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 Ylenia Caioli

New York: il mio primo contatto con gli USA

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empire fulton ferry

Come tra fine ‘800 e inizio’ 900 New York ha rappresentato per milioni di immigrati il primo contatto con gli Stati Uniti d’America, così questa città è stata per me, nel 2008, il primo (e per ora unico) contatto con gli Usa.

Non ricordo esattamente come nacque l’idea di trascorrere qualche giorno in questa città: ricordo solo che dopo il viaggio in Giappone, a me era venuta la voglia di visitare il paese che tanto aveva influenzato questa parte d’Oriente dopo la seconda guerra mondiale, mentre la mia compagna di viaggio, Elena, voleva visitare la città dove era stata ambientata la sua serie tv preferita, “Sex and the city”.

Così il 14 settembre 2008, attraversammo di nuovo l’oceano per trascorrere una settimana nella “Grande Mela”. Settembre ci sembrò il periodo perfetto per un viaggio qui, sia perchè i voli costavano meno sia per evitare il grande caldo. Per quanto riguarda gli uragani, di norma non arrivano mai così in alto lungo la costa dell’atlantico.

Questa volta per la ricerca del volo ci affidammo a internet: con un po’ di fortuna infatti riuscii a trovarne uno piuttosto economico (circa € 500 tra andata e ritorno, a persona) con American Airlines. Saremmo partite da Firenze, con scalo a Chicago, e arrivo a New York all’aeroporto Laguardia; al ritorno invece avremmo preso un volo diretto dal JFK.

In realtà lo scalo a Chicago si rivelò più complicato del previsto: per entrare negli USA (in particolare dopo l’11 settembre) i controlli sono molto accurati e quindi estremamente lenti; si formano code chilometriche prima di raggiungere il check-in e il rischio, quindi, in caso di coincidenze troppo ravvicinate per orario (come era la nostra!), è di rimanere a terra…noi riuscimmo ad evitarlo solo per un soffio!

JFK aeroporto New York

Con il senno di poi, e dai racconti di altri amici, sembra quindi sia più conveniente scegliere voli diretti o comunque evitare di fare scali su territorio Usa (se si arriva con voli internazionali).

Altro consiglio: se dovete partire per New York, premunitevi per tempo del passaporto elettronico! All’epoca era stato introdotto da poco e le procedure per averlo richiedevano dai 20 ai 30 giorni (almeno per la Questura di Firenze). Inoltre dal 2009 è stata introdotta anche la ESTA, “Electronic System for Travel Autorization”, obbligatoria per entrare negli Usa. Se dovesse servirvi a questo link trovate tutte le informazioni della Questura di Firenze per i viaggi negli USA.

Per il soggiorno Elena aveva il contatto di una signora che affittava una stanza del proprio appartamento a turisti stranieri: l’appartamento si trovava a Chelsea, zona residenziale molto carina, in un tipico mega palazzone statunitense, circondato da un verde giardinetto (pieno di scoiattoli!). La stanza si rivelò essere accogliente, anche se non proprio pulitissima, mentre la padrona di casa era una simpatica signora cordiale e molto ben disposta verso di noi; considerando che nel prezzo era compresa anche la colazione, avevamo trovato un’ottima sistemazione a New York.

All’epoca il cambio euro/dollaro era vantaggioso per noi europei e questo ci agevolò non poco: ciò nonostante la vacanza a New York è stata la più cara in assoluto della mia vita! Motivo: il numero incredibile di acquisti che riuscii a fare! Nonostante infatti non sia una patita dello shopping e tantomeno delle marche, le occasioni che ti presenta questa città e la moltitudine di articoli a prezzi molto più vantaggiosi dei nostri (abbigliamento, borse o scarpe) che si riescono a trovare, difficilmente lascia indifferenti.

Quindi se state pensando di fare una vacanza a New York, stanziate già una parte di budget per gli acquisti (vostri o per regali) così da non farvi cogliere impreparati

nostra camera a new york

Sette giorni non sono un periodo sufficiente per visitare tutte le meraviglie che offre New York e a maggior ragione per poter imparare a conoscere questa città: ci bastarono infatti solo per dare un primo sguardo!

Inoltre questo fu il viaggio in cui decisi di affidarmi solo alle foto, come testimonianza, senza alcun appunto scritto: una scelta che si è rivelata molto infelice, dato che ha prodotto tantissime foto ma ha reso veramente difficile rimettere insieme i ricordi, dopo tutto questo tempo! 

In ogni caso…ci proverò!

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