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 Ylenia Caioli

Isole della Memoria: la riscoperta dei cimiteri moderni!

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cimitero irlanda

Ho sempre provato una sorta di attrazione per i cimiteri del Nord Europa: dall’Austria, alla Gran Bretagna all’Irlanda se capitava di imbattermi in un cimitero, non mi dispiaceva passeggiare tra le sue architetture e le sue vegetazioni, oltre a godermi il silenzio tipico di questi ambienti.

Non ero mai partita, invece, con l’intenzione di visitare un cimitero fino all’ultimo viaggio a Parigi: in questa città infatti, per una serie di motivi, ben due giorni finirono per essere dedicati alla visita dei cimiteri di Montmartre e di Pere Lachaise, con particolare riguardo all’omaggio delle tombe di personalità come l’archeologo Jean Francois Champollion, il cantane Jim Morrison, il pittore Edgar Degas e tanti altri.

Ricordo che quando pubblicai il post a loro dedicato un amico, scherzando, commentò dicendo che era un argomento interessante ma anche macabro: personalmente non l’ho mai ritenuto tale, forse perché, avendo studiato archeologia, il rapporto con le “necropoli” è sempre stato per me “normale routine” e questo probabilmente si riflette anche nella mia visione dei cimiteri moderni.

Tombe e vegetazione a Pere Lachaise

Tombe e vegetazione a Pere Lachaise

Questi luoghi rappresentano per me depositi di memorie, sotto tutti i punti di vista: storici, culturali, sociali o personali. Ho notato però che questo modo di considerarli non è così diffuso, lameno in Italia, mentre spesso prevale l’idea che i cimiteri siano luoghi dove recarsi solo a far visita ai propri cari…ed è un peccato!

Così, quando ho scoperto che Francesca, amica e ex compagna di studi universitari, che al tema della memoria ha dedicato il progetto di Molto e Senza Fine, condivideva questa mia stessa visione nel suo blog di viaggi, abbiamo deciso di lavorare insieme ad un nuovo progetto, le Isole della Memoria.

L’idea è quella di mostrare come i cimiteri moderni, ovvero quelli nati dopo il 1804 con l’editto di Saint Cloude, possono essere visti non solo come luoghi di doveroso omaggio al ricordo di chi se n’è andato ma anche come testimonianza di interesse storico, architettonico e sociale.

Questo tipo di mentalità è diffusa in Gran Bretagna: qui infatti il cimitero è spesso concepito non solo come luogo di memoria ma anche come memoria storica oltre che come parco o giardino, dove si può passeggiare nel verde, riposarsi o leggere libri sulle sue panchine e partecipare a tour organizzati.

cimitero di west brompton a londra

Un esempio è il cimitero di Brompton: è uno dei più antichi cimiteri della Gran Bretagna, aperto nel 1840, e oggi inserito nei Royal Parks. Le oltre 200.000 tombe sono distribuite intorno a viali che consentono di passeggiare nel verde; regolarmente vengono organizzati tour per raccontare la storia del cimitero e delle personalità che qui vi sono sepolte a cominciare da Emmeline Pankhurst, leader del movimento delle suffragette inglesi per il riconoscimento del voto alle donne.

Nonostante la mia visita sia avvenuta in un giorno infrasettimanale di pioggia/sole e sia durata poco meno di un’ora, ho avuto occasione di incrociare proprio un piccolo gruppo di visitatori che compiva il tour del cimitero; secondo il sito internet ufficiale, dove si trovano tutte le informazioni sui tour, sono circa 700.000 le persone che ogni anno lo visitano.

Il cimitero di Brompton é uno dei più recenti tra i Magnificent Seven Cemeteries, i 7 cimiteri storici di Londra, tra cui spicca il famoso Highgate (che ho intenzione di visitare prossimamente); tra l’altro è al centro di un progetto di recupero e restauro dell’intera struttura…e devo dire che in effetti ne ha bisogno!

brompton cemetery london

Se Londra è decisamente più avanti di noi, è vero che una nuova visione dei cimiteri sta piano piano iniziando a diffondersi anche in Italia: qualche anno fa, ad esempio, JFC, società di ricerche e sondaggi dell’Emilia Romagna, ha elaborato uno studio proprio sul turismo nei cimiteri (se siete interessati potete scrivergli e richiedere una copia).

