e di quello tedesco.

Furono questi infatti i protagonisti che si fronteggiarono tra questi boschi. Ad arricchire l’allestimento, notizie e curiosità su Pianosinatico e i suoi abitanti.

Se l’allestimento didascalico può apparire carente nel presentare i singoli oggetti, a compensare è la presenza dei volontari che accolgono i visitatori, pronti a rispondere a tutte le domande e a raccontare gli episodi della Grande Guerra.

ricostruzione di bunker tedesco

Il Museo della Linea Gotica di Pianosinatico è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18. L’ingresso è a offerta libera. Info e orari sono sulla pagina Facebook.

primo itinerario nella terra di nessuno

Oltre alla visita al Museo è possibile vedere con i propri occhi i luoghi della Linea Gotica, grazie a 2 itinerari nella cosidetta “Terra di Nessuno”, come fu chiamata Pianosinatico in seguito all’abbandono da parte degli abitanti dopo l’eccidio: il primo di 1.5 km e il secondo di 10 km consentono di raggiungere alcuni dei bunker dei tedeschi sparsi intorno al paese.

Ho percorso il primo itinerario per circa un’ora di cammino: il percorso è ben indicato da cartelli e segnali CAI e incrocia tre dei bunker tedeschi, oltre al monumento al partigiano Giovanni Sola, ucciso nel 1944.

bunker tedesco sulla linea gotica di pianosinatico

Sembra quasi impossibile pensare che questi bellissimi boschi, dove oggi si ascolta il fruscio del vento e il canto degli uccelli, solo pochi decenni fa risuonassero invece di colpi di fucili e mitra e fossero luogo di morte e orrore.

I due sentieri nella Terra di Nessuno possono essere percorsi da soli o con guide, a piedi o con ebike. Entrambi partono dal parcheggio, che si trova sul tornante subito prima di uscire da Pianosinatico, in direzione Abetone.

tabernacolo lungo la linea gotica

Se siete abituati a camminare in montagna non avrete grandi difficoltà. Considerate però che, almeno il 1^ percorso alterna salite piuttosto ripide a forti discese e alcune categorie di persone potrebbero avere problemi: mi riferisco in particolare ad anziani e bambini piccoli.

Attenzione invece alle indicazioni sul secondo sentiero, dove i lavori di posizionamento dei cartelli sono ancora in corso.

val di lima

Sono rimasta davvero colpita dall’accuratezza del lavoro fatto dall’associazione Laltrolato del Caposaldo e dalla passione che i volontari hanno messo nella realizzazione del piccolo ma delizioso museo della memoria e dei 2 itinerari: se vi trovaste in zona, vi consiglio la visita!

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