Villa e spiaggia del Gombo: i tesori più nascosti della Tenuta di San Rossore

Una lingua di sabbia chiara, un’acqua cristallina e sullo sfondo le Alpi Apuane che svettano verso il cielo azzurro: così appare ad aprile la spiaggia del Gombo, un’oasi di pace che ricorda molto la Maremma ma che si trova a soli dieci minuti di auto dal centro di Pisa, in Toscana.
La spiaggia è l’affaccio sul mare della Tenuta di San Rossore, un tempo proprietà dei Savoia e oggi cuore del Parco naturale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli. Si trova in un’area normalmente inaccessibile al pubblico a meno di non essere accompagnati da guide autorizzate o con speciali permessi.
In questo caso, la visita alla quale ho avuto la fortuna di partecipare era stata organizzata per un piccolo gruppo di amministratori e operatori turistici, in occasione dell’ultima tappa di Ambitour Experience, iniziativa organizzata da ANCI Toscana e Toscana Promozione Turistica per promuovere la conoscenza delle esperienze in Toscana.
E questa è sicuramente una delle esperienze che si possono fare a Pisa e che in pochi conoscono!
- Parco Naturale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli
- Tenuta di San Rossore, il cuore del Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli
- Villa del Gombo e Spiaggia del Gombo: i tesori più nascosti di San Rossore
- Tenuta di San Rossore: attività ed info utili per visitarla
Parco Naturale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli

Ventitremila ettari che si estendono lungo la costa toscana tra Livorno e Viareggio: per chi non lo conoscesse, questo è il Parco naturale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli, uno dei polmoni verdi della Toscana.
Costituito nel 1979 dalla Regione Toscana e gestito dall’Ente Parco, ha come obiettivo preservare i delicati ecosistemi delle aree naturalistiche della costa che spaziano dalla palude, alle dune, al bosco e alla spiaggia.
Il Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli è formato da 7 Tenute:
- Borbone e Macchia Lucchese, nella zona settentrionale, con la villa ottocentesca della duchessa Maria Luisa di Borbone;
- Massaciuccoli, zona umida che comprende l’omonimo lago e suddivisa, a sua volta, in 2 tenute, Settentrionale e Meridionale;
- Migliarino, nella parte costiera del Comune di Vecchiano;
- San Rossore, la tenuta centrale che ospita l’ente parco;
- Coltano e Castagnolo posizionata nella fascia interna ospita la Villa Medicea realizzata nel 1586 da Buontalenti oltre alla prima stazione radio italiana inaugurata nel 1911 da Marconi
- Tombolo nella fascia costiera meridionale con la frazione di San Piero a Grado e l’omonima basilica.
Oltre alle tenute, il parco comprende anche l’Area Marina Protetta delle Secche della Meloria, che si estende in mare per una superficie di circa 9 ettari, davanti alla città di Livorno.
Visitare il Parco Naturale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli vuol dire entrare in contatto con un universo di ecosistemi delicati che richiedono attenzione e rispetto. Proprio per questo non tutto il parco è accessibile al pubblico.
Per tutte le informazioni in merito alla visita è possibile consultare il sito internet ufficiale o scaricare l’apposita app (disponibile per IOS e Android).
Tenuta di San Rossore, il cuore del Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli

Raggiungibile in 10 minuti di auto dal centro di Pisa (traffico permettendo), la Tenuta di San Rossore si trova al centro del Parco Naturale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli, al quale contribuisce a dare il nome e di cui rappresenta la parte più importante.
Con i suoi 4800 ettari di estensione la Tenuta rappresenta l’area verde più importante di Pisa, il luogo migliore dove rifugiarsi in ogni stagione dell’anno per sfuggire al caos della città.
Abitata fin dal Medioevo, questa zona deve il nome al martire cristiano San Luxorius, storpiato in San Lussorio, le cui spoglie erano custodite in una chiesa nella Tenuta del Tombolo, successivamente distrutta.
Bonificata dai Lorena, l’area divenne residenza estiva e di caccia dei Savoia fino alla II Guerra Mondiale. Dal 1957 al 1999 è stata di proprietà della Presidenza della Repubblica Italiana, per essere poi assegnata prima alla Regione Toscana e infine all’Ente Parco, che la gestisce attualmente.

