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 Ylenia Caioli

Viaggi Archeologici: tour alternativi per appassionati di archeologia

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karnakChi legge questo blog sa che non amo i viaggi organizzati: troppo spesso infatti si tratta di tour dove enormi comitive vengono fatte correre da un luogo all’altro per mostrargli quello che si vuole che vedano.

Ultimamente però mi sono imbattuta in un’agenzia che organizza un tipo di viaggi che mi ha incuriosito…viaggi archeologici!

Se vi interessa l’archeologia conoscerete senz’altro Archeologia Viva, la rivista che da più di 30 anni si occupa di questo settore: fu sulle loro pagina che diversi anni fa vidi per la prima volta pubblicizzato questo tipo di viaggi0.

Complice il convegno organizzato nelle scorse settimane a Firenze, proprio da questa rivista, ho avuto l’occasione di parlare con chi ha organizzato questi viaggi fin dagli esordi: ne è nato un interessante scambio di opinioni e un piccolo approfondimento sul dietro le quinte della loro preparazione.

“Siamo stati i primi ad organizzare i viaggi archeologici in Italia 25 anni fa con Archeologia Viva e da allora non abbiamo mai smesso – mi ha spiegato Carla Menin, titolare dell’Agenzia di Viaggi Rallo di Mestre – I nostri gruppi sono composti da 15/20 persone, a seconda della destinazione: per partecipare ai nostri viaggi però occorre avere un forte motivazione culturale perché si tratta di itinerari particolari e di viaggi non certo low cost.”

Le destinazioni cambiano ogni anno e possono riguardare Italia o estero: ad esempio quest’anno sono in programma Turchia, Giordania, Vietnam, Cipro e Armenia.

“All’inizio le persone avevano un’età media molto alta ma da qualche anno iniziano ad arrivare anche persone più giovani, sui 40/50 anni: si tratta di persone con un livello di istruzione piuttosto alto, laureati e professionisti – aggiunge Nadia Pasqual, che si occupa di marketing e collabora all’organizzazione dei viaggi archeologici – La cosa più bella è che durante i viaggi si formano gruppi molto affiatati e nascono amicizie che proseguono nel tempo, per ritrovarsi anche nei viaggi successivi”

i viaggi archeologici di archeologia vivaLa cosa che mi ha incuriosito di più è che gli itinerari non sono standard ma ad ogni viaggio è abbinato un tema specifico: ad esempio il viaggio in Cappadocia dello scorso anno è stato fatto seguendo le orme degli Ittiti, mentre quello che si è tenuto a febbraio in Turchia ha riguardato la storia della città dall’imperatore romano Costantino a Giustiniano.

Il tour viene studiato da un archeologo che prima si reca sul posto e prende contatti con le autorità. “I siti scelti per le visite non sono solo quelli classici ma tutti quelli che riteniamo importanti per il tema trattato – prosegue Carla Menin – Se necessario chiediamo che ci vengano aperti anche luoghi di solito chiusi al pubblico”.

Una volta creato il pacchetto, è lo stesso archeologo ad accompagnare il gruppo di visitatori “Abbiamo avuto guide famose, come il prof Paolo Matthiae ma per lo più abbiamo giovani archeologi professionisti, che in questo modo hanno anche la possibilità di formarsi e fare esperienza” ci tiene a precisare Carla.

Oltre alle visite ai siti, gli archeologi organizzano anche mini conferenze a chiusura delle giornate di viaggio per approfondire i temi trattati, con tanto di dispense da dare ai viaggiatori.

Che si tratti di viaggi di una certa levatura culturale lo dimostra anche il Premio Turismo e Cultura Unesco ottenuto per due anni di fila dagli organizzatori: nel 2013 per il viaggio “L’Epiro tra Grecia e Albania” e nel 2014 per “Civiltà Kmer in Cambogia

Devo ammettere che, pur continuando a rimanere perplessa sui tour organizzati in genere, da appassionata di archeologia un tipo di viaggio come questo potrebbe interessarmi: l’idea di approfondire temi di mio interesse ma dei quali non conosco molto (come l’archeologia orientale o quella del Medio Oriente, ad esempio) con professionisti del settore è allettante…chissà che magari un giorno non decida di provarli!

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