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 Ylenia Caioli

Tokyo: viaggio tra modernità e tradizioni del Giappone

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Tokyo, ShibuyaIl primo impatto con il Giappone avvenne a Tokyo, la sua capitale, dove arrivammo nei giorni in cui si abbatteva il tifone Man-Yi: fu un battesimo di fuoco, e non tanto per il tifone (normale in estate e comunque non troppo violento) o per il terremoto di 6.8 gradi Richter che due giorni dopo il nostro arrivo, oltre a svegliarmi, provocò una fuga radioattiva nella centrale di Kashiwazaki nella prefettura di Niigata (niente a che vedere con Fukushima), quanto soprattutto per il tipo di città che mi trovai davanti.

ShibuyaNonostante fossi cresciuta leggendo manga e conoscessi un po’ di cultura giapponese l’immagine che mi ero fatta del Giappone era quella di un paese molto più legato alle sue tradizioni (molto “miyazachiano” insomma) mentre la Tokyo che mi trovai davanti assomigliava più ad un luna park del consumismo!

Palazzi accatastati l’uno vicino all’altro, con campi da calcio incastrati ai piani alti e garage dove le auto vengono “accatastate” grazie a meccanismi super tecnologici (tutto per guadagnare spazio); lunghe strisce di asfalto con file chilometriche di auto (non è vero che in Giappone il trasporto merci avviene via ferrovia!); grattacieli pieni di negozi che vendono di tutto e a tutte le ore; una caotica moltitudine di individui che corrono, ordinati, da una parte all’altra di questa metropoli di cemento: ecco come si presentò Tokyo!

ingresso meiji jingu

Quà e là spuntava un parco, anche bello, con un antico tempio, all’interno del quale trovare un po’ di pace: la sensazione che si provava però era che di spiritualità nei templi ce ne fosse ben poca, soppiantata da un abbondante dose di “materialismo” che si concretizzava in veloci gesti rituali e nell’immancabile banco dove acquistare l’amuleto di turno (colori diversi per “grazie” diverse).

Insomma, non nego che la prima impressione del Giappone che ricevetti da Tokyo fu un pugno nello stomaco; nel corso del viaggio però mi resi conto di come  questa città rappresenti solo uno degli aspetti di questo poliedrico paese…sì perchè il Giappone è senza dubbio il paese più complesso tra quelli nei quali mi sia capitato di viaggiare fino ad oggi.

Modernità e Tradizione a TokyoMi viene in mente il simbolo del tao (anche se è cinese) con l’unione degli opposti, ying e yang: modernità e tradizione, spiritualità e materialismo, cemento e natura..il Giappone è un insieme di opposti, affascinante e nello stesso tempo difficile da penetrare per un gaijin (straniero).

L’impressione che ho avuto è che Tokyo rappresenti una parte di un insieme che però fa fatica a trovare la propria “armonia”..in ogni caso l’impatto per uno straniero è forte.

Nei primi giorni del nostro soggiorno Giovanna, la persona che ci ospitava, fu quindi per noi davvero insostituibile perchè ci aiutò ad ambientarci; scoprimmo presto infatti che parlare l’inglese non sarebbe servito dato che, per strada, lo parlavano davvero in pochi e che era invece molto più utile usare un linguaggio “universale” come quello dei segni (mimare cioè quello che volevamo chiedere)

Cartelli della ferrovia a TokyoScoprimmo anche i giapponesi sono persone estremamente cortesi e disponibili ma hanno un difetto: non vi diranno mai che non hanno capito qualcosa con il rischio di darvi indicazioni sbagliate. Ed è vero che la tecnologia di questo paese vi lascerà a bocca aperta ma se per caso, provate a chiedere qualcosa che va al di là della “normale routine”, rischiate di mettere tutti in difficoltà.

Piano piano iniziammo ad abituarci a questo mondo così diverso dal nostro: grazie a Giovanna conoscemmo anche molti altri italiani che in quel periodo viveva a Tokyo, persone davvero in gamba, come Marco, Pietro e Nando, con i quali avemmo modo di apprendere qualcosa di più della vita degli stranieri a Tokyo.

