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 Ylenia Caioli

Limburgo: miniere di Genk, parco di Bokrijk e Tongeren

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ingresso a bokrijkSe penso al Limburgo, la prima cosa che mi viene in mente è il colore verde: non si può non rimanere incantati dalla natura di questa parte del Belgio, una sorta di immenso parco.

Caratteristica affatto scontata visto che gran parte di questa zona nel dopoguerra era nota per la presenza di miniere di carbone: oggi le miniere sono state trasformate in musei e sono diventate così parte del patrimonio storico-culturale del Limburgo e una delle sue attrazioni.

LIMBURGO TRA STORIA E INFO UTILI 

limburgo mappaAbitato fin dall’età della pietra, il Limburgo è stato unificato dopo il 1815 con il Regno Unito dei Paesi Bassi. Pare che il re Guglielmo I abbia scelto il nome di questa regione dal castello di Limburgo, nelle Ardenne belga. Dopo la secessione del Belgio, nel 1839, il Limburgo venne diviso a metà con l’Olanda.

Oggi è una delle 5 province delle Fiandre: Anversa, Limburgo, Fiandre Orientali, Brabante Fiammingo e Fiandre Occidentali. Il capoluogo è Hasselt mentre la lingua ufficiale è il fiammingo ma sono numerose le seconde lingue, a cominciare proprio dall’italiano.

fiandre

Nel dopoguerra, infatti, questa zona è stata un’importante polo di attrazione economica, grazie alle miniere di carbone di Zolder, Winterslag e Waterschei. Molti italiani arrivarono qui grazie all’accordo siglato da Belgio e Italia per il reclutamento di manodopera: non a caso oggi la comunità italiana è una delle più numerose. Proprio intorno a quelle miniere si sono sviluppate le moderne città, come Genk.

Forse meno noto delle più famose Fiandre Orientali e Occidentali, il Limburgo sta comunque cercando di promuovere e valorizzare le proprie bellezze: esiste infatti un sito ufficiale per il turismo dove trovare informazioni in inglese (ma non tutte le sezioni sono tradotte!) sulle principali attrazioni, a cominciare da percorsi naturalistici e attrazioni culturali.

GENK: C-MINE E OPEN AIR MUSEUM DI BOKRIJK

genk piazza

Se Hasselt è il capoluogo della provincia del Limburgo, Genk è la seconda cittadina per importanza: ho avuto modo di trascorre qui buona parte della mia vacanza, ospite a casa dei parenti del mio fidanzato, nel quartiere di Waterschei.

La città ha una struttura particolare: il centro annovera in pochi metri la stazione ferroviaria, quella degli autobus, il municipio, la biblioteca e i principali negozi, tutte strutture moderne; i quartieri residenziali invece sono sparsi nel territorio circostante, ad una certa distanza gli uni dagli altri.

I principali sono Waterschei e Winterslag, aree residenziali nate intorno alle ex miniere.

waterscheiGenk è un buono punto di partenza per esplorare il Limburgo, non solo quello belga ma anche quello olandese: Masstricht, capoluogo del Limburgo olandese, dista solo mezz’ora in auto.

Il mezzo più comodo per spostarsi è sicuramente l’automobile; in ogni caso anche il treno e i mezzi pubblici possono rappresentare una buona alternativa ma richiedono maggior tempo a disposizione.

Esiste un sito ufficiale per il turismo a Genk: tra le attrazioni che ho avuto modo di visitare ci sono la ex miniera di Winterslag e il parco di Bokrijk.

C-Mine, la ex Miniera di Winterslag

miniera di winterslag

La ex Mina (nome con cui vengono chiamate le miniere) di Winterslag è una delle tre miniere di Genk, insieme a quella di Waterschei (ultima ad essere chiusa nel 1987) e Zwartberg. Fu in attività dal 1917 al 1986: oggi è stata trasformata in museo con il nome di C-Mine.

Fa un certo effetto pensare che le gallerie nelle quali ci si aggira come visitatori, solo pochi anni fa fossero l’ambiente di lavoro quotidiano di migliaia di uomini!

ingresso C Mine

La C-Mine è una sorta di museo interattivo: in un percorso sensoriale, che scende per alcuni metri nel sottosuolo, si cerca di far rivivere ai visitatori le condizioni di lavoro degli operai.

Il percorso è ben strutturato e consente di farsi un’idea approssimativa di cosa volesse dire lavorare tutto il giorno in miniera: stipati per chilometri nel ventre della terra, al buio, costretti spesso ad avanzare carponi nei tunnel per intere giornate, respirando pulviscolo.

