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 Ylenia Caioli

Da Scicli a Punta Secca: la Sicilia di Montalbano e non solo!

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la sicilia di montalbanoA volte mi capita di percepire feeling con luoghi che non ho mai visitato: è qualcosa che va al di là della bellezza di un’immagine vista su un libro o in televisione, lo definirei più un mix di sensazioni che, se ho l’occasione, mi piace provare poi a verificare, recandomi fisicamente in quei luoghi.

Punta secca, in Sicilia, è uno di questi. A molti, forse, questo nome dirà poco ma se lo sostituisco con quello di Vigata e lo unisco a Montalbano, il quadro apparirà più chiaro.

Sto parlando infatti del borgo nel quale è stata ambientata la fiction Rai Il Commissario Montalbano.

Fin dalla prima volta che ho visto il panorama che affaccia dalla terrazza della casa di Montalbano ho pensato che avrei tanto voluto andarci. Ho dovuto attendere qualche anno ma alla fine, durante il viaggio in Sicilia, sono riuscita a trascinare il mio fidanzato fin nell’estremo lembo meridionale dell’isola!

Ho avuto così occasione di scoprire un angolo di Sicilia meraviglioso, appena fuori i più classici circuiti turistici, dove mi piacerebbe molto tornare: la provincia di Ragusa e dintorni.

ANDREA CAMILLERI E LA SICILIA DI MONTALBANO

Il commissario Montalbano è una fiction tratta dai libri di Andrea Camilleri, scrittore siciliano originario di Porto Empedocle.“La forma dell’acqua”, primo libro con protagonista Salvo Montalbano, è stato pubblicato nel 1994: ne sono seguiti altri 40, a testimonianza del successo di quello che è diventato, probabilmente, il commissario più famoso d’Italia.

Nel 1998 sono iniziate anche le riprese della fiction Rai, da un’idea dello stesso Camilleri: ad oggi si contano 30 episodi suddivisi in 11 stagioni, per la regia di Alberto Sironi.

Il commissario Montalbano è uno di quei rari casi nei quali la tv mi ha fatto conoscere un personaggio letterario: ho letto un solo libro di Camilleri “La luna di carta”, mentre ho visto praticamente tutte le puntate della fiction, che mi sembrano molto fedeli ai libri (almeno per l’episodio in questione); e forse è questo uno dei segreti del loro successo.

La città dove vive e lavora il commissario Montalbano è Vigata: nonostante all’ingresso di Porto Empedocle troneggi un cartello sul quale è scritto che quella è Vigata, Andrea Camilleri ha più volte ribadito che il luogo non esiste, è solo un’invenzione di fantasia, così come la provincia di Montelusa.

La fiction tv ha saputo rendere omaggio a questa invenzione, scegliendo di ricreare Vigata non in un unico luogo fisico ma in più ambienti: da Ragusa a Modica, da Sampieri a Ragusa Iblea fino a Donnafugata, sono tanti i luoghi della cosìdetta Sicilia di Montalbano.

Ne è scaturita un’incredibile forma di promozione turistica della provincia di Ragusa e dintorni, che ha fatto conoscere luoghi meno noti di questa stupenda isola, identificandola proprio con la Sicilia di Montalbano.

Tra questi ci sono la città di Scicli e il borgo di Punta Secca: ed è qui che mi sono recata.

LA SICILIA DI MONTALBANO: SCICLI E IL COMMISSARIATO DI VIGATA
Quando ho visto Scicli per la prima volta sono rimasta a bocca aperta: dopo aver guidata da Santa Croce Camerina per circa 40 minuti sulle strade strette della Sicilia sud-orientale, accompagnata da un paesaggio brullo e secco, all’improvviso davanti a me si è aperta un’ampia valle, con una città adagiata al suo interno.

Scicli sorge infatti nella valle che dai Monti Iblei si estende fino al mare. Bella e calzante è la descrizione che ne ha fatto Elio Vittorini nel romanzo, pubblicato postumo, “Le città del Mondo”, definendola “forse la più bella città del mondo”:

“La città di Scicli sorge all’incrocio di tre valloni, con case da ogni parte su per i dirupi, una grande piazza in basso a cavallo di una fiumara, e antichi fabbricati ecclesiastici che coronano in più punti, come acropoli barocche, il semicerchio delle altitudini..”

