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 Ylenia Caioli

La Barcellona di Gaudì: Sagrada Familia, Pedrera e Park Güell

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sagrada familia volte

Uno dei motivi del mio viaggio a Barcellona era vedere le opere di Antoni Gaudì..banale, lo so, ma è così!

Questo architetto/artista visionario capace di dare forma a strutture che a me ricordano le raffigurazioni dei libri di Tolkien, mi affascinava.

Non sono un’esperta di architettura ma ho voluto comunque approfittare di questa occasione per ammirare di persona alcune delle sue opere, e capire se avessero su di me lo stesso effetto delle foto….ecco perchè mi è sembrato giusto dedicargli anche un post sul blog.

Purtroppo non ho potuto vedere tutte le architetture di Gaudì a Barcellona ma solo alcune delle principali: spero di avere occasione di tornare per completare il giro!

ANTONIO GAUDI’, UNA VITA DEDICATA ALL’ARCHITETTURA

antonio gaudì

Barcellona è in debito con Antoni Gaudì y Cornèt: le opere architettoniche di quest’uomo costituiscono, infatti, una delle principali attrazioni per il turismo della città!

Conosco poco di questo singolare personaggio, vissuto a cavallo tra ‘800 e ‘900 e considerato il massimo esponente dell’architettura moderna catalana: personalmente, mi ha sempre affascinato il modo nel quale è riuscito a rompere gli schemi dell’architettura classica creando strutture incredibili, che spesso si ispirano alla madre di tutte le forme…la natura!

fiori a park guell

Da quel che ho potuto leggere, però, anche dal punto di vista umano Gaudì doveva essere una persona piuttosto fuori dal comune: uomo molto religioso, schivo della mondanità e della fama legata al suo successo, dedito solo alle sue opere e, soprattutto, a quello che considerava il suo capolavoro, la Sagrada Familia.

Ad oggi sette delle sue creazioni a Barcellona sono considerate Patrimonio Unesco: Sagrada Familia, Casa Vincens, Palau Guell, Park Güell, Casa Milà (Pedrera), Casa Battlò, Chiesa di Colonia Guell e la scuola della Sagrada Familia..ma le opere di Gaudì sono molte di più!

Per godervele davvero, però, consiglio di evitare i periodi di maggiore affluenza turistica, come ad esempio agosto (mese che purtroppo avevo scelto io): nonostante le opere di questo architetto siano stupende di per sé, averle dovute visitare in mezzo ad una bolgia di turisti non ha contribuito al loro fascino…provare per credere!

LA SAGRADA FAMILIA, IL CAPOLAVORO INCOMPIUTO DI GAUDI’ 

Sagrada Familia a Barcellona

La prima volta che mi son trovata davanti alla Sagrada Familia sono semplicemente rimasta a bocca aperta..una sola parola mi viene in mente per descriverla, immensa!

Avevo trovato un albergo che permetteva di raggiungerla a piedi con una passeggiata di dieci minuti ed è stata quindi il primo monumento che abbiamo visitato con il mio fidanzato: in un certo senso, la Sagrada Familia ci ha dato il benvenuto a Barcellona!

sagrada familia

La Sagrada Familia è considerato il capolavoro incompiuto di Gaudì: in realtà l’opera fu iniziata nel 1882 dall’architetto Francisco de Paula del Villar y Lozano che però lasciò il lavoro a Gaudì già nel 1883.

Gaudì iniziò a lavorarci quando aveva 31 anni, dando al progetto un’impronta indelebile: abbandonò lo stile neogotico per una nuova forma di architettura, più innovativa e personale.

sagrada familia dettaglio

Purtroppo non riuscì a terminarla: nel 1926 venne investito da un tram e morì pochi giorni dopo in ospedale (pare che all’inizio non fosse stato riconosciuto dai soccorritori che lo scambiarono per un mendicante).

Ancora oggi i lavori procedono seguendo i progetti originali che hanno visto comunque il sovrapporsi delle mani dei suoi successori: un paio di anni fa è stato annunciato che il completamento della cattedrale dovrebbe avvenire nel 2026.

frontone sagrada familia

La Sagrada Familia ha un sito internet in spagnolo, catalano e inglese con tutte le informazioni utili per chi volesse visitarla.

A parte i 3/4 d’ora di coda che ci siamo fatti sotto il sole di agosto (per evitarla però si può acquistare il biglietto online!) e la folla immensa di turisti al suo interno, devo dire di essermi goduta abbastanza la visita: la cattedrale infatti è talmente vasta che consente comunque di starsene un po’ in pace!

