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 Ylenia Caioli

Cosa rende speciale una meta di viaggio?

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mete speciali di viaggioQualche tempo fa ho ricevuto una mail particolare: a inviarmela era stata Ilaria, una ragazza che ha scelto come argomento per la sua tesi universitaria la figura del reporter di viaggio; abbiamo iniziato a scriverci e ad un certo punto mi sono arrivata le seguenti domande “Tra i tanti posti visitati, ce n’è uno in particolare con cui ha stretto un forte legame, a cui sente di appartenere e di cui sente nostalgia; perchè si crea un tale legame?

Non sono sicura di essere la persona più indicata per rispondere a questo tipo di domande (in fondo la mia permanenza in un paese non ha mai superato il mese) ma è indubbio che, se ogni viaggio mi ha lasciato qualcosa di speciale, alcuni luoghi più di altri, mi sono rimasti effettivamente dentro…non mi ero mai fermata a riflettere sul perchè!

Per provare a dare una risposta, ho pensato di tirare fuori dalla valigia dei ricordi, quei luoghi che, durante i miei viaggi, mi hanno colpito di più, e con i quali, anche a distanza di tempo, sento di continuare ad avere un forte legame.

LONDRA, LA CITTA’ DOVE MI SENTO A CASA 

Trafalgar Square a LondraL’ho già scritto tante volte: la prima volta che sono stata a Londra ha avuto la netta sensazione di conoscerla da una vita e di sentirmi quindi “a casa”!

In parte avrà contribuito il tipo di “cultura” ricevuta fin da bambina (storia, letteratura, film musica, lingua etc) che mi hanno spesso portata a confrontarmi  con questa città.

westmister_LondraEppure questi elementi avrebbero dovuto farmi provare lo stesso per città come Parigi, ad esempio, capitale stupenda, protagonista anch’essa della storia europea e oggi all’avanguardia ma con la quale non sento lo stesso feeling.

Altro aspetto che potrebbe giocare in favore di Londra è il fatto di essere una città viva, piena di cose da fare o da vedere, culturalmente ricca e aperta alle nuove tecnologie..aspetti che, però, ha in comune con un’altra delle mie città preferite, New York…eppure, anche in questo caso, le sensazioni sono diverse!

hyde parkProbabilmente Londra ha la capacità, almeno apparentemente, di rimettere insieme tutto ciò che apprezzo e mi piace, in ogni campo, oltre ad essermi culturalmente affine.

Di sicuro dovrei trascorrerci un periodo di tempo più lungo di quanto non abbia fatto fino ad ora, per viverla davvero fino in fondo e dare così una risposta più completa a queste sensazioni..ad oggi, ammetto di non saper ancora spiegare esattamente perchè questa città eserciti su di me un tale fascino!

ATENE, ANTICA CULLA DELLA CIVILTA’ E MODERNA CAOTICA CAPITALE

vista dell'acropoli dall'areopagoIl mio legame con la Grecia, e in particolare con la sua capitale Atene, è forse più semplice da capire ed è dovuto in gran parte al mio interesse per l’archeologia e la storia greca!

Nonostante Atene sia una moderna e caotica città, piena di smog, cresciuta in maniera disordinata e selvaggia, io continuo a vederci soprattutto la culla della civiltà antica e moderna.

AteneOltre ai suoi siti archeologici, però, c’è altro: adoro la disponibilità e gentilezza del popolo greco, il suo essere sempre pronto ad aiutarti…senza contare il fatto che la cucina greca è tra le mie preferite!

Certo questo paese presenta anche aspetti che mi indispettiscono, a cominciare da una mentalità poco rispettosa delle regole e improntata spesso all’arte dell’arrangiarsi (aspetti molto simili, purtroppo, anche a certa mentalità italiana), che si riflettono bene nella sua capitale.

sciopero ad ateneEppure anche questo aspetto rende Atene incredibilmente affascinante, sospesa tra un passato glorioso e un futuro tutto da costruire…insomma una realtà complessa, che ad ogni visita riserva sorprese e che è sempre interessante cercare di approfondire!

