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 Ylenia Caioli

Dall’Ipogeo dei Volumni a Narni sotterranea: l’Umbria inaspettata

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Edicola del tempietto del clitunno

Come ho già avuto modo di scrivere, l’Umbria è stata una bellissima scoperta, soprattutto dal punto di vista culturale. Alcuni siti però mi hanno colpita in modo particolare: sto parlando del Pozzo Etrusco e dell’Ipogeo dei Volumni a Perugia, del Tempietto del Clitunno e delle Fonti del Clitunno a Campiello e di Narni sotterranea a Narni.

Al di là della loro bellezza, mi hanno stupita soprattutto per due motivi: il primo è perchè alcuni li ho scoperti per puro caso; il secondo è perchè in quasi tutti mi sono trovata ad essere quasi l’unica visitatrice, elemento che li ha resi ai miei occhi molto più interessanti.

Ho pensato quindi di riunire in questo post le bellezze artistiche dell’Umbria che mi sono sembrate al di fuori dalle normali “mete turistiche”, con tutti i loro pro e i loro contro.

IL POZZO ETRUSCO DI PERUGIA

Porta Marzia a Perugia

Perugia era una delle città della dodecapoli etrusca, la lega delle dodici città più importanti dell’antica Etruria. Normale quindi che il suo contesto urbano mostri i segni di questo glorioso passato, come l’Arco Etrusco e la Porta Marzia.

Non sapevo però che nelle viscere della città si celasse anche un’importante opera idraulica, il Pozzo Etrusco.

Piazza del pozzo etrusco

Il pozzo si trova davanti a Palazzo Sorbello, nel cuore del centro storico di Perugia, a pochi metri dalla piazza principale.

La prima volta che gli sono passata accanto non l’ho quasi notato: la parte esterna del pozzo (la vera di pozzo) infatti si trova in una piazza adibita a parcheggio ed è quindi circondata da auto.

Per fortuna, l’operatrice dell’infopoint di Perugia ci ha segnalato questa bellezza.

Ingresso museo pozzo etrusco a perugia

L’ingresso avviene dai sotterranei di Palazzo Sorbello, dove si trova un moderno ed accogliente ambiente che funge da punto informazioni e biglietteria: in un angolo viene proiettato anche un breve documentario sulla storia e l’architettura del pozzo.

Costruito nella seconda metà del III secolo a.C., il pozzo etrusco di Perugia è caratterizzato da una cavità cilindrica che sprofonda per oltre 30 metri nel terreno. Ad alimentarlo sono da sempre tre sorgenti d’acqua.

monete nel pozzo etrusco di perugia

Seguendo il percorso di visita, è possibile scendere fino a metà della cavità: qui, grazie ad una passerella di vetro, si può ammirarne la profondità.

Sul fondo si intravedono anche le monete lanciate dai visitatori, probabilmente convinti che si tratti di una sorta di pozzo dei desideri.

copertura del pozzo etrusco di perugia

Quello che colpisce di più, però, non è in basso ma in alto: alzando la testa infatti si vedono bene le imponenti travature in travertino, che costituiscono la copertura del pozzo.

Si tratta di pietre dal peso di circa 160 quintali, incastrate tra loro e sostenute senza utilizzo di alcuna calce o collante.

travature del pozzo etrusco di perugia

Trovarsele sopra la testa, dopo tanti secoli, fa davvero impressione e dimostra l’abilità raggiunta dagli Etruschi nella realizzazione di opere di edilizia civile.

(N.d.r Durante la stesura di questo post si è svolta a Firenze “TourismA 2019”, Salone dell’archeologia: qui, con mia grande sorpresa, ho trovato uno stand dedicato proprio al Pozzo Etrusco. Mi fa molto piacere vedere che si sta lavorando per far conoscere questo piccolo gioiello!
Insieme al Pozzo Etrusco ho scoperto l’esistenza di un’altra attrazione,
Perugia sotterranea: un percorso al di sotto della cattedrale che consente di ammirare i resti dell’Acropoli! Una visita da fare la prossima volta che tornerò a Perugia!)

