Reporter in Viaggio http://www.reporterinviaggio.it Blog, foto e video di una reporter in viaggio per il mondo! Thu, 22 Aug 2019 13:51:25 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.2.2 Museo della Linea Gotica e itinerari nella Terra di Nessuno a Pianosinatico http://www.reporterinviaggio.it/museo-della-linea-gotica-di-pianosinatico-laltrolato-del-caposaldo/ http://www.reporterinviaggio.it/museo-della-linea-gotica-di-pianosinatico-laltrolato-del-caposaldo/#respond Fri, 23 Aug 2019 08:00:43 +0000 http://www.reporterinviaggio.it/?p=44934 Un museo e due percorsi per visitare i bunker tedeschi della II Guerra Mondiale e ripercorrere la storia della Linea Gotica: è il progetto della memoria promosso dall’associaizone Laltrolato del Caposaldo e inaugurato nel maggio scorso a Pianosinatico, nel comune di Abetone-Cutigliano, sull’appennino pistoiese. La Linea Gotica (o Grune Liene, Linea Verde) era la linea […]

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museo e itinerari linea gotica a pianosinatico

Un museo e due percorsi per visitare i bunker tedeschi della II Guerra Mondiale e ripercorrere la storia della Linea Gotica: è il progetto della memoria promosso dall’associaizone Laltrolato del Caposaldo e inaugurato nel maggio scorso a Pianosinatico, nel comune di Abetone-Cutigliano, sull’appennino pistoiese.

monumento ai caduti a pinosinatico

La Linea Gotica (o Grune Liene, Linea Verde) era la linea delle fortificazioni create tra il 1944-45 dall’esercito tedesco tra Tirreno e Adriatico per bloccare l’avanzata degli Alleati.

Pianosinatico era uno dei principali avamposti sulla montagna pistoiese, con ben dodici bunker tedeschi che permettevano di dominare la Val di Lima. Non fu mai possibile per gli alleati sfondare questa postazione, che venne abbandonata dai tedeschi solo per evitare di essere accerchiati.

museo della linea gotica di pianosinatico

Il Museo della Linea Gotica di Pianosinatico, realizzato grazie al lavoro dei volontari dell’associazione Latrolato del Caposaldo, si trova nella piazza del paese, accanto alla chiesa di San Policarpo.

Al suo interno è ricostruita la storia della Linea Gotica e le vicende di Pianosinatico, compreso l’eccidio del 27 settembre del 1944. Il racconto si sviluppa attraverso la mostra di reperti e oggetti dell’epoca, donati da privati o trovati nei dintorni del paese.

ingresso museo della linea gotica di pianosinatico

Il museo è piccolo ma molto ben curato negli allestimenti. Le sale sono suddivise per temi: le collezione dei privati, le dotazioni del Battaglione San Marco, quelle dei partigiani, dell’esercito USA e di quello tedesco.

Furono questi infatti i protagonisti che si fronteggiarono tra questi boschi. Ad arricchire l’allestimento, notizie e curiosità su Pianosinatico e i suoi abitanti.

Se l’allestimento didascalico può apparire carente nel presentare i singoli oggetti, a compensare è la presenza dei volontari che accolgono i visitatori, pronti a rispondere a tutte le domande e a raccontare gli episodi della Grande Guerra.

ricostruzione di bunker tedesco

Il Museo della Linea Gotica di Pianosinatico è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18. L’ingresso è a offerta libera. Info e orari sono sulla pagina Facebook.

primo itinerario nella terra di nessuno

Oltre alla visita al Museo è possibile vedere con i propri occhi i luoghi della Linea Gotica, grazie a 2 itinerari nella cosidetta “Terra di Nessuno”, come fu chiamata Pianosinatico in seguito all’abbandono da parte degli abitanti dopo l’eccidio: il primo di 1.5 km e il secondo di 10 km consentono di raggiungere alcuni dei bunker dei tedeschi sparsi intorno al paese.

Ho percorso il primo itinerario per circa un’ora di cammino: il percorso è ben indicato da cartelli e segnali CAI e incrocia tre dei bunker tedeschi, oltre al monumento al partigiano Giovanni Sola, ucciso nel 1944.

bunker tedesco sulla linea gotica di pianosinatico

Sembra quasi impossibile pensare che questi bellissimi boschi, dove oggi si ascolta il fruscio del vento e il canto degli uccelli, solo pochi decenni fa risuonassero invece di colpi di fucili e mitra e fossero luogo di morte e orrore.

I due sentieri nella Terra di Nessuno possono essere percorsi da soli o con guide, a piedi o con ebike. Entrambi partono dal parcheggio, che si trova sul tornante subito prima di uscire da Pianosinatico, in direzione Abetone.

tabernacolo lungo la linea gotica

Se siete abituati a camminare in montagna non avrete grandi difficoltà. Considerate però che, almeno il 1^ percorso alterna salite piuttosto ripide a forti discese e alcune categorie di persone potrebbero avere problemi: mi riferisco in particolare ad anziani e bambini piccoli.

Attenzione invece alle indicazioni sul secondo sentiero, dove i lavori di posizionamento dei cartelli sono ancora in corso.

val di lima

Sono rimasta davvero colpita dall’accuratezza del lavoro fatto dall’associazione Laltrolato del Caposaldo e dalla passione che i volontari hanno messo nella realizzazione del piccolo ma delizioso museo della memoria e dei 2 itinerari: se vi trovaste in zona, vi consiglio la visita!

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Winter Wonderland: il parco giochi di Natale a Londra http://www.reporterinviaggio.it/winter-wonderland-a-londra/ http://www.reporterinviaggio.it/winter-wonderland-a-londra/#respond Wed, 21 Aug 2019 08:20:29 +0000 http://www.reporterinviaggio.it/?p=2564 Se vi trovate a Londra durante il periodo di Natale, e volete concedervi un po’ di svago tra un museo e l’altro, potete fare un salto al Winter Wonderland! Ho scoperto per caso questo luogo qualche anno fa quando ho trascorso il Capodanno a Londra, durante una passeggiata ad Hyde Park: è una sorta di […]

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winter wonderland ad Hyde Park

Se vi trovate a Londra durante il periodo di Natale, e volete concedervi un po’ di svago tra un museo e l’altro, potete fare un salto al Winter Wonderland!

Ho scoperto per caso questo luogo qualche anno fa quando ho trascorso il Capodanno a Londra, durante una passeggiata ad Hyde Park: è una sorta di via di mezzo tra un parco giochi e un mercatino di natale e negli ultimi anni è cresciuto molto.