Basta percorrere in auto il viale delle Cascine, che collega l’ingresso di Ponte alle Trombe a Cascine Vecchie, per ritrovarsi subito circondati da un mare di verde, con il canto degli uccelli e lo scalpitio degli zoccoli dei cavalli a passeggio come unico accompagnamento.
La Tenuta di San Rossore è suddivisa in 3 zone distinte:
- zona C (verde), che si estende tra Sterpaia, Cascine Vecchie e Cascine Nuove, aperta a tutti e dove è possibile passeggiare liberamente;
- zona B (gialla), nella parte centrale, dove è possibile passeggiare a piedi o in bicicletta ma solo lungo gli itinerari tracciati;
- zona A (rossa), la parte più interna che affaccia sul mare, considerata a più alto pregio naturalistico e quindi accessibile in numeri limitati e solo con guida ambientale autorizzate.

All’interno della Tenuta sono presenti oltre 500 specie tra piante e alberi, come cipressi, eucalipti, frassini, querce, lecci, acacie ma anche una nutrita fauna composta da daini, che spesso passeggiano sui sentieri, volpi e cinghiali. Avvicinandosi verso la costa e le zone più paludose sono gli uccelli far da padroni: tra questi il Fratino che ha fatto della spiaggia la sua casa.
Tra le curiosità, qui viene allevato il Mucco pisano, una razza bovina considerata a rischio estinzione, mentre da qualche anno sono stati reintrodotti in libertà anche alcuni dromedari (già presenti a San Rossore fino alla Guerra Mondiale)

Un tempo la Tenuta di San Rossore annoverava anche edifici storici di pregio, opere dei Lorena e dei Savoia, come la Villa Reale e lo Chalet del Gombo, purtroppo distrutti dai tedeschi durante la II Guerra Mondiale.
Tra quelli ancora in piedi, ci sono Cascine Nuove, l’Ippodromo, realizzato dai Pietro Leopoldo II di Lorena nel 1829, e le Cascine Ferdinandee, a Cascine Vecchie. E’ questo il punto di riferimento della Tenuta e da dove partono le visite guidate a piedi, in bici o con il trenino.
All’interno della tenuta cin sono ben 13 sentieri, gran parte dei quali possono essere percorsi liberamente a piedi o in bicicletta.
E’ presente anche un sentiero speciale accessibile a tutti, dedicato a Sabrina Bulleri, che parte dal Viale del Gombo e raggiunge l’osservatorio del Paduletto. Inaugurato nel 2024, purtroppo mostra già i segni dell’usura e necessiterebbe di manutenzione, almeno per quanto ho potuto vedere durante la visita.
Villa del Gombo e Spiaggia del Gombo: i tesori più nascosti di San Rossore

Se la zona A della Tenuta di San Rossore è accessibile solo se accompagnati da guide autorizzate, al suo interno esiste una parte ancora più difficile da visitare: è quella che ospita la Villa del Gombo e la vicina spiaggia del Gombo.
La Villa del Gombo è stata costruita tra il 1956 e il 1959 nel punto dove un tempo sorgeva lo Chalet dei Savoia. A volerla fu l’allora presidente della Repubblica, Giovanni Gronchi, originario di Pontedera e particolarmente legato a San Rossore.

E’ una struttura estremamente moderna, realizzata in legno vetro e metallo, e perfettamente inserita nell’ambiente naturale circostante.
In origine, la villa era stata costruita intorno ad un grande pino marittimo purtroppo abbattuto dieci anni fa. Nonostante questo ancora oggi l’impressione è di trovarsi davanti ad un’opera di Frank Lloyd Wright, perfettamente inserita nel contesto naturale e avvolta dal delicato profumo delle piante di acacia.
La villa è stata per anni residenza estiva dei presidenti della Repubblica, tra i quali Gronchi, Saragat e Pertini, oltre ad importanti capi di stato: l’ultimo, nel 1999, fu l’allora primo ministro inglese Tony Blair.

Purtroppo l’interno ha conservato molto poco dell’arredo originario: al momento del passaggio alla Regione Toscana infatti gran parte della mobilia venne portata a Roma, nei magazzini del Quirinale.
Rimangono solo le lampade, le ceramiche dei bagni e alcuni mobili.

E’ possibile comunque ripercorrerne la storia grazie ad una serie di pannelli con foto d’epoca.