Serata al Sin di Tokyo con Marco ScardigliNelle quasi due settimane che trascorremmo a Tokyo, ovviamente, avemmo occasione di visitare diverse zone di questa città, cercando di coniugare i nostri personali interessi con la scoperta dei luoghi più famosi. Ecco quello che mi è rimasto impresso!

HARAJUKU: TEMPLI E COSPLAY

Stazione di HarajukuIl quartiere di Harajuku era il quartiere dove si trovava l’appartamento di Giovanna e abbiamo avuto occasione di visitarlo bene.

E’ famoso soprattutto per Takeshita Dori, la lunga e colorata via dove si trovano, caffè e negozi di abbigliamento di vario genere, e dove è facile incontrare le Harajuku Girls, ragazze vestite con abiti stravaganti che nel weekend si danno appuntamento davanti all’ingresso del parco di Yoyogi.

harajuku girls a tokyoVicino a Takeshita Dori c’è Omotesando, zona più chic, dove si trovano i negozi delle grandi marche e i caffè alla moda: due mondi opposti e così vicini.

Se siete da queste parti e avete voglia di un caffè c’è il “Sol Levante”, in una contrada di Aoyama-dori: quando ci siamo state noi, ci lavorava Nando, un ragazzo di Roma davvero simpatico e divertente ma credo che anche lui sia poi tornato in Italia come Giovanna.

Sol Levante a TokyoAd Harajuku abbiamo visitato anche il delizioso Museo di Ukyio-e, tradizionale arte giapponese della pittura del periodo Togukawa. Il museo raccoglie un’ampia collezione di quest’arte giapponese, di cui l’esponente più famoso è Katsushika Hokusai (conoscete “La Grande Onda”?)

E poi ci sono il bellissimo Parco di Yoyogi e il Meiji Jingu, cuore di Harajuku.

MEIJI JINGU: IL SANTUARIO MEIJI

meiji jingu a Tokyo Il Meiji Jingu e’ uno dei più importanti santuari di Tokyo ed è stato anche il primo che abbiamo visitato.

Si trova nel Parco di Yoyogi, dietro alla stazione ferroviaria: da casa di Giovanna potevamo arrivarci tranquillamente a piedi. E’ aperto per buona parte della giornata, con orario diverso a seconda della stagione.

Il Parco di Yoyogi è bellissimo e si estende per 700.000 metri quadri; ai margini si trova anche il Yoyogi National Gymnasium (Palazzo dello sport) ideato dall’architetto Kenzo Tange (che adoro da quando lo studia per l’esame di terza media).

All’ingresso del tempio facemmo conoscenza con il rito della purificazione: prima cioè di entrare in ogni tempio giapponese occorre sciaquarsi le mani e la bocca, in segno di rispetto per le divinità

Tempio Meiji- fonte per purificazioneIl Tempio Meiji è di culto scintoista ed è dedicato all’Imperatore Meiji e alla consorte; fu interamente ricostruito dopo la seconda guerra mondiale, come molti dei Templi e Palazzi a Tokyo.

Nel Tempio Meiji non è insolito imbattersi in matrimoni con rito shintoista, come quello che avemmo la fortuna di incrociare anche noi.

Matrimonio scintoista al Tempio MeijiSENSO-JI: IL TEMPIO DI KANNON AD ASAKUSA

senso-jiAl primo impatto il Senso-Ji più che un tempio buddista sembra un grandissimo bazar, almeno nella sua parte iniziale!

Il Senso-Ji (o Tempio di Kannon) si trova nel quartiere di Asakusa ed è dedicato alla dea Kannon, divinità buddista della misericordia

Porta del Tuono al Senso-JiLa porta del tuono e’ l’ingresso principale, con le due statue ai lati e l’enorme lanterna con l’effige del dragone.

Passata la porta, troverete una lunga via commerciale, la Nakamise dori, costituita da piccole botteghe di ogni tipo, dall’artigianato vero e proprio alla paccottiglia turistica.

Terminata la Nakamise Dori si arriva al Tempio di Kannon: qui oltre alla fonte per purificare mani e bocca, si trova anche un grande calderone di incenso.