Il Winter Wonderland è allestito dentro Hyde Park e precisamente nella zona del parco che guarda a Marble Arch: l’ingresso è gratuito e al suo interno ci sono attrazioni dedicato a grandi e piccini, dalle giostre (a pagamento), agli stand gastronomici e di prodotti d’artigianato.

Tra le attrazioni anche la grande ruota panoramica, Giant Observation Wheel, versione in miniatura della sorella maggiore, la London Eye, ma comunque del tutto rispettabile.

Ruota Panoramica ad Hyde Park

La Ruota del Winter Wonderland: un London Eye in miniatura!

Non ricordo invece la pista di pattinaggio sul ghiaccio (o non c’era o doveva essere chiusa perchè altrimenti l’avrei di sicuro provata!) ma è presente tra le attrazioni annoverate nel sito internet del parco: ottimo motivo per tornarci in futuro!

All’interno del parco si trova anche un vero e proprio Mercatino di Natale: oltre agli stands a tema, nel periodo pre-natalizio è possibile incontrare anche Santa Claus!

Il Winter Wonderland ha un proprio sito internet, dove potete trovare anche il calendario degli spettacoli e degli eventi, oltre ai prezzi di alcune delle attrazioni (come ad esempio la ruota panoramica).

Quest’anno il parco aprirà il 21 novembre 2019 e rimarrà aperto fino al 5 gennaio 2020. Per raggiungerlo potete utilizzare la Metro: la fermata è “Marble Arch“.

E quando vi sarete stancati di giochi e divertimenti, Hyde Park è pronto ad accogliervi per una rigenerante passeggiata in mezzo alla natura!

Questo post è stato pubblicato la prima volta il 14.11.2013. Ultimo aggiornamento il 21.08.2019

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Castello di Tintagel in Cornovaglia: inaugurato il nuovo ponte http://www.reporterinviaggio.it/castello-di-tintagel-in-cornovaglia-inaugurato-il-nuovo-ponte/ http://www.reporterinviaggio.it/castello-di-tintagel-in-cornovaglia-inaugurato-il-nuovo-ponte/#respond Thu, 08 Aug 2019 17:21:42 +0000 http://www.reporterinviaggio.it/?p=44921 Dopo oltre 500 anni il castello di Tintagel torna ad avere il ponte di collegamento, grazie al restauro promosso da English Heritage

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castello di tintagel

E’ probabile che il nome Tintagel vi dica poco a meno che non si siate appassionati della saga di Re Artù.

Tintagel infatti è il castello dove, secondo la leggenda, Artù nacque, grazie all’inganno di Merlino che permise a Uther Pendragon di giacere con la moglie del duca di Cornovaglia, e da dove lo stesso Merlino portò via Artù il giorno della morte di Pedragon.

Il castello di Tintagel si trova in Cornovaglia, o almeno quel che resta del maniero, costruito a picco sulla scogliera, tra 1230-1240 d.c. da Riccardo di Cornovaglia, fratello di Enrico III, rimasto affascinato dalla saga di Artù. Il castello era collegato alla terraferma da un ponte in pietra, andato distrutto tra 1400 e 1500.

Il ponte e l’accesso al castello erano talmente particolari da aver probabilmente dato il nome al luogo stesso: Corn Tag Din Tagell che significa “la fortezza dell’entrata stretta”. Lo storico medievalista Geoffrey di Monmouth scrisse che il ponte di Tintagel era così stretto che “tre uomini armati sarebbero stati in grado di difenderlo”.

ponte di tintagel

Dopo oltre 500 anni, il ponte è stato nuovamente ricostruito per permettere di attraversare ancora la gola alta 57 metri, offrendo un panorama mozzafiato!

L’inaugurazione è avvenuta l’8 agosto e l’apertura al pubblico avrebbe dovuto essere il 9. Purtroppo le condizioni meteo hanno costretto a posticipare l’apertura a domenica 11 agosto.

Il nuovo ponte del castello di Tintagel, in acciaio, ardesia della Cornovaglia e legno, è stato progettato e realizzato dagli ingegneri Ney & Partner e da William Matthews Associates Architectural Practice. E’ costituito da due travi a sbalzo indipendenti di circa 30 metri di lunghezza. Al centro, uno stretto spazio (40 mm) è stato progettato per rappresentare la transizione tra la terraferma e l’isola, il presente e il passato, la storia e la leggenda.

ponte del castello di tintagel

Il restauro è stato promosso dall’English Heritage, che gestisce il sito, ed è costato ben 5 milioni di sterline: i fondi sono stati reperiti da donazioni private.

Il castello di Tintagel accoglie ogni anno 250.000 persone e il ponte dovrebbe favorire anche il deflusso dei visitatori, non più costretti a scendere obbligatoriamente lungo la costa.

Per visitare il castello è stato introdotto un biglietto a tempo. Tutte le info utili e le modalità di acquisto sono sul sito dell’English Heritage.

castello di tintagel e grotta di merlino

Se siete in visita al castello di Tintagel ricordate di dare uno sguardo anche alla Grotta di Merlino, ai piedi della scogliera: si tratta di un lungo tunnel scavato nella roccia dove pare che ancora oggi il mago possa aggirarsi.

(Foto © Justin Minns, Jim Holden, David Levenne by English Heritage)

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Festa del plenilunio di agosto in Grecia: ingresso gratuito nei siti e musei http://www.reporterinviaggio.it/festa-del-plenilunio-di-agosto-grecia/ http://www.reporterinviaggio.it/festa-del-plenilunio-di-agosto-grecia/#comments Thu, 01 Aug 2019 08:30:44 +0000 http://www.reporterinviaggio.it/?p=8499 Che il fenomeno del plenilunio, o luna piena, abbia sempre affascinato l’uomo è un dato di fatto ma che la Grecia lo amasse talmente tanto da celebrarlo ogni Agosto, non lo sapevo. Dal 2002 invece il Ministero della Cultura e dello Sport della Grecia ha istituzionalizzato la celebrazione della festa del plenilunio di Agosto (Full […]

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festa del plenilunio in grecia

Che il fenomeno del plenilunio, o luna piena, abbia sempre affascinato l’uomo è un dato di fatto ma che la Grecia lo amasse talmente tanto da celebrarlo ogni Agosto, non lo sapevo.

Dal 2002 invece il Ministero della Cultura e dello Sport della Grecia ha istituzionalizzato la celebrazione della festa del plenilunio di Agosto (Full Moon): in questa notte l’ingresso a siti e monumenti statali è gratuito.