Secondo i dati presentati questo fenomeno potrebbe arrivare a coinvolgere ben 400.000 italiani e 7 milioni di residenti dei paesi di origine anglosassone. L’Italia avrebbe un vero primato dato che ha il più alto numero di cimiteri di interesse storico al mondo, ovvero 192 (55,2%); attualmente però non è il nostro paese ad avere il più alto tasso di offerta turistica in merito, bensì la Spagna con 21 cimiteri attrezzati.

Lo studio ha preso in considerazione anche le motivazioni di chi visita cimiteri: per gli italiani la motivazione principale è legata alla visita alla tomba di un personaggio (35%) oltre alla partecipazione ad eventi, a cominciare da visite guidate (19,3%).

Elisabeth Barret Browning

Gli stranieri invece preferiscono la visita ai cimiteri acattolici, dove trovare personaggi della loro storia, come scrittori, poeti, musicisti e anche in questo l’Italia avrebbe molto da offrire: basti pensare che Livorno ha ospitato il primo cimitero protestante dell’intera area del Mediterraneo, oggi purtroppo chiuso al pubblico e quasi abbandonato a se stesso.

Nello studio JFC vengono citati anche esempi di cimiteri che hanno iniziato ad attrezzarsi per questa vocazione turistica: tra questi c’è il cimitero Staglieno di Genova che, oltre ad organizzare visite periodiche, ad avere un sito internet piuttosto aggiornato, ha creato anche una app per smartphone.

Molto interessante anche l’iniziativa realizzata dal Cimitero del Verano a Roma, dove periodicamente vengono organizzati tour su vari temi: architettura, letteratura, teatro e storia della grande guerra, solo per citarne alcuni.

Non ho notizie di esperienze simili a Firenze ma anche qui qualcosa inizia a muoversi: una sorta di pioniere in questo campo è il Cimitero degli Inglesi di Piazzale Donatello (ex Cimitero di Porta ai Pinti), gestito da suor Julia. Sebbene il cimitero non organizzi visite in prima persona, accoglie tour esterni e soprattutto ha creato una sorta di enorme database online della sua storia sul sito ufficiale.

cimitero degli inglesi a firenze

Si tratta di una vera e propria enciclopedia, parte in italiano parte in inglese, che raccoglie la storia del cimitero e di tutti coloro che vi sono sepolti: un documento davvero interessante..peccato solo che la consultazione di un materiale tanto vasto, a volte risulti un po’ disorganizzata.

Anche nell’ambito dei tour guidati qualcosa sta cambiando: ad esempio lo scorso anno Unicoop Firenze ha organizzato un ciclo di visite nei principali cimiteri monumentali…e proprio in questo filone si inserisce anche la prima tappa del nostro progetto.

Grazie infatti al sostegno della Libreria delle Donne di Firenze (che colgo l’occasione per ringraziare pubblicamente!), il 21 febbraio alle 17, si è tenuto un incontro nell’ambito della rassegna Il Dì di Festa organizzato da Unicoop: l’incontro, dal titolo Isole della Memoria, aveva come obiettivo quello di raccontare i cimiteri storici di Firenze (dalle Porte Sante al Cimitero degli Inglesi a quello Ebraico).

isole della memoria2

L’incontro è stato tenuto da Francesca (purtroppo io ero a letto causa influenza!) che ha tracciato un excursus dei cimiteri fiorentini, ricco soprattutto di curiosità, per iniziare a vedere i cimiteri con occhi diversi dal solito.

Mi auguro che possa essersi trattato solo di un primo passo nella riscoperta e valorizzazione di queste suggestive isole della memoria!

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2 Responses to Isole della Memoria: la riscoperta dei cimiteri moderni!

  1. francesca paoletti 21 febbraio 2016 at 14:54

    mi permetto di precisare che il cimitero di piazza Donatello si chiama Cimitero di Porta a’ Pinto detto degli Inglesi

    Rispondi
    • Ylenia Caioli 22 febbraio 2016 at 12:33

      Grazie per la precisazione e, ancor di più, per la collaborazione dott.ssa Paoletti!

      Rispondi

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