Ho trovato un post molto bello che racconta la vita di questi operai, se vi interessa l’argomento.

La visita alla C-Mine è un’esperienza da fare: si parte dall’area museale, in superficie, dove si trovano ancora i macchinari originali che venivano usati per far funzionare la miniera.

macchinari ex miniera di winterslag

La seconda parte della visita è il percorso sensoriale nel sottosuolo, al quale si accede da un piccola porta: tra rumori di picconi e voci di operai che si esprimono in lingue diverse, si ripercorre la storia della miniera fino a raggiungere alcune delle gallerie scavate, e usate, dagli operai stessi.

L’ultima parte della visita consente di salire su una delle torri usate per il tiraggio dell’aria: purtroppo quando ci sono salita, soffiava un vento talmente forte e gelido che nonostante la vista fosse notevole non era possibile resistere più di qualche minuto!

panorama da torre di aerazione C Mine

La C-Mine ha un sito internet in lingua inglese: qui è possibile anche dare uno sguardo al calendario delle esposizioni che vengono organizzate periodicamente.

Mi sarebbe piaciuto visitare anche la ex miniera di Waterschei ma purtroppo non ne abbiamo avuto il tempo: sarà per la prossima volta!

Open Air Museum di Bokrijk: storia e natura delle Fiandre

cavallo a bokrijkSe amate la natura e i musei a cielo aperto, allora semplicemente adorerete Domein Bokrijk: si tratta di uno stupendo parco che si estende per oltre 500 ettari, dove è possibile fare lunghe passeggiate e/o noleggiare biciclette.

All’interno del parco sorge l’Open Air Museum di Bokrijk, una sorta di museo a cielo aperto, con ingresso a pagamento, dove sono state ricostruite oltre 100 costruzioni tipiche della storia delle Fiandre: dalle abitazioni, ai negozi, alle chiese, alle scuole.

mappa di bokrijk

L’Open Air Museum di Bokrijk è diviso in 4 aree principali:

  • Kempen: qui è stato riprodotto un tipico villaggio della zona nord-est delle Fiandre di fine 800-inizio 900;
  • Haspengouw: si tratta della riproduzione del villaggio di Ulbeek datato alla metà del XIX sec;
  • East and west Flanders (Fiandre Orientali e Occidentali): qui sono stati ricreati ambienti tipici della storia delle Fiandre;
  • The Sixties: si tratta di una divertente area dedicata alla riproduzione di ambienti tipici del Belgio anni ’60, dai The Beatles a Che Guevara.

Visitando tutte e quattro le aree è possibile compiere un viaggio geografico e storico nelle Fiandre dalla fine dell’800 fino a pochi decenni fa.

Il bello di questo museo è che nelle diverse aree si incontrano attori che riproducono usi e costumi delle diverse epoche, coinvolgendo anche il pubblico, a cominciare dai bambini: le recite e i laboratori però sono in lingua fiamminga!

Se amate fiori e piante, infine, non dimenticate una veloce visita al giardino botanico, situato accanto all’ingresso: vi si trovano tantissimi tipi di piante, anche se devo dire che nell’insieme la struttura sembrava un po’ abbandonato a se stessa.

girasoli in belgioL’Open Air Museum di Bokrijk è aperto da aprile a settembre ed ha un proprio sito internet dove trovare le informazioni utili.

Noi l’abbiamo visitato in poco più di mezza giornata e abbiamo dovuto correre: l’area infatti è molto grande e le 4 zone si trovano ad una certa distante le une dalle altre.

Inoltre, inizialmente non siamo riusciti a trovare The Sixties, a causa dello spostamento di alcuni cartelli: quando abbiamo spiegato il problema al personale della biglietteria, però, sono stati molto comprensivi e ci hanno permesso di tornare il giorno successivo per concludere la visita.

tavoli per picnic a bokrijkSe, quindi, si vuole visitare questo museo a cielo aperto con calma è necessario avere a disposizione una giornata: in questo caso è possibile anche pranzare all’aria aperta oppure usufruire dei locali che si trovano all’interno del perimetro.

Ho visto il parco di Bokrijk con il sole e con la pioggia, e per quanto con quest’ultima sia suggestiva, la visita è molto più bella in una giornata di sole!

TONGEREN, LA CITTA’ PIU’ ANTICA DEL BELGIO

tongerenHo visitato Tongeren in una fredda giornata di pioggia e questo, unito al fatto che era lunedì (giorno di chiusura in Belgio per i musei), ha sicuramente contribuito a rendermi questa cittadina meno affascinante di quanto non sia in realtà.