Come reso noto dal Ministero sul proprio sito, nel 2019 la festa del plenilunio cade il 15 agosto e interessa ben 148 musei e siti in tutta la Grecia, 16 in più rispetto allo scorso anno.

Sono previsti 100 appuntamenti tra musica, tour guidati, spettacoli teatrali e di danza, mostre e osservazioni del cielo. Gli eventi si terranno a partire dal 11 e fino al 19 agosto, con un calendario definito.

Il programma completo di tutti i siti che aderiscono, gli orari di ingresso e le iniziative sono disponibili sul sito del Ministero della Cultura, al link che vi ho inserito poco sopra.

Basta solo scaricare il “Program Full Moon 2019”

Under the moonlight 2019

Tra i musei che aderiscono quest’anno ci sono il Museo Archeologico Nazionale di Atene, il sito archeologico di Corinto, il sito di Olimpia, il Museo di Heraklion a Creta e il sito archeologico di Delfi

Nel 2017 la festa del plenilunio ha attratto oltre 75.000 visitatori nei musei e siti archeologici del paese.

Non conosco l’esatta origine di questa tradizione: c’è chi dice sia legata alle antiche Olimpiadi (il cui momento clou veniva celebrato nel secondo o terzo plenilunio dopo il solstizio d’estate) e chi invece a festività celebrate in Attica.

In ogni caso avere la possibilità di godere la bellezza dei monumenti greci illuminati da una splendida luna piena non è occasione da farsi sfuggire!

Questo post è stato pubblicato la prima volta il 1.08.2017. Ultimo aggiornamento il 01.08.2019

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Hidden London: tour delle stazioni abbandonate della metro di Londra http://www.reporterinviaggio.it/hidden-london-tour-delle-stazioni-abbandonate-della-metro-di-londra/ http://www.reporterinviaggio.it/hidden-london-tour-delle-stazioni-abbandonate-della-metro-di-londra/#respond Thu, 11 Jul 2019 14:17:24 +0000 http://www.reporterinviaggio.it/?p=12896 Esiste una Londra sotterranea, un mondo nascosto alle persone che ogni giorno passeggiano alla luce del sole e al quale è quasi impossibile accedere: è il mondo delle stazioni abbandonate della metro di Londra. Inaugurata ufficialmente nel 1863, la metropolitana di Londra è la più antica al mondo, oltre che la mia preferita. Ebbene nel corso […]

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metro di londra

Esiste una Londra sotterranea, un mondo nascosto alle persone che ogni giorno passeggiano alla luce del sole e al quale è quasi impossibile accedere: è il mondo delle stazioni abbandonate della metro di Londra.

Inaugurata ufficialmente nel 1863, la metropolitana di Londra è la più antica al mondo, oltre che la mia preferita. Ebbene nel corso della sua storia diverse stazioni sono state abbandonate, tanto che ancora oggi sono chiuse al pubblico: come, ad esempio, Down Street, aperta dal 1907 al 1932 e diventata famosa per essere stata utilizzata da Winston Churchill come sede del Gabinetto di Guerra durante la II Guerra Mondiale.

A volte però, questo mondo segreto apre le porte per accogliere qualche fortunato (dal dal mio punto di vista, dato che ancora non sono riuscita a vederlo) visitatore: sono i tour della Hidden London, organizzati dal London Transport Museum, per far conoscere le stazioni abbandonate della metro di Londra.

Periodicamente, infatti, il Museo del Trasporto di Londra mette in vendita un numero limitato di biglietti per visite guidate alle principali stazioni abbandonate della metro di Londra: da Aldwych station, a Euston station, Charing Cross station o la stessa Down Street.

tour stazioni abbandonate della metro di londra

I tour vengono annunciati in anticipo, così da dare alle persone la possibilità di scegliere periodo e data più comoda.

ATTENZIONE: i prossimi tour sono in programma per luglio e agosto 2019!
In arrivo anche due nuovi tour i cui biglietti saranno in vendita sul sito del London Transport Museum a partire dal 19 luglio!

Si tratta del tour a Piccadilly Circus e del pacchetto tour+cocktail a Down Street. I due nuovi tour partiranno ad agosto.

Trovate tutte le info sui tour Hidden London cliccando qui.

Tra le stazioni che è possibile visitare ci sono Down Street, aperta dal 1907 al 1932 e utilizzata come rifugio durante la II Guerra Mondiale anche da Winston Churchill, e Aldwych station. Quest’ultimo pare sia tra i tour più richiesti: la stazione, aperta nel 1907 e chiusa nel 1994, è stata utilizzata come rifugio dai londinesi durante la II Guerra Mondiale ed è servita come a location per film e serie tv, da Sherlock, a V per Vendetta e The Darkest Hour.

Se, come me, pensate di partecipare a uno di questi tour prima o poi, vi consiglio di iscrivervi alla newsletter del museo: non solo infatti sarete avvisati su tutti i tour in programma ma, in quanto iscritti, avrete diritto alla presale: in questo caso, sarà possibile acquistare i biglietti dei due nuovi tour già nella giornata del 18 luglio!

E vi assicuro che i posti per alcuni dei tour delle stazioni abbandonate della metro di Londra finiscono in fretta!

Occhio però: per partecipare ai tour occorre avere più di 14 anni e vestirsi in modo adeguato, a cominciare da con scarpe comode. Sono previste infatti lunghe camminate su pavimenti spesso sconnessi e ambienti scarsamente illuminati, oltre a scalinate da salire fino a 180 gradini.

london transport museum

Compreso nel costo del tour, c’è l’ingresso al London Trasport Museum: ho avuto occasione di visitare questo museo qualche anno fa, durante il mio ultimo (per il momento) viaggio a Londra, e mi è piaciuto molto.

Prima o poi troverò il tempo per scriverne ma se amate i musei dedicati ai trasporti e passate da Londra, vi consiglio già di inserirlo tra le tappe da non perdere!

Questo post è stato pubblicato la prima volta il 4.09.2018. Ultimo aggiornamento il 11.07.2019

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A Genk apre Labiomista, parco che unisce natura e arte http://www.reporterinviaggio.it/a-genk-apre-labiomista-parco-che-unisce-natura-e-arte/ http://www.reporterinviaggio.it/a-genk-apre-labiomista-parco-che-unisce-natura-e-arte/#respond Sat, 06 Jul 2019 06:30:30 +0000 http://www.reporterinviaggio.it/?p=44901 Un parco in cui gli animali sono lasciati in libertà, con ponticelli e stagni per passeggiare ma anche uno spazio per esposizioni d’arte en plein air, una serra con specie rare di uccelli e molto altro: si chiama Labiomista ed è il progetto che l’artista Koen Vanmechelen ha realizzato a Genk, cittadina del Limburgo, in […]

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parco labiomista in belgio

Un parco in cui gli animali sono lasciati in libertà, con ponticelli e stagni per passeggiare ma anche uno spazio per esposizioni d’arte en plein air, una serra con specie rare di uccelli e molto altro: si chiama Labiomista ed è il progetto che l’artista Koen Vanmechelen ha realizzato a Genk, cittadina del Limburgo, in Belgio.