SAN CRISTOBAL DE LAS CASAS E ISLA MUJERES: IL MESSICO MENO TURISTICO

san cristobalNonostante siano passati più di 10 anni, sono due i luoghi del Messico che mi son rimasti nel cuore: San Cristobal de Las Casas, in Chapas, e Isla Mujeres, nello Yucatan.

Nel 2000 il Chapas era per me sinonimo di Rivoluzione Zapatista, un fenomeno sociale e storico che mi interessava molto: anche per questo ero curiosa di vedere San Cristobal, cuore di questa regione e punto di riferimento per gli Zapatisti e per l’EZNL (Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale).

chamulaLontano dal caos di Città del Messico, o dal turismo di Oaxaca, qui incontrai per la prima volta un Messico più autentico, fatto di colori, odori e sensazioni forti..insomma qualcosa che iniziava ad andare al di là del normale e classico giro turistico.

A San Cristobal conobbi anche Marco, un italiano che con la sua famiglia si era trasferito qui da tempo e aveva aperto un ristorante di cucina italiana, e con il quale stringemmo amicizia: questo mi permise di conoscere un nuovo aspetto di questo paese, il punto di vista di chi, straniero, viveva qui da tempo, confrontandosi con una cultura diversa dalla propria.

festa dell'indipendenzaInsomma San Cristobal de Las Casas ha rappresentato per me il Messico più interessane, per la sua storia, tradizione e realtà sociale e dove mi piacerebbe molto  avere l’occasione di tornare per vedere com’è cambiata in questi anni.

Una situazione simile, anche se con aspetti molto diversi, si verificò a Isla Mujeres: lontana dal caos di Cancun e Playa del Carmen, all’epoca questa era un piccola isola, con poco turismo.

isla mujeresNessun monumento maya o famoso museo ma un mare stupendo e una natura rigogliosa, l’ideale per quattro viaggiatrici zaino in spalla che volevano riprendersi da un mese di “tour de force” tra Messico e Guatemala;

isla mujeres attraccorimanemmo qui quasi una settimana e questo ci permise non solo di scoprirne le bellezze naturali (come lo snorkelling tra i barracuda, e fantastiche escursioni in barca) ma ci fornì l’occasione per conoscerne gli abitanti e viverci a contatto.

isla mujeres e cancunAl mattino il lavoro nella propria piccola “tienda”, o nei bar come dipendenti; la notte le uscite all’insegna del ballo (e tutti lì sanno ballare!) negli unici due locali aperti: questo ci aiutò a conoscere meglio una quotidianità, che per quanto “privilegiata” rispetto alla maggioranza della popolazione, rifletteva una cultura diversa dalla nostra e altrettanto interessante.

tramonto a isla mujeresAnche qui mi piacerebbe molto riuscire a tornare un giorno, per vedere come il tempo (turismo) possa aver cambiato questo luogo e magari rivedere coloro che furono protagonisti di quella vacanza con noi!

AREQUIPA, LA CITTA’ PIU’ VIVA DEL PERU’ 

arequipaSe Cuzco e Machu Picchu hanno rappresentato per me il Perù archeologico più bello e impossibile da dimenticare, il luogo di questo paese che però mi è rimasto più impresso di tutti è stata la città di Arequipa.

Denominata la Città Universitaria (per la presenza di numerose Università), situata nella parte meridionale del Perù e circondata da tre vulcani (El Misti, Chachani, Picchu Picchu), Arequipa non solo era una città bellissima ma anche ricca di attrazioni culturali e naturali:

el mistidal Monastero di Santa Catalina al Museo dei Santuari Andini, senza contare che è da questa città che partono le escursioni per il selvaggio Canyon del Colca.

monastero di santa catalina

suore nel monastero di santa catalinaMa il bello di Arequipa era soprattutto il fatto di essere incredibilmente viva, da un punto di vista sociale e culturale: ogni giorno vi si svolgevano manifestazioni e scioperi in piazza, specchio del fermento che attraversava il paese in quel periodo e che, ad Arequipa più che altrove, trovava sfogo nelle proteste di operai e studenti.

manifestazioni ad arequipaQui ho avuto occasione di parlare con persone che mi hanno consentito di vedere il Peru con occhio diverso da quello del normale turista (con buona pace della mia compagna di viaggio che doveva sopportare le mie “sparizioni” in mezzo alla folla dei manifestanti)!

