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 Ylenia Caioli

Da Piccole Donne ad Harry Potter: i disegni dell’Archivio Salani a Firenze

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Credo che la mia passione per i viaggi sia nata anche grazie alle letture di bambina: ogni libro, infatti, rappresentava un piccolo viaggio di fantasia, un bellissimo momento di evasione nel tempo e nello spazio.

I primi libri di cui ho ricordo sono quelli della Salani Editore, appartenuti a mia madre: amavo tutto di quei libri, dall’odore della carta alle illustrazioni, poche ma bellissime, capaci di farmi rimanere per ore a scrutare ogni dettaglio del disegno.

Tra i miei libri preferiti c’era “Piccole Donne”, nell’edizione del 1956. A renderlo speciale non era solo il testo, traduzione italiana del primo capitolo della saga di Louise May Alcott, ma anche le illustrazioni che lo accompagnavano: disegni, a china bianco/nero che si alternavano a splendidi acquerelli colorati, nascosti tra le pagine.

Solo dopo l’alluvione del 1993, quando ho tentato di trovare una nuova copia di quell’edizione, purtroppo andata persa nel fango, ho scoperto che disegni e acquerelli erano opera di Ugo Signorini, uno degli illustratori storici della Salani.

Le illustrazioni sono stati uno dei punti di forza di questa casa editrice: oggi i disegni originali sono conservati nell’Archivio Salani, un patrimonio che raccoglie tre secoli della storia della letteratura italiana e di cui, una piccola parte, è attualmente in mostra a Firenze.

La mostra “Pinocchio, Harry Potter, Topolino, Heidi e tutti gli altri…”, in corso a Villa Bardini fino al 3 giugno, è un viaggio per immagini nell’editoria italiana, attraverso la ricostruzione della storia di una delle sue più importanti case editrici, nata proprio a Firenze.

SALANI EDITORE: DALLA FONDAZIONE IN SAN NICCOLO’ ALL’ACQUISTO DA PARTE DI LONGANESI 

Adriano Salani era infatti un tipografo fiorentino di metà Ottocento, di umili origini: dopo un periodo alle dipendenze di editori già affermati come Le Monnier e Spiombi, il 2 novembre 1862 decise di mettersi in proprio, aprendo una piccola tipografia nel Fondaccio di San Niccolò, attuale via San Niccolò, a Firenze.

Erano gli anni della fioritura dell’editoria italiana e quell’iniziativa fu l’inizio di un grande successo. Salani Editore, infatti, divenne in breve tempo una delle case editrici più importanti, grazie all’abilità  del suo fondatore di intercettare i bisogni della classe media fiorentina.

Proprio a quest’ultima, desiderosa di alfabetizzazione a prezzi popolari, erano destinate le pubblicazioni Salani: dai romanzi, ai manuali fino alle collane di teatro.

Adriano Salani morì nel 1904 lasciando in eredità al figlio un’azienda affermata. Nel corso del Novecento, sotto la guida degli eredi, Salani Editore è rimasta un punto di riferimento fino all’acquisto, nel 1986, da parte di Longanesi (Gruppo Mauri Spagnol), che trasferì la sede a Milano.

Conscia dell’importanza dell’acquisto, però, Longanesi proseguì le pubblicazioni a marchio Salani: proprio sotto Salani è stata pubblicata in Italia la saga di Harry Potter, uno dei più grandi successi della letteratura per ragazzi (e non solo) degli ultimi anni.

L’ARCHIVIO SALANI: TRE SECOLI DI STORIA DELL’EDITORIA ITALIANA PER RAGAZZI 

Nell’operazione di acquisto della Salani da parte di Longanesi era compreso anche il suo archivio storico: a ragione, dato che l’Archivio Salani è un vero e proprio patrimonio nazionale.

Grazie infatti a documenti, lettere e illustrazioni, qui è possibile ripercorrere la storia dell’editoria italiana, dalla metà dell’Ottocento ad oggi.

Tra i cimeli conservati nell’Archivio Salani ci sono oltre 30.000 disegni e illustrazioni, proprio quelle che hanno accompagnato le pubblicazioni dei libri nel corso dei secoli.

