6 giorni in viaggio nella Sicilia Occidentale tra archeologia, mare e saline

Ci sono mete che insegui per tutta una vita e ce ne sono altre che scopri un po’ per caso: per me il viaggio nella Sicilia Occidentale appartiene a questa seconda categoria.
Il 2024 è stato un anno complicato, dove sembrava che tutti i viaggi programmati sarebbero saltati, ma alla fine io e il mio fidanzato siamo riusciti a ritagliarci una settimana ad ottobre. La conferma della partenza però è arrivata solo all’ultimo, così la meta è stata scelta in base a fattori economici e previsioni meteo.
Approfittando di un’offerta sul volo Pisa-Trapani, abbiamo deciso di andare in Sicilia per visitare la parte che non avevamo visto durante il nostro viaggio alcuni fa.
E’ stata una scelta fortunata!
Ho scoperto un angolo dell’isola un po’ meno turistico e più autentico: una meta inaspettata dove mi piacerebbe tornare.
Trapani e la Sicilia Occidentale

La Sicilia Occidentale si estende tra Palermo, a nord, e Sciacca, a sud, ed ha il suo principale punto di riferimento nella città di Trapani.
E’ qui infatti che si trova l’aeroporto dove atterrano diverse compagnie low cost. Sempre da qui parte la A29 che collega Trapani a Palermo e a Mazara del Vallo, la via più veloce per spostarsi. Infine, dal porto di Trapani è possibile raggiungere, Palermo, le Egadi e la più lontana isola di Pantelleria.
Siamo sulla punta della Sicilia, un’area spesso battuta dai venti, tra Mar Tirreno e Mare di Sicilia, e caratterizzata da una natura mediterranea varia, che ha il suo gioiello nella Riserva dello Zingaro. Una terra abitata fin dalla preistoria, contesa da Fenici, Greci e Romani, che hanno lasciato testimonianze archeologiche importanti come i siti di Selinunte e Segesta. A Marsala invece, sbarcò Garibaldi con i Mille, e da qui partì la spedizione che portò all’unificazione d’Italia.

In epoca contemporanea questa parte di Sicilia è salita alla ribalta della cronaca soprattutto perchè terra natale del boss Matteo Messina Denaro.
Le principali attività produttive sono da sempre la pesca e la produzione di sale marino ma il turismo si sta affermando ormai come settore in crescita, data l’ampia offerta del territorio, tra natura, cultura, sapori e tradizioni.
Come organizzare il viaggio nella Sicilia Occidentale

A BIT 2025 è stato presentato il nuovo portale del turismo della Sicilia occidentale.
Se pensate di trascorrere qualche giorno di vacanza da queste parti è un buon punto di partenza. Non ho avuto modo ancora di utilizzarlo ma da una prima occhiata sembra ben fatto, con una panoramica di tutto quello che offre il territorio.
Quando ho prenotato io, invece, ho dovuto affidarmi a più siti, blog e, per la prima volta, anche a Chatgpt, per studiare i luoghi e strutturare l’itinerario
Come base per il soggiorno ho scelto Trapani, punto migliore per esplorare l’area.
Le strutture ricettive tra alberghi, b&b e appartamenti sono tante e varie, a seconda delle proprie esigenze.

Noi abbiamo scelto il Bite – Bike & Kite Accomodation, una bella e moderna struttura con diversi appartamenti, gestita da Noemi e Fabio, che affaccia sul lungomare della spiaggia di San Giuliano.
Si tratta di una zona leggermente decentrata rispetto al centro storico, prettamente residenziale ma perfetta se volete godervi anche la spiaggia e dotata di diversi supermercati.
Durante il nostro soggiorno stavano realizzando anche la pista ciclabile che la collegherà fino al centro. Infine, poco distante si trova anche la funivia per salire a Erice.

L’unico difetto è che ci troviamo dalla parte opposta dell’ingresso dell’A29, la principale arteria di collegamento con il resto della Sicilia Occidentale. Trapani, infatti, non ha una circonvallazione e quindi per raggiungere l’autostrada è necessario ogni volta attraversare l’intera città.
Il modo migliore per esplorare la Sicilia occidentale, infatti, è sicuramente noleggiare un auto. Gran parte delle compagnie di noleggio hanno sede in aeroporto, e quindi per chi arriva in aereo è un servizio molto comodo.
Noi abbiamo fatto così: con una Fiat 500 di Ecovia abbiamo scorrazzato in lungo e largo per tutta la settimana.
6 giorni in viaggio nella Sicilia Occidentale: il nostro itinerario

Anticipo subito che 6 giorni sono pochi per visitare un’area così vasta come la Sicilia Occidentale.
Ancora prima di partire quindi sapevamo già che non saremmo riusciti a vedere tutto e avevamo fatto delle scelte, in base ai nostri interessi e alla voglia di rilassarsi.
Questo è l’itinerario che abbiamo seguito e quello che siamo riusciti a vedere.
1 Giorno: Trapani e il centro storico