Anche grazie a loro ho potuto comprendere  meglio un momento storico particolare per il Perù:  l’uscita dalla dittatura Fujimori e i tentativi di far nascere una democrazia che si trovava a fare i conti con il fenomeno sempre più invadente della globalizzazione!

HIROSHIMA E MIYAJIMA, IL GIAPPONE PIU’ PROFONDO

Memoriale della Pace  HiroshimaIl Giappone è un paese nei confronti del quale ho sviluppato un complesso sentimento di amore-odio: amore per ciò che resta di una grande cultura millenarie, rabbia per l’incredibile capacità di averne buttata via gran parte cercando un’occidentalizzazione troppo spinta!

Forse però è proprio la sua complessità a rendere questo paese tanto interessante ai miei occhi!

Il Giappone è stato tutto una scoperta ma il luogo che che mi è rimasto più impresso, è stato senza dubbio la città di Hiroshima, con la piccola isola di Miyajima.

Atomic Bomb Dome_hiroshimaCredo che tutti dovrebbero visitare Hiroshima almeno una volta nella vita: il silenzio che risuona nel Memoriale della Pace stride con la carcassa della Atomic Bomb Dome, il punto nel quale esplose la bomba atomica il 6 agosto 1945.

Il Museo della Pace è un vero e proprio luogo del ricordo, dove sono conservate le storie di persone comuni la cui vita venne spezzata in un attimo…rappresentano la memoria storica di una delle più grandi atrocità compiute dall’uomo.

campana della pace_HiroshimaHiroshima ha rappresentato ai miei occhi forse uno degli aspetti più veri del Giappone, la ferita ancora aperta che ha marchiato tutta la sua storia moderna e contemporanea e con il quale ancora oggi la sua popolazione si trova a fare i conti.

Bassa Marea all'isola di MiyajimaLa tristezza e l’orrore che ispira la visita al Memoriale della Pace fa da contraltare alla calma e alla serenità che si respirano nell’isola di Miyajima: situata davanti ad Hiroshima, raggiungibile con una breve traversata, questa piccola isola seppe regalarmi una pace incredibile.

Non troppo turistica, almeno quando l’ho visitata io, con un rigogliosa natura, è uno dei luoghi dove tornerei volentieri, fuori dal caos delle grandi città e dei luoghi più turistici del Giappone!

COSA RENDE SPECIALE UNA META DI VIAGGIO..SECONDO ME!

miyajima 2007_GiapponeTirando le fila di questo excursus, credo che ciò che rende una meta/paese più speciale di altri siano più fattori: una certa “affinità culturale” con il luogo visitato, le esperienze che lì si sono vissute, oltre ad eventuali interessi personali (hobby, passioni o altro).

A questi aspetti, molto razionali, credo però si aggiunga qualcos’altro…un “quid” speciale e misterioso, diverso per ciascuno di noi, che difficilmente può essere spiegato..un po’ come il mistero che ci porta ad innamorarci di una persona piuttosto che di un’altra.

Per me, probabilmente, questo quid è rappresentato da tutto ciò che mi permette di andare oltre l’“immagine” che di solito si ha  di un luogo, di conoscerne gli aspetti più veri e magari più nascosti; perchè, in fondo, come disse una volta Henry Miller, “una destinazione non è mai un luogo ma un nuovo modo di vedere le cose“.

Credo però che la risposta vari da persona a persona..quindi, se siete dei viaggiatori e state leggendo questo post, perchè non provate anche voi a rispondere alle domande di Ilaria: c’è qualcosa, e se sì cosa, che vi ha legato ad un posto che avete visitato?

In questo modo contribuirete anche a voi ad aiutarla a completare  la tesi 😉

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6 Responses to Cosa rende speciale una meta di viaggio?