Chiusa per circa 15 anni, la Villa del Gombo ha subìto un importante ristrutturazione da parte di Regione Toscana, che ha consentito anche di renderla più moderna e funzionale.
Come dichiarato dal Presidente del parco Lorenzo Bani, però, il suo mantenimento richiede ogni anno ingenti spese, difficili da coprire. Per questo, la villa viene affittata per eventi (non commerciali) mentre l’apertura al pubblico avviene solo in rarissime occasioni.

A pochi metri di distanza, superate le dune, si apre la spiaggia del Gombo, un piccolo gioiello naturalistico.
Questa striscia di sabbia chiara e acqua cristallina, disseminata di legni e conchiglie, che affaccia sulle Apuane e la Liguria, era l’antica spiaggia privata dei Savoia.
Sembra impossibile trovarsi a pochi chilometri in linea d’aria dal centro di Pisa!
Il frangersi delle onde e il vento sono gli unici suoni percepibili mentre il profumo che ti avvolge è quello dell’elicrisio, pianta che cresce a ridosso delle dune.



L’accesso è vietato sia da terra che da mare: questo è infatti la casa del Fratino, un piccolo uccello considerato in via di estinzione che costruisce il proprio nido nella sabbia.
Un ecosistema delicato quindi che da alcuni anni, purtroppo, è interessato anche da un importante fenomeno di erosione costiera che sta facendo avanzare rapidamente il mare, nonostante le barriere realizzate al largo.
Purtroppo non tutti rispettano il divieto e molti provano comunque a raggiungere la spiaggia in barca, cercando di evitare i controlli della Guardia Costiera.

Eppure, se si vuole accedere alla spiaggia, esiste già uno stabilimento balneare!
Si chiama Buca del Mare, si trova più a sud rispetto alla Villa del Gombo, ed ospita circa 20 ombrelloni.
Era lo stabilimento costruito dai Savoia per il proprio personale, passato poi ad uso privato e infine aperto al pubblico alcuni anni fa.
L’apertura al pubblico e le modalità di accesso però sono stabilite dall’Ente Parco di anno in anno.
Sappiate comunque che non è possibile fare il bagno!
Tenuta di San Rossore: attività ed info utili per visitarla

La Tenuta di San Rossore è una di quelle bellezze meno conosciute di Pisa (come il Museo delle Navi Romane), che meritano di essere visitate, soprattutto se si ama la natura e se si è in cerca di pace e relax.
E’ aperta al pubblico tutti i giorni con accesso gratuito: dalle 7.30 alle 19.30 in primavera ed estate e dalle 7.30 alle 17.30 in autunno e inverno.
E’ possibile arrivare in auto fino all’area C e agli appositi parcheggi, oppure in bicicletta.
Nei weekend è disponibile anche l’autobus della linea 26 Sesta Porta – San Rossore: effettua due fermate nella Tenuta (Ippodromo e Cascine Vecchie).

All’interno del parco è possibile rilassarsi con lunghe passeggiate a piedi o in bicicletta seguendo gli itinerari segnalati, ma anche picnic con barbecue nelle apposite aree attrezzate, rispettando tutte le attenzioni del caso.
Per le attività a pagamento, invece, è possibile prenotare visite guidate, a piedi o in bicicletta, e perfino escursioni a cavallo.
Tutte le attività devono essere prenotate solo con le guide autorizzate

E’ possibile anche noleggiare biciclette o ciclocarrozzelle e perfino organizzare gite in battello (per gruppi di almeno 35 persone), risalendo l’Arno da Cascine Nuove fino al centro di Pisa.
Infine durante il periodo estivo è aperto lo stabilimento Buca del Mare: le modalità di accesso al pubblico però vengono stabilite dall’Ente Parco di anno in anno.
Tutte le attività e le informazioni per prenotarle sono indicate nella sezione dedicata del sito ufficiale.

Infine, all’interno della Tenuta è possibile acquistare anche i prodotti del parco , come, adesempio, il miele di spiaggia (delizioso!), il pinolo biologico, il pomodoro pisanello o gli insaccati di Mucco Pisano.
Tutti i prodotti sono in vendita alla Bottega del Parco, in località Cascine Vecchie, accanto alla direzione dell’Ente Parco.
Attenzione!
Al momento l’Ente Parco sta gestendo una serie di cambiamenti nei servizi erogati per la Tenuta di San Rossore.
In attesa che provvedano ad aggiornare il portale ufficiale, per eventuali informazioni vi suggerisco di consultare la landing page di Pisa Turismo
Villa del Gombo, Via della Corazza, Pisa, Toscana, Italia
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