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 Ylenia Caioli

Parco del Frignano: da Roccapelago ai boschi del Lago Santo

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Dal bellissimo borgo di Roccapelago fino alle vette del Lago Santo: alla scoperta del Parco del Frignano sull'appenino modenese.

parco del frignanoC’è una terra di montagna, nascosta nell’appennino tosco-emiliano, al confine tra Toscana e Emilia Romagna: d’inverno si ricopre di un lucente manto bianco ma d’estate disvela i suoi tesori, tra boschi, laghi, borghi, abbazie e castelli.

Sul versante toscano, questa terra è denominata Abetone mentre, sul lato emiliano, siamo nel Parco del Frignano: quest’ultimo si estende nella parte alta del Frignano, sull’appennino modenese.

tetti di fiumalboHo scoperto questa zona solo da pochi anni ma è già riuscita a conquistarmi tanto che, per il secondo anno consecutivo, sono tornata a trascorrerci qualche giorno questa estate in famiglia, non solo per sfuggire al caldo opprimente della piana toscana ma anche per ossigenare la mente.

Ho fatto base all’Abetone, sul versante toscano, e da qui ho approfittato anche per esplorare il Parco del Frignano, che, lo ammetto, non avevo mai sentito nominare.

PARCO DEL FRIGNANO: DAI LIGURI FRINIATI A RISERVA PROTETTA 

antica mappa dell'appennino modeneseIl Frignano deriva il proprio nome delle antiche popolazioni di queste zone, i Liguri Friniati: sono stati loro insieme ai Celti ad influenzare profondamente gli usi e i costumi dell’area, opponendosi strenuamente, peraltro, all’arrivo dei romani.

Fu però proprio l’Impero Romano ad organizzare la nuova prefettura, soggetta all’allora città di Mutina, l’attuale Modena. Nel corso del Medioevo il Frignano è stato teatro di scontri tra le signorie toscane, soprattutto Lucca e Pisa, ed emiliane, soprattutto Ferrara. Oggi fa parte della provincia di Modena e rappresenta un’area a forte vocazione turistica per chi ama la vita all’aria aperta, lo sport ma anche la cultura.

Nel 1988 è stato creato il Parco del Frignano, un’area regionale protetta di oltre 15.000 ettari che comprende il Monte Cimone: il parco è diventato operativo solo nel 1991 e ha la propria sede nel comune di Pievepelago.

Se volete saperne di più, potete consultare il  sito internet ufficiale.

meridiana di roccapelagoIl parco del Frignano può essere raggiunta facilmente sia dall’Emilia Romagna che dalla Toscana, in auto o con i mezzi pubblici.

Se arrivate dall’Emilia potete prendere l’Autostrada del Sole, con uscita Modena Nord, e seguire le indicazioni per Pievepelago (strada Statale Nuova Estense) o uscita Modena Sud e seguire le indicazioni per Vignola, Fanano, Sestola e Pievepelago; se arrivate dalla Toscana, invece, potete prendere l’A11 Firenze-Mare con uscita a Pistoia e proseguire verso il Passo dell’Abetone e poi proseguire per Pievepelago.

Con i mezzi pubblici invece, è possibile raggiungere in autobus/treno Pistoia o Modena: nel primo caso, la compagnia di autobus che serve la zona è COPIT, nel secondo caso SETA Modena.

ALLA SCOPERTA DEL PARCO DEL FRIGNANO: DA ROCCAPELAGO AL LAGO SANTO 

itinerari del parco del frignanoNon ho avuto modo ancora di visitare tutto il parco del Frignano, impresa per la quale ci vorrà qualche anno. Questa estate però, ho avuto occasione di farci un giro e visitarne alcuni borghi, come Pievepelago, Roccapelago, Fiumalbo, e il bellissimo Lago Santo.

Si tratta di un’area incredibilmente verde, con paesaggi e boschi bellissimi, adatta a chi ama fare trekking o anche solo camminare all’aria aperta.

Pievepelago: il cuore del parco del Frignano

via principale di pievepelagoPievepelago è il borgo principale del Parco del Frignano, dove si trova anche la sede amministrativa. Il paese sorge nella valle del Pelago, dalla quale prende il nome, una conca circondata da boschi e da diversi corsi d’acqua, di cui il principale è il torrente Scoltenna.

Come molti dei paesi di questa zona, la cittadina si è sviluppata intorno alla strada provinciale, che l’attraversa, e che ne è anche la via principale: per fortuna la parte centrale è pedonalizzata.

Non aspettatevi un borgo ricco di monumenti storici: l’unico che spicca è la chiesa plebana di Santa Maria Assunta, costruita nel 1868, e la fontana di piazza Ricci del 1896, che pare sia il simbolo del paese.

santa maria assunta a pievepelago

interno di santa maria assuntaIn ogni caso è un borgo piacevole da visitare e, se avete necessità, dotato di diversi negozi per fare acquisti.