  1. Francesca 16 dicembre 2014 at 14:34

    Bel quesito, ho espresso qui il mio parere:
    http://www.tetto.be/index.php/mete-viaggio-speciali/

    Rispondi
    • Ylenia Caioli 16 dicembre 2014 at 14:46

      Grazie Francesca!
      Davvero molto bello il tuo post!
      Sono sicura che sarà utile anche ad Ilaria!

      Rispondi
  2. Massimo 19 dicembre 2014 at 17:56

    Ecco alcuni dei luoghi ai quali sono rimasto più legato:

    PICCOLO È BELLO
    Non sono un amante delle grandi metropoli, difatti delle città che ho visitato ne preferisco alcun non troppo grandi ed una enorme ma “anomala”.
    Graz Bologna ed Amsterdam hanno comune un centro molto raccolto e coerente e, pur nelle loro differenze, mi hanno lasciato una sensazione di rilassatezza.

    ANCHE IL CAOS È BELLO
    Marsiglia è una città che mi ha sempre affascinato, inizialmente per motivi calcistici e poi grazie ai romanzi di Jean-Claude Izzo.
    Al contrario delle altre, non può dire che sia un posticino tranquillo, ma in questo caso è proprio il caos del traffico e della moltitudine di razze ad intrigare.
    In particolare, più che la zona iperturistica, di Marsiglia adoro la zona orientale, con spiagge, parchi e le Calanques. E a fine giornata un pastis sarà sufficiente a preparavi alla bolgia del traffico…

    LUCE DIVERSA
    Ma dovendo scegliere un luogo scelgo Creta.
    La Grecia, in generale, è un posto che sento come molto vicino e per i suoi abitanti provo una grande simpatia, ancor più adesso che non se la passano bene; forse perché mi ricordano gli italiani degli anni ’70-’80, quelli meno fighetti, meno firmati e meno occupati a parlare solo di soldi.
    A tutto questo, Creta aggiunge la “luce diversa” che ci ho trovato da quando siamo arrivati, la sua storia (antica e recente), i “musei a cielo aperto” dove camminare su reperti vecchi di millenni la posizione di fulcro del Mediterraneo e tanto altro (i ficus enormi, gli animali che capita di trovare in mezzo di strada, il cicaléccio assordante, le spiagge semideserte).
    Creta rappresenta il posto dove potrei immaginare di vivere un’altra vita.

    INTEGRATORE NATURALE
    Molto più raggiungibile, Baratti è invece il mio energizzante.
    Già arrivare dalla routine cittadina e ritrovarsi di fronte la spiaggia ed il mare, bellissimi soprattutto se non troppo affollati, mi mette il buonumore; dopo un bagno nel golfo tutto è più “easy” e posso attraversare la pineta da cartolina per andare a gustarmi un ottimo panino e far due passi nella macchia mediterranea. Al ritorno un altro bagno ed ho fatto il pieno di energia.
    Ci vorrebbe, per legge, un fine settimana così al mese!

    Rispondi
    • Ylenia Caioli 20 dicembre 2014 at 19:22

      Grazie per il tuo commento Massi!

      Non sono mai stata a Marsiglia e la tua descrizione mi incuriosisce: sei la seconda persona che me la consiglia nel giro di un mese…curioso!

      Per quanto riguarda Baratti, è vero, è un posto fantastico, soprattutto in bassa stagione quando riesci davvero a goderti natura, paesaggi e storia! Approverei senza problemi una settimana per legge al mese in luoghi del genere 😀

      Anche nel tuo caso mi pare di dedurre che quel che ti lega alle tue mete derivi da interessi, passioni ed esperienze vissute ma con quel solito “quid” difficile da decifrare…che è poi anche quello che scriveva Francesca nel suo post..insomma per ora mi pare che siamo tutti e tre sulla stessa linea di pensiero 😉

      Rispondi
      • Massimo 22 dicembre 2014 at 16:56

        Sicuramente! Ci sono molti fattori di un viaggio (come anche l’età e la situazione nella quale si affronta) a determinarne l’esito ed il ricordo che lascia.
        Poi, lasciamo che il “quid” lo scopra Ilaria! 🙂

        Rispondi

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