Koen Vanmechelen

Il parco, inaugurato oggi 6 luglio 2019, è espressione della filosofia dell’artista belga che da oltre vent’anni crea opere multiformi. La scelta è caduta su un’area di Genk un tempo occupata da una delle ex miniere di carbone e in seguito dallo zoo cittadino.

area parco labiomista a genk

Secondo il comunicato stampa di VisitFlanders, più che un progetto di riqualificazione, Labiomista viene definito come un’esperienza che coniuga arte e natura.

La natura occupa simbolicamente la metà dei 24 ettari del parco, e in perfetta armonia con essa, sorgono lo studio di Vanmechelen, il quartier generale della sua fondazione (The Battery), l’ex casa restaurata del direttore della miniera di carbone e dello zoo (Villa Opundi) e LabOvo, spazio destinato a workshop ed esposizioni d’arte permanenti en plein air.

area arte e natura parco labiomista

Si accede all’area dalla porta di accesso The Ark, che insieme a The Battery è stata progettata dall’architetto svizzero Mario Botta. Una parte di The Battery è riservata a una straordinaria serra (Looking Glass) e ad una gigantesca voliera d’aquila.

spazio arte labiomista

Accanto alla natura, anche gli animali hanno un ruolo centrale nel lavoro di Vanmechelen: l’ex zoo di Zwarberg è stato trasformato quindi in un luogo di incontro tra diverse specie viventi. Oltre 9000 m² ospitano, infatti, polli (oggetto ricorrente degli studi e delle creazioni dell’artista) lama, struzzi ed altri animali, lasciati liberi all’interno della riserva.

voliera parco di genk

Labiomista nasce dalla stretta collaborazione di Vanmechelen con la città di Genk e si inserisce in un più ampio progetto di riqualificazione ambientale ed economica del luogo segnato dal suo passato di centro minerario.

Ho avuto occasione di trascorrere qualche giorno a Genk e nel Limburgo alcuni anni fa, durante il mio viaggio in Belgio, e l’ho trovata una terra bella e affascinante: Genk in particolare è una realtà che conserva la memoria del proprio passato di centro minerario ma con uno sguardo moderno all’insegna dell’amore per la natura e della sostenibilità.

parco labiomista a genk nel limburgo

Altri due spazi un tempo occupati da miniere di carbone sono stati trasformati in siti di appeal internazionale: la C-mine, che ho visitato alcuni anni fa, e il Thor Park che invece non ho visto.

Emblematica è la scelta di non prevedere caffè e ristoranti all’interno del parco Labiomista, ma soltanto un’area picnic, per favorire lo sviluppo dei commerci locali circostanti.

L’ingresso a Labiomista è a pagamento. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito internet, in lingua fiamminga e inglese.

Se invece volete sapere qualcosa in più sul Belgio e sulla storia delle miniere, potete leggere il post che ho scritto alcuni fa.

Foto: © Buro Landschap Koen Vanmechelen

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Tramvia di Nizza: linea 2 dall’aeroporto al centro città in 30 minuti http://www.reporterinviaggio.it/tramvia-di-nizza-linea-2-dallaeroporto-al-centro-citta-in-30-minuti/ http://www.reporterinviaggio.it/tramvia-di-nizza-linea-2-dallaeroporto-al-centro-citta-in-30-minuti/#respond Mon, 01 Jul 2019 13:42:13 +0000 http://www.reporterinviaggio.it/?p=44889 E’ stato inaugurato il 28 giugno scorso il nuovo collegamento tra l’aeroporto di Nizza Costa Azzurra e il centro di Nizza: si tratta della linea 2 della Tramvia di Nizza. Grazie al nuovo collegamento, il centro di Nizza è raggiungibile in poco meno di 30 minuti: si parte, infatti, dalla stazione Terminal 2 Airport e […]

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tramvia di nizza

E’ stato inaugurato il 28 giugno scorso il nuovo collegamento tra l’aeroporto di Nizza Costa Azzurra e il centro di Nizza: si tratta della linea 2 della Tramvia di Nizza.

Grazie al nuovo collegamento, il centro di Nizza è raggiungibile in poco meno di 30 minuti: si parte, infatti, dalla stazione Terminal 2 Airport e si arriva fino a Jean Medecin.

Da qui è possibile prendere la linea 1 della tramvia che arriva fino alla fermata di Place Massena, attraversando il centro storico di Nizza e toccando tutti i più importanti luoghi da visitare.

Oltre all’aeroporto, la nuova linea 2 tocca la Grand Arenas e Phoenix Park. A dicembre 2019 raggiungerà anche il porto di Nizza, Port Lympia.

Un sistema di collegamento completo che consentirà così al secondo aeroporto più grande di Francia per traffico di passeggeri di essere facilmente raggiungibile: nel 2018, infatti, l’aeroporto di Nizza Costa Azzurra ha accolto oltre 14 mln di persone tra turisti e residenti

linea 2 aeroporto nizza

Le corse della linea 2 sono ogni 12 minuti:
– dall’aeroporto di Nizza la prima corsa parte alle 5.30 del mattino e l’ultima alle 20.45 (venerdì e sabato 00.31);
– da Jean Medicine, invece la prima partenza è alle 6.55 e l’ultima alle 21.20 (venerdì e sabato, 1.05).

Quando la tramvia di Nizza non è in funzione, è comunque sempre attivo il servizio di autobus che consente di raggiungere l’aeroporto e/o il centro città in 25 minuti circa.

Tutte le informazioni e i costi sono disponibili nel sito ufficiale del turismo di Nizza e della costa azzurra.

Esiste anche una app dedicata ai trasporti pubblici a Nizza: si chiama Lignes d’Azur ed è scaricabile gratuitamente per Adroid e Chrome.

Non sono ancora mai stata a Nizza ma mi sembra che il sistema di trasporto pubblico sia molto ben organizzato: qualcuno di voi l’ha già provato?