Da qui inoltre partono diversi percorsi di trekking nel Parco del Frignano.

obelisco di pievepelagoSe d’inverno, infatti, Pievepelago è un punto di riferimento per gli sciatori che vengono a fare shopping o gustarsi una cioccolata calda, in estate è un ottimo punto di partenza per lunghe camminate.

Da qui si può raggiungere il borgo di Sant’Andrea Pelago, con l’imponente Torrione, ma soprattutto salire alla splendida Roccapelago: in questo caso la camminata richiede almeno un’ora ed è tutta in salita.

madanno a belvedere da pievepelagoPievepelago è famosa anche per la Festa dell’Infiorata, che si tiene ogni anno, a giugno: pare che la tradizione dell’Infiorata sia nata in Italia nel 1600 quando il Papa incaricò alcuni pittori di realizzare, ogni anno, un mosaico con fiori per la festa del Cristo. A Pievepelago la ricorrenza è attestata dal 1927. Non l’ho mai vista ma chi c’è stato mi dice che sia molto bella.

Non ho trovato un sito di informazioni turistiche su Pievepelago e dintorni: esiste però un infopoint in piazza Vittorio Veneto, nell’edificio del Comune, dove è possibile trovare informazioni e mappe per visitare la zona.

Roccapelago: l’antico castello di Obizzo da Montegarullo e il Museo delle Mummie

rocca di roccapelagoArroccato sulla montagna che sovrasta la valle del Pelago, Roccapelago è un borgo minuscolo ma, a mio parere, molto affascinante: il paese si è sviluppato intorno all’antico castello di Obizzo da Montegarullo, famoso condottiero del Trecento, che si oppose alle mire espansionistiche di Lucca, contrastandone l’avanzata per molti anni.

E’ possibile raggiungere Roccapelago a piedi, partendo da Pievepelago e salendo la montagna per un’oretta; in alternativa si può usare l’auto.

Appena entrati nel borgo troverete alla vostra sinistra il sentiero per salire al castello…o a quel che ne rimane.

castello di obizzo da montegarulloNel Cinquecento il castello venne trasformato in un complesso chiesastico, che conservò comunque elementi del fortilizio, come la posizione a strapiombo o il corpo centrale, adattato a chiesa.

Incuria, cataclismi (come il terremoto del 1920) e interventi architettonici hanno però lasciato in piedi solo una delle cinque torri.

sentiero della rocca di roccapelagoOggi è possibile visitare il castello di Roccapelago e conoscerne la storia grazie ad un ammirevole lavoro svolto dai volontari dell’associazione Pro Rocca che organizzano le visite guidate.

La visita comprende quel che resta del castello, dove sono illustrate le gesta di Obizzo e la storia del borgo tra 300-400, la chiesa, dedicata alla conversione di San Paolo Apostolo, con affreschi dal cinquecento al settecento, e il Museo delle Mummie.

museo di obizzo da montegarulloQuest’ultimo è la parte più recente del percorso museale.

Durante alcuni lavori di risanamento architettonico della chiesa nel 2008, è stata infatti scoperta una cripta nascosta sotto il pavimento, all’interno della quale sono state rivenute due fosse di sepoltura, con oltre 600 corpi mummificati.

Si tratta dei corpi di coloro che hanno abitato Roccapelago tra la fine del XVI e la fine del XVIII sec.

chiesa di roccapelagoLa maggior parte delle mummie sono state portate a Ravenna, per essere studiate, ma una decina sono state lasciate al museo che ha allestito le sale espositive, grazie a donazioni di privati e al finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.

mummie di roccapelagoLa visita guidata è ad offerta libera e dura un’ora abbondante.

Ho avuto occasione di provarla ed è stata una bellissima esperienza, grazie soprattutto alla passione messa dalle guide nel far rivivere le gesta del passato di Roccapelago.

museo delle mummie di roccapelagoSe volete saperne di più su orari (il museo non è sempre aperto) e visite del Museo delle Mummie, qui trovate il sito internet ufficiale.

Se a fine visita aveste fame, vi consiglio di farvi un panino all’unico alimentari del paese: a gestirlo sono le stesse persone che organizzano le visite guidate..incredibile a dirsi ma anche i loro panini freschi sono ottimi!

Fiumalbo: il borgo medioevale e le capanne celtiche

ingresso a fiumalboCredo che il termine “delizioso” riassuma bene l’idea che ho di Fiumalbo. Questo paese medioevale, racchiuso tra il Rio Acquicciola e il Rio San Francesco, è riuscito a mantenere integro il proprio centro storico, nato ai piedi dell’antica rocca.

