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 Ylenia Caioli

Abruzzo: Ortona e la Costa dei Trabocchi

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Trabocco di Punta CavalluccioTra le scoperte fatte durante la nostra settimana di vacanza in Abruzzo ci sono i trabocchi: io non ne avevo mai sentito parlare ma anche il mio fidanzato, che da ragazzo era stato in vacanza a Vasto, non sapeva esattamente cosa fossero.

Grazie a VisitAbruzzo e dopo aver consultato anche il sito Terre dei Trabocchi, mi era venuta una gran curiosità di vederne almeno uno: così dopo la visita a Chieti e Pescara, una mattina siamo partiti in direzione della Costa dei trabocchi, il litorale che che da Ortona scende giù fino a Vasto, denominata così proprio per la presenza di queste caratteristiche strutture!

LA COSTA DEI TRABOCCHI

Trabocco in AbruzzoUn trabocco (o trabucco) è una struttura in legno, posizionata in mare, a pochi metri di distanza dalla riva, utilizzata per pescare: è costituita da una piattaforma, sulla quale spesso viene montata una copertura, e dalla quale partono dei lunghi pali, usati proprio per sostenere la rete (detta appunto trabocchetto).

I primi trabocchi li abbiamo incontrati poco fuori Ortona, lungo la strada statale 16, che costeggia il mare: la prima impressione è stata quella di vedere degli enormi granchi di legno!

In realtà non credevo ce ne fossero tanti: da qui e fino a Vasto rappresentano una costante del panorama marinaro (e nei giorni successivi infatti abbiamo avuto diverse occasioni di rivederli!): alcuni sono in disuso, altri invece sembrano perfettamente funzionanti.

Inoltre oggi i trabocchi non vengo più solo usati per pescare ma anche per mangiare: in alcuni di essi infatti sono stati allestiti caratteristici ristoranti (che purtroppo non abbiamo avuto la possibilità di sperimentare ma avevo trovato l’elenco a questo link) e vengono usati anche per organizzare eventi, come per esempio matrimoni (uno l’abbiamo visto l’ultimo giorno della nostra vacanza!)

PROMONTORIO DANNUNZIANO

Promontorio Dannunziano: vedutaScendendo lungo la Costa dei Trabocchi, la prima destinazione della giornata avrebbe dovuto essere la riserva naturale di Punta di Acquabella, poco dopo Ortona: mentre girovagavamo in auto alla sua ricerca, ci siamo imbattuti invece nel…Promontorio Dannunziano!

Ok, lo ammetto: non sapevo che Gabriele D’Annunzio avesse risieduto da queste parti, e il promontorio non era indicato nella cartina che avevamo preso all’infopoint! Si trova invece poco dopo Marina di San Vito Chietino (scendendo da Ortona in direzione Vasto) lungo la SS16.

E’ un angolo a picco sul mare, molto carino, indicato da un cartello lungo la strada: è stato realizzato un belvedere da cui è possibile ammirare il tratto di costa, caratterizzata, oltre che dalla bellezza del mare e della natura, anche da due trabocchi; uno di questi è il trabocco turchino, citato da D’Annunzio nel romanzo “Il Trionfo della Morte”.

All’interno del belvedere Il Comune di San Vito Chietino ha posto una bacheca informativa che spiega il rapporto tra Gabriele D’Annunzio e questa zona: qui il Poeta amava ritirarsi per godere la natura, alloggiando nel suo eremo, dove ebbe anche una lunga storia d’amore con Barbara Leoni; lungo la palizzata di legno è stato posizionato anche una sorta di epitaffio con un brano di una canzone (credo si tratti di “Canzone per un’amica” dei Nomadi ma non ho ben capito il nesso con D’Annunzio).

Dato che nel pannello informativo veniva menzionata l’Eremo di D’Annunzio, che avrebbe dovuto trovarsi poco più avanti lungo la strada (in direzione di Ortona), siamo ripartiti dal Promontorio per vedere se era possibile visitarlo.

Poco più avanti, in effetti, abbiamo trovato uno slargo lungo la strada con il cartello che indicava la presenza dell’abitazione di D’Annunzio: peccato però che lì intorno ci fossero diverse case, di cui due pìù vetuste, e dato che l’eremo non era indicato da altro, siamo rimasti con il dubbio di quale fosse delle due (evidentemente però nessuna era visitabile in quanto una era abitata e l’altra aveva i cancelli chiusi)!

cartello eremo di D'Annunzio

Siamo così ripartiti in auto, sempre alla ricerca di un’indicazione per raggiungere Punta di Aqcuabella: ma dopo aver percorso avanti e indietro il tratto di strada indicato dalla cartina, abbiamo desistito, dirigendoci verso la seconda meta della giornata, ovvero Ortona!