Photo credits ©Ville de Nice

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Navi antiche di Pisa: il museo sulle antiche tecniche di navigazione http://www.reporterinviaggio.it/navi-antiche-di-pisa-il-museo-sulle-antiche-tecniche-di-navigazione/ http://www.reporterinviaggio.it/navi-antiche-di-pisa-il-museo-sulle-antiche-tecniche-di-navigazione/#respond Mon, 24 Jun 2019 14:16:07 +0000 http://www.reporterinviaggio.it/?p=44857 Sed quamvis cesserit annis, sanctior est salva parva tabella rate – Marziale Per quanto abbia ceduto agli anni, un piccolo naviglio è più venerabile di un bastimento che s’è salvato. Era l’anno 1998 quando, durante alcuni lavori condotti da Ferrovie Italiane nei pressi della stazione San Rossore, a Pisa, vennero alla luce resti di imbarcazioni […]

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Sed quamvis cesserit annis, sanctior est salva parva tabella rate – Marziale

Per quanto abbia ceduto agli anni, un piccolo naviglio è più venerabile di un bastimento che s’è salvato.

ricostruzione cantiere di san rossore

Era l’anno 1998 quando, durante alcuni lavori condotti da Ferrovie Italiane nei pressi della stazione San Rossore, a Pisa, vennero alla luce resti di imbarcazioni di epoca romana: in quell’anno studiavo archeologia all’Università di Firenze e ricordo che la scoperta fece notizia.

Le navi di San Rossore infatti erano in un buono stato di conservazione, evento più unico che raro, e iniziò subito il lavoro di scavo e recupero.

Un lavoro non semplice però, data la deperibilità dei materiali, per il quale sono stati necessari oltre 20 anni di tempo, per una spesa di 17 mln di euro, tra restauro e realizzazione del museo.

arsenali medicei a pisa

Il 16 giugno 2019, è stato finalmente inaugurato il Museo Navi antiche di Pisa: il museo è stato presentato come il più grande al mondo dedicato alle antiche tecniche di navigazione.

Non ho potuto partecipare all’inaugurazione perchè ero al concerto dei The Cure al Firenze Rocks ma sono riuscita a fare un salto alla preview stampa di due giorni prima: troppa era la curiosità di vedere quanto prodotto in questi 20 anni.

vetrina museo navi antiche di pisa

Devo dire che il risultato non mi è affatto dispiaciuto!

Navi antiche di Pisa: dalle navi di San Rossore al museo sulle antiche tecniche di navigazione

museo navi antiche di pisa

Visitare il museo delle navi antiche di Pisa è come compiere un viaggio nel tempo attraverso l’arte della navigazione dei popoli antichi, greci e romani.

Il percorso si articola su 5000 metri quadrati di superficie, suddivisi in 8 aree tematiche.

Il museo si trova all’interno degli Arsenali Medicei di Pisa, sede ideale dato che gli Arsenali erano nati per la manutenzione delle galee dell’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano e solo successivamente sono stati utilizzati come stalle dall’esercito italiano.

ingresso arsenali medicei a pisa

L’allestimento del museo non ha solo conservato la bellezza dell’architettura medicea ma, a mio parere, l’ha decisamente valorizzata.

conferenza stampa presentazione nuovo museo pisa

Dopo la conferenza stampa di presentazione, Andrea Camilli, responsabile per la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Pisa e Livorno, ci ha accompagnati in un veloce tour del museo, spiegandoci la filosofia e mostrando i pezzi più importanti, tra gli oltre 800 presenti.

sala museo navi antiche di pisa

Quello che mi ha colpita del museo Navi antiche di Pisa è la notevole cura negli allestimenti del percorso e delle singole sale: un giusto mix tra divulgazione scientifica e divertimento, dove l’utilizzo della moderna tecnologia è ridotto all’essenziale.

ricostruzione ambiente territorio pisano

Come spiegato da Camilli infatti, avendo a disposizione tanti reperti originali, si è scelto di puntare a valorizzarli, ricostruendone fisicamente i contesti, piuttosto che creandoli virtualmente.

coppo della figuretta

Il percorso inizia con la storia della città di Pisa e il rapporto con il mare, con particolare riguardo all’area del fiume Auser, dove avvennero le alluvioni che hanno permesso il ritrovamento del cantiere navale di San Rossore.

ponte di una nave

La parte più maestosa sono ovviamente le sale che ospitano le quattro navi di San Rossore recuperate, databili tra III secolo a.C. e VII secolo d.C:

sala delle navi di san rossore

l’Alkedo (gabbiano), ammiraglia da 12 rematori, la  Nave “I”, un grande traghetto fluviale del V sec d.c, un barcone (D) per il trasporto della rena, con ponti e albero ben visibili e infine una piccola imbarcazione (F) per il trasporto merci, simile ad una piroga.

ponte del barcone d nel museo navi antiche di pisa
albero del barcone d nel museo navi antiche di pisa

Accanto a queste, si trovano i resti di altre navi parzialmente recuperate, oltre alla ricostruzione di una porzione del cantiere di scavo.

alkedo museo navi antiche di pisa

Le navi sono davvero in buono stato e l’allestimento realizzato, praticamente privo di barriere, consente di vederle molto da vicino!

nave F museo navi antiche di pisa

Ciò che ha consentito al cantiere di San Rossore di conservare così tante imbarcazioni sono state le alluvioni del fiume Auser, che hanno interessato la zona tra Pisa e il mare, dall’età augustea fino al V sec d.c.

rostro di nave

L’effetto è stato quello di creare una sorta di Pompei del mare.

modello cantiere di scavo

Oltre alle imbarcazioni, infatti, sono visibili i carichi rinvenuti al loro interno: dagli oggetti personali dei viaggiatori, come giochi per bambini, capi d’abbigliamento, statuette votive, agli strumenti usati dai marinai, fino agli utensili utilizzati a bordo.

scatola del marinaio

Un mosaico che copre mille anni di commerci, navigazioni, rotte, vita quotidiana e naufragi.

moneta alkedo

Tra gli oggetti ritrovati, anche la moneta posta sotto il pennone dell’Alkedo: pare infatti che al momento del varo di una nave venisse inserita una moneta alla base dell’albero maestro per augurare buona sorte.

ricostruzione cambusa

Ampio spazio è dedicato anche al racconto di come avvenivano i viaggi in mare all’epoca dei romani, con la ricostruzione di un piccolo planetario che spiegava come ci si orientava.

planetario museo navi antiche di pisa

Come spiegato dal dott. Camilli, tra i progetti ancora in fase di realizzazione c’è la creazione del Centro di restauro del Legno Bagnato, con sede nel complesso di San Vito, accanto al museo: si tratta di un vero e proprio centro di rilievo internazionale per il restauro delle sostanze organiche che consentirà di mettere a frutto il lavoro di questo ventennio.

