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 Ylenia Caioli

#SalviamoPompei: da Twitter parte un appello alle Istituzioni

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salviamopompeiNon ricordo esattamente quanti anni avessi, forse meno di 6, ma sono certa che Pompei sia stato il primo sito archeologico che abbia mai visitato in vita mia e probabilmente mi ha un po’ segnato la vita.

Ricordo molto poco di quella visita, fatta con i mie genitori durante un viaggio verso la Calabria: un’immensa città, con piccole case di pietra e enormi ville, un dedalo di strade con enormi (ai miei occhi) blocchi di pietra nel centro (che venivano usati per passare da un alto all’altro della strada quando pioveva). E poi quei corpi nelle teche del museo, tutti bianchi e bloccati in pose plastiche, tanto simili a statue per una bimba…credo che la voglia di occuparmi di archeologia sia nata tra quelle pietre.

Ecco perchè mi sento legata a Pompei, sito diventato in un certo senso simbolo del patrimonio archeologico italiano: immenso e bellissimo ma troppo spesso dato per scontato e abbandonato invece che valorizzato e condiviso, per creare cultura.

E visto che ormai da anni la politica si “dimentica” di intervenire, per cercare di dare una mano a Pompei ho deciso di condividere l’iniziativa #SalviamoPompei lanciata in questi giorni dagli Indivanados!

Chi sono gli Indivanados? Io li ho incontrati su Twitter: si potrebbero definire un’evoluzione 2.0 degli Indignados, semplici cittadini, messi insieme da questo account, che si ritrovano su questo social per commentare e confrontarsi su fatti di politica, spesso legati a trasmissioni tv.

Sono stati loro a lanciare il 10 marzo scorso, dopo l’ennesimo crollo a Pompei, il tweetstorm #Salviamo Pompei: in 2 ore, dalle 21 alle 23, sono stati lanciati oltre 13.000 tweet per chiedere di salvare questo importante pezzo del patrimonio culturale dell’Italia (e non solo!).

tweetstorm salviamopompeiMa l’iniziativa non si è fermata qui e così in questi giorni è arrivata anche la lettera aperta #SalviamoPompei: una lettera indirizzata al premier Matteo Renzi, al ministro della cultura Franceschini e ai principali referenti delle Istituzioni e degli Enti che si occupano del sito archeologico, per chiedere che vengano messi in atto da subito interventi per la messa in sicurezza dell’area e per l’attuazione del Grande Progetto Pompei che dovrebbe ridurre il rischio idrogeologico e consolidare le strutture.

Inoltre, nella lettera, vengono suggerite anche alcune proposte per migliorare l’utilizzo e la fruizione del sito (personalmente, avrei aggiunto anche i laureati in archeologia, tra le persone da inserire come guide turistiche).

Per sottoscrivere la lettera e partecipare così alla raccolta firme basta lanciare questo tweet

tweet salviamopompeiLa lettera è presente anche in lingua inglese e in francese.

L’impegno sembra essere serio come dimostra anche la precisazione pubblicata ieri sul blog di Indivanados in merito ai punti del Piano per Pompei del MIBAC (Ministero dei Beni Culturali) effettivamente realizzati e quelli invece che ancora mancano all’appello.

Se avete voglia di sottoscrivere l’iniziativa ma non siete su Twitter potete inviare una mail a indivanados@gmail.com, indicando nome, cognome e Regione: in questo modo sarete aggiunti alla lista con nome e iniziali del cognome e della Regione. Potete anche condividere la notizia sui vostri profili Facebook o Google+, o scriverne nei vostri blog.

Non costa nulla e speriamo che possa servire davvero a dare una mano al nostro patrimonio culturale!

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