L’IPOGEO DEI VOLUMNI E LA NECROPOLI DEL PALAZZONE

L’ipogeo dei Volumni era un ricordo di gioventù: l’avevo studiato durante il percorso di laurea in scienze dell’antichità all’Università di Firenze e, sebbene sapessi che rappresentava un’importante testimonianza archeologica, non immaginavo mi avrebbe colpita tanto.

ingresso museo ipogeo volumni

L’Ipogeo è la tomba della famiglia Velimna (in latino Volumni) e fa parte del sito della necropoli del Palazzone: il sito si trova appena fuori la città di Perugia, lungo la strada che porta ad Assisi.

Per trovare la posizione esatta abbiamo dovuto mettere d’accordo Tom Tom, Google Maps e mappa geografica. Il museo è comunque visibile dalla strada statale, appena usciti da Perugia, ed è dotato di un piccolo parcheggio.

sarcofagi etruschi

Per entrare occorre suonare il campanello. Appena varcata la soglia ci siamo subito trovati circondati da decine di sarcofagi etruschi di età ellenistica, tutti provenienti dagli scavi della Necropoli. E noi eravamo gli unici visitatori!

L’operatore ci ha consigliato di iniziare la visita proprio dall’Ipogeo dei Volumni e di proseguire poi con la Necropoli del Palazzone, che si estende all’esterno.

ATTENZIONE: se non volete rovinarvi la sorpresa di visitare l’Ipogeo dei Volumni, vi consiglio di saltare il resto del post fino al segno ***
Se invece volete proseguire, lo spoiler è a vostro rischio e pericolo!

accesso all'ipogeo dei volumni

Abbiamo iniziato a scendere la scalinata in pietra che porta all’ingresso: la discesa aiuta ad abituarsi non solo al buio ma anche allo sbalzo di temperatura, che in estate è piuttosto piacevole. In fondo alla scala si trova un pannello in plexiglass.

Se la sua funzione reale è quella di proteggere il microclima interno dell’ipogeo, in realtà il pannello rappresenta una sorta di barriera del tempo: varcandolo, infatti, ci si trova catapultati in un’altra dimensione!

Ci vuole un attimo per abituarsi al buio….

testa di medusa nell'ipogeo dei volumni

…poi piano piano, prende forma un’abitazione etrusca della metà del II sec a.c.

L’atrio centrale ha il soffitto a spioventi e sullo sfondo appare il tablinum, la stanza più importante, sormontata dal frontone con la testa di medusa.

tablinum dell'ipogeo dei volumni

Proprio qui si trovano le sepolture della famiglia Velimna: al centro Arunte, il capofamiglia, raffigurato disteso sulla klinè, con ai lati del basamento, due demoni alati che vigilano la porta dell’Ade.

Intorno a lui, sono disposte le altre tombe, a riprodurre un vero e proprio banchetto dell’aldilà.

tomba di arunte e dei famigliari

Ai due lati del tablinum, è possibile esplorare i locali secondari, o cubicola: in alcuni sono visibili incisioni in lingua etrusca e protomi femminili.

cubicola ipogeo dei volumni

Fu nel 1840, durante i lavori di costruzione della strada, che l’ipogeo dei Volumni venne scoperto: posso solo immaginare cosa deve aver provato la prima persona che è entrata in questi ambienti dopo tanti secoli!

Tutto qui dentro infatti appare congelato nel tempo.
L’atmosfera che si respira è davvero suggestiva.

volto femminile in rilievo nell'ipogeo dei volumni

*** Usciti dal buio dell’Ipogeo e tornati al caldo sole del presente, ci siamo dedicata all’esplorazione della necropoli del Palazzone.

necropoli del palazzone

Il percorso permette di visitare alcune delle oltre duecento tombe: a prima vista sembrano semplici buche nel terreno ma in realtà ciascuna è composta da un breve dromos che termina nella camera sepolcrale, dove era contenuta l’urna con il corredo.

ingresso tomba necropoli del palazzone
interno tomba necropoli del palazzone

Peccato però che il percorso sia privo di qualsiasi didascalia che permetta di capire e apprezzare meglio quello che si sta vedendo!

antiquarium necropoli del palazzone

Per compensare la carenza, è stato allestito un piccolo Antiquarium, quasi nascosto nella parte finale della necropoli.