ORTONA: CASTELLO ARAGONESE E BASILICA

bastione e costaSiamo arrivati ad Ortona più o meno intorno all’ora di pranzo: il paese è molto carino, arroccato su un promontorio che domina il mare.

Abbiamo trovato un ampio parcheggio proprio accanto al Castello Aragonese, che volevamo visitare: purtroppo il cancello indicava che avrebbe riaperto solo alle 14. Così ne abbiamo approfittato per fare un giro nella parte alta di Ortona: dalla terrazza panoramica, alla piazza del mercato fino a ridiscendere alla zona del parcheggio, dove ci siamo fermati a mangiare un panino.

L’accesso al Castello Aragonese di Ortona è gratuito: quel che resta infatti sono solo le strutture murarie esterne con tre dei quattro bastioni, se si eccettua una piccola stanza dove era stata allestita una mostra di foto (che però avrebbe aperto solo alle 18!).

Castello aragonese ad OrtonaDevo dire che la struttura è comunque tenuta bene ed è carina da visitare (tra l’altro il panorama sulla costa e sul porto di Ortona è molto bello!).

Peccato non ci fosse all’interno alcun pannello di informazioni per poter apprendere qualcosa in più della sua storia.

Terminata la visita al castello ci siamo diretti verso la Basilica di Ortona (la cui cupola è visibile in quasi tutta la parte alta della città), e che abbiamo scoperto essere stata intitolata all’apostolo San Tommaso (apostolo che mi è particolarmente simpatico dato che spesso vengo paragonata a lui per la sua attitudine a “non credere per fede” :D)

Piazza San tommaso e Basilica di Ortona

In questa basilica infatti dal 1258 vengono conservati i resti dell’apostolo che dubitò della resurrezione di Gesu; la Basilica è punto di arrivo di un itinerario che attraversa tutto l’Abruzzo.

Dall’orario appeso sul portone della chiesa, abbiamo appreso che avrebbe aperto alle 15 e dato che mancava circa un quarto d’ora abbiamo deciso di riposarci, approfittando di una colorata gelateria presente nella pizza, “Giogoloso“.

Gelateria Giogoloso ad OrtonaAppena entrati abbiamo notato al muro tantissime foto di bambini con enormi gelati oltre ad un Pinocchio in legno a grandezza naturale…che ci ha fatto pensare subito all’omonimo sceneggiato tv di Luigi Comencini!

La persona al banco ha confermato i nostri sospetti: si trattava infatti proprio di una delle poche repliche usate ne “Le avventure di Pinocchio” di Comencini (con tanto di certificazione) e il burattini veniva usato negli eventi organizzati dall’associazione di Giogoloso, mago gelataio che vuole diffondere la “cultura del gelato tradizionale” in modo ludico (le foto appese si riferivano agli eventi organizzati).

Pinocchio da Giogoloso ad OrtonaL’iniziativa è molto carina, oltre al fatto che il gelato era davvero buono, così se volete saperne di più di Giogoloso, questa è la pagina Facebook (purtroppo non molto aggiornata!)

Dopo esserci gustati il gelato, e dato che alle 15.20, i battenti della Basilica continuavano a restare ermeticamente chiusi, siamo venuti via da Ortona (peccato, ero curiosa davvero di vedere la tomba di San Tommaso!) per cercare di concludere la giornata al mare: a settembre infatti il sole cala presto sulla costa adriatica, dato che scende dalla parte della terraferma e non sul mare, come avviene invece lungo la costa tirrenica.

Spiaggia libera a Lido Riccio in AbruzzoCosì, tornando verso Francavilla a Mare sempre lungo la SS16, ci siamo così fermati a Lido Riccio, piccola località con un’ampia spiaggia (una parte è attrezzata, una parte è libera): noi ci siamo sistemati nel tratto di spiaggia libera.

tramonto a Lido RiccioNon so se perchè eravamo a settembre ma devo dire che non c’era molta gente e così abbiamo potuto goderci un fantastico tramonto in totale relax!

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