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 Ylenia Caioli

Parco Archeologico Città del Tufo: alla scoperta dell’area etrusca..in inverno!

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Parco archeologico SovanaTutti sono capaci di visitare un parco archeologico durante la stagione di apertura, pochi invece lo fanno durante quella di chiusura: eppure il bello di certi parchi è che, non essendo del tutto recitanti, consentono di effettuare anche visite fuori stagione, capaci di regalare emozioni difficili da provare nelle normali condizioni!

Certo, se alla chiusura del parco si somma una giornata di pioggia, diventa più difficile godersi la visita (soprattutto, se a questo si aggiunge una condizione fisica non perfetta!), ma nonostante ciò, anche in questi casi è possibile trovare lati positivi: è quello che mi è capitato durante la visita al Parco Archeologico Città del Tufo!

IL PARCO ARCHEOLOGICO CITTA’ DEL TUFO

mappa sorano e san quiricoIl Parco Archeologico Città del Tufo racchiude le aree archeologiche di Sorano, Sovana e Vitozza, e si trova nel cuore della Maremma. Inaugurato nel 1998 il parco consente la visita della necropoli etrusca di Sovana, delle Vie Cave, e degli insediamenti rupestri di San Rocco e Vitozza, oltre al centro storico di Sorano con la Fortezza Medioevale.

Il territorio è molto ampio e non “unitario”: insomma non c’è un ingresso e un’uscita unica per visitarlo, ma occorre spostarsi tra i centri di Sovana, Sorano e Vitozza, ed è quindi necessaria l’auto.

Il parco ha un sito internet con tutte le info utili e con consigli anche sugli itinerari da seguire: attenti però a controllare bene i periodi e gli orari di apertura..non sempre infatti sono ben evidenti!

mappa sovanaI depliant informativi potete trovarli anche all’ufficio Turismo di Sorano, che si trova nel centro del paese.

Data la conformazione geologica della zona, il clima, e la stagionalità, il periodo migliore per visitare il Parco Archeologico Città del Tufo è quello della tarda primavera-estate: è consigliabile un abbigliamento sportivo, ottime le scarpe da ginnastica o da trekking.

sentieriSe però amate andare un po’ controcorrente, potete fare come noi e provare a visitarlo, almeno nella parte etrusca, anche in inverno, durante cioè il periodo di chiusura: in questo caso non potrete vedere tutte le tombe, e vi occorrerà un po’ di accortezza in più, ma l’atmosfera è molto suggestiva.

L’AREA ETRUSCA DI SOVANA: LA NECROPOLI 

parco archeologico chiusoDurante il nostro weekend nelle Città del tufo, infatti, il Parco archeologico era chiuso (avrebbe riaperto un paio di settimane dopo), non solo per la stagione ma anche perchè si erano verificate alcune frane.

Non essendo però un parco recintato, abbiamo deciso di provare a visitare comunque l’area etrusca di Sovana, che si trova un paio di chilometri dopo il centro abitato, lungo la via provinciale.

ingresso parco archeologico città del tufoQuesta parte del parco ha un itinerario prestabilito che si snoda attraverso sentieri delimitati tra la fitta vegetazione (non so se resa ancor più fitta dal fatto che il parco era chiuso), sempre percorribili.

E’ suddivisa in due parti: la zona a nord del torrente Calesine, dove si trova anche il parcheggio per le auto, e l’area di San Sebastiano.

Abbiamo iniziato la nostra visita dalla parte nord, dove si trovano la Tomba Ildebranda e la Tomba dei Demoni Alati, praticamente le più importanti della necropoli: speravo infatti che l’accesso non fosse bloccato ma, ahimè, mi sbagliavo! Questa parte del parco è l’unica ad essere recintata, e purtroppo non si riesce a scorgerla nemmeno al di là del cancello.

Cancello Tomba IldebrandaAbbiamo quindi proseguito il giro del parco, trovando via via le tombe a camera.

Tra queste c’è anche la Tomba del Tifone (II sec a.c), sormontata da un edicola con frontone e con una scala laterale: purtroppo la tomba risulta piuttosto rovinata dall’esposizione alle intemperie.

Tomba del TifoneIl nome le venne attribuito dall’errata interpretazione della figura che emerge dal timpano e che inizialmente fu identificata con il mostro Tifone (in seguito vi è stata riconosciuta una protome femminile circondata da fiori e foglie).

LE AFFASCINANTI VIE CAVE

Il Cavone a SoranoLa parte più suggestiva di questa zona però sono le monumentali vie Cave: enorme e profondi canali scavati nel tufo, una sorta di canyon maremmani, usati fin dall’antichità, anche se le teorie sul loro impiego sono varie (canali per le acque, vie di comunicazione etc)

La prima che abbiamo incontrato è stata la Via Cava di Poggio Prisca.