Si tratta di un piccolo museo, disposto su due piani, dove sono esposti reperti provenienti dal territorio e dove sono stati ricostruiti alcuni percorsi tematici per illustrare gli aspetti principali della vita quotidiana degli Etruschi, dall’alimentazione al gioco.

museo dell'antiquarium

Nel complesso, l’impressione che ho avuto della Necropoli del Palazzone è quella di uno dei (ahimè) tanti siti e musei italiani ancora fermi ad un’allestimento di tipo ottocentesco: immagino che la carenza di fondi non permetta al momento di intervenire per modernizzare questa esperienza.

Un peccato però perchè il potenziale del sito è notevole, tra tombe e reperti esposti, mentre, ad oggi, l’unica cosa che valga davvero il costo del biglietto è la visita all’Ipogeo dei Volumni.

IL TEMPIETTO DEL CLITUNNO A CAMPELLO

tempietto del clitunno

Mi vergogno a scriverlo ma il Tempietto del Clitunno l’ho scoperto per caso!

Avevamo lasciato Spello per raggiungere Arrone e lungo la strada volevamo fermarci ad ammirare le famose Fonti del Clitunno, tanto decantate per la loro bellezza.

Seguendo il Tom Tom, a Campello abbiamo abbandonato la statale finendo così in una strada secondaria, interrotta dai lavori di una pista ciclabile.

Qui campeggiava un’indicazione che preannunciava, poco più avanti, il sito del Tempietto del Clitunno. Incuriosita, ho lasciato il mio fidanzato in auto e sono andata a vedere…ho scoperto così un piccolo gioiello.

edicola del tempietto del clitunno a campello

Il Tempietto del Clitunno sorge lungo l’omonimo fiume: il sito è di proprietà del MIBAC – Ministero Beni e delle Attività Culturali. E’ piccolo ma delizioso tanto da essere stato inserito nella lista del Patrimonio Unesco.

ingresso alla cripta del tempietto del clitunno

All’ingresso, oltre alla fotocopia di un depliant informativo, realizzato dalla Curia di Campello, mi è stato data in omaggio anche un numero della rivista Archeologia Viva, con un articolo dedicato.

Ho apprezzato il gesto che dimostra però la carenza di materiale informativo ufficiale del Mibac e questo è un peccato.

natura e tempietto del clitunno

Il tempietto è dedicato a San Salvatore e la datazione è incerta: per alcuni sarebbe stato costruito tra IV-V sec d.c. mentre per altri apparterrebbe all’epoca Longobarda (VII-VIII sec dc), tanto da essere inserito nel circuito dei siti Longobardi d’Italia.

La difficoltà nella datazione sta nell’eccletticità della struttura: i materiali infatti provengono da diversi edifici di epoca romana, ri-assemblati per un culto evidentemente cristiano.

veduta del cielo dall'edicola del tempietto del clitunno

A testimoniarlo non c’è solo la struttura architettonica del Tempietto, con la cripta e l’edicola sovrastante ma anche i bellissimi affreschi…

affreschi tempietto del clitunno

…Cristo, al centro dell’abside, il cui volto è segnato dalla patina del tempo e lascia a bocca aperta, e, più sotto, i santi Pietro e Paolo.

immagine di cristo nell'abside del tempietto del clitunno

Inizialmente ero l’unica visitatrice, poi si è aggiunti una coppia di anziani stranieri. Una bella fortuna, perchè un gioiello come questo non è fatto per accogliere frotte di turisti!

Un’architettura classica come questa, circondata dalla natura, con il mormorio del fiume e il fruscio degli alberi come colonna sonora, rappresenta bene la personificazione del paesaggio romantico ottocentesco.

Non mi sorprende quindi che Lord Byron abbia dedicato a questo tempio alcuni dei suoi versi

And on thy happy shore a Tempie stilI,
Of smalI and delicate proportion, keeps,
Upon a mild declivity of hill,
its memory of thee; beneath it sweeps
Thy current’s calmness; oft from out it ieaps
The finny darter with the glittering scaies,
Who dwells and revels in thy glassy deeps;
While, chance, some scattered water-iily saiis
Down where the shallower wave stili teiis its bubbiing taies.

