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 Ylenia Caioli

Fotografia e musica: quando i Beatles incontrarono Astrid Kirchherr

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astrid kirchherr with the beatlesMi piace pensare di aver “respirato” i Beatles da sempre, grazie ai vinili dei miei genitori con i quali giocavo da bambina; probabilmente questo spiegherebbe perché, ascoltando la loro musica a distanza di quasi trent’anni su una radio in streaming a loro dedicata, li abbia trovati così familiari e ne sia nata una passione.

Da quel momento è cresciuta anche la voglia di conoscerli meglio: ho così assistito alle proiezioni speciali di “A Hard Day’s Night” e “Eight days a week”, che si sono tenute al cinema negli ultimi anni; poi, quando ho scoperto che Palazzo Fava, a Bologna, avrebbe organizzato una mostra fotografica a loro dedicata, ho deciso di andare a visitarla.

Rolliecord di Astrid KirchherrQuello che segue è il racconto della mia visita alla mostra Astrid Kirchherr with the Beatles: ci troverete impressioni, opinioni e commenti del tutto personali. Se preferite vedere prima l’esibizione, senza avere alcuna anticipazione, vi consiglio di saltarla e scorrere subito alla sezione finale del post, con le info utili.

Se invece volete proseguire, spero che il racconto sia di vostro gradimento e vi invogli a visitare una delle mostre più belle che abbia visto negli ultimi tempi!

IL MONDO E L’ARTE DI ASTRID KIRCHHERR, LA “FOTOGRAFA DEI BEATLES”

ingresso mostra astrid kirchherr with the beatlesLa mostra Astrid Kirchherr with the Beatles espone quasi 100 scatti, tra fotografie e provini, per la maggior parte in bianco e nero, realizzati dalla donna che è passata alla storia come “la fotografa dei Beatles”.

Astrid Kirchherr, infatti, aveva incontrato i ragazzi di Liverpool nel 1960 ad Amburgo, città dove lavorava presso lo studio del fotografo Reinhart Wolf.

astrid kirchherr autoritrattoMa chi erano all’epoca i Beatles? Solo una delle tante band giovanili, nata il 6 luglio del 1957 a Liverpool dall’incontro tra John Lennon e Paul McCartney e arrivata ad Amburgo per fare “pratica”, su proposta del loro manager.

Oltre a Lennon e McCartney, la formazione dell’epoca annoverava anche George Harrison, Stuart Sutcliffe e Pete Best: è stata proprio Astrid Kirchherr ad immortalare questa prima formazione nella foto del 1960, scelta come icona della mostra bolognese.

beatles, formazione 1960L’incontro tra la Kirchherr ventenne e il gruppo di coetanei musicisti di Liverpool avvenne in modo del tutto casuale ma, probabilmente, contribuì a cambiare la vita di tutti loro.

Astrid aveva accompagnato l’allora fidanzato Klaus Voormann ad ascoltare questa nuova band in un locale di Amburgo: la fotografa rimase colpita non solo dalla musica dei Beatles ma anche dal loro bassista, Stuart Sutcliffe, con il quale avrebbe avuto un’intensa relazione.

stuart sutcliffIniziò così un rapporto destinato a durare negli anni, e che ha lasciato, a noi visitatori, immagini vivide degli esordi di una delle band più famose di tutti i tempi.

servizio fotografico 1960 al luna park di amburgoAstrid propose ai Beatles di realizzare un sevizio fotografico al Luna Park di Reeperbah: è da qui che parte il percorso espositivo di Astrid Kirchherr with the Beatles, da quel primo servizio fotografico realizzato dalla Kirchherr con la sua Rolliecord.

Le foto mostrano una band di giovani ragazzi ancora in cerca di una propria identità, alla quale la stessa Kirchherr pare abbia contribuito in modo decisivo.

astrid kirchherr foto di Max SchelerSarebbe stata lei infatti ad influenzarli favorendo l’evoluzione del look dei Beatles: dalle giacche di pelle e dal ciuffo alla Elvis, la band passò ad abbracciare il cosiddetto stile esistenzialista, con capelli ben pettinati e giacche senza colletto, uno stile che l’avrebbe poi caratterizzata.

john lennon e george harrison nello studio di stuart sutcliffCome illustrato nel percorso espositivo della mostra, il legame tra Astrid e i Beatles è stato intenso e profondo, ed ha toccato vari aspetti della loro vita, professionale ma anche privata.

La mostra ne ripercorre le principali tappe: dall’abbandono della band da parte di Stuart Sutcliffe, alla sua prematura scomparsa; dall’arrivo di Ringo Starr fino alla conquista della fama mondiale per i Beatles, per chiudersi con gli scatti, più intimi, della vacanza a Tenerife, gli unici a colori dell’intera esibizione fotografica.

astrid kirchherr e george harrisonAttraverso queste fotografie è possibile compiere un viaggio non solo alla scoperta degli esordi di una delle più importanti band della storia della musica e del panorama artistico degli anni 60, ma soprattutto della vita di un gruppo di ventenni in cerca della propria strada.

sovraesposizione di john lennonLo stesso George Harrison, anni dopo, avrebbe ammesso l’influenza avuta da Astrid Kirchherr nella storia dei Beatles

Astrid ha influenzato la nostra immagine più di tutti. Ci faceva sembrare belli.

