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 Ylenia Caioli

Tre giorni ad Atene con Giuseppe, Alessandra e Elena

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monastiraki e acropoli_alessandra malatesta

Ci sono commenti che meritano più spazio della coda di un post, ecco perchè ho deciso di inaugurare la nuova rubrica “Istantanee“, dedicata ai racconti di viaggio dei lettori di Reporter in Viaggio.

L’idea mi è venuta dopo aver letto il resoconto sul viaggio di tre giorni ad Atene, fatto da Giuseppe con sua moglie Alessandra e la figlia Elena, e lasciato come commento sul blog.

Ho deciso quindi di trasformarlo e pubblicarlo come post, inaugurando così un nuovo spazio su Reporter in Viaggio, che spero possa essere ulteriore occasione di confronto e scambio di idee!

Ecco quindi la tre giorni ad Atene raccontata da ↓seppe Guernica Reitano, con le bellissime foto di sua moglie Alessandra Malatesta!

Tre giorni ad Atene con Giuseppe, Alessandra e Elena

Hola Ylenia,

siamo appena tornati dalla nostra breve, troppo breve, tre giorni ad Atene che già ci manca moltissimo. Vado con un velocissimo resoconto delle nostre impressioni.



I^ Giorno: Volo Ryan Air da Roma Ciampino ad Atene con partenza giovedì 30 aprile alle 6:15 (e conseguente alzataccia fantozziana alle 4:00 del mattino).

Ad accompagnare il viaggio mi sono portato i libri “Difesa a zona” e “Si è suicidato il Che”, rispettivamente secondo e terzo volume della serie delle indagini del Commissario Kostas Charitos, di Petros Markaris. La scelta non è casuale: i romanzi del Commissario Charitos sono ottimi gialli ambientati ad Atene, e già questo sarebbe sufficiente per averli scelti come “colonna letteraria” del viaggio, con il di più che la città stessa, con le sue strade, il suo traffico e il suo clima, è praticamente un personaggio vivo nella narrazione di Markaris (un po’ come la Marsiglia di Jean Claude Izzo).

museo nazionale Atene_Alessandra Malatesta

Atterriamo ad Atene intorno alle 9:00 ora locale (la Grecia è un’ora avanti rispetto a noi) e ingenuamente facciamo colazione all’Aeroporto scoprendo che ivi un cappuccino costa “solo” € 3,50..e vabbé. Per andare ad Atene abbiamo preso la linea 3 della Metro e il paragone con la metro di Roma è stato alquanto impietoso (a nostro sfavore).

Scendiamo a Piazza Syntagma e da lì ci dirigiamo al “nostro” residence Hapimag, alle spalle di Odos Filellinon e Odos Kidatinaion; lasciamo i bagagli, ci rinfreschiamo e via a zonzo per la Plaka.

Pranziamo accanto al Museo dell’Acropoli con degli ottimi (e molto economici) gyros pita di maiale e pollo e tzatziki all’ O Gyros Pou Gyrevis e poi ci incamminiamo alla volta di Odos Filellinon per prendere il pullman che ci porterà a Capo Sounio.

Due ore di pullman passate un po’ a pennicare per recuperare l’alzataccia e un po’ ad ammirare i panorami che la costa attica ci offre per poi, una volta arrivati, godere della bellezza di questo promontorio a strapiombo sul Mar Egeo con il Santuario di Poseidone che si erge sulla sua cima (altro che “solo quattro colonne”…).

capo sunio_Alessandra Malatesta

Purtroppo non ci siamo potuti fermare per vedere il tramonto, che era stimato per le 20:15 (l’ultimo pullmann di ritorno in ogni caso partiva alle 20:00) e così alle 18:00 ci siamo rimessi in strada con direzione Atene.

Il ristorante c’è ancora, ma non posso soddisfare la tua curiosità sulla bontà delle loro portate perché appunto non ci siamo fermati lì a cena (inoltre non sono riuscito a capire quale sia il nome: l’insegna porta la sola dicitura Estiatorio, che, come ho scoperto in questa vacanza, vuol semplicemente dire ristorante in greco).

Ultima riflessione: il pullman per Capo Sounion costa 6,30 € a persona a tratta, per cui se si è in un piccolo gruppo potrebbe valere la pena noleggiare una macchina e svincolarsi così dagli orari dei pullman (per di più sulla costa ho visto molti ristoranti di pesce che sembravano interessanti).

vista da capo sunio_Alessandra Malatesta

Per la cena, data la stanchezza, abbiamo scelto il ristorante più vicino al residence ovvero la Taverna Saita: molto cordiali e simpatici, ma cibo non eccezionale (sia la moussaka che i calamari fritti erano un tantino bruciacchiati) e poi la cucina non mi ha propriamente dato l’impressione di essere “a norma” (era costantemente invasa da un fumo molto denso).