Siamo atterrati all’aeroporto di Lamezia-Trapani intorno alle 7 del mattino e ci siamo diretti in auto verso Trapani. Ammetto che il primo impatto con la città non è stato proprio piacevole. Trapani porta i segni di un’evidente speculazione edilizia che non ha contributo ad abbellirla, soprattutto nella periferia, a differenza del centro storico che invece ha scorci molto belli. Per scoprirli ci ha aiutato Bartolo, un simpatico signore conosciuto mentre visitavamo la Cattedrale.
Per quegli strani casi della vita, Bartolo aveva lavorato con il padre del mio fidanzato e per quell’incredibile spirito di accoglienza tipico del popolo siciliano, questo ha fatto sì che si sentisse in dovere di accompagnarci in un vero e proprio tour personalizzato alla scoperta di tutte le bellezze di Trapani: la Chiesa del Purgatorio, la Fontana di Saturno, le mura, il Torrino Conca, la Torre di Ligny. Devo dire che questo ha contribuito molto a farmi apprezzare la città.
Dopo aver pranzato al ristorante “Antichi Sapori”, con una classica paella, abbiamo ripreso l’auto e ci siamo diretti verso il nostro appartamento. Abbiamo concluso al meglio la giornata regalandoci una birra al tramonto al Nais Beach Club, sul lungomare di San Giuliano
2 Giorno: Segesta ed Erice

Al mattino ci siamo diretti a Segesta, antica capitale degli Elimi. Il sito archeologico dista circa 40 minuti in auto da Trapani. L’abbiamo visitato tutto, partendo dal tempio dorico e salendo a piedi fino all’acropoli: nonostante fosse ottobre, il caldo a metà giornata si è fatto sentire.
Dopo un veloce pranzo a base di arancini, al bar del bookshop, siamo ripartiti in direzione Erice. Abbiamo dovuto raggiungere il borgo in auto perchè purtroppo l’impianto di risalita da Trapani era chiuso.

Ad Erice abbiamo trovato chiuso anche il castello (chiuso da almeno 3 anni) e così ci siamo accontentati di una passeggiata nel borgo: personalmente l’ho trovato un po’ troppo turistico compresa la famosa pasticceria Maria Grammatico, letteralmente piena di turisti. Molto bella invece la Cattedrale.
Scesi nuovamente a Trapani, prima di rientrare in albergo, abbiamo fatto un salto al porto per acquistare i biglietti per la trasferta del giorno dopo, all’isola di Favignana.
3 giorno: escursione a Favignana

Giornata interamente dedicata alla trasferta sulla deliziosa isola di Favignana, nonostante il meteo non fosse favorevole: forte vento e una gran cappa di umidità. Siamo comunque partiti con il traghetto delle 8.45 e abbiamo raggiunto Favignana in circa 30 minuti.
Qui abbiamo noleggiato le biciclette da Deborah, fornitore che abbiamo trovato per caso appena fuori il caos del porto, e siamo partiti per il giro dell’isola. Il percorso per le bici è ben segnalato e facile da seguire: noi abbiamo seguito il consiglio del noleggiatore e l’abbiamo fatto in senso antiorario. Graziati anche dalla pioggia, abbiamo potuto visitato Punta S. Nicola, Cala rossa, Cala azzurra, fino a raggiungere Lido Burrone dove ci siamo fermati per un bagno ristoratore.

Dopo un delizioso panino al Kiosko di Punta Lunga ci siamo diretti verso ill porto, tagliando dall’interno dell’isola. Qui abbiamo visitato la Tonnara Florio prima di risalire sul traghetto e rientrare a Trapani.
4 giorno: Cretto di Burri e Selinunte

Nuova trasferta, questa volta verso la Sicilia meridionale. Prima tappa della giornata è stata il Cretto di Burri. Purtroppo Google Maps ci ha fatto sbagliare strada 2 volte facendoci impiegare più del dovuto per raggiungerlo…l’assenza di indicazioni lungo la strada non ha aiutato. Siamo cmque riusciti a trovarlo e devo dire che la visita merita. Peccato che il museo fosse chiuso. Abbiamo proseguito poi verso Selinunte, fermandoci per un pranzo veloce in un delizioso resort, il “Divinum Nomen”.