Il centro dovrebbe aprire il prossimo anno: chissà se sarà prevista anche la sua eventuale visita.

ricostruzione mantello

Il tour inaugurale del museo Navi antiche di Pisa è stato, per forza di cose, rapido e non ho avuto tempo di studiare bene ogni sezione: mi sono ripromessa di tornare nelle prossime settimane, prendendomi tutto il tempo necessario per godere a pieno di questo nuovo museo.

sala anfore museo navi antiche di pisa

L’impressione generale però è molto positiva: il museo è una struttura moderna e piacevole da visitare, che consente di conoscere non solo aspetti di Pisa meno noti ma soprattutto permette una migliore conoscenza delle antiche tecniche di navigazione.

E soprattutto la visita può essere fatta a vari livelli, da grandi e piccini.

muro delle anfore nel museo navi antiche di pisa

Sicuramente, per chi è appassionato di archeologia o di tecniche marinare, è una meta da non perdere a Pisa.

Navi antiche di Pisa: info utili per la visita

museo navi antiche di pisa

Il Museo Navi antiche di Pisa si trova negli Arsenali Medicei, su Lungarno Ranieri Simonelli.

La sede è raggiungibile a piedi dal centro di Pisa e da Palazzo Blu, in pochi minuti, mentre ci vuole circa un quarto d’ora per raggiungere Piazza Duomo e la Torre di Pisa.

E’ possibile lasciare l’auto proprio davanti al museo, nei parcheggi a pagamento.

Attenzione, il museo è aperto solo alcuni giorni della settimana: sul sito internet trovate orari e informazioni utili per la visita. La gestione è affidata a Cooperativa Archeologia. I biglietti possono essere acquistati in loco o su internet.

Sono possibili anche attività didattiche, con percorsi speciali e laboratori per scuole e famiglie.

Il museo è accessibile a persone con disabilità motoria mentre per disabilità visiva è necessario concordate un’eventuale visita guidata.

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Tyrrhenikà, il festival degli Etruschi tra Toscana, Umbria e Lazio http://www.reporterinviaggio.it/tyrrhenika-il-festival-degli-etruschi/ http://www.reporterinviaggio.it/tyrrhenika-il-festival-degli-etruschi/#respond Fri, 26 Apr 2019 13:51:27 +0000 http://www.reporterinviaggio.it/?p=44834 Si chiama “Tyrrhenikà: Etruscan Heritage Route” ed è il festival dedicato agli Etruschi che si svolge tra Toscana, Umbria e Lazio. La prima edizione prenderà il via il 18 maggio 2019 ma avrà un prologo il 27 aprile nella splendida cittadina di Volterra, dove si terrà la presentazione del festival a Palazzo dei Priori Il […]

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Tyrrhenikà festival degli etruschi

Si chiama “Tyrrhenikà: Etruscan Heritage Route” ed è il festival dedicato agli Etruschi che si svolge tra Toscana, Umbria e Lazio.

La prima edizione prenderà il via il 18 maggio 2019 ma avrà un prologo il 27 aprile nella splendida cittadina di Volterra, dove si terrà la presentazione del festival a Palazzo dei Priori

Il festival è promosso da Entertainment Game Apps (E.G.A), società fondata da Maurizio Amoroso che ha realizzato il videogioco MiRasna, dedicato proprio al popolo etrusco.

Come promesso, la società ha reinvestito il 3% dei proventi ottenuti dal successo del videogioco sui territori che hanno contribuito a realizzarlo, organizzando il primo festival degli Etruschi.

E’ nata così la I^ edizione di Tyrrhenikà, grazie alla collaborazione tra E.G.A., Associazione Culturale Suodales e progetto ANTICAE VIAE. La scelta del nome non è casuale: Tyrrhenikà infatti, era il titolo dell’opera letteraria scritta in greco dall’imperatore romano Claudio e dedicata alla storia e alla civiltà degli Etruschi.

rievocazione etrusca tyrrhenikà

Così come l’imperatore Claudio aveva realizzato una vera e propria “summa” delle conoscenze dell’epoca sugli Etruschi, così il festiva degli Etruschi vuole essere un momento per far conoscere usanze, luoghi e storia di questo popolo a tutti, grandi e piccini.

Sono previsti infatti incontri, dibattiti ma anche rievocazioni storiche, attività e laboratori didattici.

Tyrrhenikà 2019 si svolgerà dal 18 maggio al 2 giugno e toccherà numerose città di Toscana, Umbria e Lazio: da Vetulonia, Roselle, Populonia, Cortona, Chiusi e Arezzo, a Orvieto e Perugia fino a Roma.

La chiusura del festival infatti sarà proprio nella capitale, il 2 giugno, al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.

Il programma completo della manifestazione è disponibile sul sito internet del festival.

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Ansedonia e il sito archeologico di Cosa in Maremma: una fuga fuori stagione http://www.reporterinviaggio.it/ansedonia-e-sito-archeologico-di-cosa-in-maremma/ http://www.reporterinviaggio.it/ansedonia-e-sito-archeologico-di-cosa-in-maremma/#comments Fri, 19 Apr 2019 08:48:29 +0000 http://www.reporterinviaggio.it/?p=44769 Un promontorio che domina il mare e una colonia romana poco conosciuta: Ansedonia e il sito archeologico di Cosa sono perfette per una fuga fuori stagione

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ansedonia

Chi di voi conosce Cosa!?!
No, non è un gioco di parole e, se non abitate nella zona di Orbetello o non siete studenti di archeologia, è poco probabile che possiate rispondere “Io!” a questa domanda.

Non ero mai stata a Cosa prima del 1997, quando con alcune compagne di Università decidemmo di trascorrere due giorni nella casa al mare di una di loro, nella località che oggi viene chiamata Ansedonia ma che ai tempi dei Romani si chiamava, appunto, Cosa.

sito archeologico di cosa

Ebbene, Ansedonia e il sito archeologico di Cosa mi sono rimasta nel cuore, e, a distanza di oltre venti anni, ho deciso di tornare a “festeggiare” proprio qui il mio compleanno!

Una toccata e fuga di un giorno infrasettimanale rubato al lavoro, con il mio fidanzato: una breve escursione nel mese di marzo che, oltre a riportarmi indietro nel tempo, mi è servita ad ossigenare la mente e a prendere qualche impegno con me stessa per il futuro (che mi auguro di essere in grado di rispettare).