II^ Giorno: Venerdì mattina colazione con giaoúrti me meli kai karìdia (yogurt con miele e noci) e poi salita al Licabetto; scesi di nuovo in città avremmo voluto passare per i Giardini Nazionali, ma erano chiusi per le manifestazioni del 1 maggio, per cui ci siamo diretti allo Stadio Panathenaico e poi, passando davanti allo Zappeion, al Tempio di Giove Olimpo (che abbiamo ammirato solo da fuori) e all’Arco di Adriano.

stadio panathenaico_Alessandra Malatesta

Siamo andati a pranzo al pub Old School da te consigliato (il posto ci è piaciuto tantissimo sotto ogni punto di vista, infatti ci siamo tornati anche il giorno dopo): tutto ottimo dalla cho̱riátiki̱, l’insalata greca, ai vari tzatziki, souvlaki etc. Assolutamente da provare la Salàta Tòn Theòn o Gods Salad, molto simile alla nostra Caesar Salad ma con una salsa a base di senape e miele, e, se vi piace l’aglio, la skordalià, praticamente patate lesse schiacciate insieme ad una rilevante quantità di aglio.

caesar salad_Alessandra Malatesta

Nel pomeriggio giro turistico della città su uno degli autobus city-sightseeing e poi passeggiata serale a Monastiraki con cena da Thanasis (buono da mangiare, ma un tantino scostante l’accoglienza, almeno da parte del cameriere che ci è toccato in sorte; anche all’Old School hanno un traffico notevole di turisti, ma non ci siamo assolutamente sentiti un numero, anzi siamo stati trattati con grande cortesia e direi anche amichevole confidenza).

Per chiudere la serata vino Retsina (indissolubilmente legato alla Grecia) ammirando l’Acropoli dal terrazzo del residence.

Nel bilancio alcolico della vacanza ci sono state anche alcune pinte di Mithos e una di Alpha, entrambe birre greche; decisamente più buona la Mithos.

III^ Giorno: Sabato ultimo giorno e nell’ordine: Museo dell’Acropoli (veramente bello e ben organizzato; anche la struttura moderna non stona con il contesto, anzi vi si inserisce molto bene); pranzo all’Old School; Teatri di Dioniso e di Erode Attico; Acropoli (un’emozione che non svanisce ogni volta che ci si torna); Antica Agorà e Cambio della Guardia degli Evzones al Milite Ignoto in Piazza Syntagma.

antica agora atene_Alessandra Malatesta

Poi mestamente di nuovo linea 3 della metro fino all’aeroporto con il magone per le tante cose non viste.

Conclusione: tre giorni ad Atene non bastano assolutamente, ci dovremo tornare quanto prima!!!

↓seppe Guernica Reitano

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2 Responses to Tre giorni ad Atene con Giuseppe, Alessandra e Elena

  1. Ylenia Caioli 11 maggio 2015 at 17:25

    Devo dire che mi fa un certo effetto commentare per prima un post sul mio blog 😀
    Grazie ↓seppe per aver accettato di farmelo pubblicare!

    Wow…in 3 giorni avete visto davvero tanto!!! E complimenti a vostra figlia che ha tenuto il passo: la state educando bene direi 🙂

    Sono davvero contenta che ti sia trovato bene all’Old School! Per Thanassis, è vero che è decisamente più “spartano” soprattutto nel servizio: personalmente non mi è dispiaciuto ma se lo paragoni con l’Old School ovviamente ci perde…considera però che hanno anche molte più persone alle quali stare dietro (se non ricordo male, era più grande e non di poco). Mi segno invece O Gyros Pou Gyrevis per un prossimo soggiorno 😉

    Concordo anche sulla possibilità di affittare l’auto per Capo Sunio, al posto del pullman: di sicuro lascia molto più liberi di goderselo!

    E soprattutto non posso che concordare sul fatto che 3 giorni non possono bastare per scoprire questa meravigliosa città 🙂

    Rispondi
  2. ↓seppe (che si legge Giù - seppe) 11 maggio 2015 at 17:53

    Grazie a te Yle per aver inaugurato la nuova sezione di Reporter in viaggio con il racconto del nostro viaggio; non ti nascondo che la cosa mi fa sentire molto orgoglione!!!
    ↓seppe

    Rispondi

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