Abbiamo lasciato l’auto in via Tagliamento, non lontano dal centro storico, in una zona dove è possibile parcheggiare gratuitamente, e da qui ci siamo incamminati verso Piazza Italia, il cuore di Scicli.

Tra Piazza Italia e via Anita Garibaldi abbiamo trovato l’info-point: purtroppo chi avrebbe dovuto parlarci di Scicli per farcela conoscere un po’ meglio non aveva alcuna voglia di farlo..peccato, perchè avendo pochissimo tempo a disposizione ci avrebbe fatto comodo.

Se siete curiosi, qualcosa potete trovare sul nuovo sito della Regione Sicilia.

Noi ci siamo arrangiati e abbiamo iniziato dando uno sguardo alla chiesa di Chiesa di San Bartolomeo Apostolo, che si trova poco distante da piazza Italia ed accoglie i visitatori con la sua elegante struttura barocca: la chiesa risale al XV sec.

Dopo averla visitata, abbiamo iniziato a salire per le strade che si inerpicano verso la parte alta del borgo antico: molto del fascino di Scicli, secondo me, sta proprio in queste sue sue viuzze strette ed erte.

La nostra meta era la chiesa di San Matteo, monumento simbolo di Scicli: la chiesa sorge infatti nel punto più alto della città.

La salita è tosta, soprattutto se fatta a passo svelto, ma ne vale la pena perchè da qui si gode un fantastico panorama sulla valle.

Un post condiviso da Ylenia Caioli (@reporterinviaggio) in data:

La chiesa di San Matteo è la più antica di Scicli ed è stata cattedrale fino al 1874, quando questo titolo è passato alla chiesa di Sant’Ignazio (attuale Chiesa di san Guglielmo).

Da allora la chiesa di San Matteo è stata praticamente abbandonata, e nonostante un fallimentare tentativo di restauro negli anni ’90, a tutt’oggi è piuttosto degradata: vetri in frantumi, calcinacci, tegole rotte e incuria generale sono le caratteristiche che saltano subito all’occhio!

E’ un vero peccato che invece di valorizzare, proteggere e promuovere bellezze come queste, le si abbandonino a se stesse. Sono scelte politiche che non ho mai capito e che in questo caso sono addirittura assurde, se si pensa che il centro storico di Scicli è patrimonio Unesco dal 2002.

Scesi nuovamente nel centro storico abbiamo proseguito su via Nazionale fino a raggiungere la piazza del Municipio: è qui che la fiction Rai ha ambientato la sede del commissariato di Vigata, dove Montalbano ha il proprio ufficio.

Purtroppo non abbiamo potuto entrare nel Municipio o vedere altro di Scicli: il tempo che avevamo inizialmente calcolato per vedere solo i luoghi del commissario Montalbano è risultato del tutto insufficiente per visitare tutto quello che questa città ha da offrire!

Dalle numerose chiese barocche alle architetture civili fino ai siti archeologici: Scicli è stata infatti abitata fin da epoche remote, soprattutto nelle zone dei Monti Iblei e, come ho scoperto successivamente, nei dintorni della città si trovano diversi insediamenti rupestri, come quello di Grotta Maggiore, oltre all’area archeologica di Cancellieri e al sito di Chiafura.

Spero di avere quindi l’occasione di tornarci per finire di visitarla.

LA SICILIA DI MONTALBANO: PUNTA SECCA E LA CASA DI MARINELLA
Il minuscolo borgo di Punta Secca si trova a pochi chilometri da Santa Croce Camerina. Pare che il nome derivi da una secca di scogli che affiora davanti alla spiaggia. E’ un luogo chiave nella Sicilia di Montalbano perchè qui la fiction Rai ha ambientato la casa di Montalbano, a Marinella.

Il centro di Punta Secca è chiuso al traffico: noi abbiamo lasciato l’auto in corso Aldo Moro, in un piccolo parcheggio e abbiamo proseguire a piedi.

Appena arrivata ho notato subito due cose: la prima è l’aria fresca e pulita che invita a respirare a pieni polmoni, dovuta probabilmente al vento che qui soffia spesso; la seconda è che questo borgo deve davvero molto alla fiction del commissario Montalbano, come dimostrano le poche attività presenti.

Dai bar, ai ristoranti, alle tabaccherie, ovunque troneggiano nomi e souvenir legati al personaggio creato da Andrea Camilleri.

Pochi passi a piedi e si arriva subito al luogo dove è stata ambientata la casa di Montalbano, a Marinella: la struttura oggi è un B&B, dove è possibile soggiornare quando non sono in corso le riprese della fiction.