Pass not unbiest the Cenius of the place!
If through the air a Zephyr more serene 
Win to the brow, ‘tis his; and if ye trace 
Along his margin a more eioquent green,
If on the heart the freshness of the scene 
Sprinkie its coolness, and from the dry dust 
Of weary Iife a mornent lave it clean 
With Nature’s baptism, – ‘tis him ye must
Pay orisons for this suspension of disgust.

CHILD HAROLD’S PILGRIMAGE (CANTO IV)

colonne del tempietto del clitunno a campello

Sarei potuto rimanere a godere della pace del Tempietto del Clitunno per tutto il pomeriggio…se non fosse stato per i nugoli di zanzare che, letteralmente, lo infestano. Le loro punture sono riuscite a ridimensionare la magia e l’entusiasmo di questa scoperta.

Se quindi volete visitare il Tempietto del Clitunno in estate, ricordate di munirvi di un buon repellente per insetti!

LE FONTI DEL CLITUNNO A CAMPELLO

fonti del clitunno

Proseguendo sulla strada statale, in direzione Terni, poco più avanti abbiamo trovato le Fonti del Clitunno, la nostra meta originaria: a differenza del Tempietto è impossibile non notarle.

Le sorgenti infatti sono state inglobate nel Parco del Clitunno, una struttura recintata e dotata di ampio parcheggio, servizi di ristorazione, e un laghetto per l’allevamento delle trote.

Tutte le info le trovate sul sito internet del Parco.

lago delle fonti del clitunno

La fama di queste sorgenti risale ai tempi dei Romani: Plinio scriveva che le fonti erano così copiose da formare un grande fiume navigabile fino a Roma.

Peccato che nel 440 d.C. un violento terremoto abbia modificato radicalmente questa zona. Nonostante questo, pare che le fonti rimangano una delle aree più ricche di sorgenti dell’Umbria.

acqua sorgiva del clitunno

L’attuale sistemazione è stata realizzata nell’Ottocento, quando Paolo Campello della Spina creò il laghetto e fece piantare pioppi e salici tutt’intorno.

Queste sono le fonti decantate da Giosuè Carducci e Lord Byron.

fonti del clitunno a campello

Il parco è bello e l’acqua delle fonti è freschissima…eppure, lo ammetto, le Fonti del Clitunno mi hanno un po’ delusa: probabilmente ai tempi di Lord Byron questa zona doveva avere un aspetto molto più “selvaggio” ma oggi tutto è fin troppo “ordinato”.

Non che ci fossero molti altri visitatori, a parte noi, e questo è stato sicuramente un bene ma non mi aspettavo la presenza di bar, ristorante, tavolini da picnic, e perfino un negozio di souvenir.

O forse, avevo ancora negli occhi la bellezza semplice e riservata del Tempietto del Clitunno.

lago delle trote a campello

A ricordarmi però che ci trovavamo solo a pochi chilometri di distanza sono state, manco a dirlo, le zanzare!

Nonostante tutta la moderna civilizzazione, le zanzare riescono sempre a farla da padrone. Siete avvisati!

NARNI SOTTERRANEA A NARNI

vicoli di narni

Quando ho preso in prestito la guida dell’Umbria alla Biblioteca di Impruneta, ho trovato al suo interno un volantino sul tour di Narni Sotterranea.

Non amo i tour organizzati e quindi all’inizio non l’ho considerato ma mentre pianificavo il viaggio, alcuni amici mi hanno assicurato che questa iniziativa non dovevo perderla.

Beh, cari amici, grazie, perchè posso dire che questa è stata la sorpresa più bella di Narni!

strade di narni

Narni si trova in provincia di Terni. Il borgo, arroccato su un colle, porta i segni della presenza romana anche se quel che rimane oggi risale soprattutto al medioevo.

Secondo una biografia dello scrittore Clive Staples Lewis, pare che Narni lo abbia ispirato nella scelta del titolo della saga da lui creata, Le Cronache di Narnia: l’antico nome di questo borgo infatti era proprio Narnia.

Ho letto la saga di Lewis molti anni fa ma non sono mai riuscita ad appassionarmi: in ogni caso, nome a parte, direi che non c’è molto altro che leghi Narni alla saga di Lewis.