Si dice che respirare il fumo dell’incensiere faccia bene alla salute

I giardini del Tempio di Kannon sono molto belli, con i canali e i piccoli altari.

SHIBUYA: IL CUORE COMMERCIALE DI TOKYO

tokyoSe c’è un quartiere che ben rappresenta la Tokyo moderna, questo è Shibuya: di sicuro l’avrete visto rappresentato in quasi tutti i film su Tokyo.

E’ una zona prettamente commerciale, dove si trova ogni genere di negozio e dove si svolgono eventi mondani.

selezione idolAppena fuori dalla stazione ferroviaria, si trova una statua che raffigura un cane in attesa: prima che Richard Gere lo rendesse famoso in europa, il cane Hachiko qui era già un’istituzione, a rappresentare la fedeltà tra cane e uomo.

NHKA Shibuya si trova anche la sede dell’ Nhk, la Tv giapponese: per visitarla esistono dei tour appositi ma grazie a Naoko una giornalista giapponese amica di Elena, noi potemmo fare una visita esclusiva agli uffici della redazione.

TSUKIJI FISH MARKET  

Tsukiji Fish Market a TokyoLo Tsukiji Fish Market, o mercato del pesce di Tokyo e uno dei luoghi più famosi: è il cuore del mercato del pesce e per il paese che ha esportato il sushi in tutto il mondo, si capisce quanto sia importante.

La visita è gratuita ma per poter assistere alle trattative occorre mettere la sveglia molto presto: in teoria si dovrebbe essere li almeno per le 5. Noi non c’è la facemmo e arrivammo verso le 8 del mattino perdendo così la parte della contrattazione per la vendita dei tonni, che dicono essere la più caratteristica.

Contrattazione TonniOgni venditore ha un proprio spazio dove mettere in mostra il pescato. Anche le donne partecipano al lavoro, di solito svolgendo il ruolo di contabili dentro piccoli gabbiotti.

Il mercato è un luogo caotico dove occorre stare attenti, soprattutto ai piccoli mezzi a motore che servono a spostare le merci e che circolano all’interno a forte velocità: è sempre bene ricordare che qui le persone lavorano e mettersi nel mezzo per fare fotografie può intralciarli.

Regole visitatoriUENO E LO UENO KOEN (PARCO DI UENO) 

Ueno KoenUeno è uno dei distretti di Tokyo, famoso soprattutto per il suo Ueno Koen ovvero il Parco di Ueno

Il Parco è molto bello: viali alberati, verde, un grande lago con barche a forma di cigno (piuttosto kitch) e fiori di loto.

Parco di UenoMa Ueno Koen è tristemente famoso anche per altro: qui infatti abita una delle più grandi comunità di senzatetto di Tokyo, persone che hanno perso il lavoro o che comunque sono uscite dai “meccanismi della società giapponese”.

senza tetto UenoQuello che mi stupì di più di questa realtà era il modo in cui queste persone vivevano: durante il giorno infatti ognuno accatasta i propri beni (tenda, materasso o altro) dentro alcuni recinti dove vengono coperti da teli di plastica, così da lasciare il parco libero per le visite dei turisti o degli altri giapponesi.

depositi parco uenoNon è difficile notare la comunità di senzatetto: per lo più sono uomini di mezza età che durante il giorno siedono sulle panchine o ai lati dei viottoli, in attesa della sera quando riprendono le loro cose e ridiventano i padroni del parco.

tenda nel parco di uenoDevo dire che Ueno è un quartiere che a me è piaciuto molto, perchè mi ha permesso di vedere un’aspetto meno “turistico” di Tokyo.

Se capitate da queste parti e avete fame, vi consiglio di fare poi un salto nei ristorantini giapponesi che si trovano sotto la ferrovia!

ristoranti uenoNon sono i classici locali da turisti, anzi, ma si mangia davvero bene e si spende poco…e chissà che non vi capiti di farvi offrire la cena da un famoso Idol giapponese (ex membro degli Smap), come accadde a noi!