Pare che il nome Fiumalbo derivi da “Flumen Album”, con rimando al fluire delle acque dei torrenti che circondano il paese, oppure dal termine “Flumen Alpium” (Fiume delle Alpi).

mappa di fiumalboSe l’origine del paese è sconosciuta, si sa però che un primo nucleo abitativo era presente nel 1038: in questo anno infatti pare che il Marchese Bonifacio di Toscana, padre di Matilde di Canossa, abbia donato al Vescovo di Modena la “Rocca che si chiama Fiumalbo”.

chiesa di san bartolomeoIl centro storico di Fiumalbo è pedonalizzato e occorre quindi lasciare l’auto nei parcheggi circostanti.

Questo contribuisce a rendere ancora più piacevole passeggiare per i vicoli di questo borgo, in estate pieno di fiori: Fiumalbo non è grande ma vi divertirete a seguire le sue viuzze o a passare sotto le “voltine”.

lungofiume a fiumalboTra i monumenti interessanti, c’è la Chiesa di San Bartolomeo Apostolo, originaria del 1220 ma ricostruita e ampliata dal 1592 in avanti.

sculture chiesa di fiumalboMolto belle le sculture del portale e del fonte battesimale, riconducibili alla cultura di Wiligelmo e note come la “Battaglia di Fiumalbo”: purtroppo ho solo questa fotografia perchè durante la mia visita è iniziata la messa e non volevo disturbare.

Bellissimo anche l’Oratorio di San Rocco, datato al Cinquecento, con stupendi affreschi dell’epoca.

oratorio di san roccoSopra il centro storico si trova invece quel che resta della Rocca di Fiumalbo, la parte che personalmente mi interessava di più.

Eretta nel 1038 a difesa del paese, originariamente aveva tre torri e cinte murarie: oggi restano solo tracce delle fondazioni e la torretta in pietra sorta nell’Ottocento su quella preesistente.

rocca di fiumalboHo provato a raggiungere la Rocca ma, come mi ha spiegato un abitante del posto, purtroppo, si tratta di proprietà privata: una volta veniva aperta ogni tanto ma oggi è chiusa al pubblico. Peccato!

cencello per la rocca di fiumalboNon lontano da Fiumalbo, infine, in località Doccia pare si trovino anche venticinque capanne in pietra: la struttura, con facciate a gradoni ricoperti e tetti di lastre di arenaria, e l’origine sembrano ricondurle alla cultura celtica, che abitò queste montagne intorno al IV sec a.C.

Purtroppo devo crederci sulla fiducia perchè ancora non sono riuscita a visitarle.

vie di fiumalbo lungo il fiumeNon ho trovato un sito ufficiale di Fiumalbo: vi segnalo quindi quello del Comune sui monumenti storici e quello dell’associazione Fiumalbo Città d’arte su eventi e tradizioni.

Lago Santo: il fascino dell’alta montagna in estate

bosco del lago santoSe il Parco del Frignano è caratterizzato da deliziosi piccoli borghi, la maggior parte del suo territorio è coperta da splendidi boschi, alternati ad alture e laghi.

Sono diversi infatti i laghi di montagna che si trovano in questa parte dell’appennino tosco-emiliano: tra questi, sul versante emiliano, c’è il Lago Santo, il più grande. Il lago si trova ai piedi del ripido versante nord-orientale del Monte Giovo, a 1500 metri di altezza, ed ha una profondità di circa 20 metri.

Si può raggiungere seguendo percorsi di trekking oppure in auto. In ogni caso, l’auto deve essere lasciata nell’apposita area di parcheggio e l’ultimo tratto deve comunque essere percorso a pedi: una camminata di circa 10/15 minuti in salita.

lago santoIl lago è molto bello: io l’ho visto in una giornata nuvolosa e l’atmosfera era fiabesca…immagino come debba apparire in una splendida giornata di sole.

Qui è possibile anche pernottare ne rifugio che sorge accanto al lago: il Lago Santo infatti è collegato tramite percorsi di trekking ad altri laghi del parco, come il Lago Baccio, o del versante toscano, come il Lago Piatto.

Sul sito del parco del Frignano trovate già alcuni degli itinerari possibili.

scritta partigiana al lago santoOvviamente ci vogliono ore, se non giorni, ed è necessario essere attrezzati e preparati per percorrere molti di questi sentieri: non mi dispiacerebbe però provarne qualcuno, prima o poi.

Tra l’altro questa è una buona zona per andare a funghi e/o mirtilli: se dei primi non saprei che farmene, per i secondi ho una vera passione, tanto che ogni volta che vado all’Abetone, se è stagione, ne faccio scorta…ma questa è un’altra storia!

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