ANSEDONIA E LE ROVINE DELL’ANTICA COSA IN MAREMMA

laguna orbetello

Ansedonia è il promontorio della costa toscana che si trova accanto alla laguna di Orbetello, a circa venti minuti in auto da Grosseto, sulla costa della Maremma.

Raggiungerla in auto è semplice: basta percorrere quella strada infernale che è la E78, più nota con il nome di Aurelia, e uscire ad Ansedonia, sud o nord non fa molta differenza.

Da Firenze ci vogliono 2 ore buone di auto.

spiaggia di ansedonia

Non molti conoscono Ansedonia perché si tratta di una zona residenziale: il promontorio infatti è disseminato da una moltitudine di ville e villette, immerse nel verde.

Nella parte più alta, però, protette da occhi indiscreti, si trovano le rovine del sito archeologico di Cosa, antica colonia romana: un piccolo gioiello dell’archeologia toscana che non tutti conoscono.

Se amate i luoghi fuori dalle consuete “rotte turistiche”, ecco una meta interessante da visitare, soprattutto in inverno e/o inizio primavera.

Immagino invece che in estate l’affluenza dei visitatori aumenti notevolmente!

ingresso sito archeologico di cosa

Il sito archeologico di Cosa non è dotato di parcheggio, anche se davanti al museo c’è uno spazio sterrato usato di solito dal personale.

A meno che non abbiate problemi a camminare, il mio consiglio è di lasciare l’auto fuori dal cancello, proprio dove inizia la strada sterrata, e salire a piedi. Ci vogliono 5 minuti.

Due avvertimenti:

  • il sito archeologico di Cosa si trova su un’altura, il percorso è in salita e comunque il terreno è composto da acciottolato: sono consigliati quindi scarpe da ginnastica e abbigliamento comodo.
  • A parte una macchinetta per bibite, qui non ci sono bar o caffetterie: premunitevi quindi di bottiglietta d’acqua, soprattutto se decidete di visitare il sito in estate

COSA, DA COLONIA ROMANA A SITO ARCHEOLOGICO

foro di cosa

Fondata nel 273 a.c. per governare un’area di oltre 500 kmq, tra la costa dell’Argentario e la città di Vulci, Cosa era una tipica colonia romana. L’etimologia del nome deriverebbe da Cusi o Cusia, parola etrusca che indicava un antico insediamento nell’area dell’attuale Orbetello.

Il declino della città ha inizio nel I sec d.c, con il progressivo abbandono della città, in favore delle zone a valle: nel VI sec Cosa inizia ad essere chiamata Ansedonia, sebbene l’origine di questo nome non sia ancora chiara.

capitolium di cosa

Le alterne vicende della città, trasformata successivamente in fortezza, si concludono nel 1329, quando la Repubblica di Siena distrugge l’insediamento.

Ci sono voluti oltre 600 anni prima che le rovine vedessero nuovamente la luce: gli scavi archeologici sono iniziati alla fine degli anni ’40 del novecento con l’American Academy, alla quale si sono aggiunte poi altri istituti, compresa l’Università di Firenze.

Il sito archeologico di Cosa non è ha un sito internet ma solo una pagina sul Polo Museale della Toscana, dove trovate orari, costi e indicazioni per raggiungerlo. E’ attiva anche una pagina FB, gestita dalla direttrice , dove vengono postati tutti gli eventi organizzati.

L’ingresso all’area archeologica è….gratuito!

museo di cosa

Alla fine degli anni 70 è stato costruito anche il piccolo museo, ristrutturato e ampliato nel 1997: vi sono raccolti i reperti rinvenuti durante gli scavi.

L’ingresso al museo costa 2 euro…vi assicuro, li merita tutti!

A differenza di quanto si potrebbe pensare per una realtà così piccola, il sito di Cosa è aperto quasi tutti i giorni dell’anno.

Visti anche i ridicoli costi di ingresso, è sicuramente un bello sforzo per il personale che mette molta passione nel proprio lavoro.

ALLA SCOPERTA DEL SITO ARCHEOLOGICO DI COSA

porta fiorentina a cosa

Siamo arrivati alle rovine di Cosa nel primo pomeriggio di una bellissima giornata di fine inverno!

Lo ammetto, ricordavo poco della mia prima visita, se si eccettuano i colori: il verde del promontorio, il blu del mare…e sono stati proprio gli stessi colori ad accogliermi!

mura poligonali di cosa

Siamo entrati da Porta Fiorentina, una delle tre porte dell’antica cinta muraria, insieme a Porta Romana e Porta Marina.

Tutto intorno al sito corrono le possenti mura poligonali, davvero maestose, anche se in molti punti sono ancora ricoperte dalla vegetazione.

Siamo saliti per la strada sterrata circondata da fiori, alberi e da una distesa di olivi che danno la sensazione di entrare in un vero e proprio giardino.

Anche su consiglio del personale, abbiamo deciso di dedicarci prima alla visita dell’area archeologica e poi al museo: eravamo i soli visitatori!

casa dello scheletro a cosa

Siamo partiti dalla Casa dello Scheletro, antica dimora romana, il cui nome è legato al rinvenimento dello scheletro di un uomo in una delle cisterna sottostanti.

In realtà quello che rende particolare questa abitazione, è il piccolo e delizioso giardino privato (hortus) ricavato nella parte posteriore della casa ed oggi, in parte, ricostruito.

giardino della casa dello scheletro

A proposito di cisterne, a Cosa ce n’erano parecchie vista anche la sua collocazione: alcune di queste sono visibili e visitabili.

cisterna a cosa

Proseguendo nella salita, si raggiunge il Foro, cuore politico, economico e giudiziario di Cosa.

ingresso foro di cosa
basilica di cosa

Qui si vedono ancora i resti della Basilica, datata al 150 a.c. dove veniva amministrata la giustizia, con la propria cisterna sotterranea, nella quale è possibile entrare.

Accanto alla Basilica, la Curia Comitium, uno degli edifici più antichi di Cosa, risalenti al III sec a.c, dove si tenevano le assemblee cittadine.

cura comitium a cosa

Poco più avanti si trovano i pochissimi resti del Tempio della Concordia mentre sul lato opposto c’è la Casa di Diana, così chiamata per la presenza di un tempietto dedicato alla dea.

casa di diana a cosa

Spostandosi verso Porta Romana, ho trovato uno strano avvallamento del terreno, coperto dalla vegetazione.

Non ero attrezzata per provare a scendere ma questa strana conformazione ha suscitato interesse nella mia anima di archeologa mancata: mi sono ripromessa di tornare a darci uno sguardo con più calma.

scavi università di firenze

Tornando sulla via principale, siamo saliti verso l’acropoli, o Arce: lungo la strada sono in corso gli scavi più recenti di Cosa, condotti dall’Università di Firenze.

