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 Ylenia Caioli

Muse Tour 2013 a Torino: quando i viaggi sono musicali

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Muse Tour 2013: palco

Ci possono essere tanti motivi alla base di un viaggio: la voglia di visitare luoghi storici, ammirare opere d’arte, conoscere persone o semplicemente ascoltare buona musica!

Adoro la musica e quindi l’idea di spostarmi per andare ad un concerto mi è sempre piaciuta: troverei fantastico anche avere la possibilità di programmare un viaggio in base alle date del tour della propria band preferita. Fino ad oggi non ho mai avuto l’occasione di farlo (soprattutto per motivi economici) ma chissà che un giorno non accada.

Se quindi una band che mi piace suona in Italia e se ho occasione, mi piace spostarmi per ascoltarla e magari approfittarne per visitare la città di riferimento: come è accaduto questo weekend per una delle date italiane del Muse Tour 2013 a Torino!

Mi piacciono molto i Muse, non all’eccesso come potrebbe essere per gli U2, ma di sicuro sono tra le mie band preferite: ho avuto la fortuna di vederli nel tour del 2007 a Firenze, al Piazzale Michelangelo! All’epoca avevo ascoltato un paio di brani ma dopo aver assistito agli assoli di chitarra di Matt Bellamy e averli sentiti suonare initerrottamente per 15 minuti di fila i Muse sono diventata in assoluto una delle mie band preferite.

Così quando Dario, il mio fidanzato mi ha regalo per il mio compleanno due biglietti per il Summer Stadium Muse Tour 2013 non ho perso l’occasione e venerdì 29 giugno son partita da Firenze per Torino.

Piazza Castello a TorinoSono arrivata intorno all’ora di pranzo alla stazione di Porta Nuova, dove avevo appuntamento con Dario: dopo aver mangiato un boccone da Mac Bun, il “Mac Donald piemontese” (ottime le patatine fatte da loro e veramente gentile il personale di servizio) ne abbiamo approfittato per fare un giro per il centro di Torino, città che adoro. Tra l’altro durante la passeggiata, tra piazza Castello e piazza Vittorio Veneto, abbiamo scoperto un caffè fumetteria molto carino,  Steamboat: la struttura ha aperto a novembre scorso e se vi piacciono comics e manga e vi trovate da queste parti vi consiglio di visitarlo (anche solo per prendere un caffè circondati dai vostri fumetti preferiti)

Verso le 18 abbiamo preso la macchina per dirigerci verso lo stadio Olimpico, sede del concerto: abbiamo lasciato l’auto a circa 10 minuti a piedi dallo stadio e ci siamo incamminati. Devo dire che non abbiamo trovato né code (sia all’arrivo che dopo il concerto) né abbiamo avuto problemi di parcheggio intorno all’Olimpico, che secondo me è posizionato molto bene per questo tipo di eventi (a differenza, ad esempio, del Franchi di Firenze).

Siamo entrati intorno alle 19, settore prato, giusto in tempo per ascoltare gli ultimi brani dei Calibro 35, primo gruppo di supporto, che a me non è dispiaciuto affatto. Stupidamente non abbiamo portato con noi altro se non acqua così quando ho provato ad acquistare 2 panini e 2 birre sono stata giustamente salassata: 20 euro in tutto! (uno dei motivi per cui abbiamo rinunciato all’acquisto di gadget-ricordo del concerto, per altro presenti a prezzi non proprio modici: 30 euro minimo una maglietta).

Mi aspettavo uno stadio molto più grande (vedi San Siro a Milano), in realtà l’Olimpico secondo me ha la dimensione giusta per consentire di vedere bene da qualunque altezza. Il palco era stato posizionato sul lato sud, a riempire tutta la curva. Lo stadio si è reimpito piano piano intorno a noi mentre ascoltavamo l’altra band di supporti, gli scozzesi Biffy Clyro: avevo avuto occasione di ascoltare un loro pezzo su Virgin Radio, Biblical, non male, anche se concordo con il mio fidanzato sul fatto che siano forse un po’ troppo pop.

muse_biffy clyroAlle 21.15 circa si sono spente le luci ed è iniziata lo show…e che show! Sulle note del mix tra “The 2nd Law: Unsustainable” e “Supremacy”  il palco si è illuminato a rappresentare quello che sembrava un grande circuito industriale capace di sputare fuoco dai sei comignoli che lo coronavano, mentre i tre ragazzi del Devon sono entrati subito in confidenza con il pubblico italiano.

I concerti sono un’esperienza del tutto personale, basata sulle emozioni e quindi è difficile raccontarli a parole: lascio parlare foto e video così che ciascuno possa farsi la sua idea.

Intro “The 2nd Law: Unsustainable – Supremacy“:

Photogallery


Io posso dire che sono state 2 ore da brividi (terminate alle 23.30 nel pieno rispetto dell’ordinanza emessa dal comuneper i decibel): impeccabili dal punto di vista dello spettacolo visivo, forse un po’ meno dal punto di vista musicale. Mi spiego meglio: il concerto che avevo sentito a Firenze non aveva grandissimi effetti speciali ma mi aveva incantata per la musica, il modo di suonare che avevano la band sul palco; questa volta, ad essere sincera, sono stata rapita forse più dall’aspetto visivo (giochi di luce, le esplosioni di fuoco, i video proiettati, il mega pallone a forma di lampadina da cui è fuoriusicta l’artista sul trapezio) che da quello musicale.

Un ringraziamento doveroso o alle due ragazze emiliane (al loro 5° concerto in questo tour) con le quali abbiamo fatto squadra nel contrapporci ai soliti gruppi di pogatori stupidi: persone cioè a cui del concerto non frega nulla ma che aspettano solo i punti più scatentai per rompere le scatole a chi hanno vicino…e meno male che non tutti sono così!

Dice il detto che non c’è due senza tre…di sicuro i Muse con questo concerto sono entrati definitivamente tra le band per le quali ci penserò molto bene prima di perdermi una futura data italiana!

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2 Responses to Muse Tour 2013 a Torino: quando i viaggi sono musicali

  1. oscar 2 luglio 2013 at 10:26

    Bellissima recensione… anche se non ho mai visto un loro concerto dal vivo, son d’accordo con te quando dici che anni fà dedicavano più attenzioni alla musica vera e propria, basta guardare Hullabaloo, ma purtroppo bisogna sempre spattacolarizzare sempre più per vendere più biglietti possibili, del resto anche i nostri amati irlndesi dal 1996 si sono adeguati!!!
    BRAVA!!!

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    • Ylenia 2 luglio 2013 at 13:43

      Grazie Oscar! 😉 E’ vero che tutti cercano la spettacolarizzazione..tanto che a questo punto forse la vera novità sarebbero concerti assolutamente privi di scenografie..sarebbe interessante vedere l’effetto che susciterebbero. Cmque colgo l’occasione per ribadire che i prezzi dei biglietti, secondo me, dovrebbero essere un po’ abbassati: 64 euro per un prato son veramente tanti, soprattutto in questo momento!

      Rispondi

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