Sarà proprio lui a chiamarla, nel 1967, per realizzare la copertina dell’album Wonderwall Music, l’ultima foto che la Kirchherr scatterà ad un membro dei Beatles.

copertina di wonderwall musicNegli scatti della mostra Astrid Kirchherr with the Beatles, ufficiali e ufficiosi, è possibile seguire anche l’evoluzione nella tecnica fotografica utilizzata dalla Kirchherr.

Dalle prime fotografie, realizzate in set predisposti o all’interno di studi fotografici, si passa poi alle foto scattate per strada, più immediati e realistiche.

george harrison e john lennonEppure, proprio la vicinanza a quella che diventò la band più famosa al mondo, ha avuto effetti negativi per la carriera professionale della Kirchherr: l’essere ormai etichettata da tutti solo come la “fotografa dei Beatles”, la spingerà infatti a lascerà la fotografia nel 1967.

ragazzo che fuma a liverpoolSono tornata più volte nelle singole sale per rivedere molti dei suoi scatti: dalle foto in studio di John Lennon e George Harrison fino a quelle delle band giovanili di Liverpool.. e ho poi capito che il motivo è che queste fotografie riescono a trasmettermi emozioni.

Se per i Beatles questo è dovuto molto probabilmente al “feeling” instaurato con la Kirchherr, ritrovare questa stessa capacità anche negli scatti delle strade di Liverpool dimostra, secondo me, che questo è proprio il tratto distintivo della sua fotografia.

band giovanili di liverpoolAstrid Kirchherr, secondo me, aveva la rara capacità di riuscire a far emergere nelle sue fotografie la personalità di chiunque finisse davanti al suo obiettivo.

Se amate i Beatles o la fotografia in generale vi consiglio di prendere in considerazione questa mostra…

paul mccartney e astrid kirchherr…se invece avete passione per entrambi, Astrid Kirchherr with the Beatles, secondo me, è una mostra che non dovreste perdere!

ASTRID KIRCHHERR WITH THE BEATLES: INFO UTILI SULLA MOSTRA A PALAZZO FAVA A BOLOGNA 

bookshop di palazzo fava

La mostra Astrid Kirchherr with The Beatles si trova a Palazzo Fava, nel centro storico di Bologna, e sarà visitabile fino al 9 ottobre 2017. Ad organizzarla sono Fondazione CaRisBo e Genus Bononiae, in collaborazione con ONO arte contemporanea, Ginzburg Fine Art e Kai-Uwe Franz.

Tutte le informazioni su orari, costi e ingressi sono disponibili sul sito ufficiale.

E’ possibile acquistare il biglietto anche online: devo dire che quando ci sono stata io, un venerdì mattina, ho trovato pochissimi visitatori e questo ha contribuito a rendere ancor più piacevole la mia visita!

Se volete fare come me, potete raggiungere in treno Bologna e dalla stazione fare una bella passeggiata fino a Palazzo Fava: sono circa 10/15 minuti di camminata. Se avete paura di non trovare l’edificio, tranquilli: a guidarvi non saranno solo le indicazioni ma anche la musica dei Beatles che risuona sotto le volte dell’antico palazzo.

All’ingresso, oltre alla biglietteria, troverete armadietti dove lasciare zaini e borse, gratuitamente; sono disponibili anche alcuni armadietti per trolley.

armadietti a palazzo favaAl momento dell’acquisto del biglietto vi verrà offerta l’audio guida, il cui costo è compreso nel prezzo: ve la consiglio, perchè offre descrizioni molto più dettagliate, con aneddoti e curiosità che non troverete nelle didascalie del percorso espositivo.

La mostra delle fotografie di Astrid Kirchherr e di Max Scheler (il collega che ha scattato alcune delle foto di Astrid sul set di “A Hard Day’s Night) occupa tutto il primo piano di Palazzo Fava: a farvi da sottofondo durante la visita saranno ancora le musiche dei Beatles che vi aiuteranno ad estraniarvi dalla realtà, trasportandovi in una dimensione senza tempo e spazio.

E’ possibile fare fotografie durante la visita ma senza flash.

foto sul set di a hard day's nightOvviamente i tempi di visita della mostra possono variare, a secondo del vostro interesse: se un’ora può essere più che sufficiente per vedere tutte le sale con l’audio-guida, tenete presente che io ne ho impiegate ben tre!

collezione di vinili di alberto dosiAl secondo piano troverete anche una bellissima collezione di vinili d’epoca, prestati dal collezionista Alberto Dosi, oltre ad alcune fotografie scattate da Rodrigo Pais durante il concerto che i Beatles tennero a Roma nel 1965.

fotografie di rodrigo paisInoltre è stato allestito un angolo dediche, dove potete lasciare il vostro saluto o giudizio sulla mostra, un’area selfie con la foto simbolo della mostra e una sezione video, con un filmato che rielabora foto della Kirchherr e immagini dei Beatles, realizzato da Fabrizio Passarella e Alex Marra.

i miei gadget della mostraInfine, prima di uscire fate un salto al bookshop: troverete gadget, libri e accessori sui Beatles.

Se la mostra dovesse piacervi, vi consiglio il catalogo ufficiale, Astrid Kirchherr With The Beatles, realizzato da Damiani: costa un po’ ma raccoglie molti degli scatti in esposizione e ricostruisce bene tutta la storia del rapporto tra i Beatles e la Kirchherr.

Tra tutti i souvenir che ho acquistato è il più bello!

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