Lo scavo ha come obiettivo quello di studiare la struttura urbanistica della colonia. Se volete saperne di più è stata creata anche una pagina su Facebook.

Sono sicura che, se ci fossero fondi sufficienti, scavare a Cosa potrebbe dare ancora molte soddisfazioni.

acropoli di cosa

L’acropoli domina il mare e regala una vista mozzafiato sull ‘Argentario.

Qui si trovava il Tempio di Iuppiter, databile tra 240 e 220 ac, di cui non resta praticamente nulla se non le terrecotte architettoniche conservate al museo.

tempio mater matuta

Ancora visibili invece sono le fondamenta del Tempio della Mater Matuta, protettrice delle nascite, datato al 170-160 a.c, e il più recente Capitolium, costruito nel 150 a.c.

arce di cosa

Se avete tempo, fermatevi a godere la pace di questo luogo, la bellezza del paesaggio e la storia che ancora vi si respira.

Colori, profumi e i resti di tegole e vasellame che affiorano dal terreno: tutto questo contribuisce a regalare al sito di Cosa un’atmosfera magica e per quanto possibile a farlo apparire incontaminato.

panorama da cosa

Avrei potuto rimanerci tutto il giorno!

MUSEO ARCHEOLOGICO DI COSA

interno museo archeologico di cosa

Dall’acropoli il percorso riconduce al punto di partenza, il Museo Archeologico di Cosa.

Il museo è piccolo ma delizioso, sia per la struttura architettonica, che ricorda una baita di montagna, sia per l’allestimento, che pur mantenendo un’impostazione “classica” è comunque piacevole da seguire.

E’ stato realizzato sulle murature di alcune case romane, tra le quali la Casa del Tesoro, così ribattezzata per le 2004 monete d’argento ritrovate in una intercapedine del pavimento.

Il museo archeologico di Cosa è suddiviso in tre ambienti:

– la prima stanza è dedicata alla Cosa di epoca romana;
– la seconda stanza all’area del porto, che sorgeva a valle,
– la terza stanza espone i resti di epoca medioevale.

Purtroppo abbiamo avuto poco tempo per visitare il museo perchè l’orario di chiusura era imminente.

Ne approfitto però per ringraziare il personale che ci ha assistiti durante tutta la visita: è sempre bello potersi confrontare con persone disponibili a rispondere a tutte le tue curiosità!

IL PORTO DI COSA E LA TAGLIATA ETRUSCA

Terminata la visita alla colonia, abbiamo ripreso l’auto e siamo scesi verso l’area dove sorgeva l’antico porto di Cosa.

E’ possibile scendere anche a piedi: probabilmente con un buon passo si dovrebbe impiegare massimo una mezz’ora solo per scendere. Il problema potrebbe però essere nella risalita: il dislivello infatti è notevole, perchè si tratta di scendere dalla cima del promontorio fino al livello del mare.

Non è rimasto quasi nulla del Porto di Cosa: il poco che resta si trova accanto a Torre Puccini, una delle torri usate un tempo come baluardo contro gli attacchi dei nemici dal mare.

Quello che merita attenzione però è la cosidetta Tagliata Etrusca, che si trova proprio davanti.

la tagliata etrusca a ansedonia

Si tratta di un immenso taglio nella roccia, ricavato per consentire la creazione di un sistema di canali e frangiflutti usati per mettere in sicurezza le imbarcazioni.

Viene chiamata Tagliata Etrusca ma in realtà è un’opera realizzata dai Romani nel I sec ac.

La Tagliata Etrusca è imponente: è possibile attraversare il canale grazie ad un rudimentale ponticello di travi e corde.

Fate attenzione però: prima controllate che regga il vostro peso!

In alternativa, potete percorrere il camminamento che è stato realizzato accanto alla struttura, per consentire di vederla anche dall’alto.

Accanto alla Tagliata si trova lo Spacco della Regina, una fenditura naturale, resa inutilizzabile da una frana.

spacco della regina

Pare che al suo interno vi siano resti di ambienti che testimonierebbero un utilizzo in tempi antichi: purtroppo non ho fatto in tempo a visitarla.

LA SPIAGGIA DELLA FENIGLIA AD ANSEDONIA

spiaggia dlela feniglia

Il sito archeologico di Cosa domina il promontorio che si affaccia sul mare Tirreno e ai suoi piedi si stendono due spiagge: le spiagge ferriere, dove sorge la Tagliata Etrusca, e la spiaggia della Feniglia che collega Ansedonia all’Argentario.

E’ proprio qui, su una delle spiagge più belle della Toscana, abbiamo concluso la giornata ad Ansedonia.

La spiaggia della Feniglia era esattamente come la ricordavo: una lunga lingua di sabbia disseminata di tronchi bianchi, lasciati dalle mareggiate.

Se in estate questa spiaggia è praticamente presa d’assalto, in inverno a far da padrone sono solo il vento e il frangersi delle onde: l’ideale per ossigenare la mente, rilassare lo spirito e meditare un po’.

E’ stato un tramonto bellissimo, tra vecchi e nuovi ricordi!

INFO UTILI SU ANSEDONIA: DOVE MANGIARE E INFOPOINT

Come ho già scritto, Ansedonia è una zona residenziale e non è quindi così scontato trovare posti dove mangiare. Se in estate la scelta si amplia, grazie ai chioschi dei bar sulla spiaggia, in inverno possono esserci problemi.

I ristoranti in zona sono due l’Antico Botteghino di Ansedonia, poco prima di raggiungere la spiaggia della Feniglia, (lo abbiamo trovato chiuso) e il ristorante Vinicio, sul promontorio.

Su suggerimento del proprietario della Locanda di Ansedonia, un ristorante che abbiamo trovato lungo l’Aurelia ma in fase di ristrutturazione, noi abbiamo optato per Il Cavaliere un ristorante di pesce a Orbetello Scalo.

ristorante il cavaliere

E’ stata una buona scelta: abbiamo trovato un ambiente familiare e accogliente, con ottimi piatti e personale cortese e disponibile, a cominciare da Danilo, il proprietario.

Da Ansedonia dista meno di dieci minuti in auto.

ufficio iat di orbetello

Infine, se cercate un punto informazioni turistiche in zona, sappiate che il riferimento è ad Orbetello, a pochi minuti di auto.

L’infopoint si trova in piazza della Repubblica (c’è anche un parcheggio auto proprio davanti) e fornisce informazioni utili per esplorare questo angolo di Maremma.

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