Se l’esterno appare più “grezzo” (a me ricorda un enorme castelli di sabbia!), l’interno è un sublime gioco di forme e luci (avete presente le città degli elfi descritte da Tolkien?!?)…un contrasto che trovo davvero bello!

interno sagrada familia 1 interno sagrada familia 2

La visita si compone di più parti: oltre alla Cattedrale, è possibile infatti visitare anche la Cripta della Sagrada Familia, dove si trova la tomba di Antoni Gaudì.

tomba di gaudì

Non sono invece riuscita a salire sulle Torri, con mio grande rammarico: a questo proposito è bene sapere che il numero di visitatori è contingentato e quindi conviene prenotare prima online.

Inoltre, ho scoperto che vengono organizzati anche tour guidati ufficiali da parte dell’Ente del Turismo di Barcellona, per visitare sia la Sagrada Familia che le Torri.

torri sagrada familia

La Sagrada Familia è uno di quei luoghi dei quali conservo un bel ricordo, soprattutto per le sensazioni provate (e nonostante i tanti turisti!)..a volte mi domando come sarebbe diventata questa Cattedrale se Gaudì fosse riuscito a completarla!

LA PEDRERA (CASA MILA’)

casa milà_pedrera

Voluta da Pere Milà, politico e industriale catalano, in occasione del suo matrimonio, questa singolare costruzione si trova al numero 92 di Passeig de Gracia.

Fu costruita da Gaudì tra il 1905 e il 1912: è disposta su 6 piani ed è stata soprannominata La Pedrera, per l’uso della pietra grezza utilizzata nella facciata. Dal 2010 l’edificio è adibito a Centro Culturale.

Anche Casa Milà ha un sito internet dedicato e anche qui il consiglio è di fare i biglietti online, così da evitate la coda all’ingresso soprattutto nei periodi di maggiore afflusso di turisti: noi abbiamo avuto fortuna scegliendo l’ora di pranzo per visitarla!

La nostra visita è partita dal tetto..probabilmente è la parte che mi è piaciuto di più!

tetto la pedrera

Non so perchè ma il tetto della Pedrera mi ha ricordato tanto le ambientazioni dei deserti del primo Star Wars, mentre le decorazioni hanno somigliano alla testa di alcuni personaggi di Hayao Miyazaki (i soldati invincibili di “Nausicaa della valle del Vento”)!

decorazioni tetto casa milà

Da quassù, inoltre, si gode una bella vista su Barcellona!

casa milà e sagrada familia

Discendendo verso il piano terra, è possibile accedere a diversi ambienti: tra questi lo Spazio Gaudì (dove viene illustra la storia dell’edificio e le tecniche usate da Gaudì per realizzarlo), l’area residenziale (dove Milà e consorte abitarono) e la Sala delle Esposizioni (che conserverebbe però poco della struttura originaria a causa delle modifiche fatte fare dalla moglie di Milà dopo la morte di Gaudì).

La Pedrera è un esempio perfetto di come Gaudì riuscisse a modellare la forma delle architetture a proprio piacimento…

interno de la pedrera

..più che con la pietra questa abitazione sembra modellata con il pongo!

CASA BATTLO’..LA VISITA MANCATA!

casa battlò

Casa Battlò è il mio grande rammarico nella Barcellona di Antoni Gaudì…praticamente non sono riuscita a vederla, se non dall’esterno!

Il palazzo si trova sempre su Passeig de Gracia ma al numero 43 e quindi si raggiunge agevolmente a piedi da La Pedrera: qui trovate il sito internet! (anche in italiano)

Avevamo pensato di visitarla subito dopo La Pedrera…ma la coda trovata all’ingresso ci fece desistere!

facciata di casa battlò

Avevo letto però che in alcuni giorni della settimana venivano organizzati aperitivi serali al suo interno: così pensammo di approfittarne per vederla nei giorni successivi….alla fine però non ne abbiamo avuto il tempo!

E’ di sicuro tra le tappe di un prossimo viaggio a Barcellona!

PARK GÜELL, QUANDO ARCHITETTURA E NATURA SI INCONTRANO

park guell

Se la musa ispiratrice dell’arte di Gaudì era la natura, una creazione come Park Güell gli avrebbe probabilmente permesso di dare libero sfogo a tutta la sua creatività..in ogni caso, tra le opere che ho visto, è quella che mi è piaciuta di più!