Purtroppo il tempo perso al mattino ci ha fatto arrivare a Selinunte a pomeriggio inoltrato.
Abbiamo iniziato il giro del sito archeologico ma proprio in quel momento ha iniziato a piovere e così abbiamo deciso di visitare subito il museo. Terminata la visita e approfittando di una tregua nella pioggia, abbiamo deciso di usare il servizio di navetta e raggiungere la parte più lontana del sito per risalire poi a piedi. Appena arrivati a destinazione però ha iniziato nuovamente a piovere e siamo dovuti risalire subito verso l’Acropoli, per motivi di sicurezza: come ci è stato spiegato, infatti, la zona più bassa del sito è soggetta ad alluvioni.
Purtroppo la visita a Selinunte è stata davvero troppo veloce per i miei gusti. Conto quindi di tornare per visitarla con più calma.
5 giorno: Mazara del Vallo

Nonostante un cielo coperto e le previsioni che preannunciavano ancora forti piogge abbiamo deciso di visitare Mazara del Vallo. La città dista circa 1h e 15 minuti da Trapani.
Quando siamo arrivati, approfittando della poca pioggia, abbiamo fatto subito il giro del centro storico, seguendo la mappa presa all’infopoint.

Dopo un pranzo veloce a base di pesce al ristorante Ammari, ci siamo dedicati alle visite dei musei: il Museo del Satiro danzante, la Collegiata dei Gesuiti e il Teatro Garibaldino, una vera chicca.
Prima di lasciare la città abbiamo fatto tappa alla pasticceria Mazara Dolci per acquistarli le mucchinette, i tradizionali e deliziosi dolci tipici.

Abbiamo concluso la giornata godendoci l’ultimo tramonto in spiaggia, quando il sole è tornato a fare capolino.
6 giorno: Saline di Trapani

Dopo una notte di violenta burrasca, l’ultima mattina del nostro viaggio è spuntato il sole. Abbiamo così deciso di approfittaren per visitare le Saline Culcasi e il Museo del Sale, come suggeritoci da Bartolomeo.
Le saline si trovano appena fuori Trapani, lungo la via che conduce all’aeroporto. La visita è stata molto interessante grazie anche ad Alberto, figlio di uno dei 3 proprietari, che ci ha accompagnati per tutto il tempo, raccontandoci la storia della sua famiglia e tutti i segreti dell’estrazione del sale. Terminata la visita, ci siamo diretti all’aeroporto per riconsegnare l’auto e prendere il volo di rientro.
Come al solito, molto di quello che avevo messo in conto di vedere è saltato, in parte per colpa del meteo e in parte per la mancanza di tempo.
Avrei voluto infatti visitare Marsala e il sito punico di Mozia, la Riserva dello Zingaro, l’isola di Scopello e fare un giro in bicicletta lungo la pista ciclabile che costeggia le saline.
Direi che per avere tempo di visitare bene questa parte della Sicilia sono necessarie almeno due settimane.
Una terra dal grande potenziale

Il viaggio nella Sicilia Occidentale mi è piaciuto.
Ho trovata una terra meno turistica di quella orientale, fattore che ho particolarmente apprezzato, ma al quale probabilmente ha contribuito molto anche la stagione. Se a questo si aggiunge la cucina siciliana e il calore delle persone, si capisce perchè mi piacerebbe tornare.
Certo, Trapani non può essere annoverata tra le città più belle che abbia mai visitato: il centro storico ha il suo fascino ma il contrasto con la periferia è forte, con molti palazzi abbandonati o fatiscenti e zone dove si percepisce l’assenza di tessuto sociale, complice probabilmente la mancanza di servizi e negozi di quartiere, soppiantati da tanti supermercati (qualcuno mi ha detto che i supermercati a Trapani sono tanti quanti le banche ai tempi di Matteo Messina Denaro). Questa almeno è stata l’impressione che mi ha dato nei pochi giorni di permanenza.
Eppure è una città che avrebbe molto da offrire, considerato il patrimonio storico-culturale, le tradizioni e i sapori. Parlando con alcuni operatori del luogo è emersa una difficoltà nelle relazioni con l’amministrazione locale per la condivisione di idee e progetti. Non ho elementi sufficienti per poter dire se sia effettivamente così.

Sicuramente il territorio che la circonda è un concentrato di bellezza, tra storia, archeologia e natura, con un mare veramente incredibile a fare da corollario.
Per quanto riguarda invece la stagione, in generale mi dicono che il mese di ottobre sia un buon periodo per visitare questa parte di Sicilia, sia perchè l’afflusso turistico diminuisce sia perchè le temperature sono ancora alte. La settimana che abbiamo scelto noi purtroppo è stata funestata dal maltempo, che ha investito peraltro tutta Italia, facendo danni ingenti in altre regioni.
Tutto sommato, quindi non è andata male e in ogni caso la ricchezza del territorio consente di non annoiarsi anche con la pioggia.
Selinunte, Castelvetrano, Trapani, Sicilia, 91022, Italia
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Reporter da una vita e perennemente in viaggio, geografico e mentale. Sono giornalista professionista ed ho lavorato soprattutto per radio e web. Mi occupo di comunicazione digitale nel settore del turismo e della cultura. Adoro esplorare, scrivere, fare foto e video!