Dal 1998 la sede dell’archivio è a Milano ma grazie al paziente lavoro di catalogazione e digitalizzazione fatta da Soprintendenza ai beni archivistici della Lombardia e Laboratorio di Arti Visive della Scuola Normale Sant’Anna di Pisa, le illustrazioni dell’Archivio Salani sono oggi consultabili online grazie ad un sito dedicato.

“PINOCCHIO, HARRY POTTER, TOPOLINO, HEIDI E TUTTI GLI ALTRI …”: MOSTRA A VILLA BARDINI 

La mostra “Pinocchio, Harry Potter, Topolino, Heidi e tutti gli altri…”, curata da Musicart srl e allestita al primo piano di Villa Bardini, raccoglie 160 copertine e/o illustrazioni tratte dall’Archivio Salani, pubblicate in un arco di tempo che va dai primi del Novecento ad oggi.

La disposizione delle tavole è in ordine cronologico: la prima sala è dedicata a Pinocchio, con le illustrazioni di Luigi Cavalieri, Carlo Chiostri e delle cosiddette “Pinocchiate”, ovvero le storie nate sull’onda del successo di Pinocchio ma che non avevano niente a che vedere con il personaggio di Collodi (pare infatti che Collodi si fosse scordato di registrare il copyright di Pinocchio).

Il cuore della mostra è rappresentato da disegni e tavole originali realizzate dai più noti illustratori delle collane Salani come “Primi amici del bambino”, “Grandi piccoli libri”, “La biblioteca dei miei ragazzi” “I Grandi Libri”.

A Luigi Cavalieri e Carlo Chiostri, si aggiungono così Roberto Forconi, Fiorenzo Faorzi e molti altri, tra i quali il mio caro Ugo Signorini.

A chiudere il percorso è l’omaggio all’ultimo successo Salani in ordine di tempo, ovvero Harry Potter, con le illustrazioni della disegnatrice Serena Riglietti.

Proprio grazie alla mostra ho scoperto che Salani ha pubblicato in Italia anche libri su Heidi (in un’edizione che ho avuto da bambina!) e storie di personaggi Disney, come Topolino e Biancaneve.

Se gli originali esposti sono molto belli e meritano di per sè, nel complesso la mostra risulta un po’ carente dal punto di vista delle informazioni. Le uniche note didascaliche presenti si limitano a riportare il nome dell’opera, l’autore e l’anno di pubblicazione…un po’ poco se non si conosce già la storia di Salani e delle pubblicazioni.

E’ vero che la mostra è stata pensata soprattutto per i bambini ma ritengo che fornire un’inquadramento storico avrebbe giovato: informazioni che avrebbero potuto riguardare non solo la casa editrice e il contesto storico italiano ma anche le singole opere, alcune delle quali per me rimangono sconosciute, come, ad esempio, l’Almanacco Perpetuo.

Per fortuna, a sopperire in parte a questa carenza, ci sono le visite guidate gratuite, organizzate ogni weekend, sabato e domenica, con partenza alle 16.30 e 17.30.

La presenza di una guida, il cui costo è compreso nel prezzo del biglietto d’ingresso, consente infatti di contestualizzare meglio la mostra e alcune delle illustrazioni: per me è stata fondamentale.

VILLA BARDINI A FIRENZE: TUTTE LE INFO UTILI PER VISITARLA 

Una volta visitata la mostra sull’Archivio Salani, vi consiglio di approfittare per visitare anche Villa Bardini e il suo splendido parco.

Situata sotto Forte Belvedere, a ridosso delle mura duecentesche di Arnolfo di Cambio, Villa Bardini risale al ‘600 ma è stato ampliata nel’800: l’acquisto da parte della famiglia Bardini è avvenuto nel 1913.

Il suo parco si estende per quattro ettari ed è semplicemente stupendo, in tutte le stagioni dell’anno!

Oggi la Villa è di proprietà della Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron, legata a Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze.

Tutte le informazioni sui biglietti e sulle mostre che vi vengono allestite, compresa quella sull’Archivio Salani, le trovate nel sito ufficiale.

Ricordatevi che l’ingresso a Villa Bardini è gratuito la prima domenica del mese. Inoltre, a partire dal 1 dicembre 2017 l’ingresso al parco è GRATUITO per tutti i residenti della Città Metropolitana di Firenze e delle province di Arezzo e Grosseto (dove ha competenza la Fondazione che lo gestisce).

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