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 Ylenia Caioli

Corinto, Micene ed Epidauro: dalla Corinzia all’Argolide in motorino

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corinto e acrocorintoCorinto fu la seconda tappa del nostro viaggio in Grecia del ’96: da Olimpia, per arrivare impiegammo circa 7 ore di treno, un viaggio piuttosto pesante e scomodo dato che il treno ricordava quelli dei film dell’Italia anni ’50, con dure panche di legno…mi auguro che in questi 20 anni la condizione del trasporto ferroviario sia migliorata!

Corinto è sempre stata un importante snodo portuale per la Grecia dato che sorge sull’Istmo, il lembo di terra che collega Peloponneso e Attica e che separa il Mare del Golfo di Corinto da quello del Golfo Saronico.

corintoAd essere sincera, però, non ricordo molto della città moderna, se non la zona dei campeggi, dove si trovava anche il nostro, e la piccola spiaggia della città dove trascorremmo una fine pomeriggio e dove il mare però non era proprio pulitissimo.

Il bello è che ho avuto modo di tornare in questa città anche ad agosto 2002 e anche di questa occasione non ho ricordi, segno che probabilmente Corinto non mi ha colpito.

La città comunque è un’ottima base per visitare i dintorni e anche l’Argolide: grazie infatti al noleggio di un paio di motorini da qui visitammo le città di Micene, Argo e Epidauro.

NOLEGGIARE I MOTORINI PER VISITARE LA GRECIA

noleggio motorini in GreciaIl motorino è un ottimo mezzo di trasporto per spostarsi in Grecia, ovviamente a seconda delle zone dove lo si noleggia.

Nel ’96 lo noleggiammo per due giorni, per spostarci da Corinto a Micene e Epidauro e si rivelò comodo ed economico; nel 2002 lo noleggia per girare l’isola di Santorini e anche in questa occasione fu un ottimo mezzo di spostamento.

Attenti però al traffico: da quel che ricordo in strada gli automobilisti non erano proprio gentleman!

Se possibile ricordatevi anche di noleggiare motorini con parabrezza: i miei non lo avevano e in entrambe le occasioni feci indigestione di moscerini, oltre a beccarmi qualche pinzatura!

L’ANTICA CORINTO E LA ROCCA DELL’ACROCORINTO

corintoL’area archeologica di Corinto si trova a circa 7 km dalla città moderna e questa me la ricordo bene!

La città antica si estende ai piedi dell’Acrocorinto, l’antica e ripida rocca divenuta fortezza al tempo dei bizantini.

Purtroppo non sono riuscita a trovare un sito ufficiale dell’area archeologica e del museo di Corinto se non la pagina del sito Odysseus, gestito comunque del Ministero della Cultura.

Secondo la leggenda Corinto venne fondata da Sisifo nel 1429 a.c e per tutta l’antichità fu un importante centro per il commercio greco, nota soprattutot per la produzione della famosa ceramica corinzia.

L’area archeologica conserva i resti dell’antica città greco-romana sulla quale spicca il tempio di Apollo.

colonne tempio di apollo

Il tempio di ordine dorico (come indica la tipologia del capitello delle colonne) venne costruito intorno al 540 a.c: una parte delle colonne è ancora in piede e può dare l’idea della maestosità di questa struttura.

fonte prienePiù avanti è visibile anche il complesso della Basilica Julia e la Fonte Pirene.

acrocorintoTerminata la visita del sito archeologico, è possibile salire verso l’Acrocorinto: si tratta della fortezza di età bizantina, nata sull’antica rocca, e che sovrasta l’intera area.

L’Acrocorinto è di fatto una vera e propria “scalata”: quel che resta è parte soprattutto della fortezza bizantina, come la deliziosa chiesetta che si trova a metà strada.

hiesa acrocorintoPer noi raggiungere la vetta fu una vera conquista: a causa infatti dei nostri “tempi greci”, ovvero l’abitudine a svegliarsi tardi e ad arrivare a orari proibitivi agli scavi, iniziammo la salita intorno alle 14 del pomeriggio di fine agosto, sotto un sole rovente!

Magliette in testa e tanto sudore, in due riuscimmo comunque ad arrivare in cima a tempo di record (la terza compagna arrivò più tardi) e, devo dire che la vista ci ripagò di gran lunga della fatica.

veduta acrocorintoDalla cima dell’Acrocorinto infatti si può ammirare tutto l’Istmo: da una parte il Peloponneso, dall’altra l’Attica!

MICENE IL DOMINIO DI AGAMENNONE 

micene la roccaNelle pagine del nostro diario di viaggio, definii Micene come una delle visite più suggestive eppure ho solo una foto di quell’escursione!

Purtroppo all’epoca non c’erano ancora le macchinette digitali, ma anche senza foto ricordo bene l’emozione provata nel salire alla rocca, passando attraverso la Porta dei Leoni.

Per avere informazioni su questo sito il riferimento è sempre la relativa pagina del sito di Odysseus.

Micene si trova in Argolide, adagiata tra due colline, e l’area archeologica è patrimonio Unesco.

Al di là del mito di Agamennone, che Omero ritiene essere stato re di questa città ai tempi della Guerra di Troia, Micene fu un importante centro politico, cuore della civiltà micenea che dominò gran parte della Grecia tra il 2000 e il 1200 ac

Non resta molto dell’antica città: parte della rocca, con le mura e alcune antiche sepolture, come le cosidette tomba di Clitemnestra e di Agamennone.

Ricorda che rimasi seduta per un po’ tra i resti dell’antico palazzo, a immaginare i fasti di un’epoca ormai sepolta dal tempo, prima di riprendere la strada per Argo e Nauplia, dove ci concedemmo anche un bagno in mare!

EPIDAURO, LA PATRIA DEL CULTO DI ASCLEPIO 

teatro di epidauroIl secondo giorno partimmo da Corinto per visitare l’aerea archeologica di Epidauro

La città di Epidauro era famosa in antichità per il Santuario di Asclepio, semidio raffigurato appoggiato ad un bastone con attorcigliato un serpente, e noto per esercitare l’arte medica. Al Santuario di Asclepio arrivavano ogni giorno numerosi pellegrini per chiedere di essere guariti, più o meno come avviene oggi nei pellegrinaggi a Lourdes o a Medjugorje.

L’attrazione più famosa della città è però il teatro di Epidauro: costruito nel 340 a.c: è uno dei più importanti della Grecia e ancora oggi, ogni anno, in questo teatro si tiene parte del famoso “Athens and Epidaurus festival“, importante manifestazione culturale.

Purtroppo della trasferta ad Epidauro non ho alcuna foto, cosa piuttosto strana: ringrazio quindi Francesca, compagna di viaggio e autrice del blog “Molto e Senza Fine“, per avermi gentilmente prestato uno dei suoi scatti, fatto proprio in quel viaggio!

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