Gaudì realizzo Park Guell tra il 1900 e il 1914, su richiesta di Eusebi Güell, il suo principale mecenate: il progetto originale prevedeva molte più strutture di quelle realizzate ma, ahimè, non fu mai completato.

stemma di guell

Oggi Park Guell è un parco pubblico: quando ci sono stata, nel 2011, l’ingresso a tutto il parco era gratuito ma da fine 2013 è stato introdotto un biglietto per la Monumental Zone, l’area centrale.

Sul sito di Park Güell trovate tutte le informazioni utili per raggiungere il parco e per acquistare i biglietti per la zona a pagamento. Anche qui

mappa di park guell

Non so se introdurre il biglietto sia stato un bene o un male, dovrei tornarci per rendermene conto!

Una cosa è certa: la calca di persone che trovammo nella zona a pagamento è uno dei ricordi più brutti che conservo di Barcellona!

turisti a park guell

Ci sono diversi ingressi per accedere a Park Güell: noi abbiamo fatto un giro inverso del parco, nel senso che siamo entrati da uno degli ingressi secondari e siamo poi usciti da quello principale!

Siamo arrivati, infatti, da Baixada de la Gloria, dove si trovano le scale mobili che consentono di raggiungere l’ingresso di Passatge de St Josep de la Muntanya, il punto più alto del parco.

scala mobile

Qui si trova anche il cosìdetto Monte delle Tre Croci, una sorta di mirador, eretto da Gaudì in ricordo del Calvario di Gesù.

collina delle tre croci

Da quassù si gode una splendida vista su tutta Barcellona

veduta park guell 1 veduta park guell 2

 

Dal Monte delle Tre Croci  è possibile poi ridiscendere a piedi, seguendo i sentieri e passeggiando nel parco, fino a raggiungere la Monumental Zone.

teatro greco

Nella Monumental Zone si trovano le architetture più famose di Gaudì, come la Scalinata del Drago (simbolo del parco), il teatro greco (chiamata anche Placa de la Natura) e il Portico!

Fuori dalla Monumental Zone, ma sempre all’interno del Parco, è possibile vedere anche la Casa Museo di Gaudi, una delle due sole case che l’architetto riuscì a terminare all’interno del parco.

casa di gaudì

La casa di Gaudì sembra uscita dalle fiabe (oltre che per la forma anche per il colore rosa) anche se al suo interno è piuttosto semplice: fu terminata nel 1925 e oggi è un vero e proprio museo che racconta la vita di Gaudì attraverso gli spazi da lui abitati.

scrittoio di gaudì

Qui, infatti, l’architetto risiedette prima del trasloco nel cantiere della Sagrada Familia, dove visse fino alla morte.

Completata la visita siamo usciti direttamente su Carrer d’Olot, dove si trova l’ingresso principale di Park Güell.

ingresso park guell

E’ possibile ovviamente fare anche il giro inverso del parco ma in questo caso, se volete arrivare fino al Monte delle Tre Croci, il percorso che dovrete fare sarà tutto in salita!

CURIOSITA’: ANTONI GAUDI’, ARCHITETTO O…SANTO?

ingresso sagrada familia

La Barcellona di Antoni Gaudì annovera molte più opere di quelle che ho avuto modo di vedere nel mio viaggio: Palau Guell, Casa Calvet, Casa Vincens, la chiesa di Colonia Guell..e poi ci sono architetture che si trovano in altre città, come gli Artigas Gardens, a La Poble de Lilet, un altro parco creato da Gaudì e che mi piacerebbe riuscire a vedere prima o poi!

Scrivendo questo post ho appreso però che Gaudì non è famoso solo come architetto: dal 1998, infatti, è stato avviato un processo di canonizzazione dall’arcivescovo di Barcellona, Ricardo Maria Carles Gordò, e sostenuto dall’Associazione per la beatificazione di Antonio Gaudì.

sagrada familia a barcellona

Il processo di canonizzazione si baserebbe sulla vita morigerata condotta da Gaudì, sempre dedito ai precetti cristiani, oltre che sulle testimonianze di un suo presunto miracolo (la guarigione agli occhi di una donna che aveva pregato per la sua intercessione) e sulle numerose conversioni che si sarebbero verificate nella Sagrada Familia.

Non sono credente e, evidentemente, non rientro tra coloro che si sono convertiti visitando la Sagrada Familia, quindi mi limito a prendere atto della notizia…personalmente però preferisco continuare ad ammirare Gaudì come genio dell’architettura piuttosto che come Santo.

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