TOKYO TOWER: GUARDANDO TOKYO DALL’ALTO

Tokyo TowerAd essere sincera non ero molto convinta di salire sulla Tokyo Tower: non era una delle attrazioni che mi interessavano particolarmente ma dopo aver trascinato Elena a vedere la mostra di Captain Tsubasa non potevo dirle di no…e alla fine la visita si rivelò molto piacevole (essendo una ben nota ammiratrice delle grandi altezze)

La Tokyo Tower è nata come imitazione della Tour Eiffel: è alta circa 333 metri e assolve al ruolo di antenna per i ripetitori dei principali network di Tokyo.

Osservatorio della Tokyo TowerCi sono diversi modi per raggiungerla (sia via metro che via ferrovia) e l’ingresso è ovviamente a pagamento.

baia di TokyoDall’Osservatorio si gode un’ampia vista su tutta Tokyo e la sua baia.

IMPERIAL PALACE E GIARDINI DELL’IMPERATORE

Giardini Imperial PalaceL’Imperial Palace è la residenza dell’imperatore del Giappone: il palazzo e i suoi dintorni sono visitabili solo un giorno all’anno, il 2 gennaio.

Imperial PalaceDurante il resto dell’anno è possibile visitare solo parte del parco: la visita merita comunque perchè il parco è un lungo davvero bello.

Giardini Palazzo ImperialeQuello che mi colpi particolarmente furono le rovine dell’antico castello della famiglia imperiale (datato al 1630 circa), che si trovano al centro di un grande prato verde.

Base antico palazzo imperialeE’ rimasta solo la base rinvenuta dagli archeologici, ma le pietre che la compongono mi ricordavano molto le rovine inca di Sacsayhuaman, che avevo visto alcuni anni prima in Perù!

AKIHABARA: TRA TECNOLOGIA E MANGA

AkihabaraAkihabara è il quartiere tecnologico per eccellenza e quello definito più Otaku di tutta Tokyo!

Camminando per i suoi vicoli troverete venditori di tutto quello che è tecnologico: dal ed è transistor a videogiochi o consolle…insomma un vero e proprio mercato dell’high tech!

negozio ad AkihabaraE anche il quartiere dove si concentrano molti dei negozi di manga: e quando parlo di negozio intendo, ovviamente, interi grattacieli pieni di manga, anime e gadget

manga e gadgetRicordo però che molto del materiale che si trovava nei manga shop era soprattutto legato alle uscite più recenti: se come noi, invece, siete affezionati ai gadget di serie storiche o comunque anni 80 meglio dovete cercare in negozi più piccoli e “amatoriali”!

LA TOKYO BY NIGHT

Tokyo by nightDi giorno Tokyo e un caotico magma di gente che corre in ogni direzione; la notte però tutto cambia ed è possibile apprezzare altri aspetti, soprattutto nelle zone meno commerciali!

Ricordo che qualche giorno dopo il nostro arrivo, sballate anche dal fuso orario (che qui si fa sentire) una notte facemmo una lunghissima passeggiata a a piedi.

Per le strade di TokyoPartimmo da Rappongi, quartiere notturno, dove si trova anche il famoso ristorante Gonpachi, famoso perchè alla sua struttura si ispirò Tarantino per la scenografia di una delle scene più famose di Kill Bill (provatelo perchè si mangia davvero bene e si spende il giusto) e attraversammo la città per raggiungere la casa di Giovanna.

Tra strade deserte e grattacieli illuminati sobriamente, abbiamo attraversato il cimitero di Aoyama, accompagnate solo dal cracchiare dei corvi (che in giappone sono davvero grandi!)…molto suggestivo!

alba a tokyoGiunte a casa ci godemmo l’alba..è uno dei ricordi più suggestivi di quella permanenza a Tokyo.

Se avete occasione, approfittate per dare uno sguardo anche alla Tokyo by night!

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2 Responses to Tokyo: viaggio tra modernità e tradizioni del Giappone

  1. Mauro 6 gennaio 2016 at 13:50

    leggendo la vostra esperienza mi avete affascinato

    Rispondi
    • Ylenia Caioli 7 gennaio 2016 at 10:04

      Ciao Mauro,
      grazie per il tuo commento!
      Sono felice che il post ti sia piaciuto: spero di avere presto il tempo per proseguire il racconto di questo viaggio 😉

      Rispondi

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