La più famosa però è la Via Cava del Cavone: ad essere sincera, il Cavone era chiuso da un cancello, che invitava a non entrare a causa di alcune frane, dovute alle piogge dei giorni precedenti.

Ingresso Il CavoneDato però che quando siamo arrivati sul posto non pioveva e che il cancello lasciava ampie vie di accesso, e dato che la frana sembrava non ostruire troppo il passaggio, ho deciso, a mio rischio e pericolo, di dare comunque uno sguardo.

frana nel cavoneDevo dire che ne è valsa la pena! Il percorso del Cavone è davvero suggestivo: le pareti di roccia sono altissime e sormontate da una fitta vegetazione: sarà stato per questo e per la giornata piuttosto cupa ma camminare tra questi anfratti di roccia mi ha messo una certa soggezione.

Sulle pareti del Cavone si trovano ogni tanto delle nicchie: vengono chiamati “Scacciadiavoli” perchè qui nel Medioevo erano dipinte immagini sacre, per rassicurare il viandante, dalle tenebre che avvolgevano queste vie. 

Particolare anche la svastica con accanto una scritta etrusca (difficile da distinguere a occhio nudo) che svetta a circa metà del cammino: secondo il pannello informativo, si tratterebbe di un simbolo legato al sole, teoria che sarebbe confermata dalla scritta, decifrata come “Volta del Sole”, ossia solstizio.

Percorrere le vie Cave con il sole deve essere sicuramente molto bello ma ammetto che in giornate cupe come la nostra, si respira un’atmosfera davvero particolare, che può far comprendere meglio anche le suggestioni di epoche passate…

buio nel cavone..insomma, secondo me, hanno un fascino in più!

L’AREA DI SAN SEBASTIANO

Parco Archeologico Sovana San sebastianoTerminata la visita nella parte nord, ci siamo spostati a piedi a San Sebastiano: qui si trova infatti l’ingresso alla seconda parte dell’area etrusca, caratterizzata da tombe a dado, la Tomba Sirena e la Via Cava di San SebastianoTra l’altro all’ingresso dell’area di san Sebastiano si trova una zona picnic, perfetta per mangiare un panino in estate!

Anche qui, però, sul sentiero d’accesso si trovava il cartello che indicava la chiusura del parco, a causa delle frane che ostruivano i percorsi.

salita area san sebastianoSiamo comunque saliti fino all’area delle tombe per vedere com’era la situazione: purtroppo in questa parte, più scoscesa dell’altra, le frane rendevano più pericoloso il tentare di superarle.

frana tomba della sirenaDato che anche il tempo stava piano piano peggiorando, abbiamo dato solo un veloce sguardo alle poche tombe a dado raggiungibili:

Anche l’ingresso della Via Cava di San Sebastiano era chiuso: qui non solo si era verificata una frana ma la via stessa era percorsa da un piccolo torrente che rendeva difficile risalirlo.. un vero peccato perchè anche questa via sembra molto suggestiva!

via cava di san sebastiano

Siamo così tornati a riprendere l’auto, giusto in tempo per evitare l’ennesimo scroscio di pioggia e ci siamo avviati verso la spa del nostro Villaggio dove ci attendeva una calda sauna e un ottimo idromassaggio!

Nonostante non sia stato possibile visitare tutta l’area etrusca, devo dire che l’escursione in questa parte del Parco Archeologico Città del Tufo è stata davvero bella!

frane san sebastianoSono curiosa di poterci tornare, con la bella stagione, per completare la visita del parco…anche se non credo che l’atmosfera sarà altrettanto suggestiva!

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2 Responses to Parco Archeologico Città del Tufo: alla scoperta dell’area etrusca..in inverno!

  1. Chizora 5 aprile 2014 at 15:16

    Ciao! Sono giapponese e ho letto il tuo posto. Mi ha suscitata la curiosita molto!!
    Perche anche io adesso sto organizzando il viaggio per questa zona.
    Grazie al tuo posto, posso mandare avanti mia plogramma di visita.
    Ho una domande, secondo te, e piu o meno pericoloso andarci da sola??
    Scusa per mio brutto italiano.

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    • Ylenia Caioli 7 aprile 2014 at 12:41

      Ciao Chizora,
      scusa per il ritardo nella risposta ma questo weekend ero in trasferta in Piemonte.
      Complimenti per il tuo italiano, davvero! Magari avessi questa padronanza del giapponese 🙂

      Per quanto riguarda la tua domanda, da quello che ho potuto notare come sicurezza la zona non è pericolosa, anzi. Puoi tranquillamente andarci da sola 😉 L’unico problema che potresti avere è per i mezzi di trasporto: se non hai un’auto non so come siano messi i trasporti pubblici (come corse o orari).

      Se hai altri dubbi puoi anche scrivermi a info@reporterinviaggio.it (anche in inglese, se ti è più comodo): sarà un piacere esserti d’aiuto…e se ti capita di passare da Firenze durante il tuo viaggio, fammelo sapere 😉

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