In effetti il centro storico di Tongeren, la più antica città del Belgio, è piccolo ma molto carino, con le sue strade acciottolate.

Tongeren è stata fondata nel II sec ac: il suo monumento più famoso è la statua di Ambiorix, capo della tribù degli Eburioni, che sconfissero le legioni di Cesare nella rivolta del 54 ac; c’è chi dice a questa figura si siano ispirati anche gli autori di Asterix.

L’attrazione principale è il Museo Gallo Romano, di cui mi sono state dette meraviglie: purtroppo il lunedì è chiuso quindi abbiamo dovuto rinunciare alla visita, optando per una passeggiata nel centro storico della città.

museo gallo romano di tongerenCi siamo così recati nella piazza principale dove si trova la Basilica di Nostra Signora: eretta tra il 1240 e il 1536, la chiesa è considerata uno degli esempi più belli di gotico belga.

La torre companaria, alta 64 metri, è caratterizzata da un carillon con 49 campanelle, considerata da Unesco patrimonio dell’Umanità.

basilica di nostra signora a tongerenPurtroppo la Camera del Tesoro, che si trova ai piedi della Torre e che contiene una delle collezioni più ricche della zona per manufatti, tessuti e libri, era chiusa!

Davanti alla chiesa troneggia la statua di Ambiorix, realizzata nel 1866 dallo scultore Jules Bertin.

statua di ambiorixDato che avevamo tempo, abbiamo approfittato anche per fare un giro nel piccolo Begijnhoff, il quartiere delle beghine: si tratta di un’area chiusa da mura, che caratterizza gran parte delle città belghe, e che veniva usata nel XII sec dalle donne rimaste vedove per proteggersi a vicenda.

beghinoff di tongerenDal Begijnhoff abbiamo raggiunto il camminamento delle antiche mura romane di Tongeren, che a tratti corrono ancora intorno al centro storico.

mura di tongerenSono rimasta invece piuttosto perplessa dal Tempio romano, che si trova poco fuori il centro storico: mi sono trovata davanti ad una ricostruzione moderna, fatta nel luogo dove evidentemente doveva sorgere qualcosa di romano….ma, almeno quel giorno, di romano non c’era più nulla!

tempio romano tongerenTongeren non ha un vero e proprio sito turistico ma sul sito municipale è stata allestita una sezione dedicata alle cose più belle da vedere: nel centro della città comunque si trova un fornitissimo Infopoint per turisti dove trovare tutte le informazioni e reperire la mappa con le indicazioni principali.

Sono convinta che questo borgo meriterebbe una seconda visita e se avrò occasione non mancherò di farla..in un giorno di sole e non di lunedì!

yle in limburgoSono rimasta in Limburgo pochi giorni e ho avuto modo di esplorarne solo una piccola parte ma quel che ho visto mi è piaciuto molto: non escludo di poter tornare per completare la visita, a cominciare dalla deliziosa Haspengow o da Maasland!

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2 Responses to Limburgo: miniere di Genk, parco di Bokrijk e Tongeren

  1. ↓seppe Guernica Reitano 19 aprile 2016 at 18:01

    Questa cosa dei musei chiusi di lunedì proprio non la capisco e ha rotto le uova nel paniere anche a me settimana scorsa a Berlino dove l’80% (se non di più) dei musei è chiuso nel primo giorno della settimana.

    Due osservazioni in merito:

    1. se proprio vuoi chiudere i musei per un giorno a settimana, il lunedì non mi sembra la scelta più adatta in quanto perderesti i turisti che vengono nella tua città per un fine settimana lungo;
    2. a Berlino avevamo fatto la Museum Pass che al costo di 24,00 € ti permette l’ingresso in 50 musei (compresi quelli più importanti) per tre giorni solari a partire dal giorno di primo utilizzo: noi l’abbiamo attivata di sabato pomeriggio e in questo modo ci siamo praticamente giocati il terzo giorno ovvero appunto il lunedì.

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    • Ylenia Caioli 20 aprile 2016 at 10:06

      Ciao Giuseppe,
      hai ragione sul fatto che la chiusura settimanale dei musei crea problemi ma purtroppo credo sia impossibile da evitare.
      Immagino infatti che la chiusura sia necessaria per concentrare eventuali interventi
      a livello di manutenzione o di allestimenti.

      In effetti il lunedì penalizza i weekend lunghi ma credo che non esista giorno della settimana che non comporti qualche problema.

      E’ vero però che ci sono musei che non chiudono settimanalmente, come il British Museum,
      quindi probabilmente un sistema per evitarlo potrebbe esserci…ma temo sia l’eccezione che conferma la regola!

      Rispondi

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