Avevo provato a prenotare, con qualche giorno di anticipo, ma purtroppo la struttura era già al completo.

Avevo provato anche a chiedere se era possibile fare solo qualche foto dalla famosa terrazza ma mi è stato risposto che la struttura è riservata esclusivamente agli ospiti: inizialmente ci sono rimasta male, lo ammetto, ma quando sono arrivata sul posto ho capito il perchè di questa disposizione.

Gli appassionati della fiction di Montalbano sono tanti e la “casa del commissario” è un richiamo a cui è difficile resistere: foto e selfie continui rischiano davvero di risultare invadenti per chi è ospite della struttura, anche solo rimanendo all’esterno.

Dato che non ho mai sopportato l’invadenza, ho atteso pazientemente di poter fare qualche scatto senza disturbare nessuno…anche perchè la vera meraviglia non è la terrazza bensì la spiaggia e il suo mare, e quelli, per fortuna, sono a disposizione di tutti!

Ne abbiamo così approfittato per passeggiare e goderci un po’ questo piccolo paradiso: avrei voluto anche farmi una bella nuotata ma purtroppo, al solito, avevamo calcolato un tempo non sufficiente per godersi tutto con calma.

Abbiamo quindi proseguito nella nostra esplorazione di Punta Secca: accanto alla casa del commissario si trova la Torre Scalambri.

La torre costruita nel 1500 da Giovanni Cosimo Bellomo, nobile di Siracusa, faceva parte di un complesso sistema di difesa della costa, per contrastare le invasioni di navi turche e saracene.

Oggi al suo interno è stato aperto un bar dedicato…indovinate a chi?….Esatto! Montalbano!

Proseguendo sul lungomare, abbiamo raggiunto il faro di Punta Secca: progettato nel 1857 dal governo borbonico, è tutt’oggi attivo.

Si può dire che il faro è il cuore di questo borgo, insieme al porticciolo che sorge proprio davanti.

Poco più avanti si trova anche un’altro luogo della fiction de Il commissario Montalbano: è il ristorante Enzo a Mare, dove Salvo Montalbano si reca spesso a pranzo..e così abbiamo fatto anche noi!

Con vista sullo splendido mare di Sicilia abbiamo gustato un ottimo pranzo, a cominciare dall’Antipasto del Commissario.

E’ qui che ho avuto occasione di conoscere Sabrina, una simpaticissima veneziana, anch’essa appassionata di Montalbano, con la quale è scattata subito un’innata simpatia.

A lei devo la foto scattata poco prima di ripartire, mentre stavo contemplando quel mare meraviglioso e assaporando quella pace per l’ultima volta…sì, il feeling con Punta Secca è stato confermato!

LA SICILIA DI MONTALBANO: DAL CINETURISMO AL DISTRETTO DEGLI IBLEI
Devo molto alla fiction Il Commissario Montalbano perchè mi ha permesso di scoprire un angolo di Sicilia che probabilmente avrei ignorato.

Come me credo la pensino in tanti, come dimostrano i dati sul turismo in questa zona che negli ultimi anni sono in cresciti: per facilitare gli arrivi, dal 2007 l’aeroporto di Comiso è stato aperto ai voli civili mentre nel 2012 è nato anche il Distretto degli Iblei, il consorzio che promuovere questa destinazione turistica.

Il Distretto degli Iblei raccoglie i 12 comuni della provincia di Ragusa, oltre a Rosolino, Pachino e Portopalo (provincia di Siracusa), Vizzini, Grammichele, Licodia Eubea e Mazzarone (provincia di Catania) e prende il nome proprio dai Monti Iblei.

Se volete conoscere tutti i luoghi della Sicilia di Montalbano, potete fare una veloce ricerca su internet.

Vi consiglio però di andare al di là del solo “cineturismo”, perchè questo distretto ha davvero molto di più da offrire: mare, montagna, archeologia, cultura barocco, enogastronomia…insomma ce n’è per tutti i gusti.

Aspetto di non poco conto, queste bellezze non mi sembrano ancora così tanto conosciute: nonostante abbia visitato Scicli e Punta secca ad inizio settembre, mi sono sembrate molto meno affollate di altre località “più note” della Sicilia, come Palermo, Agrigento o Siracusa. Immagino, quindi, che in bassa stagione siano un vero paradiso!

Spero di avere occasione di tornarci molto presto!

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