Sono sincera, il borgo di Narni non mi ha particolarmente entusiasmata e non certo perchè sia priva di attrattive, anzi! Il suo centro storico è molto carino ma il continuo transitare di auto in uno spazio così piccolo, fa perdere parecchio del suo fascino.

chiesa di san francesco a narni

Ci sono delle vere bellezze, come la chiesa di San Francesco; eppure l’unico museo che abbiamo avuto tempo di visitare, il Museo Civico, nonostante abbia reperti di tutto rispetto, mi ha lasciata senza parole per la totale assenza di una qualsiasi forma di allestimento.

In ogni caso, la visita a Narni vale sicuramente per Narni sotterranea.

ingresso narni sotterranea

Narni sotterranea si presenta come un semplice tour, organizzato e gestito dall’associazione Subterranea. Il punto di partenza è nei Giardini di San Bernardo: una volta entrati, sulla destra trovate il cancello e le scale che consentono di raggiungere la sede dell’associazione e la biglietteria.

Ad orari prestabiliti parte il tour: è bene quindi informarsi tramite il loro sito internet. La nostra visita è durata oltre un’ora.

In attesa della partenza si può curiosare nella stanza adibita a museo: è qui che si comincia a capire qualcosa di più di Narni sotterranea. Non solo un tour alla scoperta dei sotterranei della basilica di San Domenico ma una sorta di vero e proprio viaggio nel tempo.

museo narni sotterranea

Il viaggio di Narni Sotterranea ha inizio esattamente quarant’anni fa, nel 1979, quando un gruppo di amici appassionati di speleologia e archeologia ha scoperto, per puro caso, l’accesso ad alcuni locali del XII sec d.c.

cappella di narni sotterranea

E’ stato l’inizio della riscoperta non solo degli ambienti della Basilica di San Domenico, che si snodano nei sotterranei di Narni,ma anche delle storie ad essi legate: un intreccio di vicende che parte dai romani per superare il periodo dell’Inquisizione e arrivare fino ai nostri giorni, in un salto geografico che va dall’Italia all’Irlanda.

stanza inquisizione a narni sotterranea

Il percorso di Narni Sotterranea è ancora oggi ben lontano dall’essere compiuto e viene portato avanti dall’entusiasmo e dalla volontà dell’associazione, che ha avuto in gestione questi ambienti dal Comune.

Da scoprire infatti sotto Narni pare ci sia ancora molto!

segreta a narni sotterranea

Durante il tour di Narni Sotterranea non è possibile fare fotografie: le tre che vedete qui sopra sono di Marco Santarelli e mi sono state inviate dall’associazione, che ringrazio per la disponibilità.

All’inizio ero un po’ contrariata ma dopo aver fatto il tour ho capito che le foto non renderebbero l’idea di cosa sia Narni sotterranea: un viaggio adatto a tutti, grandi e piccini, perchè fa leva su alcuni dei tratti tipici della natura umana come la curiosità, la scoperta e la voglia di conoscenza.

Proprio in questi giorni è stato annunciato un nuovo percorso sotterraneo a Narni, che partirà ad aprile: Narni Adventures, un percorso avventura tra ponti tibetani, arrampicate e teleferica allestito in un locale sotterraneo del 1200.

Chissà, potrebbe essere una buona occasione per tornare!

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3 Responses to Dall’Ipogeo dei Volumni a Narni sotterranea: l’Umbria inaspettata

  1. Giuseppe Reitano 4 Marzo 2019 at 18:03

    Narni Sotterranea era piaciuta molto anche a noi; stupidamente mi ero dimenticato di consigliartela…
    Grazie mille per questi altri utili consigli per la prossima gita in Umbria.
    Besos
    ↓seppe

    Rispondi
    • Ylenia Caioli 4 Marzo 2019 at 18:39

      E invece tu sei stato proprio uno di quelli che me l’hanno consigliata 🙂
      Mi ricordo di te e di Stefano di Genova:
      senza di voi l’avrei proprio ignorata.

      Quindi grazie a te Giuseppe 😉

      Rispondi
  2. Anna Maria 11 Marzo 2019 at 10:29

    Leggere la vostra pagina e’ come fare un viaggio, aumenta la curiosita’ di visitare il posto e gia’ si arriva preparati per cosa visitare

    Rispondi

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